Dallo scontro all'incontro con i ragazzi di Sassari

Nuovo appuntamento, ieri mattina, nella sede dell’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza (Agia) con il progetto “Dallo scontro all’incontro: mediando si impara”, finalizzato a diffondere la cultura della mediazione come strumento di risoluzione dei conflitti. Protagonista dell’incontro una piccola rappresentanza dell’istituto comprensivo Salvatore Farina di Sassari, che ha partecipato con entusiasmo alle attività organizzate dai mediatori per stimolare la riflessione e la consapevolezza sull’importanza dell’ascolto e del rispetto reciproco.

A dare il via alle attività la Garante Filomena Albano, con la quale i ragazzi hanno parlato di diritti, soffermandosi in particolare su quello al gioco, alla scuola, alla salute, alla famiglia e alla casa. La mattinata è proseguita poi con una riflessione collettiva sui concetti di “scontro” e “incontro”: “tante volte quando si affronta una discussione tra amici non si riesce a parlare tranquillamente” ha sottolineato qualcuno, “spesso si litiga senza motivo e per cose da nulla” hanno messo in evidenza altri, per poi descrivere l’incontro come la capacità di “confrontarsi, essere sinceri, assumersi le proprie responsabilità, essere coerenti, riflettere sui propri errori, capirsi, sapersi ascoltare, essere consapevoli delle proprie azioni”. Per i ragazzi di Sassari la parola scontro può essere associata a “litigio”, “insulti”, “violenza” o “incidente”, mentre il termine “incontro” ha il significato di “comprendere, essere responsabili e coerenti, ascoltare, essere capiti, rispettare”.

Partecipando al gioco dei mimi, poi, i ragazzi si sono confrontati in prima persona su quali sono i comportamenti che possono generare un conflitto e su cosa si può fare concretamente per risolverlo: alcuni di loro hanno detto che “tutto dipende dalla buona volontà”, altri hanno ribadito con forza che “in ogni caso è meglio far pace”. Guidati dai mediatori i ragazzi hanno quindi ragionato sul valore del gruppo, come risorsa preziosa e strumento utile nella gestione dei conflitti. Con l’obiettivo, una volta tornati a casa, di trasmettere ai loro coetanei quanto imparato, per essere protagonisti di un vero cambiamento verso il “coraggio di partecipare” e, quindi, di non essere indifferenti a ciò che accade intorno ma di dare il proprio contributo per aiutare chi discute ad ascoltarsi e comprendersi.