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Arriva ad Anzio il progetto “Navigare… in un mare di diritti”

“Navigare… in un mare di diritti”, il progetto itinerante promosso dall’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza e realizzato in collaborazione con l’associazione Lisca Bianca, ha fatto tappa questa mattina ad Anzio. L’iniziativa – che mira ad accrescere nei ragazzi la conoscenza e la consapevolezza dei diritti di cui sono portatori, attraverso attività di informazione e sensibilizzazione realizzate con la metodologia della divulgazione “tra pari” – ha coinvolto un centinaio di studenti, che hanno partecipato con entusiasmo e interesse alle attività proposte. Nell’ambito dell’approfondimento della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza i ragazzi hanno scelto di soffermarsi in particolare sul diritto di tutti i bambini a essere protetti da ogni forma di violenza, condividendo anche il racconto di un’esperienza vissuta da una ragazza e sottolineando l’importanza della “denuncia”. Altro diritto su cui si è voluto porre l’accento è quello alla libertà di esprimere la propria identità e le proprie emozioni: in proposito, i ragazzi hanno voluto evidenziare soprattutto il valore dell’uguaglianza. “Ancora oggi viviamo situazioni di disuguaglianza”, ha detto una ragazza, che ha voluto condividere con i suoi coetanei il ricordo di quando da bambina si sentiva esclusa “per il colore della pelle e perché non frequentavo l’ora di religione”. Nel corso della mattinata ampio spazio è stato dato anche alle riflessioni sul diritto alla vita, sul diritto alla nazionalità e su quello al nome.

 

 

 

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Rispettare sempre i limiti necessari a proteggere la riservatezza delle persone di minore età coinvolte in fatti di cronaca

“I bambini e i ragazzi hanno diritto a essere protetti da ogni forma di interferenza nella loro sfera privata, in particolar modo nei casi in cui hanno subito violenza o abusi”. Lo dichiara l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza ricordando che “anche l’esercizio del diritto di informazione incontra limiti ogni qual volta si scontra con la necessità di garantire protezione e tutela a soggetti che sono più vulnerabili e fragili”. La Garante sottolinea come “anche rispetto al diritto di cronaca deve prevalere sempre il superiore interesse del minore e che, pertanto, deve essere assicurato il rispetto della riservatezza, che non deve essere messa in pericolo dalla divulgazione di particolari che possono rendere facilmente identificabile la persona di minore età coinvolta. Questo è tanto più vero – tiene a evidenziare – nei casi in cui il racconto si riferisce a episodi accaduti in piccoli contesti, dove pochi elementi sono sufficienti a rendere riconoscibile il minorenne, esponendolo a una doppia violenza. Garantire adeguata protezione a una persona di minore età vittima di violenza o abusi – conclude la Garante – significa assicurare un’informazione adeguata e rispettosa dell’intimità, evitando esposizioni mediatiche che possano arrecare nuovo pregiudizio e compromettere l’integrità psicofisica e di relazione”.

Autorità garante incontra associazioni per fare il punto su formazione tutori volontari

Fare il punto sui risultati raggiunti con i primi corsi svolti tra ottobre e dicembre: con questo obiettivo l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza ha riunito questo pomeriggio tutte le associazioni e organizzazioni impegnate nell’attività di formazione dei tutori volontari di minori stranieri non accompagnati. Nel corso dell’incontro si è tracciato un bilancio di quanto fino ad ora è stato fatto: quanti corsi realizzati, quanti candidati formati, quanti aspiranti tutori iscritti negli elenchi tenuti dai Tribunali per i Minorenni. Con uno sguardo, anche in prospettiva, sulla programmazione dell’attività formativa nei prossimi mesi.

Attraverso i cinque corsi organizzati nelle quattro regioni di competenza (due a Firenze, due a Cagliari e uno Pescara) l’Autorità garante ha formato complessivamente 174 aspiranti tutori, la cui quasi totalità (165) ha confermato la disponibilità a essere iscritta negli elenchi. Alla data del 19 gennaio, sono invece 372 gli aspiranti tutori ancora in attesa di formazione e precisamente: 59 in Abruzzo, 24 in Molise, 104 in Sardegna e 185 in Toscana. Già programmati i prossimi incontri formativi, che si svolgeranno a L’Aquila (9-12 febbraio), Campobasso (23-26 febbraio) e Sassari (9-12 marzo).    

“L’incontro di oggi – commenta la Garante – ha rappresentato un’occasione preziosa per condividere i primi risultati raggiunti con l’attività di formazione svolta e, allo stesso tempo, condividere gli obiettivi futuri, anche alla luce delle novità introdotte dal decreto legislativo 220/2017 in materia di accoglienza dei minori stranieri non accompagnati. Infatti, mentre da un lato si va riducendo l’ambito territoriale di competenza dell’Autorità garante nella selezione e formazione dei tutori nella misura in cui vengono nominati i garanti regionali, che sono di fatto il soggetto attuatore della legge 47/2017, dall’altro lato viene attribuito all’Autorità un nuovo compito, quello di monitorare l’applicazione della normativa su scala nazionale.”    

 

Incontro Autorità garante - Mibact per tutela bambini e ragazzi nel settore cinematografico

L’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza ha incontrato questa mattina il Direttore generale per il Cinema del Ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo.

“Con l’incontro di oggi – commenta la Garante – abbiamo avviato una collaborazione in materia di protezione di bambini e ragazzi rispetto a contenuti di opere cinematografiche e audiovisive che possono turbarne la sensibilità o incidere negativamente sul loro sviluppo”.

L’incontro fa seguito alla nota dello scorso 4 gennaio in riferimento al decreto legislativo 203/2017 in materia di tutela delle persone minori d’età nel settore cinematografico e audiovisivo.

Il decreto, che entrato in vigore il 12 gennaio, sostituisce l’attuale sistema di nulla osta preventivo sulle opere cinematografiche con un sistema di classificazione fondato sul principio di responsabilizzazione degli operatori del settore. Prevista l’istituzione di una Commissione cui spetterà il compito di verificare la correttezza della classificazione assegnata alla pellicola da produttori e distributori secondo i parametri fissati dalla nuova normativa: opere per tutti, opere non adatte ai minori di sei anni, opere vietate ai minori 14 anni e opere vietate ai minori di 18 anni. Le stesse disposizioni si applicano alle pubblicità e spot pubblicitari destinati alle sale cinematografiche.

La nota inviata al Ministro dei Beni e le attività culturali e del turismo

Commento dell'Autorità garante al questionario di monitoraggio sull'applicazione Convenzione di Lanzarote

Approfondire il tema della produzione e condivisione di immagini, video e altro materiale a contenuto sessuale da parte degli adolescenti, in quanto si tratta “di un tema particolarmente delicato che affronta un comportamento rispetto al quale vi è mancanza di consapevolezza” da parte dei ragazzi, anche responsabilizzando i possibili “diffusori” di immagini rispetto al “significato sociale e giuridico che l’inoltro e la condivisione” comportano. E’ quanto suggerisce l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza Filomena Albano nel documento trasmesso al Comitato di Lanzarote ad integrazione delle risposte che il Dipartimento per le Pari opportunità italiano ha inviato in merito al secondo questionario di monitoraggio sull’attuazione della Convenzione di Lanzarote, focalizzato sul tema della protezione dei minorenni dallo sfruttamento e dall’abuso sessuale commessi per mezzo delle nuove tecnologie.

Nel documento l’Autorità garante sottolinea la necessità di non limitarsi a sensibilizzare i ragazzi sui possibili rischi di tali comportamenti, ma di prevedere nei programmi di prevenzione anche momenti di riflessione sulla “dignità del proprio corpo, l’intimità e riservatezza della propria sfera affettiva, la totale inadeguatezza del web nel rispondere a tali esigenze”.

Rispetto, poi, ai casi in cui si arrivi al processo penale, l’Autorità garante indica come “ulteriore sfida”  l’utilizzo di programmi di giustizia riparativa nell’ambito del processo penale: trattandosi di fatti che spesso vedono coinvolte persone di minore età non solo con riferimento alle vittime ma anche agli autori e poiché tutti mostrano un grado di consapevolezza sulle conseguenze delle proprie azioni pressoché inesistente – si spiega nel testo - la giustizia riparativa potrebbe rappresentare un mezzo adeguato per permettere ai ragazzi di acquisire una coscienza reale sulle conseguenze di tali comportamenti partendo dal vissuto dell’altro.

Parlamento europeo approva nuove proposte per proteggere minori in controversie internazionali di divorzio

Approvate dal Parlamento europeo nuove proposte finalizzate alla protezione dei minori nelle controversie internazionali in materia di divorzio. Il parere verrà ora trasmesso al Consiglio, chiamato a decidere in via definitiva.

“Ieri – commenta l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza - è stato compiuto un importante passo in avanti verso l’adozione della proposta della Commissione europea del 30 giugno 2016 (COM(2016) 411 final) volta all’adozione di un regolamento destinato a sostituire quello attualmente in vigore (CE) n. 2201/2003 in materia di competenza, riconoscimento ed esecuzione delle decisioni in materia matrimoniale e in materia di responsabilità genitoriale (c.d. regolamento “Bruxelles II bis”). Il regolamento Bruxelles II bis rappresenta una chiave di volta della cooperazione giudiziaria in materia familiare in ambito europeo: il nuovo testo, di cui si auspica una pronta adozione, da una parte lascia invariata la disciplina della materia matrimoniale, dall’altra incide profondamente sui procedimenti transfrontalieri relativi alla responsabilità genitoriale e alla sottrazione dei minori. Il testo, tra le altre cose, rafforza il diritto d’ascolto del minore, definendo una chiara procedura”.

Sono sempre di più le famiglie con elementi di internazionalità nell’Unione e le controversie giuridiche che le coinvolgono, conseguenza della crescente mobilità delle persone in ambito europeo.

 

Da domani a Roma secondo “gruppo di parola” per figli di genitori separati

Riprendono domani, a Roma, gli incontri del progetto “Gruppi di parola” promosso dall’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza in collaborazione con l’Università cattolica del Sacro Cuore e l’Istituto Toniolo. Si tratta di quattro incontri, di due ore ciascuno, destinati a bambini (6-11 anni) e adolescenti (12-15 anni) con genitori separati o divorziati: un’esperienza di gruppo in cui condividere pensieri ed emozioni attraverso il gioco, il disegno e altre attività, con l’aiuto di professionisti specializzati. “Un’iniziativa importante – tiene a sottolineare la Garante – che rappresenta un aiuto concreto per tanti ragazzi che si trovano a vivere le difficoltà legate alla fase di separazione o divorzio dei loro genitori. Non solo, un’occasione per imparare a riconoscere e gestire le proprie emozioni attraverso il confronto con i coetanei”.

Prevista, nell’ambito del progetto, anche una campagna di sensibilizzazione che consentirà anche di valorizzare i materiali prodotti da bambini e ragazzi nel corso della partecipazione agli incontri.

Minori stranieri soli: pubblicato decreto che attribuisce a Autorità garante compiti di monitoraggio

Nuovo ruolo per l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, alla quale spetterà d’ora in avanti il compito di monitorare lo stato di attuazione delle norme in materia di tutori volontari di minori stranieri non accompagnati, con la collaborazione dei garanti regionali e delle province autonome che, periodicamente, dovranno presentare all’Autorità una relazione sulle attività realizzate. Lo prevede il decreto legislativo n. 220 del 2017, pubblicato ieri in Gazzetta Ufficiale, che contiene una serie di disposizioni correttive e integrative della normativa di settore. “Si tratta di un compito importante – commenta la Garante –  che ci permetterà di verificare l’efficacia del sistema di tutela volontaria introdotto con la legge 47/2017, evidenziando le buone prassi, le eventuali criticità e i correttivi da introdurre. Allo stesso tempo questo ruolo valorizza la prerogativa di organismo terzo e indipendente propria dell’Autorità, attribuendo ai garanti regionali il compito di dare attuazione alle disposizioni in materia di selezione e formazione dei tutori volontari. Con ciò favorendo anche lo spirito di collaborazione e condivisione”.  

Per la Garante il decreto legislativo “è complessivamente un buon testo, perché interviene a integrare la normativa vigente e perché è il frutto di un lavoro che ha visto la collaborazione sinergica degli attori del sistema, delle commissioni parlamentari e dei ministeri competenti. Apprezzo in particolare il fatto che nel testo sia stata inserita la norma che attribuisce al Tribunale per i Minorenni la competenza a nominare il tutore volontario e che sia stata introdotta la precisazione, così come avevo chiesto in sede di audizione parlamentare, che nel procedimento di nomina il giudice minorile opera in forma monocratica. Tuttavia – conclude la Garante – restano ancora diverse altre questioni aperte. Mi riferisco alla necessità di prevedere quanto prima misure concrete di supporto al tutore nello svolgimento dei compiti che gli vengono affidati, introducendo la possibilità di ricevere copertura assicurativa, di beneficiare di permessi di lavoro e di poter ottenere un rimborso delle spese vive sostenute. Il rischio è che, in assenza di un intervento del legislatore in tal senso, tante persone, pur animate da spirito di solidarietà e partecipazione, non si sentano sufficientemente incentivate a farsi avanti”.

Il testo dell'articolo 11 della legge 47/2017, come novellato dalle modifiche introdotte dal decreto legislativo 220/2017, elaborato dall'Ufficio dell'Autorità garante

 

Generazioni connesse: il 6 febbraio a Firenze secondo seminario formativo per professionisti dell’infanzia

Il prossimo 6 febbraio - in occasione del Safer Internet Day, la giornata mondiale dedicata alla sensibilizzazione sui pericoli della rete e sull’uso corretto del web – l’Istituto degli Innocenti di Firenze ospiterà il seminario “La sessualità e l’affettività dei giovani in relazione e a attraverso l’uso dei nuovi media. Fattori di rischio e di opportunità”.

L’evento formativo è il secondo di una serie di seminari che il progetto Generazioni Connesse sta organizzando per i professionisti dell’infanzia (assistenti sociali, pediatri, psicologi, educatori, docenti e dirigenti scolastici) nell’ambito dell’attività di sensibilizzazione sui temi dell’utilizzo dei nuovi media e della navigazione sicura in ambiente digitale.

Questo secondo appuntamento, che fa seguito a quello del 14 novembre, si propone in particolare di approfondire il rapporto tra sviluppo affettivo e sessuale e utilizzo delle nuove tecnologie.

Napoli: Autorità garante infanzia scrive a istituzioni per sollecitare tavolo di concertazione su politiche educative

“Istituire un tavolo interistituzionale permanente, con la partecipazione di una componente di minorenni e giovani adulti e di rappresentanti di associazioni familiari”, quale centro di osservazione e monitoraggio del fenomeno della devianza minorile e luogo di concertazione di politiche di intervento. Lo sollecita l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza in una nota indirizzata alle istituzioni locali in relazione ai recenti eventi di cronaca avvenuti a Napoli, “che hanno visto come protagonisti persone di minore età coinvolte in fatti aventi rilevanza penale, per lo più realizzati in gruppo”.   

Nella nota si chiede, inoltre, di “acquisire dati e informazioni utili ad approfondire la conoscenza del fenomeno” e di conoscere “quali politiche educative, di prevenzione e di sostegno sono state o si intendono realizzare” al fine di promuovere la cultura del rispetto dei diritti.

“Le notizie apprese dalla stampa in merito ai numerosi episodi di reati commessi da minorenni nel capoluogo campano – spiega la Garante – richiedono una riflessione attenta ed approfondita, non soltanto in termini di interventi tesi ad arginare il fenomeno ma anche e soprattutto con riferimento alle azioni di prevenzione e di educazione al rispetto della legalità da mettere in atto. Ritengo importante, da questo punto di vista, che ci si muova secondo un’ottica di ‘rete’ e che tutti i soggetti interessati operino secondo una modalità sinergica e integrata. Senza dimenticare il fondamentale ruolo educativo svolto dalla scuola e, ancora prima dalla famiglia, che rappresenta il luogo deputato alla trasmissione dei valori della solidarietà e del rispetto delle regole e dell’altro. Questa nota vuole essere anche un segno di solidarietà alla madre di Arturo, il giovane accoltellato lo scorso mese di dicembre a Napoli da un gruppo di coetanei, che con coraggio e determinazione ha sollecitato le mamme dei ragazzi coinvolti a denunciare i propri figli. Mi rivolgo ai genitori dei ragazzi coinvolti e in particolare alle mamme – conclude la Garante – affinché, denunciando, affidino i propri figli al sistema della giustizia. Denunciare significa infatti compiere un atto di coraggio e offrire ai ragazzi che delinquono una occasione per riflettere, per riscattarsi e per riparare agli errori commessi”.

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