Il futuro dei bambini e degli adolescenti, il futuro dell'Europa: i 60 anni dei Trattati di Roma

L’Unione siamo noi e i nostri figli, i nostri figli sono i figli ed il futuro dell’Unione

Il 25 marzo si celebrano i 60 anni dalla firma dei Trattati di Roma, la pietra miliare su cui si è andata edificando quella che oggi è l’Unione europea. Dal 25 marzo 1957, l’obiettivo della Comunità europea, inizialmente economico, si è andato progressivamente concentrando sulla dimensione sociale dell’Europa.

Il potenziamento della dimensione sociale dell’Unione è testimoniato dall’adozione, nel 2000 e dalla sua conferma nel 2007, della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, che prevede, all’art. 24, i diritti di tutti i bambini e le bambine alla protezione ed alle cure necessarie per il loro benessere, all’ascolto, all’espressione delle proprie opinioni, senza alcuna distinzione di età, sesso, cittadinanza, religione, razza, appartenenza etnica.

Questa disposizione, portavoce della considerazione preminente che deve essere attribuita al superiore interesse del minore, deve costituire il faro che illumina la strada di tutte le azioni delle istituzioni nazionali ed europee nel settore dell’infanzia e le politiche “a misura di minore”.

In un mondo incerto, come quello attuale, il fascino dell’isolamento potrebbe sembrare invitante: tuttavia, frammentarietà e divisione significano debolezza, significano esporsi allo spettro del nostro passato, significano essere preda di interessi dei poteri forti.

Pensiamo a ciò che l’Europa è stata in passato, a ciò che è diventata e sarà, pensiamo al nostro futuro: l’Unione siamo noi e i nostri figli, i nostri figli sono i figli ed il futuro dell’Unione. Che il giorno del sessantesimo anniversario dei Trattati costituisca dunque occasione di profonda riflessione sull’importanza dell’integrazione: restiamo uniti nei valori di pace, libertà, tolleranza e solidarietà su cui si fonda l’Unione europea.