Archivio News

Progetto mediazione: nella sede dell’Agia proseguono gli incontri con le scuole

Nuovo appuntamento, nella sede dell’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza (Agia), con il progetto “Dallo scontro all’incontro: mediando si impara”, promosso dall’Autorità per diffondere tra i ragazzi la cultura del rispetto dell’altro e la capacità di affrontare i conflitti in modo sano e costruttivo.

Questa mattina a partecipare alle attività organizzate nell’ambito dell’iniziativa sono stati gli alunni di seconda media dell’istituto comprensivo De Amicis-Bagaldi-San Lorenzo di Melito di Porto Salvo (Reggio Calabria). Sotto la guida esperta di due mediatrici professioniste, i ragazzi si sono confrontati dapprima con l’attività dell’intervista doppia – pensata per far riflettere sull’importanza di saper ascoltare e saper comprendere l’altro – e poi con una serie di attività finalizzate a sollecitare un confronto sul modo corretto di gestire e risolvere una discussione.

La mattinata si è conclusa, come d’abitudine, con il gioco del gomitolo, che mira a trasmettere il valore della rete e delle relazioni interpersonali.   

 

Al via i lavori della Consulta dei ragazzi dell’Agia

È nata la Consulta dei ragazzi dell’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza (Agia). A farne parte diciotto under 17 – nove maschi e nove femmine – provenienti da scuole medie e superiori, rappresentanze studentesche, gruppi scout, oratori e federazioni sportive. Tra loro anche un minore straniero non accompagnato.

I ragazzi hanno incontrato per la prima volta la Garante Filomena Albano nella sede dell’Agia. Tema del confronto: l’età minima del consenso per i minorenni al trattamento dei dati personali in particolare quando si iscrivono a un servizio sul web. La consultazione rientra nel ciclo di audizioni che l’Autorità sta conducendo in questi giorni tra esperti e accademici a proposito del nuovo regolamento europeo sulla privacy (Gdpr) che entrerà in vigore il 25 maggio prossimo.

“L’istituzione della Consulta dei ragazzi – spiega la Garante Albano – punta a contribuire all’attuazione dell’articolo 12 della Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza: ogni persona di minore età ha il diritto di esprimere la propria opinione e lo Stato deve garantire che tale opinione sia presa in considerazione dagli adulti. Il diritto alla partecipazione, pur non essendo previsto direttamente dalla Convenzione, è strettamente connesso a quello di esser ascoltati. Abbiamo creato uno spazio nel quale i giovanissimi potranno esprimersi, cercando di far in modo di essere ascoltati sulle decisioni che li riguardano. Sarà compito dell’Autorità garante tenerne conto, valutarle e farsene poi portavoce nelle sedi istituzionali”.

Altri ragazzi potranno essere coinvolti su specifici argomenti. Saranno attivati rapporti con scuole e associazioni per valorizzare la partecipazione dei ragazzi alle consultazioni dell’Autorità garante. È previsto, inoltre, che la Consulta collabori con “redazioni locali” che saranno costituite negli istituti comprensivi a proposito delle questioni che riguardano interessi connessi alla fascia tra gli 11 e i 15 anni. Analoga collaborazione sarà attivata, per la fascia dai 7 ai 10 anni, sui bisogni di tutela dei diritti dei più piccoli con apposite “Commissioni bambino”.

AVVISO PUBBLICO PER N.1 POSIZIONE DI COMANDO

AVVISO PUBBLICO PER L'ACQUISIZIONE DI MANIFESTAZIONI DI INTERESSE A PARTECIPARE ALLA PROCEDURA DI SELEZIONE DI N. 1 UNITA' DI PERSONALE DA ASSEGNARE IN POSIZIONE DI COMANDO PRESSO L'AREA DIRITTI DELL'UFFICIO DELL'AUTORITA' GARANTE PER L'INFANZIA E L'ADOLESCENZA (scadenza 18/04/2018)

Scarica l'Avviso di selezione e il Modulo di domanda

Minori non accompagnati: a Lucca corso per 45 aspiranti tutori

Ha preso il via a Lucca il corso per aspiranti tutori volontari di minori stranieri non accompagnati (Mnsa) che proseguirà per tutto il weekend al Grand Hotel Guinigi. A organizzare la formazione l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza (Agia) con il supporto di EASO – l’Ufficio europeo di supporto all’asilo. 

I candidati iscritti sono 45, in gran parte laureati e per la maggior parte donne.  Provengono dalle province di Lucca (15), Pisa (13), Pistoia (9) e Livorno (8). Territori nei quali risulta segnalata la presenza di 133 minori stranieri non accompagnati, che corrispondono al 21,4% dei Mnsa della Toscana (il 64% è in provincia di Firenze).

 “I tutori volontari sono cittadini che si rendono disponibili a fare da guida ai ragazzi nel difficile percorso di inserimento in una comunità che non conoscono e a sostenerli nelle scelte di vita che li attendono” spiega l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, Filomena Albano. “Questa forma di protezione per ‘persone di minore età’ è prevista dalla legge 7 aprile 2017, n. 47 che, per la prima volta in Europa, ha disciplinato in modo nuovo e in un’ottica di sistema le azioni a tutela delle persone di minore età che arrivano nel nostro paese prive di adulti di riferimento”.

Una volta superato il corso, se gli aspiranti confermeranno la loro disponibilità a essere inseriti nell’elenco dei tutori volontari, toccherà poi al Tribunale per i minorenni provvedere alla loro nomina.

Agia contribuisce ad aggiornamento Rapporto FRA su tutela

L’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza (Agia) ha contribuito all’aggiornamento del rapporto della European Union Agency for Fundamental Rights (FRA – Agenzia europea per i diritti fondamentali) del 2015 con una nota che riassume le principali novità in materia di tutela dei minori stranieri non accompagnati in Italia.  

Il documento, redatto sia in italiano che in inglese, fa il punto sull'attuazione della legge 47 del 2017 (Disposizioni in materia di misure di protezione dei minori stranieri non accompagnati) che, per la prima volta in Europa, ha disciplinato con un approccio innovativo e di “sistema” tutti gli aspetti relativi alla protezione delle persone di minore età che arrivano sole nel nostro paese. L’aggiornamento del rapporto FRA, in particolare, si è concentrato sull'articolo 11 della legge 47, che prevede la creazione di elenchi di tutori volontari per minori non accompagnati presso i tribunali per i minorenni, ai quali il decreto legislativo 220 del 2017 ha attribuito anche la competenza a nominare il tutore.

L’attenzione da parte dell’Europa alla figura del tutore volontario è massima, poiché l’approccio italiano potrebbe diventare una pratica promettente all’interno dell'Unione: si tratta infatti di un sistema di tutela flessibile, che può rispondere a esigenze mutevoli, che coinvolge attivamente la comunità nel paese di accoglienza. Allo stesso tempo, tuttavia, questo sistema richiede attenzione, in particolare per quanto attiene alla gestione, al supporto e alla supervisione del numero elevato di persone che si rendono disponibili ad assumere l’incarico di tutore volontario.

La FRA, assieme ad altre agenzie di respiro internazionale ed europeo e ad associazioni e organizzazioni esperte in materia di minori e migrazione, ha partecipato alla prima fase dell’attività formativa rivolta agli aspiranti tutori volontari organizzata dall’Autorità garante in Toscana, Sardegna, Abruzzo e Molise.

http://fra.europa.eu/en/news/2018/innovative-italian-legislation-updates-approach-guardianship

Da Covo (Bg) all’Agia per imparare a gestire i conflitti

Gli alunni dell’istituto comprensivo “Lorenzo Lotto” di Covo, in provincia di Bergamo, sono stati ospiti questa mattina dell’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza (Agia). Sedici studenti di prima e seconda media hanno incontrato la Garante Filomena Albano. L’occasione è stata data dalla partecipazione dei ragazzi al progetto di Agia “Dallo scontro all’incontro: mediando si impara”, un’iniziativa di sensibilizzazione e di mediazione scolastica. Un argomento che ha permesso ai ragazzi di imparare a comunicare con efficacia, a riconoscere le emozioni e a gestire positivamente i conflitti.

Con la Garante Albano i ragazzi hanno affrontato alcuni dei diritti sanciti dalla Convenzione Onu. Si è parlato di uguaglianza, di pari opportunità a prescindere da genere, etnia, famiglia o religione. I ragazzi si sono mostrati convinti che in Italia i diritti sono tutelati. La Garante ha poi descritto il suo ruolo e l’intensità dei suoi impegni, legati al compito di esser una portavoce indipendente dei bisogni e delle istanze delle persone di minore età. Dopo l’appuntamento odierno, i ragazzi impegnati nel laboratorio all’interno della sede Agia torneranno a incontrare nuovamente, ma nella loro scuola, i mediatori professionisti che hanno condotto l’incontro.

Età del consenso digitale, al via le audizioni di esperti all’Agia

Al via questa mattina nella sede dell’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza (Agia) un ciclo di audizioni di esperti in varie discipline a proposito del consenso dei minorenni al trattamento dei loro dati personali da parte dei fornitori di servizi digitali. L’obiettivo degli incontri: acquisire dati scientifici utili a sostenere il percorso di riflessione avviato dall’Agia sul grado di consapevolezza dei ragazzi ai fini dell’espressione di un consenso libero e autentico, su quale sia l’età in cui possa presumersi che ciò possa avvenire in modo autonomo, a prescindere dall’intervento dei genitori o di chi esercita la responsabilità genitoriale.

Lo scorso 21 marzo il Consiglio dei ministri ha approvato, in sede di esame preliminare, un decreto legislativo per l’adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del Regolamento Ue 2016/679, relativo al trattamento dei dati personali e alla loro circolazione. La norma europea, nota anche con l’acronimo Gdpr (General data protection regulation), prevede che sia sufficiente per i minorenni aver compiuto 16 anni per prestare validamente il consenso al trattamento dei dati nei servizi digitali. Nel caso abbiano un’età inferiore, è necessario che tale consenso sia prestato o autorizzato da chi è titolare della responsabilità genitoriale. Gli Stati però possono stabilire per legge un’età inferiore per l’autonoma espressione del “consenso digitale”, ma in ogni caso non inferiore a 13 anni di età.

La questione coinvolge numerosi diritti e interessi – dalla libertà di espressione al diritto alla riservatezza –  da contemperare tra loro secondo il principio del “miglior interesse” del minorenne. A questo proposito l’Autorità sta raccogliendo il punto di vista degli esperti su tre aspetti. Il primo: quale sia il grado di consapevolezza per un utilizzo positivo e utile delle piattaforme digitali e quale sia l’età in cui si ritiene possa presumersi sussista tale consapevolezza in modo autonomo. Il secondo aspetto indagato è quello sempre della consapevolezza e dell’età per un consenso libero e autentico al trattamento dei dati personali. Infine, terzo risvolto oggetto di audizione, in che rapporti si ritiene debbano porsi i diritti e gli interessi di bambini e ragazzi nell’ottica del “miglior interesse” della persona di minore età. Ad essere ascoltati pedagogisti, psicologi, psichiatri, sociologi, filosofi, avvocati, giuristi, genitori ed esperti di comunicazione.

L’Autorità garante in audizione alla sesta commissione Csm a Nisida

Audizione per la Garante Filomena Albano da parte della sesta commissione del Consiglio superiore della Magistratura (CSM) a Nisida, mercoledì 4 aprile, nell'istituto penale per i minorenni di Napoli, nell’ambito della giornata dedicata al tema "La criminalità minorile a Napoli. Analisi del fenomeno e risposta giudiziaria e sociale".

A introdurre i lavori il vice presidente del Csm, Giovanni Legnini, e la presidente della sesta commissione Paola Balducci. Insieme a quella dell'Autorità Garante nel programma della giornata le audizioni del capo Dipartimento per la Giustizia minorile e di comunità del ministero della Giustizia, Gemma Tuccillo, e di altri esponenti di istituzioni e società civile.

Lo scorso gennaio l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza aveva invitato le istituzioni di Napoli a dar vita a un tavolo permanente con la partecipazione dei giovani e delle associazioni dei familiari. La proposta era quella di individuare un metodo condiviso e una governance forte, con caratteristiche di terzietà, per concertare politiche strutturali di lungo periodo volte a superare le emergenze.

Dallo scontro all'incontro con i ragazzi di Sassari

Nuovo appuntamento, ieri mattina, nella sede dell’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza (Agia) con il progetto “Dallo scontro all’incontro: mediando si impara”, finalizzato a diffondere la cultura della mediazione come strumento di risoluzione dei conflitti. Protagonista dell’incontro una piccola rappresentanza dell’istituto comprensivo Salvatore Farina di Sassari, che ha partecipato con entusiasmo alle attività organizzate dai mediatori per stimolare la riflessione e la consapevolezza sull’importanza dell’ascolto e del rispetto reciproco.

A dare il via alle attività la Garante Filomena Albano, con la quale i ragazzi hanno parlato di diritti, soffermandosi in particolare su quello al gioco, alla scuola, alla salute, alla famiglia e alla casa. La mattinata è proseguita poi con una riflessione collettiva sui concetti di “scontro” e “incontro”: “tante volte quando si affronta una discussione tra amici non si riesce a parlare tranquillamente” ha sottolineato qualcuno, “spesso si litiga senza motivo e per cose da nulla” hanno messo in evidenza altri, per poi descrivere l’incontro come la capacità di “confrontarsi, essere sinceri, assumersi le proprie responsabilità, essere coerenti, riflettere sui propri errori, capirsi, sapersi ascoltare, essere consapevoli delle proprie azioni”. Per i ragazzi di Sassari la parola scontro può essere associata a “litigio”, “insulti”, “violenza” o “incidente”, mentre il termine “incontro” ha il significato di “comprendere, essere responsabili e coerenti, ascoltare, essere capiti, rispettare”.

Partecipando al gioco dei mimi, poi, i ragazzi si sono confrontati in prima persona su quali sono i comportamenti che possono generare un conflitto e su cosa si può fare concretamente per risolverlo: alcuni di loro hanno detto che “tutto dipende dalla buona volontà”, altri hanno ribadito con forza che “in ogni caso è meglio far pace”. Guidati dai mediatori i ragazzi hanno quindi ragionato sul valore del gruppo, come risorsa preziosa e strumento utile nella gestione dei conflitti. Con l’obiettivo, una volta tornati a casa, di trasmettere ai loro coetanei quanto imparato, per essere protagonisti di un vero cambiamento verso il “coraggio di partecipare” e, quindi, di non essere indifferenti a ciò che accade intorno ma di dare il proprio contributo per aiutare chi discute ad ascoltarsi e comprendersi.

Agia: “Sostenere i minori non accompagnati anche dopo i 18 anni”

Arrivati alla maggiore età i minori stranieri non accompagnati possono trovarsi nella condizione di aver bisogno di sostegno per completare il percorso di inserimento sociale avviato quando erano under 18. La legge prevede che, su richiesta dei servizi sociali, i tribunali per i minorenni possano disporre il prolungamento del supporto ai neomaggiorenni, comunque non oltre i 21 anni. Perché ciò avvenga è necessario che le nuove misure di accompagnamento verso la maggiore età – previste dall’articolo 13 della legge 47/2017 – siano sostenute da comuni, tribunali e assistenti sociali.

A questo fine l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza Filomena Albano ha scritto tre distinte note al presidente dell’Associazione dei comuni italiani (Anci), Antonio Decaro, ai presidenti dei tribunali per i minorenni e al Consiglio nazionale dell’Ordine degli assistenti sociali (Cnoas). La Garante ha chiesto, in particolare, all’Anci di sensibilizzare i comuni anche attraverso un’opera di informazione nei confronti dei servizi sociali. Analoga richiesta è stata rivolta ai presidenti dei tribunali dei minorenni verso i soggetti che sono deputati ad attivare la procedura. Infine la Garante Albano ha fatto appello al Cnoas perché sostenga l’informazione e la formazione degli assistenti sociali impegnati nella procedura.

 “A 18 anni nessuno è adulto, a volte si ha bisogno di più tempo”, ha ricordato Albano, citando una frase contenuta nella pubblicazione “In viaggio verso il nostro futuro” del Care Leavers Network, la rete nazionale dei ragazzi cresciuti fuori famiglia. “Attuare la norma sul prolungamento del sostegno è essenziale”, afferma la Garante. “I minori stranieri non accompagnati arrivano nel nostro Paese prossimi alla maggiore età e privi di una figura adulta di riferimento, e per tale ragione non riescono a completare il percorso verso l’autonomia entro il compimento dei 18 anni. Si tratta dunque di neomaggiorenni particolarmente vulnerabili che, senza un supporto prolungato, rischiano di non inserirsi adeguatamente nel contesto sociale”.

Pagine