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Il Garante a Pechino: l’Italia, partner della Cina per i diritti dell’infanzia

La Cina è sempre più vicina sul delicato tema dei diritti civili. E lo è tanto di più quando si parla di tutelare i minorenni. Così, in occasione del semestre di presidenza italiana dell’Unione europea e delle celebrazioni dei 25 anni della Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, l’Ambasciata italiana a Pechino ha promosso un dialogo delle Autorità cinesi con l’Italia e l’Unione europea, affrontando il tema dei diritti umani dei minorenni. Il Garante Vincenzo Spadafora è stato individuato come interlocutore privilegiato. Un viaggio alla ricerca di un dialogo e di un confronto aperto e disponibile.

Ha sottolineato il Garante: «Occorre istituire un'autorità per l'infanzia e l'adolescenza come esiste in Italia e in tantissimi altri Paesi. La Cina aveva già preso contatti con Paesi del Nord Europa. Noi abbiamo messo a disposizione le nostre conoscenze: crediamo che anche l'Italia possa diventare un partner per definire meglio le politiche per l'infanzia e il ruolo del garante». Dagli incontri avuti nei giorni della trasferta cinese (1-4 dicembre) «è emersa l’idea che per aiutare i bambini e gli adolescenti è necessaria una rete che comprenda le università, i centri di studi e di ricerca e le associazioni che in Cina sono particolarmente attive».

Durante il suo soggiorno il Garante ha visitato il Center for Human Rights Studies and Institute International Law dell’Accademia Cinese delle Scienze Sociali, dove ha incontrato il prof. Liu Huawen, che ha illustrato all’Autorità i progressi che la Cina sta facendo con le leggi che verranno emanate nel prossimo futuro, a cominciare da quella contro la violenza domestica. Inoltre Huawen sta lavorando alla definizione di una proposta di legge per creare un’istituzione di garanzia dei diritti dei minorenni.

Vincenzo Spadafora ha illustrato il lavoro italiano e della rete europea dei Garanti nazionali (ENOC), assicurando tutto il supporto necessario. Ha poi incontrato la delegazione UNICEF in Cina. Si è confrontato con bambini, bambine e adolescenti di famiglie italiane residenti in Cina presso l’Ambasciata italiana a Pechino, che ha poi organizzato insieme alla nostra Authority una Conferenza sull’attuazione della Convenzione Onu sui diritti dell’Infanzia in Italia, Europa e Cina. Oltre al Garante sono intervenuti la personalità del mondo accademico cinese ed italiano, la Vice Capo delegazione dell’Unione Europea in Cina, Carmen Cano, l’Ambasciatore italiano Alberto Brandanini.

Nel corso dell’ultima giornata Vincenzo Spadafora ha incontrato il Presidente della Commissione del Consiglio di Stato per le donne e l’adolescenza. La visita si è conclusa presso l’Università Normale di Pechino, dove ha incontrato gli alunni delle elementari e ha partecipato ad una conferenza pubblica con studenti universitari, nel corso della quale il Garante Spadafora e Cristiana Carletti, docente dell’Università di Roma Tre, hanno illustrato le principali sfide per l’attuazione dei diritti dei bambini e degli adolescenti in Italia.

La Cina sta andando verso la giusta direzione. Le considerazioni di Spadafora alla luce di quanto visto: «La difficoltà esiste soprattutto nel numero enorme di bambini in questo Paese, ma si stanno creando presidi che faranno poi riferimento all'autorità centrale. Gli impegni che ci hanno presentato sono sulla carta già molto efficaci: c'è un piano partito nel 2011 che durerà fino al 2020, e l'anno prossimo ci sarà un momento di verifica e di monitoraggio. Sono comunque convinto che la figura del garante possa essere particolarmente utile e preziosa in questo Paese».

A Grosseto, 10 ragazzi sperimentano se stessi

É pomeriggio e alle 15:30 i negozi in piazza Indipendenza a Grosseto hanno aperto tutti dopo la pausa pranzo. Qualcuno, seduto ai tavolini del bar, si volta a guardare un ragazzo incappucciato, che cammina veloce sotto i portici. A guardare bene non è solo: sono una schiera di felpe e cappucci colorati, si muovono veloci in piazza finché uno di loro si ferma, aggrappato ad una panchina, e lo sciame veloce lo raggiunge e si rinchiude in un grappolo colorato nel grigio della piazza. Al bar due pensionati li guardano ancora: “Oh che fanno? Abbracciano le panchine, le statue?” “Oh non lo vedi? Gli vogliono bene a Grosseto.” Il grappolo si sfalda ordinato, uno alla volta, nella piazza tornano a camminare veloci le felpe colorate, blu, verde, rosso, giallo; sul petto di tutte si legge una scritta in maiuscolo: ALTROVE.

Sono tanti gli sguardi e le reazioni dei cittadini in questi giorni a Grosseto, è impossibile non notare le azioni dei ragazzi in città. I blitz sono però solo la punta d'iceberg di un'esperienza molto più grande. Dieci ragazzi tra i 15 e 18 anni stanno convivendo, giorno e notte, dalla sveglia e il turno per preparare la colazione, agli esercizi, le uscite in città, e di ritorno in residenza, per i confronti nel salone, per un turno alla cena o ai piatti, per una canzone sul divano. Prima non si conoscevano, oggi cantano e suonano insieme. “Altrove” è un modo di condividere e di educarsi a stare insieme. Ogni giorno è un passo avanti in un percorso che dall'individuo porta alla comunità, all'esplorazione, e poi allo spazio esterno, fino ad una nuovo modo di convivere tra simili, e di vivere nella loro città. I laboratori sono ideati e gestiti da Dynamis, il gruppo teatrale basato a Roma, in collaborazione con i filmmaker di ZERO, in un progetto patrocinato dal Garante.

L'esperienza formativa però non ha i confini e gli orari delle lezioni: il percorso di attività è costruito in forma di giochi e processi di trasformazione, ma anche l'organizzazione di turni di cucina e pulizia è un'esperienza educativa. Un sistema che partendo da piccoli dispositivi arriva a grandi sfide, che esplorano la relazione tra loro, tra la loro comunità e la loro città; l'obiettivo finale è quello di creare le condizioni per instaurare delle relazioni vere. Il modo migliore per vedere cosa sta succedendo è seguire la pagina Facebook di Altrove. Ai ragazzi è assegnato il ruolo di amministratori della pagina, un diario digitale che prende forma giorno dopo giorno. Allo stesso modo, i contenuti della produzione teatrale che andrà in scena il 14 dicembre a Grosseto sono ideati e realizzati in gran parte dai dieci protagonisti, creando una performance che confonderà molti confini tradizionali tra teatro, video, film, improvvisazione. Il gruppo che si sta formando vive anzitutto un'esperienza nuova, un modo diverso di imparare, e merita l'attenzione di tutti, perché i ragazzi che partecipano sono ragazzi che hanno avuto anzitutto coraggio: coraggio di sfidarsi, il coraggio di affrontare qualcosa di nuovo e in fondo misterioso, Il coraggio di prendere in mano una situazione che non conoscevano e che li sta portando a crescere, perché ci sono tanti modi di crescere, e imparare a voler bene a un compagno di scuola, a un coetaneo che ancora non conosciamo o a un pezzo di città, è uno di questi modi.

Intesa tra Garante e Carabinieri per la tutela dei minorenni

Pianificare cicli mirati di conferenze sulla tutela dei diritti dei minorenni destinate ai frequentatori dei corsi di formazione della Scuola Ufficiali Carabinieri di Roma, delle sedi della Scuola Marescialli e Brigadieri dei Carabinieri di Firenze e di tutte le Scuole Allievi Carabinieri al fine di rispondere meglio alle esigenze di professionalità ed operatività richieste dalle Istituzioni e dalla società. É questo l’obiettivo del Protocollo d’intesa siglato questa mattina tra il Garante Vincenzo Spadafora e il Generale Vincenzo Giuliani, Comandante delle Scuole dell’Arma.

Come ha raccomandato il Comitato ONU, tutte le Forze dell’Ordine devono ricevere una formazione “obbligatoria, iniziale e continua”, per questo la sigla del Protocollo, alla luce delle attività già realizzate, mira a rendere permanente tale impegno comune ai Carabinieri e all’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza. Questo nuovo impegno rappresenta un segnale importante del lavoro che è possibile compiere insieme per la piena attuazione della Convenzione sui diritti dell’infanzia, approvata venticinque anni fa dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite.

Nel ringraziare il Generale, il Garante Spadafora ha sottolineato l’importanza di questo Protocollo, che “denota una sensibilità verso i temi dell’infanzia e dell’adolescenza, troppo spesso messi in secondo piano rispetto ad altri temi, come quelli economici e imprenditoriali. Occuparci di infanzia e adolescenza significa occuparci del futuro dei nostri ragazzi. Il fatto che la povertà assoluta dei minorenni negli ultimi due anni sia raddoppiata dimostra che non lo stiamo facendo abbastanza, al di là della retorica. Bisogna darsi delle priorità proprio perché le risorse sono scarse: è inutile chiedere l'impossibile ma non dimentichiamo che le scelte che compiamo oggi avranno una ricaduta fortissima sul futuro delle nuove generazioni. Per questo - ha concluso Spadafora - noi vi siamo estremamente grati per l'attenzione che sempre di più riserverete ai bambini e ai ragazzi, sappiamo che voi Carabinieri avete sempre un contatto con la quotidianità, con la gente. I protocolli possono servire molto ma anche restare lettera morta: noi vi ringraziamo perché sappiamo che il livello di formazione che state portando avanti produrrà conseguenze positive nella pratica. Sono le persone che fanno la differenza: è il nostro motto e questo protocollo lo ricorda.”

*****Scarica il Protocollo*****

Il nostro sostegno alla biblioteca per bimbi del carcere di Rebibbia

Una biblioteca per bimbi da 0 a 3 anni all’interno della Sezione Nido della casa circondariale “Rebibbia femminile” a Roma. Un luogo dove mamme e bambini possono ritagliarsi momenti di intimità, serenità, ascolto, scoperta, sogno e fantasia in un ambiente che di tutto questo ha molto poco. Circa 200 testi scelti con cura da bibliotecari, librai ed editori, soprattutto libri tattili e prelibri ma anche fiabe e tanto altro, con uno scaffale anche nella sala colloqui per i figli in visita alle loro mamme: tutto questo è stato possibile grazie al progetto “Piccoli e grandi lib(e)ri”, la biblioteca di Leda, presentato oggi presso il Senato della Repubblica e realizzato dall’Associazione “A Roma, Insieme – Leda Colombini” con i fondi dell’8x1000 della Chiesa Valdese.

Nel suo intervento il Garante, dopo aver ribadito l’auspicio che presto nessun bambino sia più costretto a vivere in un carcere, ha sottolineato l’importanza di progetti come questo “perché, se come ha ricordato la direttrice della Casa Circondariale, ad oggi ci sono ancora dieci bambini nella Sezione nido di Rebibbia femminile, iniziative come questa sono preziose; rappresentano delle buone pratiche che vanno ampiamente fatte conoscere e ripetute sul territorio nazionale. Mi preoccupa che sia stato rilevato che oggi in Italia, per la crescente povertà, centinaia di migliaia di ragazzi nella loro vita non hanno mai letto un libro che non sia un testo scolastico, non sono mai andati al cinema o al teatro. Povertà è privazione di opportunità, anche culturale. L’iniziativa “Piccoli e grandi lib(e)ri” prova a invertire questa tendenza anche per quei bambini che hanno la sventura di passare del tempo in carcere con le loro mamme; è un investimento per il futuro di questi bambini”.

Presenti alla conferenza, tra gli altri: Luigi Manconi, presidente della Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani del Senato; Gioia Cesarini Passarelli, presidente dell’associazione “A Roma, Insieme – Leda Colombini”; Ida Del Grosso, direttrice Casa Circondariale “Rebibbia Femminile”; Susanna Pietra, responsabile Ufficio Otto Per Mille Tavola Valdese; Valentina Gnesutta, responsabile del progetto per l’Associazione “A Roma, Insieme – Leda Colombini” e Giulia Franchi, esperta di letteratura per l’infanzia e operatrice del progetto. 

Anche quest’anno il Garante allo Zecchino d’oro

Anche quest’anno il Garante Spadafora non ha voluto mancare all'appuntamento con lo Zecchino d’oro, la rassegna internazionale di canzoni per bambini che con il linguaggio universale della musica unisce da 57 anni i bambini d’Italia, d’Europa e del mondo.

“Il mio mondo” è il tema dell’edizione di quest’anno: un mondo visto da più sfaccettature che abbraccia la famiglia, la natura, la scuola, l’arte e il gioco. La presenza di Spadafora è stata l’occasione per riflettere sui temi degli affidi e delle adozioni. “Tutti i bambini hanno il diritto di avere sempre e comunque una famiglia, anche quando purtroppo per vari motivi non hanno quella di origine”: questo il cuore del suo intervento di ieri all’Antoniano, a cui ne seguiranno degli altri nelle prossime puntate che gli daranno modo di affrontare i temi della scuola, dell’integrazione, raccontando ai bambini qual è il suo ruolo e cosa fa l’Authority per tutelare i loro diritti.

Ogni bambino ha diritto a vivere e crescere in famiglia in un clima di felicità, di amore e di comprensione che gli consenta lo sviluppo armonioso e completo della sua personalità. La Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza lo ribadisce con forza e la legislazione italiana riafferma il diritto dei minorenni a vivere prima di tutto nella loro famiglia. Ci sono però situazioni della vita in cui questo non è sempre possibile e allora lo Stato ha il dovere di supportare le famiglie in difficoltà e aiutarle a superare i loro problemi.

Ma qualche volta questo non basta; ci sono genitori che per lunghi periodi non riescono ad assicurare ai figli le cure e l’affetto necessari ed è ancora una volta lo Stato che deve mettere in condizione altre famiglie di accogliere nella loro casa, per un certo periodo, questi bambini in affidamento, o addirittura in adozione quando il recupero della famiglia d’origine non è più possibile.

E’ una famiglia davvero speciale quella che ha accompagnato il Garante: Valter Brugiolo (mini-ugola d’oro che ha vinto la 9° edizione con la canzone Popoff), e Alessandra Barattini, fidanzati dal 1980 e sposati dal 1988, mamma e papà di 5 figli adottivi e in affido. Una testimonianza significativa di come l’esperienza dell’affido e/o dell’adozione possa arricchire il nucleo famigliare regalando anche un nuovo futuro ai bambini più sfortunati.

A proposito di bambini più sfortunati, durante la trasmissione è stata promossa la campagna solidale #metticiunpiatto anche tu, che sostiene il servizio mensa dell’Antoniano e alcune mense del mondo francescano per accogliere con un pasto le persone in difficoltà che chiedono aiuto.

Banfi, Kledi, Pio e molti altri: è festa per i 25 anni della Convenzione

Eh sì, è stato proprio bello vedere il teatro gremito, sentire risa, applausi e persino il silenzio tipico di chi sta seguendo con attenzione, di chi sente arrivare l’emozione. Tutti riuniti per festeggiare il 25esimo anniversario della Convenzione sui diritti di bambini e adolescenti, con un programma denso che prevedeva ospiti, video e soprattutto le performance di danza di Kledi Kadiu e della sua compagnia, uno spettacolo dentro lo spettacolo. 

Due ore e più di emozioni e di riflessioni con platea e balconate affollate di bambini, ragazzine, genitori, operatori sociali, medici, insegnanti e tante persone arrivate anche da fuori Napoli.

Un successo, scriverebbero le cronache delle pagine di spettacoli. Un doppio successo perché il ricavato dell’evento di solidarietà andrà a sostenere alcune iniziative portate avanti da don Maurizio Patriciello nella cosiddetta Terra dei fuochi e allo Star Judo Club center fondato da Gianni Maddaloni per coinvolgere i ragazzi di Scampia, togliendoli dalla strada e dando loro un’alternativa positiva al degrado sociale. Prezioso è stato il contributo di Ferrarelle e il sostegno del Banco di Napoli.

«Napoli non è l’emblema di un’Italia che non funziona, fra scandali rifiuti, camorra, povertà e microcriminalità. Napoli è una città in cui migliaia di persone lavorano ogni giorno per fare del bene agli altri, per offrire pari opportunità anche a chi è nato in una famiglia disagiata. C’è molta bellezza a Napoli, fisica e umana» ha ricordato Vincenzo Spadafora.

La serata si è aperta con la lettura di una favola, scritta e interpretata da Massimo Andrei, attore e scrittore napoletano di cui l’Authority presto pubblicherà un audiolibro di favole. Poi le irresistibili incursioni fra il comico e il serio di Pio Luigi Piscicelli, 15 anni, a modo suo una star da quando "Braccialetti rossi", la fiction fenomeno fra i giovani prodotta da Palomar, ha reso lui e gli altri cinque protagonisti degli “eroi positivi” fra i ragazzi.

Quasi un’ora di foto, selfie, autografi,  con le ragazzine a pressarlo e Pio pronto ad accontentare.

Grande generosità ha ancora una volta dimostrato anche Lino Banfi, ospite speciale, ambasciatore Unicef e da sempre sensibile alle buone cause. A lui, come riconoscimento è stato donato un Lino Banfi mignon: la statuina che lo ritrae, appositamente realizzata da uno dei più famosi artigiani di San Gregorio Armeno.

Nel corso dell’incontro sono scorse sullo schermo le immagini dello spot realizzato dall’Authority, spot che ricorda il valore della diversità: «siamo uguali perché siamo tutti diversi», questo il concetto, è cioè importante contrastare pregiudizi e stereotipi. E poi, il video realizzato all’ultimo Festival di Giffoni con le parole dei ragazzi sul valore della diversità.

 

A chiudere la serata, presentata da Serena Albano, è stato proiettato un video dei writers del progetto Cunto, a testimonianza della loro attività di recupero e valorizzazione degli spazi urbani di Napoli.

Due ore e più insieme ai ragazzi, ascoltandoli, parlando loro e mettendo in pratica il confronto generazionale che tanto prezioso sarebbe anche nella quotidianità. Emozioni, riflessioni, tanta energia che è girata fra chi stava sul palco e chi in platea o galleria. Un modo positivo per festeggiare i 25 anni della Convenzione e la Giornata internazionale dell’infanzia e dell’adolescenza.

Galleria

Idee e impegno per ripartire

Una formula da diffondere, perché è un modo per ragionare e stare insieme che dovrebbe diventare un format da esportare di città in città. Stiamo parlando del Sabato delle idee, che da tempo viene organizzato a Napoli da un gruppo di soggetti ampi e diversificati che vanno dall’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, alla Fondazione SDN, all'Accademia di Belle Arti di Napoli, al Conservatorio di Musica San Pietro a Majella, alla Città della Scienza che si sono messi insieme e hanno fatto rete e ogni sabato si trovano al Palazzo delle Arti per elaborare proposte ed individuare soluzioni.

L’appuntamento di sabato 22 novembre ha avuto come titolo “da Gaza alla Terra dei fuochi: tre progetti per l’infanzia” e così si sono alternate le immagini delle macerie della Striscia di Gaza alle note della giovanissima Orchestra dei Quartieri Spagnoli che coinvolge 37 ragazzi tra gli 8 e i 12 anni di una zona difficile della città usando il metodo pedagogico Abreu; poi le testimonianze commosse delle “Mamme delle cartoline della Terra dei fuochi”, che hanno perso un figlio per patologie legate con ogni probabilità ai disastri ambientali che la zona ha subito per sversamenti illeciti di rifiuti tossici per mano della criminalità organizzata; le riflessioni profonde del Presidente del Tribunale dei minorenni Melita Cavallo, i moniti di Gianluca Guida, direttore del carcere di Nisida, di Paolo Siani, presidente dell’Associazione pediatri italiani, di Ignazio Senatore, psichiatra. E le parole vibranti di Pierluigi Camilli, papà del giornalista Simone ucciso a Gaza in agosto. E gli interventi di Marco Salvatore, fondatore del “Sabato delle idee” e di Nino Daniele, assessore alla cultura del Comune di Napoli.

Tutti a domandarsi: perché si è arrivati a questo punto? Come mai si consentono certi orrori? Come facciamo a difendere di più i nostri ragazzi? E perché non ci si impegna e si protesta? Vincenzo Spadafora, ospite dell’appuntamento napoletano, ha iniziato il suo intervento facendosi una domanda: “Cosa fa l'Italia? Poco. Negli negli ultimi dieci anni abbiamo assistito ad un arretramento del lavoro che dovrebbe essere fatto per infanzia e adolescenza. La Convenzione, sebbene scritta 25 anni fa, è ancora molto valida nel suo spirito fondamentale di tutelare i diritti di chi ha meno di 18 anni. Certo, non copre fenomeni che si sono verificati dall’89 ad oggi... Quando vedo iniziative come questa dell’Orchestra Quartieri Spagnoli – e ce ne sono tante - registro il paradosso di questo Paese che ha un simile capitale umano, grandi qualità e grandi doti, grande bellezza, e poi abbiamo situazioni di disagio sociali intollerabili. In due anni povertà raddoppiata. Si parla di bambini in modo retorico, mentre si dovrebbe investire. É nella responsabilità della classe dirigente fare delle scelte, decidere le priorità. Oggi dobbiamo immediatamente aiutare quei due milioni di persone che vivono in povertà assoluta”.

Adolescenti: cambiare senza scappare

Offrire ai ragazzi un nuovo punto di vista e una diversa possibilità di abitare la propria città, promuovendo l’idea di viaggio come momento di crescita, scoperta e condivisione. È questo il principale obiettivo di #Altrove, il progetto formativo rivolto agli studenti delle scuole superiori, promosso e organizzato da Comune di Grosseto, compagnia Dynamis e gruppo Zerovideo, con il sostegno e il patrocinio dell’Autorità garante che ha dedicato gran parte dell’attività di quest’anno a rafforzare il dialogo con gli adolescenti per ascoltarli, capirli di più e per individuare insieme a loro le priorità di intervento. #Altrove va in questa direzione, sia perché ha come protagonisti i ragazzi stessi, sia perché fa emergere i loro pensieri più profondi e spesso nascosti, sia perché fa un uso in positivo e responsabile della Rete.

#Altrove è un’avventura alla scoperta di ciò che già conosciamo per ricercare un punto di vista altro, decentrato. Un’esplorazione per osservare la propria città a 360 gradi, dal centro alla periferia, dai luoghi della marginalità agli spazi culturali e artistici, con l’obiettivo di avvicinare i ragazzi a nuove forme di sperimentazione artistiche, teatrali e video, ma non solo. L’iniziativa, si ispira alla famosa storia di Pinocchio raccontata da un punto di vista inedito: il personaggio di Lucignolo, il cattivo esempio che conduce Pinocchio alla città dei balocchi. Lucignolo lascia scuola e famiglia per cercare libertà e indipendenza, fuggire altrove, verso un posto diverso, un luogo come piace a lui, come dovrebbero essere tutti i paesi civili. Ma finirà male, trovando un luogo di illusioni ed inganno. La sua storia si può però raccontare in modo nuovo, dimostrando che il suo viaggio può rappresentare una sfida più profonda.

Gli adolescenti di oggi infatti sono spesso superficialmente considerati evasivi e svogliati Lucignoli, che inseguono illusioni sbagliate. E se il loro viaggio non fosse una fuga? Se i ragazzi di oggi vivessero i loro spazi e la loro società in modo diverso? #Altrove è questo: cambiare senza scappare, dare una nuova dimensione allo spazio degli adolescenti. Il progetto ha preso il via all'inizio del mese, quando i ragazzi di Dynamis e Zero hanno effettuato dei “blitz” nelle scuole cittadine per coinvolgere gli studenti nell’iniziativa. Per candidarsi era necessario vivere il luogo pubblico quotidiano, conosciuto, in modo nuovo e profondo. I giovani dovevano uscire di casa, scegliere un luogo qualsiasi della propria città e, armati di cuffiette e cellulare, cantare un brano, in un posto isolato o in mezzo alle persone e condividere il video su Facebook e Youtube.

Il giovane #Altrove si propone come un viaggio alternativo alla fuga, un'avventura alla scoperta di ciò che già conosciamo per ricercare un punto di vista altro, decentrato. Un'esplorazione per osservare la propria città dal centro alla periferia, dai luoghi della marginalità agli spazi culturali e artistici. Ora per 10 ragazzi è pronta una residenza formativa di una settimana, da lunedì 24 a sabato 29 novembre, durante la quale i protagonisti condivideranno momenti di vita comunitaria e professionale.

La residenza è mirata alla cura quotidiana dei momenti conviviali, dalla colazione alla cena, organizzati e gestiti dai ragazzi in completa autonomia. La cucina e il pasto sono occasione di riscoperta di scelte alimentari sane, equilibrate e del piacere che ne deriva. Tutto avviene sempre sotto la supervisione dei responsabili Dynamis e delle videocamere Zero. Lo spazio di vita comunitaria è interrotto dai momenti di ricerca artistica e dal lavoro di elaborazione dei materiali. Ogni giorno, durante la mattina, i ragazzi saranno accompagnati nella città di Grosseto dalle guide che li seguono nella residenza per individuare gli “altrove”, i luoghi esotici nella città, per restituire anche al luogo più anonimo una possibilità di riscatto.

Tutti gli stimoli, i materiali raccolti durante le esplorazioni saranno elaborati in una sala prove organizzata nelle Casette cinquecentesche del complesso monumentale del Cassero senese. Sarà quello il momento dedicato all'acquisizione di un linguaggio comune, condiviso tra i ragazzi e la compagnia Dynamis, guida del gioco teatrale. In sala prove ogni giorno si studierà come tradurre in segni scenici tutte le scoperte fatte la mattina in città. Il lavoro porterà alla creazione della performance finale - mostra in progress, finestra narrativa sull'intero progetto aperta al pubblico e prevista per il 14 dicembre al teatro comunale degli Industri.

Giornata Infanzia: parliamo di povertà per debellarla

Siamo al 33esimo posto nella classifica Ocse che registra il numero dei minorenni in stato di povertà. Trentatré su quarantuno. A ricordare questo dato allarmante è stata Maria Elena Boschi, Ministro per le Riforme costituzionali e per i rapporti con il Parlamento durante il Convegno promosso dalla Commissione parlamentare per l'infanzia, il Dipartimento per le politiche della famiglia della Presidenza del Consiglio e il Ministero del Lavoro e delle politiche sociali, dal titolo "Tra vecchie e nuove povertà: i minori in Italia a 25 anni dalla Convenzione di New York".
Un momento importante, istituzionale, con una platea folta di chi ogni giorno lavora per migliorare la vita a bambini e ragazzi: operatori, rappresentanti delle associazioni, volontari.
Da tutti i relatori la stessa richiesta: più attenzione per i bisogni di chi ha meno di 18, più impegno a garantirne i diritti e più risorse.

Vincenzo Spadafora: "E’ stata una scelta saggia dedicare questo incontro alla povertà minorile. Il dato che più mi ha colpito tra quelli emersi, è che la crescita della povertà minorile registrata ci porta indietro di otto anni. Come se il Paese non avesse fatto progressi economici. Se gli interventi fatti fossero stati giusti o sufficienti, noi non avremmo un dato che ci dice che siamo tornati otto anni indietro”.
Impoverimento che è anche culturale: la dispersione scolastica ha toccato il 17 per cento, mentre solo 16 ragazzi su 100 nati nel Sud Italia sono entrati in un museo.
La sfida dunque è anche educativa, negli ultimi due decenni c’è stato un impoverimento etico e culturale. Per uscire dallo stallo attuale occorre una strategia comune, un piano d’intervento con una cabina regia. Il Garante ha sottolineato come una vera politica sull’infanzia debba intrecciarsi con quella del Paese: “Parlare di bambini e adolescenti significa mettere a fuoco l'intreccio con i temi di politica economica, con i problemi legati a lavoro, previdenza, interventi fiscali, scuola, servizi di base. Girando per l'Italia ho sentito la sfiducia dei ragazzi, consci delle diversità di opportunità che hanno. E questa mancanza di diritto di uguaglianza è il fallimento delle politiche sociali del passato. Finora abbiamo assistito a proposte che duravano il tempo di quel governo e poi venivano ripensate, cancellate, cambiate. Manca da troppo tempo cioè una politica a lungo termine sul tema della povertà".

Adolescenti, più saggi degli adulti

Noi adulti dobbiamo sgretolare la cultura dei pregiudizi. Questo il dato più significativo che emerge dal sondaggio sulla diffusione di pregiudizi e stereotipi tra gli adolescenti di età compresa tra i 14 e i 17 anni.

 

Un dato che rappresenta un monito per genitori, istituzioni e over 18 in generale perché, come spesso accade i ragazzi riescono a sorprenderci. Infatti, dal quadro emerso, gli adolescenti hanno meno pregiudizi rispetto agli adulti. La loro sensibilità li rende più attenti a fenomeni di discriminazione, non sorprende, quindi, che il 93% dei ragazzi e delle ragazze intervistati/e sono consapevoli che gli omosessuali non sono trattati bene, anche i rom per il 92%, seguono i ragazzi e le ragazze grasse (87%) e per il 79% gli adolescenti stranieri, nello specifico africani, sarebbero vittime di discriminazione. La povertà suscita pregiudizi per il 72%, stessa percentuale per i disabili. La religione è un’altra fonte di pregiudizi, in particolar modo per il 68% quelli più additati sono i musulmani e stupisce che ancora i meridionali suscitino discriminazione (43%).

I ragazzi e le ragazze dimostrano di conoscere poco alcuni pregiudizi del passato come quelli legati alle donne e cosi, alla domanda se i lavori di casa spettano al ‘gentil sesso’, l’84% risponde che non è per nulla (o poco) d’accordo. Inoltre non nutrono particolari pregiudizi nei confronti dei coetanei stranieri. Pertanto si dissociano da coloro che ritengono che un ragazzo straniero non potrà mai essere il primo della classe. Così come non trovano giusto che siano sempre gli stranieri ad essere etichettati come autori di un furto o di una violenza. Quest’ultima viene totalmente condannata ma, il 12% “ammette” i cori razzisti allo stadio.

Inoltre, non accettano che qualche compagno o compagna di classe venga presa in giro per il suo aspetto, soprattutto se ha qualche chilo di troppo. Ma stupisce che anche se essere grasso rappresenta un problema, gli intervistati preferiscono essere più creativi e bravi a scuola piuttosto che più belli. Per gli adolescenti intervistati per farsi apprezzare dagli altri servono carattere, simpatia e intelligenza. Bellezza fisica e look agli ultimi posti. I ragazzi puntano di più su simpatia e grinta, le ragazze sull’intelligenza. Bellezza più citata tra le femmine, abbigliamento tra i maschi. Singolare il dato che per il 49% delle intervistate farsi apprezzare dagli amici significa farsi rispettare.

L’indagine condotta dall’Istituto Piepoli ha analizzato una serie di aspetti per i quali si è cercato di capire se si tratta di atteggiamenti generali dell’opinione pubblica, di atteggiamenti personali o/e di comportamenti posti in essere dell’intervistato/a. Le aree tematiche ruotavano sulla consapevolezza dell’esistenza di stereotipi e pregiudizi, individuazione dei soggetti e/o delle dimensioni oggetto di pregiudizi/stereotipi e soprattutto l’individuazione di quanto contano i pregiudizi e gli stereotipi nella quotidianità.

Per approfondire

Da Il Corriere della Sera del 5/8/2014 - Gli adolescenti e la cura di casa - Non sono lavori solo per le donne

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