15
Novembre
2017

L’Ufficio dell’Autorità garante ad Atene per il meeting regionale “Safeguarding and protecting the rights of children on the move: the challenge of social inclusion”

No alla detenzione dei minori accompagnati o non accompagnati unicamente in ragione dello status di migrante, procedure di asilo a misura di bambino, rapida nomina di un tutore, esame approfondito dei bisogni del minore, percorsi di istruzione formale entro un mese dall’arrivo. Queste le raccomandazioni in tema di gestione dell’arrivo dei minori migranti e di procedure di prima accoglienza, adottate dalla Rete europea dei garanti per l’infanzia (Enoc) in occasione del Meeting di Atene del 13 e il 14 novembre. Le altre raccomandazioni adottate riguardano poi le fasi successive dell’accoglienza – in particolare gli aspetti del ricongiungimento familiare, dell’istruzione e dell’accesso ad adeguati servizi sanitari – i meccanismi di tutela dei diritti di bambini e adolescenti e la promozione della loro inclusione. 

Punto centrale della discussione, in entrambe le giornate, la consapevolezza che la sfida principale oggi è rappresentata dall’inclusione sociale dei minorenni migranti. Nel corso dei lavori sono state ricordate le principali azioni poste in essere dall’Enoc a tutela dei minori migranti: dalla dichiarazione “Position statement” di settembre 2013 intitolata “Children on the move: Children first”, alla costituzione di una task force sui minori migranti di settembre 2015, al primo rapporto “Safety and fundamental rights at stake for children on the move” di gennaio 2016, sulla sicurezza e i diritti fondamentali in gioco per tale tipologia di minorenni vulnerabili.

Presente l’Ufficio dell’Autorità garante, che ha inviato la presentazione della legge 47 del 2017 "Disposizioni in materia di misure di protezione dei minori stranieri non accompagnati".

Le raccomandazioni adottate

La presentazione della legge 47 del 2017

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