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Diritto allo studio dei ragazzi fuori famiglia, la Garante Albano a Perugia

L’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, Filomena Albano, è intervenuta questo pomeriggio al seminario organizzato a Perugia dal Garante dell’infanzia e dell’adolescenza della Regione Umbria per promuovere la conoscenza e l’attuazione delle “Linee guida per il diritto allo studio delle alunne e degli alunni fuori famiglia”. Il documento, frutto del lavoro congiunto dell’Autorità garante e del Ministero dell’Istruzione, università e ricerca, mira ad offrire al personale scolastico strumenti adeguati per contenere il rischio che ragazzi allontanati dal nucleo familiare si trovino a interrompere il percorso di istruzione o a confrontarsi con altri tipi di pregiudizio in ambiente scolastico.

“Quello che mi auguro – ha detto la Garante Albano – è che attraverso la diffusione e l’attuazione concreta delle Linee guida si possano ridurre il più possibile, se non proprio eliminare, tutti quegli elementi di discriminazione che contribuiscono a rendere ancor più difficile la situazione, già di per sé complessa, dei ragazzi che vivono fuori dalla propria famiglia. Ragazzi per i quali è importante da un lato prevedere percorsi di istruzione personalizzati che tengano conto del vissuto e della storia individuale, dall’altro lato semplificare gli adempimenti burocratici relativi ai passaggi di documentazione tra istituti, per garantire non soltanto la continuità degli studi ma anche un effettivo inserimento”.

Nel concreto, le Linee guida stabiliscono una serie di interventi operativi finalizzati a mettere in atto percorsi didattici ed educativi che promuovano il pieno sviluppo di ogni ragazzo, a prescindere dalla provenienza e dalle condizioni economiche della famiglia.

Linee guida per il diritto allo studio delle alunne e degli alunni fuori dalla famiglia di origine

Progetto mediazione: da Potenza a Roma per imparare a litigare bene

Nuovo incontro questa mattina, nella sede dell’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza (Agia), nell’ambito del progetto “Dallo scontro all’incontro: mediando si impara”. A confrontarsi sui temi dell’ascolto, della relazione e della gestione del conflitto oggi è stata una rappresentanza di sei classi di prima e seconda media dell’Istituto comprensivo Federico di Svevia di Avigliano (Potenza). I ragazzi hanno partecipato a proposte di attività e giochi,  pensati per farli discutere in gruppo e dai quali sono emersi una serie di idee condivise su cosa sia utile fare per affrontare in modo “vincente” una discussione: assumersi le proprie responsabilità, mettere da parte l’orgoglio, ammettere i propri sbagli.

I due mediatori professionisti presenti all’incontro hanno poi guidato i ragazzi in una riflessione sugli aspetti positivi del conflitto, che fa crescere e maturare: il conflitto non è qualcosa da cui scappare, ma qualcosa da affrontare in modo diverso da come siamo abituati a fare, con consapevolezza e con la voglia di confrontarsi.

A concludere la mattinata, come sempre, il gioco del gomitolo. Attività che, attraverso il passaggio del filo e la condivisione di parole chiave (confronto, soluzione, pace, rinuncia, mediazione, sbagli, rapporti, emozioni, dolore, speranza), mira a trasmettere l’importanza di creare legami e relazioni.

 

La Garante Albano incontra il direttore generale del Ministero degli Affari sociali libanese

L’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, Filomena Albano, ha incontrato questa mattina il direttore generale del Ministero degli Affari sociali del Libano Abdallah Ahmad. L’incontro si inserisce nell’ambito della visita-studio che il ministero degli Affari sociali libanese sta conducendo in questi giorni in Italia per approfondire le buone prassi sviluppate rispetto alla messa a punto delle politiche sociali nazionali a e alla loro applicazione sul territorio. Nel corso dell’incontro sono stati approfonditi il ruolo e le funzioni dell’Autorità garante, anche nella prospettiva di creare una figura omologa in Libano. Particolare interesse ha suscitato il progetto di ascolto e partecipazione delle persone di minore età che l’Autorità garante sta conducendo attraverso la Consulta dei ragazzi.

Aspiranti tutori volontari: la Garante Albano al corso di Firenze

L’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, Filomena Albano, è intervenuta questo pomeriggio al corso di formazione per aspiranti tutori volontari di minori stranieri non accompagnati di Firenze. Al percorso formativo, organizzato dall’Autorità con il supporto di EASO – l’Ufficio europeo di supporto in materia di asilo, prendono parte 40 cittadini che si sono resi disponibili a svolgere le funzioni di tutori per i tanti ragazzi stranieri soli che vivono in Toscana (622 al 28 febbraio).

“Il compito che siete chiamati a svolgere è molto importante – ha ricordato la Garante – perché il tutore volontario può diventare un vero e proprio punto di riferimento. Non è soltanto un aiuto per sbrigare le pratiche amministrative, come quelle relative al permesso di soggiorno o alla procedura per il ricongiungimento familiare, ma è soprattutto una guida che può indirizzare il ragazzo verso un percorso di studio e formazione, accertarsi del suo stato di salute e consigliarlo nella scelta di un’attività ludica o sportiva da intraprendere”.

Proprio con riferimento alla delicatezza del ruolo, la Garante ha sottolineato la necessità di acquisire conoscenze e strumenti pratici: “È per questo motivo che state frequentando questo corso – ha tenuto a sottolineare la Garante – pensato e strutturato per trasmettervi la consapevolezza delle funzioni che dovrete svolgere e per spiegarvi concretamente cosa dovrete fare, che procedure dovrete seguire e con chi vi troverete a entrare in relazione”.

Bologna. Agia al seminario su minori soli e tutori volontari

L’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, Filomena Albano, è intervenuta al seminario per aspiranti tutori volontari “Minori soli e tutori volontari. Facciamo il punto”, che si è tenuto questa mattina nella sede dell’Assemblea legislativa della Regione Emilia Romagna. Obiettivo dell’iniziativa è stato sensibilizzare sulla figura del tutore volontario - introdotta dalla legge 47 del 2017 in materia di protezione dei minori stranieri non accompagnati - e approfondire le prassi in atto, anche attraverso il contributo delle istituzioni coinvolte e delle testimonianze di chi ha già esercitato il ruolo di tutore e dei ragazzi che con questa figura sono entrati in contatto.

“Iniziative di questo tipo – commenta la Garante Albano – sono interessanti e utili. Quella di oggi in particolare, perché ha permesso ai tanti cittadini che hanno dato la disponibilità a svolgere il ruolo di tutore in questa regione di conoscere più da vicino quali sono in concreto i compiti che si è chiamati a svolgere e quanto importante possa essere per un ragazzo che arriva solo nel nostro paese avere una guida a cui far riferimento”.

Nel corso del suo intervento la Garante ha avuto modo di ricordare che “i tutori non devono essere lasciati soli e vanno sostenuti e aiutati a svolgere al meglio la loro funzione. Per questo abbiamo sollecitato l’adozione di misure pratiche che possano sostenerli nello svolgimento dell’incarico come polizze assicurative, permessi dal lavoro e rimborso delle spese vive. E sempre per questa ragione abbiamo avviato un progetto che prevede azioni di supporto al tutore da parte di tutti gli attori coinvolti nel territorio di riferimento, nell’ottica di favorire la realizzazione di una rete di cittadinanza attiva”.

Minori non accompagnati, a Firenze terzo corso per tutori volontari

È iniziato questa mattina a Firenze il corso di formazione per quaranta aspiranti tutori volontari di minori stranieri non accompagnati. In Toscana risultavano censiti, al 28 febbraio scorso, 622 ragazzi stranieri senza genitori o altri adulti di riferimento, di cui 383 nella sola città di Firenze. Sabato sarà presente l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza (Agia), Filomena Albano.
“Il ruolo di tutore volontario – dice la Garante – non è semplicemente quello di rappresentare questi ragazzi, per lo più tra i 16 e i 17 anni, sul piano giuridico. Il ruolo dei tutori sarà anche quello di far loro da guida: avranno a che fare con minorenni soli che si trovano ora in un Paese spesso molto diverso dal loro. Il compito dei tutori richiede disponibilità, apertura, umanità, ma anche preparazione. E questo è lo scopo di questa tre giorni fiorentina che si concluderà domenica”.
Il corso si terrà all’Astoria Hotel, in via del Giglio. A partecipare 38 aspiranti dalla provincia di Firenze e due da quella di Prato. Tra essi 27 donne. Il ciclo formativo è organizzato dall’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza (Agia) con il supporto di EASO – l’Ufficio europeo di supporto all’asilo. È la terza edizione dei corsi per tutori volontari a Firenze.

Progetto mediazione: capire l’altro per ridurre i conflitti

Come ci percepisce l’altro? Ci sentiamo compresi nelle nostre emozioni e nei  nostri vissuti quando li condividiamo? Sono partiti da queste domande i ragazzi dell’istituto comprensivo Edmondo De Amicis di Succivo (Caserta) che oggi, nella sede dell’Autorità garante per l’’infanzia e l’adolescenza (Agia), si sono confrontati sui temi dell’ascolto, della comunicazione e delle modalità con cui affrontare e gestire i conflitti.

Con l’aiuto di due mediatori professionisti la classe - che partecipa al progetto dell’Agia “Dallo scontro all’incontro: mediando si impara” - si è messa in gioco con entusiasmo, partecipando con grande interesse alle attività in coppia o in gruppo pensate per suscitare la riflessione e lo scambio di opinioni. Dopo un momento iniziale dedicato alla presentazione reciproca, i ragazzi si sono cimentati con un’intervista particolare che ha permesso loro di sperimentare in prima persona il valore dell’ascolto attivo e dell’empatia.

Molto partecipata è stata anche l’attività di discussione collettiva, durante la quale si è riflettuto sul significato della comunicazione non verbale, attività che ha permesso di individuare alcune regole utili a guidarci nell’ascolto: guardare negli occhi chi parla, non distrarsi, non interrompere, rispettare un punto di vista diverso dal nostro, non giudicare. Il tutto per imparare a mettersi in relazione con l’altro, a costruire una comunicazione che sia davvero efficace e a gestire un conflitto in maniera positiva. 

Il prossimo incontro è programmato per martedì 17 aprile. Stavolta a cimentarsi in attività che aiutano a “litigare bene”, sarà la scuola Federico II di Svevia, di Avigliano (Potenza).

 

Tutori volontari a un anno dalla legge 47

“Il tutore volontario? Lavoreremo perché possa divenire un ‘micro garante’ del ragazzo” dice Filomena Albano, Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza (Agia), interrogata sulle prospettive di questa figura a un anno dall’approvazione della legge 47. “Dovrà essere un interlocutore consapevole, non un esperto di diritto. Un’interfaccia per i tanti attori investiti di competenze sulla vita e sul futuro dei minori stranieri non accompagnati: prefetture, questure, uffici scolastici, Asl e altri ancora. È importante che questa frammentazione si trasformi in una rete: la nostra speranza è che questa partecipazione, che parte dal basso, grazie al coinvolgimento delle persone si trasformi in un’azione che risulti più duratura”.

L'Autorità garante, Filomena Albano, è intervenuta oggi al convegno organizzato a Roma dalla Rappresentanza della Commissione europea in Italia a un anno dall’approvazione della legge 47. Tra le principali novità della normativa – che a partire dal maggio 2017 ha sistematizzato le competenze in materia – l'introduzione in Italia della figura dei tutori volontari di minorenni che arrivano nel nostro Paese senza adulti di riferimento.

“I tutori sono cittadini che realizzano il principio di solidarietà dell’articolo 2 della Costituzione” ha sottolineato la Garante Albano. “Persone che si sono messe in gioco per attuare, con umanità, i diritti dei minorenni. Sono soprattutto donne, in media 45enni, con una buona formazione culturale. Non era scontato che rispondessero all’appello: non si guadagna niente, non ci sono riconoscimenti, c’è molto da fare”. Per queste figure Agia sollecita da tempo forme di supporto come polizze assicurative, permessi dal lavoro e rimborsi delle spese vive. “È un salto culturale quello di concepire il ‘tutore volontario’, specie in un Paese che ha vissuto una significativa esperienza di tutela istituzionale” ha aggiunto la Garante Albano.

L’Autorità garante ha anche parlato della distribuzione dei minori in Italia. “La Sicilia raccoglie il 40% dei minori stranieri non accompagnati” conclude Albano. “I ragazzi invece dovrebbero essere distribuiti in maniera più equilibrata sul territorio nazionale, perché questo comporta molti vantaggi, prima di tutto per loro stessi: si evita che si radichino magari in situazioni che non corrispondono al superiore interesse del minorenne. Inoltre è più agevole trovare un numero adeguato di tutori, magari dislocati nelle vicinanze del luogo in cui vivono i ragazzi”.

Figli di detenuti, la raccomandazione del Consiglio d’Europa

Sono 2,1 milioni di minorenni in Europa ad avere un genitore in carcere. A difesa dei diritti di questi bambini e ragazzi il Comitato dei ministri del Consiglio d’Europa ha adottato lo scorso 4 aprile una raccomandazione destinata ai 47 Stati membri. I figli dei detenuti hanno gli stessi diritti degli altri bambini, compreso quello di avere contatti regolari con i genitori, salvo che ciò sia giudicato contrario al loro superiore interesse. È questo il principio generale contenuto nella raccomandazione.

Le linee guida del Consiglio d’Europa pongono a carico dei ministeri competenti, delle autorità garanti per l’infanzia e l’adolescenza e degli altri organismi nazionali per la protezione dei diritti dei minori il compito di verificare e adottare misure appropriate per il riconoscimento e l’attuazione dei diritti dei bambini con genitori detenuti o di quelli che vivono nelle carceri con le loro madri.  “Nessun bambino si senta diverso” afferma la Garante Filomena Albano. “È sempre stato questo il nostro principio guida. E abbiamo constatato con soddisfazione che nei documenti del Consiglio d’Europa l’esperienza italiana è considerata tra quelle che vanno nelle giusta direzione, proprio grazie al protocollo la ‘Carta dei diritti dei figli dei genitori detenuti’ sottoscritto con il Ministero della Giustizia e l’associazione ‘Bambinisenzasbarre’”.

Evitare l’arresto dei genitori in presenza dei figli e se ciò fosse inevitabile, procedere comunque nel rispetto della sensibilità del minorenne è uno degli orientamenti espressi dal Consiglio d’Europa lo scorso 4 aprile. Per minimizzare poi l’impatto della detenzione di un genitore sui figli, le autorità giudiziarie dovranno ricorrere il più possibile a soluzioni come permessi, sistemi di carcere aperto o sorveglianza elettronica. I minorenni dovranno poi poter visitare i familiari detenuti entro una settimana dall’arresto e poi regolarmente senza che ciò che interferisca con la loro vita, in particolare con gli impegni scolastici. Le perquisizioni sui minorenni andranno compiute con modalità adeguate al bambino. Gli Stati sono stati infine invitati a dare supporto ai genitori in carcere che vogliano partecipare all’educazione dei figli, in particolare nelle comunicazioni con scuola, servizi sociali e sanitari.

Il luogo di detenzione di un familiare dovrà essere quanto più possibile vicino al domicilio del minorenne e le visite dovranno avvenire in spazi dedicati o in una struttura nei paraggi del carcere. Prevista la possibilità di contatti regolari via webcam, chat, telefono o per mezzo di altre soluzioni tecnologiche.

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