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Con Geronimo Stilton la Garante parla di diritti ai bambini della Pistelli di Roma

Conoscete i vostri diritti? Vi sentite ascoltati e rispettati nelle vostre opinioni?  Sapete a chi rivolgervi quando vi sentite in difficoltà? Sono alcune delle domande che l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza Filomena Albano ha rivolto questa mattina agli alunni di due quarte e due quinte classi della scuola elementare Pistelli di Roma.

La Garante li ha incontrati nell’ambito del progetto “Geronimo Stilton e la Costituzione raccontata i ragazzi” che - dopo il workshop formativo di novembre rivolto agli insegnanti – prevede una serie di appuntamenti nelle 37 scuole primarie che partecipano all’iniziativa. I bambini hanno partecipato con grande entusiasmo, non solo rispondendo alle sollecitazioni della Garante ma ponendo a loro volta domande e richieste. “Vorrei che gli adulti prendessero più sul serio l’opinione dei bambini” ha detto Alice, mentre Ernesto ha domandato “perché i bambini vengono fatti sedere in un tavolo a parte durante le cene importanti?” e altri due bambini hanno chiesto di “essere ascoltati di più dai genitori” e “di poter passare più tempo con mamma e papà”.

Progetto mediazione: Garante incontra ragazzi di Treviso

Proseguono gli incontri dell’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza (AGIA) con le scuole che partecipano alla seconda edizione del progetto “Dallo scontro all’incontro: mediando si impara”, promosso dall’Autorità garante per diffondere tra i ragazzi la cultura della mediazione e del saper “litigare bene”. Questa mattina la Garante Filomena Albano ha incontrato gli alunni della scuola media Marco Polo di Silea (Treviso), ai quali ha spiegato che “la Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza rappresenta un documento rivoluzionario perché per la prima volta riconosce bambini e ragazzi come soggetti autonomi di diritto”.

Stimolati a esprimersi su quali siano i loro diritti, gli alunni della Marco Polo hanno parlato del diritto “di andare a scuola”, “di avere una casa”, “di essere accuditi”, “di esprimersi”, “di fare sport” e anche “di giocare”. “Questo è molto importante – ha tenuto a sottolineare la Garante – perché il gioco libero permette di sviluppare sensibilità e creatività”. I ragazzi sono stati poi coinvolti da due mediatrici professioniste in una serie di attività interattive che hanno permesso loro di confrontarsi sui concetti di ascolto attivo, corretta comunicazione e condivisione delle emozioni.

Particolarmente partecipato, come negli incontri precedenti, il “gioco del gomitolo”, che permette ai ragazzi di riflettere sul valore delle reti relazionali e dei rapporti interpersonali. Il prossimo incontro è previsto per il 20 marzo, quando l’Autorità garante riceverà gli alunni dell’istituto comprensivo di Cilea (Savona).

Adolescenza, presentato uno studio sulla salute mentale

Per un adolescente il disagio è fisiologico ed evolutivo. È però necessario che siano individuati quanto prima i disturbi psichiatrici, diversi da questo disagio adolescenziale. “Abbiamo scelto di approfondire questo tema – osserva Filomena Albano, Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza (Agia) – non solo perché è necessario che siano assicurate a tutte le persone di minore età pari opportunità nell’accesso alle cure, ma anche perché parlare di salute mentale in adolescenza significa occuparsi di ragazzi invisibili, poco intercettati e particolarmente vulnerabili. La seconda ragione per cui oggi affrontiamo l’argomento risiede nella fiducia di poter di con­tribuire al miglioramento del sistema e al superamento delle criticità esistenti”.

Il tema del disagio psichico in adolescenza è stato oggi, 14 marzo 2018, al centro de “La salute mentale degli adolescenti”, uno studio presentato dall’Autorità garante a Roma, nella sala Parlamentino del Cnel. Si tratta di un documento elaborato da un gruppo di lavoro costituito nel dicembre 2016 all’interno della Consulta nazionale delle associazioni e delle organizzazioni, istituita e presieduta dalla stessa Agia.

La ricerca è stata realizzata attraverso otto focus group, tenutisi in altrettante città italiane, con operatori e testimoni privilegiati; con la somministrazione di questionari ai tribunali per i minorenni (Palermo, Genova, Caltanissetta, Catania e Milano) e per mezzo di un confronto con il Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità del ministero della Giustizia. Sulla base di tale studio l’Agia ha formulato una serie di raccomandazioni a Governo, Regioni e altri interlocutori istituzionali, che hanno inoltre valore di indirizzo per operatori, utenti e famiglie.

Cosa è emerso dallo studio? Sono state registrate buone pratiche e criticità. Quanto a queste ultime è stata riscontrata la mancanza di integrazione e comunicazione tra gli operatori dello stesso ambito territoriale, sono risultati carenti servizi e strutture dedicati e c’è difficoltà a trovare personale con esperienza specifica. Emerge, inoltre, la solitudine delle famiglie con adolescenti con disagio, che andrebbero sostenute adeguatamente e valorizzate come risorsa. È stata infine manifestata l’esigenza di interventi precoci e tempestivi, di continuità nel passaggio dai percorsi residenziali a quelli territoriali e in quello alla maggiore età.

Per il superamento delle criticità, tra le raccomandazioni si evidenzia l’esigenza di una congrua assegnazione di risorse per la salute mentale in adolescenza, dell’attivazione di un raccordo strutturale tra istituzioni e professionalità coinvolte, della valorizzazione dell’apporto di ciascuna professionalità e ciascun servizio coinvolto nonché di assicurare la continuità dei percorsi e di avviare un sistema di monitoraggio. E ancora: l’Agia raccomanda di integrare la rete educativa e sociale con la rete specialistica dedicata e di diversificare le risposte, superando la logica delle soluzioni precostituite.

La ricerca (scaricabile in pdf dalla sezione Pubblicazioni) è stata presentata dal professor Pietro Ferrara, coordinatore del gruppo di lavoro e  membro della Società italiana di pediatria, e dalla dottoressa Antonella Costantino, componente della Consulta e presidente della Società italiana di neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza. Alla tavola rotonda hanno partecipato rappresentanti dell’As­socia­zione italiana dei magistrati per i minorenni e per la famiglia, del Consiglio nazionale degli assistenti sociali e di quello degli psicologi.  Al tavolo, inoltre, esponenti della Conferenza Stato Regioni e dei ministeri della Giustizia e della Salute. Nel corso della mattinata sono state presentate le testimo­nianze di operatori di comunità di accoglienza, case famiglia e di una coppia che ha attraversato un percorso difficile con esito positivo.

Alfieri Repubblica, Garante: “Sono esempi positivi per i coetanei”

Consegnati questa mattina al Quirinale, dal Presidente Sergio Mattarella, gli attestati d’onore di “Alfiere della Repubblica” ai 29 giovani che nel corso del 2017 si sono distinti per partecipazione, altruismo e generosità. 29 tra ragazze e ragazzi – tutti nati tra il 1999 e il 2007 – protagonisti di azioni meritorie nel campo della tutela e della promozione del territorio, di atti di grande coraggio, di iniziative di solidarietà e partecipazione attiva, di grande impegno nel volontariato. Alla cerimonia ha partecipato l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, Filomena Albano.

“Sono tutte storie fortemente positive – commenta la Garante – testimonianze concrete della capacità che hanno tante ragazze e tanti ragazzi di impegnarsi in prima persona nel promuovere e difendere il bene comune e nel prendersi cura di chi è più fragile. Esempi di cittadinanza attiva che dimostrano che anche i ragazzi sono capaci di aprirsi al mondo esterno e di guardare con sensibilità ai bisogni degli altri, privilegiando la dimensione collettiva rispetto a quella personale e individualistica. Sono l’esempio concreto di come si può vivere il proprio territorio da protagonisti, preoccupandosi dell’ambiente e prendendosi cura di chi si trova in situazione di bisogno. L’auspicio è che i loro vissuti e le loro esperienze possano essere di stimolo per tanti coetanei che sono in cerca di personalità e modelli da imitare.” 

Alfieri per tutela e promozione del territorio

C’è Giovanni (Sassari) che da solo ha piantato oltre 400 alberi, ci sono Alessio (Castelfidardo, AN) che si è dato da fare per promuovere le bellezze del suo territorio e Melissa (Torino), protagonista di un’attività di sensibilizzazione verso i rischi derivanti da calamità e disastri naturali, c’è Leonardo (Bibbona, LI), impegnato nella difesa del lupo e c’è l’ornitologo Francesco (Acquapendente, VT) che ha tenuto conferenze, realizzato video e curato un libro scientifico. Ci sono, poi, Stefano (Cerveteri, Roma) che fa da guida in un’area protetta, Martina (Padova) che fa da supporto nell’accoglienza dei visitatori di musei e luoghi d’arte, Eleonora (Camandona, BI) motore di un progetto di riqualificazione ambientale e Simone (Ferrara) impegnato in un progetto di cittadinanza attiva. E, ancora, Simone (Roma) che si occupa di contrasto al degrado urbano, Abel (Genova) che è intervenuto nel corso di un incendio per soccorrere una famiglia e limitare il propagarsi delle fiamme, Mattia (Roma) che ha raccontato in un video le bellezze del paese natale dei nonni e Chiara, anche lei di Roma, custode di una struttura della periferia romana divenuta luogo di incontro e socializzazione.

Alfieri per atti di coraggio

Valerio (Priverno, LT), Arianna (Milano), Ciro (Ischia, NA), Federica (San Gavino Monreale, SU) e Aurora (Lodi) sono stati invece protagonisti di atti di coraggio e grande prontezza di spirito: Valerio ha salvato una bambina che rischiava di annegare, Arianna ha guidato la Guardia costiera nei soccorsi della sua famiglia dopo un naufragio in barca a vela, Ciro ha incoraggiato il fratellino di sette anni in attesa che i soccorsi li portassero in salvo dopo il terremoto, Aurora è salita sul tetto di un magazzino per far desistere un compagno di classe dal compiere un gesto estremo e Federica, che ha saputo reagire a una situazione drammatica, affronta oggi la grande sfida della sua vita da neomaggiorenne fuori famiglia.

Alfieri per partecipazione e solidarietà

E ancora, ci sono otto ragazzi premiati perché con i loro gesti rappresentano un esempio di partecipazione attiva e di solidarietà. Si tratta di William (Isernia), che si è dedicato a migliorare gli ambienti scolastici, Lorenzo (Ascoli Piceno), che ha contribuito all’organizzazione di un centro di accoglienza subito dopo il terremoto, Giacomo (Maccarese, Roma), che ha organizzato una raccolta fondi per la sua scuola, Emanuela (Roma) che si è impegnata sui temi del bullismo e della discriminazione, Sara (Taranto) che ha affrontato aiutato i compagni e collaborato con le insegnanti per promuovere nuove attività, Dalila (Torino) che si è spesa in prima persona per favorire l’inclusione , Margherita (Sernaglia della Battaglia, TV) che è stata la prima atleta con disabilità a partecipare al campionato internazionale di taekwondo e Miriam (San Luca, RC), con una grande vocazione per la scrittura.

Alfieri per il volontariato

Ci sono, infine, Sofia (Valgrana, CN), John (Milano) e Nazifa (Bagnacavallo, RA) che sono stati nominati “Alfieri” per il loro impegno quotidiano nelle attività di volontariato: Sofia con le persone anziane, John con i ragazzi che hanno difficoltà nello studio e Nazifa nei centri di accoglienza per i migranti.

14 marzo: Agia presenta documento su salute mentale adolescenti

Approfondire la conoscenza dei bisogni delle persone di minore età per sviluppare politiche efficaci orientate a un’effettiva promozione della salute mentale e a una gestione integrata del disagio e dei disturbi psichici. Questo il tema al centro dell’evento che l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza ha organizzato per il 14 marzo in occasione della presentazione la pubblicazione “La salute mentale degli adolescenti – documento di studio e di proposta”, elaborata da un gruppo di lavoro della Consulta delle associazioni e delle organizzazioni.

La presentazione è in programma a Roma, alle ore 10, nella sala del Parlamentino del Cnel, (viale David Lubin, 2). Seguirà tavola rotonda (qui il programma - pdf). Partecipano pediatri, neuropsichiatri infantili, giudici minorili, psicologi, assistenti sociali ed esponenti della Conferenza Stato-Regioni, del Ministero della Giustizia e di quello della Salute.  

L’evento è aperto. Per partecipare è necessario inviare via email la propria richiesta, entro le ore 12 del 13 marzo, a eventi@garanteinfanzia.org.

 

Minori stranieri non accompagnati: corso per tutori ad Alghero

Prende il via oggi ad Alghero (Sassari) il terzo corso di formazione per aspiranti tutori volontari di minori stranieri non accompagnati organizzato in Sardegna dall’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza (Agia) con il supporto di EASO – l’Ufficio europeo di supporto in materia di asilo.

“Vive in provincia di Sassari un minorenne su quattro tra quelli di origine straniera arrivati in Sardegna senza assistenza o rappresentanza da parte dei genitori o di altri adulti che ne siano legalmente responsabili” riferisce l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, Filomena Albano.

“Gli aspiranti tutori – prosegue Albano – sono privati cittadini disposti a esercitare la rappresentanza legale e prendersi cura di questi minorenni senza una famiglia in Italia. Una volta superato il corso, se confermeranno la loro disponibilità a essere inseriti nell’elenco dei tutori volontari, toccherà poi al Tribunale per i minorenni provvedere alla loro nomina”. Questa forma di protezione per “persone di minore età” è prevista dalla legge 7 aprile 2017, n. 47.

Dopo i due corsi svolti a Cagliari nel mese di novembre che hanno formato 64 aspiranti tutori, l’attività formativa si sposta in provincia di Sassari. Fino al 12 marzo l’Hotel Catalunya di Alghero ospiterà la “quattro giorni” formativa (per un totale di 27 ore) finalizzata a fornire ai 36 partecipanti le nozioni e gli strumenti indispensabili per lo svolgimento dell’incarico di tutore volontario.

Alla data del 31 dicembre 2017 sono 706 i minori stranieri non accompagnati presenti in Sardegna. Si tratta in larga maggioranza di maschi (687), di 15 (50), 16 (171) e 17 anni (448). Di questi, 182 vivono in provincia di Sassari e, in particolare, 109 nel comune capoluogo. Sono ragazzi che provengono per la maggior parte da Gambia (103), Guinea (85), Costa d’Avorio (69), Mali (67), Nigeria (62) e Bangladesh (62).

I corsi si svolgeranno dal 9 al 12 marzo, dalle ore 9 alle ore 17, all’Hotel Catalunya di Alghero (via Catalunya n. 24).

I dati sui minori stranieri non accompagnati presenti in Sardegna al 31 dicembre 2017 (infografica)

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“Dallo scontro all’incontro” con i ragazzi del Pacinotti di Pontedera

Il conflitto fa parte delle relazioni ed è qualcosa che non si può evitare, ma dal conflitto si può uscire in maniera sana e costruttiva. Questo il messaggio alla base del progetto “Dallo scontro all’incontro: mediando si impara” promosso dall’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza (AGIA) per diffondere tra i ragazzi la cultura della mediazione. Stamattina il secondo appuntamento, nella sede dell’Autorità garante, che ha visto protagonisti una ventina di studenti dell’Istituto Antonio Pacinotti di Pontedera (Pisa) i quali, guidati da mediatori professionisti, si sono confrontati sui temi del rispetto dell’altro e della condivisione di esperienze ed emozioni. “Paura”, “tristezza”, “invidia”, “rabbia”, ma anche “rimedio”, “coraggio” e “saggezza” le parole associate al concetto di conflitto, “ascolto”, “pace”, “speranza”, “incontro”, “unione”, “felicità” quelle accostate al termine “mediazione”.

Coinvolti in una serie di attività pratiche e interattive, i ragazzi hanno partecipato con entusiasmo, mettendosi in gioco e riflettendo insieme sul valore dell’ascolto reciproco come strumento per mettersi in relazione con l’altro e imparare a gestire i conflitti in maniera costruttiva.

Il prossimo incontro in programma, sempre nella sede dell’Autorità garante, è previsto per il 15 marzo con i ragazzi dell’istituto comprensivo Silea di Treviso.

Al via la seconda edizione del progetto “Dallo scontro all’incontro: mediando si impara”

Ha preso il via oggi a Roma la seconda edizione del progetto “Dallo scontro all’incontro: mediando si impara”, promosso dall’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza (AGIA) per diffondere tra i ragazzi la cultura della mediazione. Partendo dalla consapevolezza che il conflitto rappresenta un aspetto inevitabile delle relazioni umane, il progetto mira a trasmettere l’idea che saper comunicare efficacemente, imparare a riconoscere le emozioni e gestire positivamente la conflittualità costituisce un valore aggiunto e una risorsa preziosa nei rapporti interpersonali. 

Prenderanno parte al progetto, che si svilupperà nei prossimi mesi, scuole secondarie di primo grado rappresentative del territorio italiano. Le azioni progettuali prevedono un incontro presso la sede dell’Autorità garante e un secondo incontro all’interno degli istituti coinvolti, entrambi condotti da mediatori professionisti che utilizzano tecniche attive per rendere i ragazzi protagonisti. Il primo appuntamento, questa mattina, è stato con gli alunni dell’Istituto comprensivo Fanelli Marini di Roma, con i quali la Garante ha parlato dell’importanza dell’ascolto e del dialogo come strumenti per vivere positivamente il conflitto e imparare a “litigare bene”. Il prossimo incontro è in programma per il 7 marzo, sempre presso la sede dell’Autorità garante, con i ragazzi dell’Istituto Antonio Pacinotti di Pontedera (Pisa).

Figli di genitori separati: primo bilancio dei “Gruppi di Parola”

Presentato a Roma, nella sede dell’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, un primo bilancio del progetto “Gruppi di parola, una risorsa per i figli dei genitori separati”, promosso dall’Autorità garante, in collaborazione con l’Università Cattolica del Sacro Cuore e l’Istituto Toniolo di Studi Superiori. Nell’occasione è stato annunciato l’avvio di una iniziativa finalizzata alla promozione di una “Carta dei diritti dei bambini nella separazione”, pensata come strumento di tutela e protezione comprensibile e utilizzabile direttamente dai bambini e dai ragazzi coinvolti nell’esperienza della separazione dei genitori. I principi fondanti della Carta saranno ispirati alla Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. In particolare agli articoli 8, 9 e 12 e a quelli trasversali di ascolto e superiore interesse della persone di minore età.

Partito lo scorso 9 novembre con il primo ciclo di incontri ospitati dal Consultorio familiare dell’Università Cattolica di Roma, il progetto “Gruppi di parola” intende valorizzare l’esperienza della condivisione delle emozioni come strumento di confronto ed elaborazione dei vissuti tra i bambini e i ragazzi coinvolti negli eventi di separazione o divorzio che coinvolgono i loro genitori.  “Si tratta di un numero elevato di bambini e ragazzi - spiega la Garante Filomena Albano - che si amplifica se si pensa che nel nostro Paese non esiste una misura a favore di questa particolare categoria di minorenni vulnerabili. Per questo abbiamo promosso questo progetto, che mira a far conoscere e diffondere lo strumento dei “Gruppi di Parola”: i bambini e i ragazzi vanno aiutati ad attraversare questa particolare fase di transizione della famiglia e l’esperienza del gruppo intende offrire un sostegno ai figli che si trovano ad affrontare la perdita dell’unità familiare, spingendo il loro sguardo verso un orizzonte in cui la separazione dei genitori non implica la perdita del legame con loro”.

I “Gruppi di Parola” sono interventi brevi, destinati a bambini (6-11 anni) e adolescenti (12-15 anni) con genitori separati o divorziati. È un’esperienza di gruppo - articolata in quattro incontri di due ore ciascuno, a cadenza settimanale (in allegato il calendario) - in cui i bambini e i ragazzi possono parlare, condividere pensieri ed emozioni, attraverso il gioco, il disegno e altre attività, con l’aiuto di professionisti specializzati. Il “Gruppo di Parola” (GdP) aiuta a esprimere i vissuti, a porre domande, a nominare le paure rispetto alla separazione, a trovare modi per dialogare con i genitori e per fronteggiare le difficoltà legate ai cambiamenti familiari. Il “Gruppo di Parola” coinvolge anche i genitori: dalla fase di informazione e autorizzazione per i figli alla partecipazione all’incontro conclusivo del gruppo, fino al colloquio di approfondimento realizzato a distanza di un mese.

“Il nostro impegno, da oltre quarant’anni, è rivolto alle famiglie e i ‘Gruppi di Parola’ rappresentano un’iniziativa pienamente integrata con le nostre proposte cliniche e di ricerca a sostegno dei legami familiari, attente ai bisogni dei più piccoli – ha sottolineato la dottoressa Paola Cavatorta, direttore del Consultorio Familiare dell’Università Cattolica a Roma e responsabile scientifico del progetto –.  Nel Consultorio di Roma abbiamo realizzato finora oltre 20 GdP e il loro numero sale a oltre 40 se consideriamo le edizioni realizzate a Milano e a Napoli. Abbiamo constatato in molti modi il valore del GdP, abbiamo ascoltato le parole rasserenate dei bambini, i commenti positivi dei genitori, gli apprezzamenti di insegnanti che ci hanno riferito i cambiamenti osservati nei bambini.”

Un primo obiettivo dei promotori del progetto è la realizzazione di 7 GdP: 4 a Roma, 2 a Milano e 1 a Napoli, tutti gratuiti, associati alla somministrazione di un questionario - appositamente predisposto per questo progetto - per valutare il GdP dal punto di vista dei figli partecipanti e dei genitori. A Roma sono già stati completati i primi due GdP ai quali hanno partecipato complessivamente 15 bambini e un terzo si avvia oggi con 8 ragazzi di 12-16 anni. A Napoli è iniziato il 15 febbraio un gruppo con cinque bambini, a Milano è partito la scorsa settimana il primo dei due GdP previsti, con cinque ragazzi. Gli ultimi GdP previsti dal progetto saranno realizzati il prossimo maggio a Milano e Roma. Per gli adolescenti è iniziato a Roma un “Gruppo di Parola” per otto ragazzi.

Un ulteriore obiettivo del progetto è la rilevazione delle esperienze realizzate sul territorio italiano, per avere una mappa aggiornata dell’offerta di GdP. Insieme a questa indagine si intende promuovere la creazione di un network nazionale di centri e professionisti formati alla conduzione dei Gruppi di Parola, esperti e affidabili, ai quali le famiglie possano rivolgersi con fiducia.

“Per condurre adeguatamente questa risorsa dal forte valore preventivo e di accompagnamento clinico nella complessa transizione familiare del divorzio – ha spiegato la professoressa Costanza Marzotto, responsabile della formazione del Centro di Ateneo Studi e Ricerche sulla Famiglia dell’Università Cattolica di Milano e conduttrice di GdP presso il Servizio di psicologia clinica per la coppia e la famiglia della sede milanese dell’Ateneo - è richiesta una formazione rigorosa e approfondita articolata in giornate d’aula, studio e revisione della propria pratica con conduttori esperti al termine del percorso e in incontri periodici di supervisione.” Dal 2005 ad oggi sono stati realizzati complessivamente 15 percorsi formativi nelle tre sedi di Milano, Roma e Napoli per un totale di circa 250 professionisti accreditati dall’Università Cattolica-Servizio Formazione Permanente. Sono risorse qualificate, presenti in quasi tutte le regioni, in molti casi attivi nei servizi pubblici o di privato convenzionato.

La parole più utilizzate da bambini e ragazzi nei "Gruppi di Parola"
Le parole più ricorrenti tra quelle pronunciate da bambini e ragazzi nei Gruppi di Parola

 

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