Non più minorenni scomparsi

Il 94% dei minorenni scomparsi in Italia è costituito da stranieri non accompagnati. Più di 9 su 10 dei ragazzi di cui si sono perse le tracce. Numeri, diffusi a febbraio dal Commissario straordinario del Governo per le persone scomparse, che non lasciano indifferenti. Specie il 25 maggio, Giornata internazionale per i bambini scomparsi. Perché c’è bisogno di intervenire – e in fretta – per non permettere che divengano dei fantasmi. Sono persone. Persone di minore età delle quali vanno tutelati i diritti.

Sarebbe utile una mappatura delle rotte seguite da questi ragazzi attraverso l’Europa. Bisogna infatti aver chiaro quanti di loro raggiungono i Paesi di destinazione e quanti, invece, scompaiono. Va portato alla luce quali sono i soggetti con cui i bambini e i ragazzi vengono in contatto durante i loro spostamenti. Perché senza una famiglia, senza adulti fidati, che siano il loro riferimento, questi minorenni sono i più vulnerabili tra i vulnerabili.

Lo scorso 3 maggio il Parlamento europeo ha approvato una mozione sulla protezione dei minori migranti. I parlamentari hanno sottolineato che in Europa “la mancanza di informazioni affidabili e le lunghe procedure di ricongiungimento familiare e di nomina di tutori, unitamente alla paura di essere trattenuti, rinviati nel paese di origine o trasferiti, inducono i minori a darsi alla fuga, cosa che li espone al traffico di esseri umani, alla violenza e allo sfruttamento”. Un ulteriore campanello di allarme. E così, di fronte a questo fenomeno, il Parlamento Ue ha esortato “gli Stati membri ad accelerare le procedure per la nomina di tutori o di tutori temporanei per i minori non accompagnati al loro arrivo”.

Sono numerose in Italia le candidature di aspiranti tutori volontari di minori stranieri non accompagnati. E numerosi sono i cittadini iscritti negli elenchi per essere nominati. Ma dai dati dei tribunali risulta essere ancora esigua la quantità dei tutori volontari che hanno prestato giuramento.  Serve un intervento rapido e sinergico. Non mi stancherò di fare appello a tutti gli attori del sistema di protezione e accoglienza perché si esprima la centralità rappresentata dalle persone di minore età. Perché questi ragazzi, al di là dell’esser stranieri, sono sostanzialmente questo: dei minorenni soli.

Per queste ragioni ho fatto appello al Ministero della Giustizia perché sia condivisa con gli uffici giudiziari competenti la necessità di procedere celermente alla nomine dei tutori. In particolare ciò deve avvenire in quei tribunali nei quali risultino esserci elenchi con un numero significativo di aspiranti tutori. Risorse di una solidarietà sociale che va valorizzata e che risponde a un principio costituzionale fondamentale. Figure che possano aiutare questi ragazzi a integrarsi e a costruire la propria esistenza nel rispetto del superiore interesse del minore. E a non sparire.

Filomena Albano