Agia al Festival del volontariato, nuove forme di impegno sociale: i tutori

Al Festival italiano del Volontariato, in corso a Lucca, oggi si è parlato di nuove risposte all'idea classica di volontariato che si sviluppano incontrandosi anche con altre forme di impegno. L’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza Filomena Albano, a tale proposito, ha partecipato al convegno e tavola rotonda “Uno e molti” dedicato al volontariato individuale come impegno sociale. Una riflessione a più voci, che l’Autorità garante è stata invitata a concludere, dedicata all’impegno individuale nel volontariato integrato in una visione ampia di terzo settore come risposta collettiva alle vulnerabilità e alla fragilità sociali.

“I tutori volontari di minori stranieri non accompagnati sono ‘cittadini attivi’ che rappresentano una delle nuove forme individuali di impegno sociale” osserva a margine dell’evento l’Autorità garante Filomena Albano. “La loro esperienza è nata dal basso e realizza il principio di solidarietà sancito dalla Costituzione. La loro è una risposta a un’esigenza sociale legata ai diritti fondamentali delle persone di minore età, che la legge ha istituzionalizzato a livello nazionale. Si tratta di circa 4.000 aspiranti tutori, disposti a trasformarsi in ‘mini garanti’, da inserire nella rete di soggetti a protezione di ragazzi soli. I nominativi di circa mille candidati sono stati trasmessi ai tribunali, ai quali ora spetta accelerare le procedure per le nomine”.

“Chi sono i tutori? Ne ho incontrati molti nei corsi che, come Agia, abbiamo svolto nelle Regioni ancora prive di Garante” ha proseguito la Garante Albano. “Essi restituiscono un’idea del profilo sociale del tutore. In tre casi su quattro sono donne. Per il 36,8% gli aspiranti hanno tra i 46 e i 60 anni. Ce ne pure di sono over 60 (15%) e di under 35 (20%). Molti sono laureati o con un’elevata formazione. Svolgono lavoro dipendente quattro su dieci, il 18% sono liberi professionisti e il 21% è già impegnato nel sociale”.