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Al via la seconda edizione del progetto “Dallo scontro all’incontro: mediando si impara”

Ha preso il via oggi a Roma la seconda edizione del progetto “Dallo scontro all’incontro: mediando si impara”, promosso dall’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza (AGIA) per diffondere tra i ragazzi la cultura della mediazione. Partendo dalla consapevolezza che il conflitto rappresenta un aspetto inevitabile delle relazioni umane, il progetto mira a trasmettere l’idea che saper comunicare efficacemente, imparare a riconoscere le emozioni e gestire positivamente la conflittualità costituisce un valore aggiunto e una risorsa preziosa nei rapporti interpersonali. 

Prenderanno parte al progetto, che si svilupperà nei prossimi mesi, scuole secondarie di primo grado rappresentative del territorio italiano. Le azioni progettuali prevedono un incontro presso la sede dell’Autorità garante e un secondo incontro all’interno degli istituti coinvolti, entrambi condotti da mediatori professionisti che utilizzano tecniche attive per rendere i ragazzi protagonisti. Il primo appuntamento, questa mattina, è stato con gli alunni dell’Istituto comprensivo Fanelli Marini di Roma, con i quali la Garante ha parlato dell’importanza dell’ascolto e del dialogo come strumenti per vivere positivamente il conflitto e imparare a “litigare bene”. Il prossimo incontro è in programma per il 7 marzo, sempre presso la sede dell’Autorità garante, con i ragazzi dell’Istituto Antonio Pacinotti di Pontedera (Pisa).

Figli di genitori separati: primo bilancio dei “Gruppi di Parola”

Presentato a Roma, nella sede dell’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, un primo bilancio del progetto “Gruppi di parola, una risorsa per i figli dei genitori separati”, promosso dall’Autorità garante, in collaborazione con l’Università Cattolica del Sacro Cuore e l’Istituto Toniolo di Studi Superiori. Nell’occasione è stato annunciato l’avvio di una iniziativa finalizzata alla promozione di una “Carta dei diritti dei bambini nella separazione”, pensata come strumento di tutela e protezione comprensibile e utilizzabile direttamente dai bambini e dai ragazzi coinvolti nell’esperienza della separazione dei genitori. I principi fondanti della Carta saranno ispirati alla Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. In particolare agli articoli 8, 9 e 12 e a quelli trasversali di ascolto e superiore interesse della persone di minore età.

Partito lo scorso 9 novembre con il primo ciclo di incontri ospitati dal Consultorio familiare dell’Università Cattolica di Roma, il progetto “Gruppi di parola” intende valorizzare l’esperienza della condivisione delle emozioni come strumento di confronto ed elaborazione dei vissuti tra i bambini e i ragazzi coinvolti negli eventi di separazione o divorzio che coinvolgono i loro genitori.  “Si tratta di un numero elevato di bambini e ragazzi - spiega la Garante Filomena Albano - che si amplifica se si pensa che nel nostro Paese non esiste una misura a favore di questa particolare categoria di minorenni vulnerabili. Per questo abbiamo promosso questo progetto, che mira a far conoscere e diffondere lo strumento dei “Gruppi di Parola”: i bambini e i ragazzi vanno aiutati ad attraversare questa particolare fase di transizione della famiglia e l’esperienza del gruppo intende offrire un sostegno ai figli che si trovano ad affrontare la perdita dell’unità familiare, spingendo il loro sguardo verso un orizzonte in cui la separazione dei genitori non implica la perdita del legame con loro”.

I “Gruppi di Parola” sono interventi brevi, destinati a bambini (6-11 anni) e adolescenti (12-15 anni) con genitori separati o divorziati. È un’esperienza di gruppo - articolata in quattro incontri di due ore ciascuno, a cadenza settimanale (in allegato il calendario) - in cui i bambini e i ragazzi possono parlare, condividere pensieri ed emozioni, attraverso il gioco, il disegno e altre attività, con l’aiuto di professionisti specializzati. Il “Gruppo di Parola” (GdP) aiuta a esprimere i vissuti, a porre domande, a nominare le paure rispetto alla separazione, a trovare modi per dialogare con i genitori e per fronteggiare le difficoltà legate ai cambiamenti familiari. Il “Gruppo di Parola” coinvolge anche i genitori: dalla fase di informazione e autorizzazione per i figli alla partecipazione all’incontro conclusivo del gruppo, fino al colloquio di approfondimento realizzato a distanza di un mese.

“Il nostro impegno, da oltre quarant’anni, è rivolto alle famiglie e i ‘Gruppi di Parola’ rappresentano un’iniziativa pienamente integrata con le nostre proposte cliniche e di ricerca a sostegno dei legami familiari, attente ai bisogni dei più piccoli – ha sottolineato la dottoressa Paola Cavatorta, direttore del Consultorio Familiare dell’Università Cattolica a Roma e responsabile scientifico del progetto –.  Nel Consultorio di Roma abbiamo realizzato finora oltre 20 GdP e il loro numero sale a oltre 40 se consideriamo le edizioni realizzate a Milano e a Napoli. Abbiamo constatato in molti modi il valore del GdP, abbiamo ascoltato le parole rasserenate dei bambini, i commenti positivi dei genitori, gli apprezzamenti di insegnanti che ci hanno riferito i cambiamenti osservati nei bambini.”

Un primo obiettivo dei promotori del progetto è la realizzazione di 7 GdP: 4 a Roma, 2 a Milano e 1 a Napoli, tutti gratuiti, associati alla somministrazione di un questionario - appositamente predisposto per questo progetto - per valutare il GdP dal punto di vista dei figli partecipanti e dei genitori. A Roma sono già stati completati i primi due GdP ai quali hanno partecipato complessivamente 15 bambini e un terzo si avvia oggi con 8 ragazzi di 12-16 anni. A Napoli è iniziato il 15 febbraio un gruppo con cinque bambini, a Milano è partito la scorsa settimana il primo dei due GdP previsti, con cinque ragazzi. Gli ultimi GdP previsti dal progetto saranno realizzati il prossimo maggio a Milano e Roma. Per gli adolescenti è iniziato a Roma un “Gruppo di Parola” per otto ragazzi.

Un ulteriore obiettivo del progetto è la rilevazione delle esperienze realizzate sul territorio italiano, per avere una mappa aggiornata dell’offerta di GdP. Insieme a questa indagine si intende promuovere la creazione di un network nazionale di centri e professionisti formati alla conduzione dei Gruppi di Parola, esperti e affidabili, ai quali le famiglie possano rivolgersi con fiducia.

“Per condurre adeguatamente questa risorsa dal forte valore preventivo e di accompagnamento clinico nella complessa transizione familiare del divorzio – ha spiegato la professoressa Costanza Marzotto, responsabile della formazione del Centro di Ateneo Studi e Ricerche sulla Famiglia dell’Università Cattolica di Milano e conduttrice di GdP presso il Servizio di psicologia clinica per la coppia e la famiglia della sede milanese dell’Ateneo - è richiesta una formazione rigorosa e approfondita articolata in giornate d’aula, studio e revisione della propria pratica con conduttori esperti al termine del percorso e in incontri periodici di supervisione.” Dal 2005 ad oggi sono stati realizzati complessivamente 15 percorsi formativi nelle tre sedi di Milano, Roma e Napoli per un totale di circa 250 professionisti accreditati dall’Università Cattolica-Servizio Formazione Permanente. Sono risorse qualificate, presenti in quasi tutte le regioni, in molti casi attivi nei servizi pubblici o di privato convenzionato.

La parole più utilizzate da bambini e ragazzi nei "Gruppi di Parola"
Le parole più ricorrenti tra quelle pronunciate da bambini e ragazzi nei Gruppi di Parola

 

Allegato

Figli di genitori separati, al via anche a Milano i “Gruppi di Parola”

Ha preso il via, lo scorso 21 febbraio, il primo ciclo di incontri previsti a Milano nell’ambito del progetto “Gruppi di Parola”, promosso dall’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza (Agia) in collaborazione con l’Università cattolica del Sacro Cuore e l’Istituto Toniolo. Gli incontri – quattro in tutto, di due ore ciascuno – sono realizzati dal Centro di Ateneo di Studi e Ricerche sulla Famiglia con il Servizio per la coppia e la famiglia di Milano. 

I Gruppi di Parola sono incontri brevi, destinati a bambini e adolescenti, figli di genitori separati o divorziati. Si tratta di un’esperienza di condivisione di pensieri e emozioni, attraverso l’aiuto di professionisti specializzati. Anticipato dall’incontro “zero” del 14 febbraio, dedicato ai genitori, questo primo ciclo di incontri proseguirà nelle giornate del 28 febbraio e del 7 e 14 marzo. Vi partecipano cinque ragazzi, di età compresa tra i 12 e i 14 anni.

Generazioni connesse: proseguono i seminari formativi per i professionisti dell’infanzia

Si svolgerà a Milano, il prossimo 13 marzo, il seminario formativo “Violenza e aggressività online nelle relazioni tra pari: dal cyberbullismo all’uso della violenza online nelle relazioni intime tra gli adolescenti”.

Si tratta del terzo appuntamento che il progetto Generazioni connesse organizza per i professionisti dell’infanzia (assistenti sociali, pediatri, psicologi, educatori, docenti e dirigenti scolastici) nell’ambito dell’attività di sensibilizzazione che porta avanti sui temi dell’utilizzo dei nuovi media e della navigazione sicura in Internet.

Nel corso del seminario di Milano si approfondiranno, in particolare, i fattori di rischio e gli effetti del cyberbullismo, le caratteristiche della violenza nelle relazioni adolescenziali e del ruolo che svolgono le nuove tecnologie e i social media. Obiettivo dell'incontro sarà anche quello di sensibilizzare, prevenire e fornire gli strumenti per intervenire in modo adeguato nella rilevazione precoce dei rischi.

Minori stranieri non accompagnati: quasi 4000 gli aspiranti tutori

Sono 3.981 ad oggi i cittadini che hanno manifestato la propria disponibilità ad assumere l’incarico di tutore volontario di minori stranieri non accompagnati. Quasi 4000 persone pronte a mettersi in gioco presentando domanda e partecipando ai corsi di formazione in vista dell’eventuale nomina del Tribunale per i Minorenni.

“Si tratta di un dato significativo – commenta l'Autorità garante – che dimostra la straordinaria partecipazione con cui le persone stanno rispondendo all’ appello a far da guida ai tanti ragazzi che arrivano nel nostro paese senza adulti di riferimento. Un patrimonio di generosità e solidarietà che non può e non deve andare perduto: per questo è fondamentale che i percorsi formativi vengano attivati in tutte le regioni, che i Tribunali per i Minorenni procedano con speditezza alle nomine dei tutori, che siano riconosciuti alle nuove figure polizze assicurative, permessi di lavoro e rimborsi per le spese vive sostenute. Tutti abbiamo la responsabilità di valorizzare e sostenere i tanti cittadini che, fidandosi di noi, si sono dichiarati disponibili a svolgere il ruolo di tutore”. 

Minori non accompagnati: da oggi a Campobasso corso per tutori

Ha preso il via questa mattina, a Campobasso, il primo corso di formazione per aspiranti tutori volontari di minori stranieri non accompagnati organizzato in Molise dall’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza (Agia) con il supporto di EASO, l’Ufficio europeo di supporto all’asilo. Alla quattro giorni, che si tiene all’Hotel Centrum Palace, parteciperanno 22 aspiranti, dei quali 17 sono donne. La metà dei candidati, in gran parte della provincia di Campobasso, ha tra i 36 e i 45 anni. In sette sono nella fascia 46-60 anni, tre gli ultrasessantenni e due gli aspiranti tutori tra i 25 e i 35 anni.

“In Molise vivono 120 minorenni stranieri soli – dice l’Autorità garante – per ciascuno di loro stiamo cercando cittadini disponibili a fare da guida nel difficile percorso di inserimento in una comunità che non conoscono e a sostenerli nelle scelte di vita che li attendono”.  Dei 120 minori stranieri non accompagnati presenti nella regione a fine 2017 solo due sono femmine, mentre 9 su 10 hanno un’età compresa tra i 15 e i 17 anni. Un quarto dei minorenni proviene dall’Egitto, la gran parte è di origini africane. Una dozzina gli asiatici, cinque sono albanesi.

Il ciclo formativo si concluderà il 26 febbraio. Oggi, in apertura, il saluto della garante dei diritti della persona della Regione Molise. Sviluppato secondo le linee guida per la selezione e la formazione elaborate dall’Autorità garante, il corso di Campobasso di 27 ore mira a fornire le competenze e gli strumenti necessari a svolgere il ruolo di tutore volontario. Un compito che deve essere svolto tenendo conto della specifica vulnerabilità dei minori stranieri che arrivano nel nostro paese senza adulti di riferimento.

Minorenni in affido e continuità affetti: presentato lo studio

Le bambine e i bambini in affidamento familiare hanno diritto alla “continuità degli affetti”. Hanno diritto, in altre parole, a mantenere il legame affettivo con la famiglia affidataria, ove ciò risponda al loro interesse. Questo comporta la possibilità che restino nella famiglia cui sono affidati divenendone figli adottivi qualora, comunque, gli affidatari e i minorenni abbiano i requisiti previsti dalla legge. E questa è una delle novità più recenti. Oppure il legame affettivo deve poter essere preservato qualora i minorenni siano dati in adozione ad altri o rientrino nella famiglia di origine. È quanto stabilisce una legge del 2015, la numero 173, che dà corpo alla previsione dell’articolo 8 della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza di New York.  

Come è stata applicata questa legge dai tribunali per i minorenni italiani? Quali sono le tendenze e le prospettive della nuova disciplina? Sono queste alcune delle domande alle quali cerca di rispondere il volume “La continuità degli affetti nell’affido familiare” presentato questa mattina a Roma nella sala del parlamentino del Cnel in occasione della tavola rotonda organizzata dall’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza (Agia). Il documento è frutto di un gruppo di lavoro formato all’interno della Consulta nazionale delle associazioni e delle organizzazioni preposte alla promozione e alla tutela dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, un organismo consultivo costituito e presieduto sempre dall’Autorità garante.

A discutere di bambini e ragazzi fuori famiglia e della tutela degli affetti, formatisi durante l’affido, i presidenti dei tribunali per i minorenni di Roma, Milano e Potenza, rappresentanti di ministeri, istituzioni, esperti e associazioni. Nel corso dell’evento portate le testimonianze di due famiglie affidatarie e due ragazzi che hanno vissuto l’esperienza di affido, appartenenti al Care leavers network.

Nel documento presentato oggi l’Autorità garante ha formulato una serie di raccomandazioni a servizi sociali, Consiglio nazionale ordini assistenti sociali (Cnoas), Anci, autorità giudiziarie e al Ministero della giustizia. L’intento è quello di stimolare comportamenti virtuosi e prassi omogenee in ambito nazionale, sulla base delle riflessioni maturate proprio in seno al gruppo di lavoro della Consulta delle associazioni.

“È stato importante – afferma la Garante per l’infanzia e l’adolescenza – avviare un’analisi sullo stato di attuazione della legge e un monitoraggio su tutto il territorio nazionale delle prassi virtuose e delle eventuali criticità, perché siamo consapevoli di quanto le relazioni affettive siano rilevanti per bambini e ragazzi. Grazie alla collaborazione dei tribunali per i minorenni e alle testimonianze delle famiglie affidatarie ci è oggi possibile tracciare alcune riflessioni utili e scattare una fotografia sufficientemente ampia degli interventi attuati nel Paese. Il volume, come anche la tavola rotonda, rappresentano importanti strumenti di riflessione nell’ambito di un più ampio percorso di valutazione che proseguirà nei prossimi mesi”.

Oltre alla rilevazione dei dati in possesso dei tribunali italiani a proposito dell’applicazione della legge sulla continuità affettiva nel corso del 2016, anno di esordio della disciplina, la ricerca ha permesso di ascoltare alcune famiglie affidatarie. Le interviste hanno dato uno spaccato della situazione, rivelando l’importanza della continuità degli affetti tra l’affido e l’adozione.

Scarica la pubblicazione (pdf): La continuità degli affetti nell’affido familiare

Minorenni e media, lo studio del gruppo di lavoro della Consulta

È disponibile sul sito dell’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza (Agia) “La tutela dei minorenni nel mondo della comunicazione” (scarica il pdf). Il documento - elaborato dal gruppo di lavoro della Consulta nazionale delle associazioni e delle organizzazioni - tocca tre aspetti: minorenni e informazione, comunicazione radiotelevisiva e web.

Nel primo caso lo studio si sofferma sul ruolo e sulle responsabilità dei giornalisti. Nella seconda parte, invece, si focalizza sulle emittenti radiotelevisive, sia per quanto riguarda i contenuti che vengono trasmessi, sia per quanto attiene la tutela dei minorenni “nello schermo”. 

Lo studio si focalizza poi, nell’ultima parte, sui minorenni nella Rete, evidenziando la necessità di creare una vera e propria cultura della sicurezza che, per mezzo degli adulti, si dovrà trasferire ai più piccoli. Tra gli argomenti affrontati: il problema dell’identificazione dei responsabili in rete, il dibattito sul consenso digitale, il recepimento della normativa europea sul trattamento dei dati delle persone fisiche (Reg. Ue 2016/679), il cyberbullismo e lo sfruttamento delle persone di minore età in rete.

“Questa pubblicazione – si legge nell’introduzione – raccoglie il frutto dei lavori di membri ed esperti di associazioni ed istituzioni ed è espressione dell’auspicato ed auspicabile principio del ‘fare rete’, nel rispetto del best interest of the child, al fine di rendere concreta ed efficace la tutela di tutti i bambini e di tutte le bambine, di tutti i ragazzi e di tutte le ragazze presenti nel nostro Paese, garantendo loro una vita libera da violenze”. 

Nel corso del 2017 i tre gruppi di lavoro costituiti all’interno della Consulta hanno prodotto tre ricerche su altrettante tematiche, individuate da coordinamenti, organismi e associazioni. L’elaborato, assieme agli altri due (su disagio psichico degli adolescenti e continuità degli affetti), è stato poi oggetto della seduta plenaria della Consulta nazionale delle associazioni e delle organizzazioni dello scorso 21 dicembre. Oggi la pubblicazione sul sito dell’Autorità garante.

Figli di genitori separati, al via a Napoli il “Gruppo di Parola”

Sono partiti ieri a Napoli, nei locali del Consultorio familiare di via Toledo, gli incontri previsti nell’ambito del progetto “Gruppi di Parola”, promosso dall’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza (Agia) in collaborazione con l’Università cattolica del Sacro Cuore e l’Istituto Toniolo. Gli incontri – quattro in tutto, di due ore ciascuno – sono rivolti a bambini e ragazzi figli di genitori separati o divorziati e propongono un’esperienza di gruppo in cui condividere pensieri ed emozioni attraverso giochi, disegni, parole, lettera ai genitori con l’aiuto di professionisti specializzati. Al “gruppo” di Napoli partecipano cinque bambini di età compresa tra i 6 e gli 11 anni.

Sempre ieri si è invece concluso il secondo dei “Gruppi di Parola” di Roma, avviato lo scorso 17 gennaio. Agli incontri hanno preso parte otto bambini di età compresa tra i 6 e gli 11 anni.

Continuità affetti e affido familiare, il punto sulla legge

La continuità affettiva dei bambini e dei ragazzi nelle esperienze di affido familiare dopo la riforma introdotta dalla legge 173 del 2015. Su questo argomento giovedì 22 febbraio sarà presentata “La continuità degli affetti nell’affido familiare – documento di studio e di proposta”, pubblicazione elaborata da un gruppo di lavoro della Consulta delle associazioni e delle organizzazioni, istituita e presieduta dall’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza.

La presentazione è in programma a Roma, alle ore 10, nella sala del Parlamentino del Cnel, viale David Lubin, 2, a Roma. Seguirà tavola rotonda (qui il programma - pdf). Tra i partecipanti, oltre alla Garante, esperti, presidenti dei tribunali per i minorenni e rappresentanti di istituzioni. Sarà così possibile fare il punto sull’attuazione della legge 173, sulle prassi virtuose e sulle criticità emerse nel suo primo anno di applicazione.

L’evento è aperto. Per partecipare è necessario inviare via email la propria richiesta, entro le ore 12 del 21 febbraio 2018, a eventi@garanteinfanzia.org.

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