17
Novembre
2017

La Garante Albano alla conferenza sulle nuove sfide educative: “il percorso di crescita deve essere costruito sui bisogni dei ragazzi, che vanno intercettati attraverso un ascolto attivo e costante”

“Non ci sono solo adolescenti iperconnessi, ma anche tanti ragazzi connessi solo a metà o che non lo sono affatto”. Lo ha detto questa mattina l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza Filomena Albano, ricordando che compito dell’Autorità è  quello di mettersi in ascolto di tutti i bambini e i ragazzi che vivono nel nostro paese, per farsi portavoce, “megafono” delle loro richieste, con particolare attenzione a quei ragazzi che vivono in una condizione difficile di isolamento o di limitazione per cause diverse e non sempre congiunturali.

La Garante, intervenuta in occasione del Premio Adolescen-Ack, consegnato agli studenti che hanno partecipato alla due giorni organizzata dal Miur “Adolescenti oggi. Nuova alleanza. Nuove sfide educative”, ha posto l’accento sulla necessità che il percorso educativo di ciascun ragazzo sia costruito sui suoi bisogni, che devono essere intercettati attraverso “un ascolto attivo e costante”.

“Parto dall’ascolto di voi adolescenti – ha detto rivolta ai ragazzi presenti all’iniziativa – per farvi partecipare alle scelte politiche che vi riguardano, perché il mio ruolo è quello di ambasciatrice dei vostri diritti. Così faccio con i ragazzi che vivono in comunità, negli istituti penali o nei centri di accoglienza o con i tanti studenti che incontro nell’ambito dei diversi progetti che abbiamo attivato nelle scuole sullo strumento della mediazione, sull’educazione a stili di vita corretti e sulla diffusione dei principi della Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza”

 

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