Archivio News

Più di 91mila minorenni maltrattati

Un lavoro che ha la forza di aver individuato criteri di rilevazione riconosciuti a livello internazionale e che consentirà un monitoraggio preciso in base al quale vari soggetti (Comuni, servizi sociali etc.) valuteranno risultati e la validità delle politiche sociali attuate. Al centro, i maltrattamenti subiti da chi ha fra zero e 18 anni.

È questo il senso dell’Indagine nazionale sul maltrattamento dei bambini e degli adolescenti in Italia voluta dalla nostra Authority e che sarà presentata venerdì 15 maggio presso la Sala della Regina a Montecitorio, alle ore 10.30. Realizzata con Terre des Hommes, CISMAI e il supporto dell’ANCI (Associazione nazionale dei Comuni italiani), l’indagine è una fotografia precisa di questa mesta realtà che il Garante Spadafora così commenta «In Italia i minorenni vittime di violenza sono 91mila 272. Una città di provincia. E questa è una realtà non accettabile. Sono state individuate cinque “raccomandazioni” al Governo e alla Conferenza delle regioni che spero verranno presto recepite».

Sempre venerdì 15, verranno presentati anche i risultati dell’impegno della prima Commissione consultiva sulla prevenzione e cura del maltrattamento, presieduta dal professor Luigi Cancrini. Un lavoro di approfondimento sulla prevenzione e la cura, ragionando sul “prima” e non solo sul “dopo”, e al contempo un focus sulla “violenza assistita”, ovvero su quella vissuta da minorenni testimoni di violenza famigliare.

 

Authority e Carabinieri insieme per la tutela dei minorenni

Affrontare questioni di comune interesse riguardanti i diritti dei bambini e degli adolescenti che si trovano ad incontrare sul proprio cammino rappresentanti dell’Arma per le ragioni più varie: questo lo scopo dell’incontro di oggi che rappresenta un altro passo in avanti nella collaborazione fra soggetti dello Stato.

Proprio per la giovane età delle persone coinvolte è tanto più importante una formazione specialistica, permanente e continua di tutto il personale dell'Arma. “Sono grato al Comandante Del Sette per l’impegno profuso dai militari dell’Arma in molte circostanze che hanno visto coinvolti minorenni e per volere confermare ed intensificare la collaborazione con la nostra Authority”, ha dichiarato Spadafora.

Incontri formativi sono attualmente in corso presso le Scuole Allievi Carabinieri di Roma, Campobasso, Reggio Calabria, Torino e Iglesias, la Scuola Ufficiali Carabinieri di Roma e la Scuola Allievi Marescialli di Firenze. Durante gli incontri sono previsti, in particolare, confronti di carattere teorico-pratico ispirati alle linee guida operative contenute nel Vademecum per le Forze dell’ordine che sarà distribuito in copia a tutti i partecipanti.

Si tratta dell’attuazione di quanto previsto dal Protocollo d’intesa tra l’Authority e l’Arma siglato lo scorso novembre che ha tra i suoi obiettivi proprio lo svolgimento di cicli mirati di conferenze dedicati alle tematiche istituzionali inerenti i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza per rispondere meglio alle esigenze di professionalità ed operatività richieste dalle Istituzioni e dalla società.

La Fabbrica della Pace incontra Papa Francesco

Questa mattina 7mila bambini di tutte le etnie hanno incontrato Papa Francesco per un progetto ambizioso, la “Fabbrica della Pace”, ideato dal Comitato ONU e patrocinato anche dalla nostra Authority, oltre che, fra gli altri, dal Ministero dell’Istruzione e della Ricerca e dall’ANCI.

Obiettivo è quello di creare una comunità intorno ai più piccoli per costruire una grande rete che ai muri preferisca costruire ponti di sintonia e stabilità. I bambini saranno ambasciatori di pace agli occhi di chi la pace può determinarla per davvero: le istituzioni.

La mission della Fabbrica della Pace nasce da un sogno: lavorare con i bambini di ogni etnia, famiglia e religione per costruire un mondo futuro di pace, tolleranza e accoglienza attraverso le scuole che devono diventare centri interculturali del territorio.

Il Laboratorio sociale parte proprio dalla scuola primaria dove si vivono maggiormente i conflitti e il disagio sociale. “La soluzione si trova solo se si riesce a crescere delle persone capaci di dare risposte di pace e per farlo è necessario coinvolgere “tutta la comunità del villaggio che noi siamo” (così padre Federico Lombardi, direttore della Sala stampa della Santa Sede).

Arti circensi in Parlamento per i ragazzi di Napoli

Artisti in Parlamento non è la prima volta che vengono ospitati, ma quello a cui abbiamo assistito è stato uno spettacolo vero e proprio. Nella sala della Regina della Camera dei deputati, alla presenza del vicepresidente della Camera dei deputati Luigi Di Maio e il Garante Vincenzo Spadafora, si è visto (il 7 maggio) lo spettacolo ANTIDOTO Una strategia oltre che un'idea di Giovanni Savino messo in scena dai ragazzi del Tappeto di Iqbal, la cooperativa sociale che opera a Barra, un quartiere difficile di Napoli dove è  elevatissima la quantità di giovani, e insieme i livelli di dispersione scolastica (tra i più elevati della Campania).

Da tempo l'Authority segue e sostiene il lavoro svolto dalla cooperativa. «I ragazzi de Il Tappeto di Iqbal sono un esempio straordinario di artisti che lavorano per il futuro di decine di ragazzi di Napoli» ha commentato Vincenzo Spadafora. «”Strappano" i bambini dalla strada e insegnano loro la Bellezza attraverso il teatro e le arti circensi»

«Noi ci prendiamo cura dei figli di Barra, figli dei poveri ma anche i figli dei camorristi quando vengono arrestati. Perché i bambini non hanno colpe» ha ricordato Savino. Lo spettacolo, emozionante per la profonda autenticità delle storie raccontate, impregnate di verità, è un grido di denuncia, diretto e senza filtri, rivolto alle istituzioni che non funzionano,non allo Stato in senso generico. Infatti Savino insegna ai suoi ragazzi che «lo Stato siamo noi».

Non solo denuncia dunque ma anche una lucida analisi della situazione vissuta dagli adolescenti in quei territori e l’indicazione dei percorsi da seguire per contrastare sia la dispersione scolastica prima sia la microcriminalità. Una strategia oltre che un'idea, appunto. Il loro motto del tappeto è: «Non perché tutti siano artisti, ma perché nessuno sia schiavo!». 

L'esperienza dei ragazzi del Tappeto di Iqbal rappresenta una buona prassi, un esempio da amplificare e mettere a sistema. Dove non arriva la famiglia, la scuola e le istituzioni arriva l'arte con una forza tale che può cambiare la vita di questi ragazzi.

****

fonte foto: cerimoniale Camera dei Deputati

Comunità per minorenni: nessuna differenza tra le Regioni

Occorre creare una rete composta dalla famiglia, dalla scuola, dalla parrocchia, dai centri educativi che aiuti i ragazzi al di fuori delle quattro mura della comunità. Nel giorno in cui si è parlato di creare standard di accoglienza a livello nazionale per i minorenni, Vincenzo Spadafora ha ricordato che c’è bisogno di un disegno generale per sostenere infanzia e adolescenza, soprattutto nei casi di minorenni fuori famiglia per le ragioni più diverse.

Dopo un anno di lavoro, è stato presentato oggi un documento di proposta che identifica standard di accoglienza a livello nazionale. E’ stato anche previsto che i servizi sociali territoriali dispongano di una anagrafe ragionata delle strutture, una sorta di banca dati con tutte le informazioni utili per indirizzare il minorenne nella comunità giusta. “Un vero strumento di lavoro, per certi aspetti una rivoluzione del sistema”, ha commentato il Garante.

Nel momento in cui si parla, anche in maniera strumentale, delle comunità che ospitano minorenni fuori dalla famiglia d'origine, l’Autorità di garanzia per chi ha da zero a 18 anni ha portato avanti una proposta concreta affinché si affrontino le disfunzioni del sistema: idee di azione, proposte, riflessioni, tutto dentro il lavoro Comunità residenziali per minorenni: per la definizione dei criteri e degli standard.

“L’obiettivo del nostro lavoro è quello di guardare al mondo dell’infanzia e dell’adolescenza in ottica prospettiva e d’insieme. Mettiamo questo documento a disposizione dello Stato e delle Regioni con la speranza che le indicazioni e le linee di indirizzo presenti possano diventare prassi consolidate in futuro. Proposte formulate coinvolgendo nel processo di redazione il maggior numero di interlocutori, compresi i primi destinatari, i bambini e gli adolescenti”.

 

*****

Scarica il documento

Leggi il comunicato stampa

Per la foto, fonte: Cerimoniale CNEL/D’Alessandro 

Avviso pubblico

Avviso pubblico per la selezione di una unità di personale della P.A. da assegnare in posizione di comando presso l’Area stampa e comunicazione dell’Ufficio dell’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza

L'Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, ai sensi dell’articolo 5, comma 1, della legge 12 luglio 2011, n.112, intende individuare  n.1 unità di personale, appartenente ai ruoli della pubblica amministrazione, centrale o locale, da assegnare all’Ufficio – Area stampa e comunicazione in posizione di comando obbligatorio, per lo svolgimento delle seguenti attività: coordinamento dell’Area stampa e comunicazione dell’Ufficio dell’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza.

Si invitano gli interessati a prendere visione dell’avviso e a trasmettere il proprio curriculum aggiornato, in formato europeo, all’indirizzo di posta elettronica segreteria@garanteinfanzia.org

Vai alla sezione "Il Personale"

Tour #dirittialfuturo chiude a Conegliano

Per la decima e ultima tappa del Tour #dirittialfuturo siamo in Veneto, una terra dove ci si è sempre rimboccati le maniche di fronte a difficoltà e calamità naturali e dove c’è una realtà che ha saputo dare una risposta concreta al disagio giovanile della dipendenza, nelle sue varie forme.

Siamo al Centro per le Dipendenze Giovanili (Ser.D. – modulo giovani) di Conegliano, accompagnati da Aurea Dissegna, Pubblico tutore dei minori del Veneto. La ricerca della serenità è il filo conduttore che unisce la struttura, gli sguardi degli operatori e i 15 ragazzi con problematiche di abuso/dipendenza.

Dal 2000 ad oggi, la fascia di età dei ragazzi seguiti si è drammaticamente abbassata passando dai 15 ai 24 agli 11-20. Gli operatori hanno capito che non potevano aspettare che fossero loro a chiedere aiuto (come previsto dalla normativa di riferimento) e quindi sono semplicemente andati a prenderli in strada. Ma, ancora, subito, si sono resi conto che il percorso ambulatoriale non bastava per un’età così complessa e si sono autorganizzati in sinergia con l’intera comunità civile, politica e sociale. Famiglie, scuole, Forze dell’Ordine, ospedali, comunità, servizi sociali, comunità educative, tutti coordinati per prevenire le dipendenze. Sono nati così una buona prassi e un documento per mettere nero su bianco le regole organizzative per rendere più efficaci le azioni di prevenzione e l’attivazione di percorsi riabilitativi attraverso un protocollo. Un documento che rimarrà oltre le persone.

E infatti il sindaco Floriano Zambon ci racconta quanto il Ser.D sia diventato un “parafulmini per l’intera Regione. Un modello innovativo da ripetere anche altrove”. Il Direttore Servizi Sociali dell’USL7 Giuseppe Bazzo ha sottolineato, invece, l’importanza di collocare il fenomeno in un quadro più ampio, osservando e soprattutto sostenendo l’intero ecosistema, di famiglie e scuole.

Cuore della visita è, come sempre, l’incontro con i ragazzi: nemmeno il tempo delle presentazioni e già i ragazzi raccontavano il loro “lavoro”. Nessuna realizzazione materiale, ma un lavoro interiore, un cammino quotidiano alla ricerca di nuovo equilibrio.

Alex, Maddalena, Giulio: percorsi di vita diversi ma uniti dalle cose semplici che oggi rappresentano la loro àncora di salvezza. Come la musica. “Il nostro non è un vero lavoro è una missione” ci racconta Alessandro Beccaglia responsabile del gruppo. Adolescenti già uomini ma a volte uomini ancora adolescenti, con la consapevolezza che il futuro va conquistato e che il proprio domani dipende unicamente dall’impegno e dalle regole che si daranno. I ragazzi, e gli operatori di Conegliano, lo sanno. Sanno che si trovano in una zona di confine tra i “casini che stanno fuori” e il domani ancora incerto.  Abbiamo poi conosciuto i “peer educators” ragazzi provenienti da 3 scuole superiori del territorio che portano avanti un’azione importante di prevenzione sull’alcol. Ragazzi che parlano ai ragazzi.

Torniamo a casa ancora una volta carichi di responsabilità ma con la consapevolezza che le soluzioni ai problemi sono spesso nascoste ma esistono.

Qui la cronaca integrale di questa intensa ed emozionante giornata a Conegliano.

Un vademecum tascabile per le Forze dell’Ordine

L’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza e il Dipartimento della Pubblica Sicurezza hanno da tempo avviato una collaborazione strategica e operativa per assicurare la piena attuazione della tutela dei diritti e degli interessi delle persone di minore età. Collaborazione formalizzata con un Protocollo d’intesa, nell’ambito del quale è stato realizzato un Vademecum: linee guida e istruzioni operative per sostenere il lavoro quotidiano delle Forze dell’ordine e per fornire concreti spunti alle attività di formazione sul tema dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.

Il Vademecum è stato presentato lo scorso 20 ottobre alla presenza del Capo della Polizia Prefetto Alessandro Pansa, del Vice Capo Francesco Cirillo e del Garante Vincenzo Spadafora. Oggi il vademecum è disponibile anche in formato tascabile (ne sono state stampate 10.000 copie) e nelle versioni web e mobile, ed è consultabile e scaricabile da tutti gli operatori chiamati a intervenire in situazioni che coinvolgono minorenni, siano essi autori, vittime o testimoni di reato.

In occasione della ripresa del ciclo di sessioni didattiche sui diritti dell’Infanzia e dell’adolescenza, che vedrà coinvolta l’Autorità garante nei corsi di formazione dell’Arma dei Carabinieri nelle Scuole di Roma, Firenze, Campobasso, Torino, Iglesias e Reggio Calabria, saranno consegnate direttamente 1.800 copie del Vademecum tascabile: si parte il 5 maggio dalla Scuola Allievi di Reggio Calabria per chiudere il 17 giugno alla Scuola Ufficiali di Roma.

Il Vademecum, i cui contenuti sono stati realizzati in stretta collaborazione con la Polizia di Stato, sarà consegnato anche ai 1.610 Allievi Agenti delle Scuole di Alessandria, Brescia, Campobasso, Peschiera del Garda, Piacenza, Trieste e Vibo Valentia. Il Dipartimento della Pubblica Sicurezza si è inoltre impegnato a distribuire il Vademecum a tutti gli Uffici Minori delle Questure italiane e a renderlo disponibile online.

Ultima tappa del Tour #dirittialfuturo a Conegliano

«Stiamo girando l’Italia in cerca di “buone pratiche” da mettere a sistema, da far conoscere e diffondere. In questa terra dove ci si è sempre rimboccati le maniche di fronte a difficoltà e calamità naturali, abbiamo individuato una realtà che ha saputo dare una risposta concreta al disagio giovanile della dipendenza, nelle sue varie forme», così il Garante Spadafora alla vigilia della decima e ultima tappa del Tour #dirittialfuturo.

In Veneto, quindi, in un paese famoso per i suoi tesori d’arte, in una zona dove vige la cultura del fare, alle 14 il Garante sarà al Centro per le Dipendenze Giovanili (Ser.D. – modulo giovani) di Conegliano che dal 2003 lavora con adolescenti e giovani con problematiche di dipendenza da sostanze o alcol. «È anche un esempio di collaborazione tra pubblico e privato sociale, con personale qualificato e un’attenzione speciale per i ragazzi ospitati, fra i 15 e i 24 anni, e per le loro famiglie». Come nelle altre tappe del Tour #dirittialfuturo, Spadafora parlerà con i ragazzi, li ascolterà, cercherà di capire le loro esigenze e necessità. A Conegliano, grazie alla collaborazione con l’Associazione Comunità Giovanile onlus, il percorso di valutazione e disintossicazione può essere seguito anche in forma residenziale presso il modulo La Zattera. «La dipendenza è uno dei problemi che sta piegando molti giovani. Abbiamo il dovere di aiutarli, prima con una cultura dei valori e della socialità, dopo, in caso di dipendenza, con politiche di inclusione sociale e di recupero».

La giornata vedrà anche l’incontro con Minori delle comunità per minori del territorio, percorsi “da” e “verso” il Centro per le dipendenze, e Una famiglia per un po’, sorta di affido per i giovani che, concluso il programma terapeutico, non possono rientrare nella famiglia d’origine.

Terre des Hommes: UE garantisca la protezione internazionale dei minori

Terre des Hommes da diversi anni sta portando avanti attività a protezione dei minorenni stranieri non accompagnati che arrivano nel nostro Paese e ieri, in occasione del Consiglio europeo sull’immigrazione, la federazione internazionale ha fatto sentire forte la sua voce chiedendo che siano attivati corridoi umanitari e un “Mare nostrum” europeo con finalità di ricerca e salvataggio in acque internazionali.

“In questi anni abbiamo visto troppi bambini, da soli e con le loro famiglie, morire per l’impossibilità di spostarsi legalmente in luoghi sicuri, fuggendo da conflitti e guerre”, dichiara Raffaele  Salinari, Presidente della federazione internazionale di Terre des Hommes. “Ci appelliamo ai vertici dell’Unione Europea perché si garantisca un sistema internazionale di protezione per tutti i minorenni migranti e le loro famiglie”.

É attraverso un preciso Position Paper che Terre des Hommes chiede che chi fugge dai conflitti possa chiedere, nelle ambasciate e consolati situati nei Paesi confinanti a quelli in guerra, un visto d’ingresso in Europa per motivi umanitari (come peraltro già previsto dal codice frontiere Schenghen). Si verrebbe così a realizzare un canale ufficiale di protezione direttamente nei campi profughi ai richiedenti asilo che da un lato garantirebbe il diritto fondamentale all’asilo e dall’altro toglierebbe risorse alle reti criminali che attualmente gestiscono i flussi migratori. Una particolare attenzione deve essere posta alla protezione e l’accoglienza delle famiglie con minorenni e ai minorenni stranieri non accompagnati in arrivo in Italia, dando loro un adeguato supporto psicosociale anche in ragione dei traumi che questi bambini hanno subito durante il loro viaggio.

Pagine