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SOS Scuola, per il diritto a vivere in un luogo accogliente

Conackry, Bruxelles, Palermo. Tre città legate da una storia molto intensa. Storia di vita, storia di speranza, storia di morte e di rinascita. E’ il 29 luglio 1999 quando due adolescenti africani, Yaguine e Fodè, vennero ritrovati morti assiderati dopo essersi nascosti nel carrello dell’aereo che, partito dalla Guinea, atterrò in Belgio. Volevano portare ai “Signori d’Europa” una lettera, scritta in francese, con la quale chiedevano a nome di tutti i bambini di quel Sud del mondo, il riconoscimento dei loro diritti fondamentali negati. La terza tappa è Palermo e diverse parti d’Italia. Da questa tragica storia, Paolo Bianchini e Paola Ruta hanno tratto un film, “Il Sole Dentro”. E dal film, con la loro associazione Alveare per il Sociale, un progetto “S.O.S Scuola”, che non è una semplice richiesta di aiuto, ma un invito a pensare ed agire insieme, a scambiarsi competenze e a superare gli ostacoli di carattere economico che tendono a marginalizzare il diritto a vivere in un luogo accogliente.

“S.O.S. sta per “Scambiamoci Orizzonti per Sognare” ed intende sperimentare un nuovo modello di welfare per abbattere le disuguaglianze nel sistema scolastico – ha raccontato Paola Ruta ai microfoni di Sarai Digital Teens, la web radio dell’Autorità Garante per l’infanzia e l’adolescenza – Nuove forme di economia relazionale che contribuiscono a rigenerare le scuole con interventi artistici e trasformarle in laboratori permanenti di creatività, diritti, integrazione e multiculturalismo”.

Le prime tappe di S.O.S. Scuola (2014) sono state nell’Istituto Comprensivo Statale di Arsoli (Rm) e nel Liceo Linguistico N. Cassarà di Palermo. Ad Arsoli, S.O.S. Scuola ha programmato un cantiere creativo che ha riqualificato gli spazi interni dell’Istituto

“A Palermo abbiamo trasformato il Liceo in un piccolo museo grazie in particolare al gemellaggio con il Liceo Artistico ‘Guggenheim’ di Venezia e al contributo di artisti come Giuseppe Vesco, Enzo Patti, Luca Bonanno”.

Sempre a Palermo S.O.S. Scuola ha ristrutturato completamente il bar del Liceo chiuso da oltre dieci anni (e diventato una discarica) che ha ispirato la web serie ‘Il bar del Cassarà’ dell’Alveare Cinema prodotta dalla RAI e con la regia di Davide Gambino. 

“Il bar tornerà a diventare un luogo di incontro, integrazione e multiculturalismo – racconta Paola -  Un’altra cellula di un organismo che si riproduce con la sua stessa energia, quella alimentata dall’entusiasmo e dalla “crescita” dei giovani che hanno compreso e rielaborato l’esperienza vissuta durante il cantiere creativo. Una trasformazione prima intima e poi pratica perché il bar sarà anche un luogo di lavoro”.  

Il viaggio di Yaguine e Fodè non si è ancora interrotto. Sono già ripartiti alla volta di altre zone d’Italia, magari arriveranno fino a New York. “Ci ha contattato anche una scuola di New York, dove insegnano italiano – chiude Paola. Vorrebbe che una loro classe partecipi ad uno dei nostri progetti per dare senso alla gita in Italia”. 

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Kickoff Meeting di Radio Sarai, al via il network di adolescenti

Si apre con grande entusiasmo ed una forte emozione la due giorni del “Saremo - Kickoff Meeting” di Sarai Teens Digital Radio, la radio ufficiale dell’Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza. Due giorni di confronti, idee, condivisione d’esperienze, prove, scalette, registrazioni, tavoli di lavoro organizzati dall'Authority presso l'Istituto Superiore Antincendi di Roma. Finalmente, “Sarai” diventa network. A lavoro, su quasi tutto il territorio nazionale, le nove giovani redazioni delle radio che daranno linfa alle trasmissioni: Radio Kreattiva da Bari, Radio 100 Passi da Cinisi e Palermo, Web Radio Gel da Assisi, il Centro interculturale Nanà da Napoli, Radio Magica da Udine, Radio Sonora dalla bassa Romagna, Associazione Mare di Libri da Rimini, Radio Ragazzi Arenzano e una rappresentanza del gruppo Pidida di Roma.

“Sarai” come una grande community in grado di fare informazione e comunicazione di prossimità. Un lungo cammino che coinvolgerà tanti ragazzi attivati nel processo partecipativo del network.

Due giorni intensi di attività inaugurati alla presenza del Garante Vincenzo Spadafora che ha ringraziato i partecipanti e ha rivolto a tutti loro un grande “in bocca al lupo”, affinché possano far sentire forte, fortissima, la loro voce.

Tanti interventi e contributi nella prima giornata, dal mondo dell’informazione. Con i consigli di Roberto Barone, che ha spiegato il piano editoriale di Sarai, a Mimì De Maio, che ha parlato di strumenti digitali, di rete e social, fino a Emiliano Sbaraglia, che ha spiegato come scrivere per la radio. Concluse le lezioni frontali i ragazzi si sono riuniti in 5 gruppi per scrivere i format di Radio Sarai. 

Nella seconda giornata, si è passati dall’ascolto alla messa in opera, dalla teoria alla pratica. Prima la presentazione dei lavori di progettazione delle trasmissioni, i futuri format della radio, venuti fuori dai tavoli di lavoro, poi la realizzazione di una campagna video di promozione del progetto.

Sarai è pronta a partire, i ragazzi hanno la forza e la volontà di far sentire la propria voce e di dar spazio anche e soprattutto a chi voce non ce l’ha.

Ascolta Sarai Teens Digital Radio.

KickOff Meeting

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L'orchestra multietinca fatta da adolescenti con l'obiettivo di educare al dialogo

Stare nella Piccola Orchestra di Tor Pignattara vuol dire fare nuove amicizie. Condividere una passione bellissima, la musica. E conoscere il mondo, stando a Roma. Perché si tratta di uno dei pochi esempi di orchestra multietnica, composta da ragazzi. Da Cuba alla Nigeria, dalle Filippine al Perù. Con un unico comune denominatore. I musicisti parlano tutti “romanaccio”. Sono il simbolo della Roma che cambia tra bellezza e difficoltà. Una fotografia di Roma e dell’Italia intera. Un’Italia che da qualche anno sta cambiando volto.

“La Piccola Orchestra è nata con il compito di far dialogare i ragazzi tramite la musica - ci ha raccontato l’ideatore Domenico Coduto ai microfoni di SArai Teens Digital Radio durante il Festival Restart – e farla a Tor Pignattara vuol dire anche fare legalità, promuovere l’integrazione e lo scambio di culture diverse e lontane”.

La Piccola Orchestra suona musica da ogni parte del mondo e canta in tante lingue diverse; è concepita come un laboratorio ed è, per sua natura, in continua evoluzione. I ragazzi coinvolti nel progetto partecipano agli incontri settimanali concepiti come una specie di laboratorio di composizione e improvvisazione in cui ognuno porta all’interno dell’orchestra le proprie esperienze, il proprio patrimonio sonoro, i propri gusti personali e i desideri condividendoli e mettendo a fuoco le proprie capacità musicali. La settimana prossima, ha annunciato Domenico, uscirà il terzo disco prodotto dalla Piccola Orchestra. “Il nostro è un progetto aperto a tutti. Quindi contattateci, tramite il sito www.piccolaorchestraditorpignattare.it e le pagine social. Vi aspettiamo!” ha concluso. 

Un percorso di genitorialità studiato per padri e madri tossicodipendenti

Un Parenting Program tutto italiano. Al via una nuova ricerca volta ad analizzare un percorso di genitorialità appositamente studiato per padri e madri tossicodipendenti a favore innanzitutto dei loro figli.

A presentarlo questa mattina la Comunità San Patrignano, titolare dell’iniziativa studiata in collaborazione e sostenuta dalla UBS Optimus Foundation, presso la sede dell’Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza, che ha voluto dare il suo patrocinio al progetto proprio per l’innovazione e per l’impatto che avrà sul metodo educativo, sul trattamento di genitori tossicodipendenti e quindi sul benessere dei loro figli, impegno comune in difesa dei diritti dei bambini. L’iniziativa è volta ad intervenire a sostegno di quei bambini che possono aver subito maltrattamenti emotivi ed esser stati trascurati da genitori che hanno avuto una storia di tossicodipendenza.

Ad oggi non esistono Parenting Program validati in Italia. Il corso sarà progettato sulla base di ricerche in questo campo, importando dall’estero il metodo del Parenting Program (letteratura scientifica, studi, ecc.), con adattamenti alle specifiche esigenze. I risultati dell’intervento però potranno diventare base di riferimento per nuovi programmi indirizzati a genitori tossicodipendenti, per migliorare il benessere dei loro figli.

Nello specifico il progetto prevede una durata complessiva di 24 mesi e si articola in incontri ogni venti giorni, diversificati per temi, bisogni e approfondimenti ed è volto a 50-70 genitori ospiti della Comunità San Patrignano. Le attività sono divise in 4 fasi della durata di sei mesi ciascuna:

  • Presentazione del progetto, pianificazione del Parenting Program e presentazione dello staff
  •  Sviluppo del protocollo di ricerca, valutazione iniziale e implementazione del corso per i genitori
  • Conclusione del corso e valutazione
  • Report finale, valutazione e disseminazione dei dati e conferenza finale

Gli obiettivi principali sono:

  • misurare e valutare il progresso della capacità genitoriale basandosi sullo sviluppo della relazione genitore-figlio e sul benessere del bambino;
  • integrare il programma di riabilitazione dalla tossicodipendenza con attività volte a migliorare la capacità genitoriale;
  • promuovere e sostenere lo sviluppo delle famiglie coinvolte, in quanto la serenità della famiglia influenza direttamente la qualità della vita delle singole persone, la loro stabilità e il bene comune dell’intera società;
  • offrire ai frequentanti uno spazio e un tempo per riflettere sul proprio stile educativo, sull’essere padre ed essere madre, e sulle scelte da affrontare insieme;
  • offrire ai genitori che hanno vissuto esperienze traumatiche corsi di formazione e seminari finalizzati a migliorare lo svolgimento del loro compito educativo;

Il percorso didattico specifico per genitori proposto da San Patrignano, insieme col metodo di recupero in sé, saranno oggetto di una valutazione da parte di un team di sociologi ed assistenti sociali dell'università di Bologna.

Più storia, più cultura, più memoria per combattere la mafia

Parole forti quelle di Alfonso Sabella a “Sarai Teens Digital Radio”. L’assessore alla legalità di Roma Capitale, ex sostituto procuratore del pool antimafia di Palermo, intervenuto ai nostri microfoni durante il Festival della Creatività Antimafia “Restart” commenta gli ultimi avvenimenti che hanno interessato la capitale. Dal caso “Casamonica” alle inchieste sulla criminalità organizzata presente in città. Ma, lo fa, da giurista e magistrato, con un occhio attento ai diritti, alla legalità e a come tutto questo influenzi la vita ed il futuro dei più giovani.

“Sono stato quasi contento che ci sia stato il funerale dei Casamonica – rivela l’ex sostituto procuratore di Palermo - Finalmente i romani hanno capito che c’è la mafia nel cuore di Roma. Alcuni ancora negavano. Il funerale è solamente la punta dell’iceberg. Dietro c’è un sistema criminale che Roma non può permettersi”.

Un sistema criminale “originale ed originario del tutto romano”, come ha affermato più volte Giuseppe Pignatone, procuratore della repubblica di Roma, che ha bisogno anche dell’aiuto dei cittadini per essere sconfitto.

“Non basta la polizia, la magistratura, la guardia di finanza. Non bastano le leggi da sole. Spesso quando vado nelle scuole, per incontri, dibatti, convegni, cito una frase di Kennedy: non chiedete cosa il vostro paese può fare per voi, ma cosa voi potete fare per il vostro paese, ma in più aggiungo, controllate, vigilate che chi vi governa faccia bene, nell’interesse di tutti. Il controllo più limpido è quello dei cittadini. Tutto deve diventare pubblico, i cittadini possono e devono verificare”.

“Quale strumento può essere messo in campo, nelle scuole, come nella società, per contrastare le mafie?” hanno chiesto poi i ragazzi di “Sarai”.

“Più storia, più cultura, più memoria. La mafia si combatte con il sapere e la conoscenza. Don Pino Puglisi, ad esempio, non faceva antimafia. Lui insegnava la storia, la formazione, l’educazione civica. A Brancaccio. Per questo è stato ucciso dalla mafia. Provava a tirar fuori dall’ignoranza i più giovani. La scuola ha questo compito: non dia nozioni, dia ai ragazzi la possibilità di formare una propria coscienza. Ignoranza è mafia, cultura è diritto. L’uomo è per natura buono e vincerà  sulle mafie solo se saprà riconoscere il male, fin da piccolo”.

In Olanda la commissione tutela presieduta dall'Authority per il progetto SafeGuard

Dal 16 al 18 settembre, nell’ambito del progetto co-finanziato dall’Unione Europea “SafeGuard, Più sicuro con il tutore”,  si è svolta a Utrecht in Olanda, la visita di una delegazione guidata dall’Onorevole Sandra Zampa, composta dai referenti istituzionali italiani che fanno parte della Commissione Nazionale sulla Tutela, presieduta dall’Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza, che ha partecipato con la referente Albarosa Talevi, presso la struttura di Nidos, l’istituzione olandese responsabile della tutela dei minori non accompagnati.

La visita, organizzata dall’Associazione I Girasoli e da Defence for Children international Italia in collaborazione con l’ufficio dell’Autorità Garante per l’Infanzia, aveva uno scopo conoscitivo e di studio per meglio comprendere una realtà in cui il sistema di tutela è organizzato ed efficiente.

In Olanda, per ogni minorenne migrante presente sul territorio, viene subito nominato un tutore che si occupa di seguirlo in tutti gli aspetti relativi al suo percorso futuro fino ai 18 anni, anche nel caso in cui non disponga di un permesso di soggiorno. Presso Nidos operano circa 200 assistenti sociali professionisti, che diventano tutori dopo un primo percorso formativo, un esame specifico e una formazione continua predisposta dall’organizzazione.

“Penso che sia sulla figura e ruolo del tutore sia sull'efficacia degli affidi familiari anche l'Italia farà bene a fare una riflessione” ha affermato l’Onorevole Zampa “ perché la tutela rappresenta un punto alto in un sistema di accoglienza ma anche un’opportunità per mutare "in risorsa" ciò che oggi sembra per troppi solo un problema.”

Sebbene il sistema di accoglienza sia molto diverso da quello italiano, l’esperienza fornisce spunti interessanti per la legge sui minorenni stranieri non accompagnati di cui l’Onorevole Zampa è prima firmataria e che si spera possa essere approvata nei mesi a seguire.

“In Italia è di prioritaria importanza la ridefinizione della figura del tutore per garantire a ogni minore i diritti di cui è titolare e una protezione adeguata rispetto a fenomeni di abuso, tratta e sfruttamento “ commenta Pippo Costella, direttore di Defence for Children international Italia. In Italia la legge sulla tutela risale al 1942 ed era stata concepita con prerogative diverse, oggi insufficienti per rispondere alla complessità della situazione attuale.

Il progetto Safeguard co-finanziato dalla Commissione Europea e realizzato in partnership con l’Autorità Garante Nazionale per l’Infanzia e l’Adolescenza prevede l’attivazione di una serie di percorsi formativi per tutori volontari in tre aree siciliane a partire dal mese di novembre 2015.

Family Smile, per sostenere le famiglie

La famiglia è un luogo fisico e simbolico allo stesso tempo, che condiziona in maniera determinante il nostro modo di sentire e vivere la vita. Famiglia è una parola che contiene in sé davvero tanto, sia in termini di persone che la compongono, sia, purtroppo, in termini di tensioni, controversie e problematiche varie da affrontare.

Difatti, da ormai diversi anni, i rapporti Istat testimoniano una crisi molto forte della famiglia. Con un trend crescente di separazioni e divorzi, la media della durata dei matrimoni è scesa a 15 anni. In più i nuclei familiari, anche per effetto della crisi economica, sono sempre più piccoli, con un tasso di 1,45 figli per coppia e circa 10 parenti totali rispetto ai 30 degli anni ’50. Queste sono due facce della stessa medaglia. Crisi economica si, ma anche di valori.

“In una società chiusa, poco disponibile ad aiutare il prossimo, Family Smile nasce per colmare il vuoto che si è creato intorno alle persone” ci racconta Andrea Catizone, avvocato, una delle due fondatrici dell’Associazione Family Smile, un luogo, fisico e virtuale, in cui trovare ascolto, accoglienza e soluzioni concrete. Proprio dall’esperienza lavorativa e dall’osservazione di problemi legati al mondo della famiglia, oggi più che mai in crisi, Andrea e Giada Briziarelli, nel 2013, cominciano questo nuovo percorso.

La complessità della società moderna non permette di risolvere tutte le difficoltà senza l’aiuto di esperti e specialisti onesti, rassicuranti e qualificati: figure spesso non conosciute o non facilmente rintracciabili per molti.

“Oggi la paura di chiedere aiuto – ci spiega l’avvocato Catizone - ha come terribile conseguenza la sempre più angosciante chiusura dei problemi dentro le case. In più, dalla cronaca si evince come proprio nel nucleo familiare si scatenino le tragedie più gravi. Perché non c’è dialogo, perché c’è disagio. Perché c’è fragilità”.

Con i tempi che cambiano, ancora, la famiglia è sempre più mobile. Con problemi sempre nuovi e sempre diversi. Incomprensioni, tra genitore e figlio o nella coppia. Ma come agisce Family Smile? Norme giuridiche e tanto buon senso. Cerchiamo una soluzione insieme alla persona che ci prospetta il problema, che sia adulto o più piccolo.

“L’idea che l’interesse del minore coincide con l’interesse dei genitori va buttata giù” conclude l’avvocato Catizone. “E’ ormai obsoleta. Spesso ci scrivono minori che hanno problemi e disagi con i propri genitori. In questi casi, assistenza concreta. Primo passo, con spirito di mediazione cerchiamo, con tenacia, di risolvere all’interno della famiglia”.

Accanto alle problematiche familiari, Family Smile, chiaramente, è molto attenta al rapporto tra internet ed i giovani. Di qui, il progetto Diagno/Click, con l’Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza, con il quale è stata presentata una prima guida per adolescenti ad una corretta informazione online sulla salute che ha offerto un nuovo punto di vista sull’utilizzo che i giovani fanno del web in riferimento alla propria salute. Dai dati emerge che - su un campione di 1713 giovani - il 77% ricerca in rete notizie sul proprio benessere: in particolare il 33% dei ragazzi e il 34% delle ragazze naviga per cercare informazioni relative alle malattie e soprattutto per identificarne le sintomatologie.

“Ma non ci vogliamo fermare, lanceremo anche un app. Stiamo lavorando per costruire un sistema nuovo per coinvolgere i giovani. Per utilizzare il loro linguaggio”. 

L'arte come partecipazione con l'albero dell'identità

L’arte come riqualificazione. L’arte come partecipazione. L’arte come riscoperta di sé. Ecco i tre punti cardine di “Ristazionarti – Settebagni”, progetto formativo rivolto ad insiemi eterogenei della società, frutto della collaborazione tra Rfi (Rete ferroviaria italiana), la scuola media “Ungaretti” di Roma e le associazioni no profit Happy Coaching & Counseling e “Il mio quartiere Settebagni”.

L’inedita squadra ha realizzato, presso la stazione ferroviaria di Settebagni, un intervento di riqualificazione degli spazi pubblici dello scalo romano, collaborando nella creazione dell’ “Albero delle identità”, opera collettiva realizzata con la tecnica del mosaico artistico.

I lavoratori della Rfi impegnati nel progetto di riqualificazione professionale, perché ritenuti inidonei alle ordinarie attività, hanno preparato il fondo dell’opera, mentre gli studenti hanno realizzato decine di foglie in ceramica decorate con i nomi e i valori ideali da portare nella società. Ogni giovane partecipante ha realizzato due foglie dove oltre ad incidere sopra il proprio nome hanno scritto, su ciascuna foglia un’abilità. La prima abilità è quella che vogliono portare nella società degli adulti. La seconda abilità è quella che intendono rafforzare perché utile alla costruzione della persona che vogliono essere.

“E’ stata un esperienza di lavoro condivisa – ha raccontato Stefano Battiato, formatore aziendale e ideatore del progetto, ai ragazzi di Sarai Teens Digital Radio, la radio dell’Authority fatta dai ragazzi – Volevamo costruire qualcosa di utile sia per la comunità sia per lo stato mentale e fisico dei ragazzi. Sostenendo un corso di formazione vero e proprio, a scuola, gli studenti si sono “auto-scoperti”, divertendosi. Sono nate nuove amicizie, nuove relazioni. Grazie alla creazione dell’Albero delle identità, hanno acquisito capacità di esprimersi, di parlare. Hanno avuto la possibilità di essere ascoltati, compresi e protagonisti”.

Ma perché un albero? “Perché l’albero è sfida. Ma soprattutto radicazione, appartenenza, sostegno e crescita. Insomma, vita” ci ha detto Stefano. “Volevamo unire società e scuola. Creare un senso di comunità a Settebagni, dove scuola e stazione sono un unico insieme. I ragazzi della terza media, al quale il progetto era rivolto ora, un anno dopo, vanno al liceo, passando da quella stazione e vedendo il loro albero”.

Un progetto, quindi, orientato al risultato, nel breve periodo. Orientato a far capire ai ragazzi che la scuola serve anche a sviluppare competenze trasversali, come l’empatia, utili nella vita di tutti i giorni. Settebagni è una realtà difficile. Un progetto come l’Albero delle Identità tira fuori problematiche e situazioni delicate. “Aver dato stimoli, curiosità a ragazzi con vite e trascorsi così forti, è stato il primo grande successo dell’iniziativa, che stiamo cercando di portare nel resto d’Italia”.

Se la scuola, aiutata, valorizzata e sostenuta, anche dall’esterno, riesce ad ottenere questi risultati, vince. E allora può cambiare la vita.

Passi in avanti per lo Ius soli

Passi in avanti in commissione Affari Costituzionali alla Camera dei Deputati per la nuova legge sul diritto di cittadinanza. La maggioranza ha trovato un accordo sul cd. “ius soli soft”. Ferma da tempo in Parlamento e bloccata da tanti emendamenti.

“Auspico che la Camera possa al più presto approvare un testo che metta i minorenni di origine straniera, che vivono nel nostro Paese, nelle condizioni di godere pienamente dei loro diritti”. Con queste parole l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, Vincenzo Spadafora, commenta l’avvio della discussione in Aula sul disegno di legge in materia di cittadinanza. “Il numero di alunni di origine straniera nati o arrivati molto piccoli in Italia è in continua crescita - continua il garante Spadafora - per questo, oggi più che mai, è necessario fare un passo in avanti. La proposta in discussione presenta diversi elementi positivi, come la valorizzazione dei servizi sanitari e degli enti locali nella corretta e tempestiva informazione, e del ruolo della scuola nella formazione alla cittadinanza. Sarebbe auspicabile però - spiega il garante - che si facesse uno sforzo in più nel rimuovere quegli elementi che potrebbero rendere l’acquisizione giuridica della cittadinanza un procedimento difficoltoso, se non un provvedimento tardivo rispetto al percorso del minorenne. Voglio poi ringraziare per l’impegno profuso - conclude Spadafora - la relatrice del disegno di legge Marilena Fabbri, e invitare tutti i Parlamentari a esaminare il disegno di legge sapendo che questi ragazzi sono di fatto parte del futuro del nostro Paese”.

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Per navigare sicuri sul web, in arrivo le nuove guide per bambini e ragazzi

Sono arrivate le nuove guide per bambini e ragazzi per navigare in sicurezza sul web. I materiali sono stati distribuiti per la prima volta in occasione di “Tutti a scuola 2015”, la cerimonia di inaugurazione del nuovo anno scolastico che si è svolta lunedì 28 settembre, a Napoli, presso l’Istituto d’Istruzione Superiore “Sannino – Petriccione” alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e del Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Stefania Giannini.

L’iniziativa rientra fra le attività di “Generazioni Connesse”, il Safer Internet Centre (SIC) italiano, co-finanziato dalla Commissione europea e coordinato dal MIUR. I circa 2.000 alunni che hanno partecipato all’evento di Napoli hanno ricevuto due guide con i “Consigli per giovani naviganti” che utilizzano l’immaginario di super eroi per parlare in modo diretto e semplice ai destinatari.

Sempre in occasione di “Tutti a Scuola 2015”, “Generazioni Connesse” ha lanciato la campagna di comunicazione “I Supererrori. Le regole del supernavigante”. La campagna prevede una serie di micro cartoon, la diffusione di materiali di sensibilizzazione e la possibilità, per gli studenti delle scuole di ogni ordine e grado, di partecipare ai bandi di selezione di scrittura creativa, arti visive e multimediali “Scelgo io!” che saranno diffusi nel mese di ottobre.

Il primo dei sette spot della campagna sarà lanciato sui canali social di “Generazioni Connesse” a partire dal prossimo mese di ottobre per far capire ai ragazzi, attraverso le storie di sette personaggi, quei “super errori” che a volte si commettono in Rete, come comportarsi al meglio quando si naviga senza cadere nelle trappole del Web. Per l’occasione “Generazioni connesse” si presenterà con un sito rinnovato (www.generazioniconnesse.it) attraverso il quale i bambini, i ragazzi, gli insegnanti e i genitori avranno a disposizione una serie di nuove attività e di servizi.

L’inaugurazione del nuovo anno scolastico, a Napoli, è stata anche la prima delle 57 tappe del tour “Una Vita da social”, la campagna educativa itinerante realizzata su tutto il territorio nazionale dalla Polizia di Stato e che da quest’anno rientra tra le iniziative di “Generazioni Connesse”. La campagna ha l’obiettivo di aiutare i ragazzi a navigare in piena sicurezza e a gestire con consapevolezza i dati condivisi on line.

“Generazioni Connesse” è coordinato dal 2012 dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, in partenariato con Polizia di Stato, Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza, Università degli Studi di Firenze, Università degli Studi “La Sapienza” di Roma, Save the Children Italia, S.O.S. Il Telefono Azzurro, Cooperativa E.D.I., Movimento Difesa del Cittadino e Skuola.net. Il progetto ha tra i suoi obiettivi la formazione e sensibilizzazione degli studenti, dalla scuola primaria alle scuole secondarie superiori, per un utilizzo consapevole e sicuro del web.

Tra le iniziative messe in campo in questi anni ci sono la Helpline, piattaforma di Telefono Azzurro costituita dalla linea telefonica gratuita 1.96.96, attiva 24 ore al giorno, e la chat online, per bambini, adolescenti e adulti attiva tutti i giorni dalle 8 alle 22 (sabato e domenica dalle 8 alle 20).

È possibile, inoltre, segnalare contenuti illegali o potenzialmente dannosi, presenti sul web, attraverso due Hotlines direttamente collegate con la Polizia Postale – www.stop-it.it di Save the Children e “Clicca e segnala” di Telefono Azzurro su www.azzurro.it, anche in maniera anonima.

Completa il progetto il portale Skuola.net, la scuola virtuale più frequentata dagli studenti italiani, che dedicherà un intero canale tematico agli oltre 3 milioni di studenti che ogni mese accedono al sito.

I nuovi materiali di comunicazione

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