Oggi è la Giornata Mondiale del Rifugiato, lo sforzo di tutti deve essere quello di garantire non solo pari diritti ma ascolto e accoglienza

Il 2016 è stato l’anno dell’arrivo nel nostro Paese di circa 26 mila minori non accompagnati, il doppio dell'anno precedente, giunti prevalentemente dall’Africa, fuggiti da guerre, persecuzioni e povertà, e arrivati in Italia dopo viaggi pieni di insidie e di pericoli, senza adulti di riferimento e in condizione di vulnerabilità e fragilità. 

Oggi è la Giornata Mondiale del Rifugiato, lo sforzo di tutti deve essere quello di garantire non solo pari diritti ma ascolto e accoglienza in tutte le sue forme anche le più elementari, come è quella di vivere liberi dalla guerra.

È proprio tra questi bambini e bambine, ragazzi e ragazze che si manifesta con chiarezza la distanza tra il piano dell’affermazione e quello della attuazione dei diritti.

Sono già “uguali” ai loro coetanei.

Tuttavia siamo costretti a pensare agli strumenti attraverso i quali garantire loro un’effettiva uguaglianza a cui hanno assolutamente diritto: accoglienza adeguata, tutela da parte di adulti responsabili, affidatari di riferimento, educazione, istruzione, salute, opportunità formative.

Strumenti che abbiamo il dovere di assicurare, perché sia effettivamente una risorsa ciò che taluni potrebbero diversamente percepire come un problema.

La sfida dell’uguaglianza deve essere quella di abbattere le barriere che possono impedire il loro inserimento nella vita adulta e dobbiamo garantire loro il presente prima ancora che il futuro, in linea con la nostra tradizione di Paese “faro” sul fronte dei diritti.