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Terra dei fuochi, Don Patriciello: il grande rischio ora è sminuire il problema.

Sotto la terra non ci sono solo radici, sane e forti. No. Sotto la terra gli uomini hanno piantato di tutto. Quella terra, tra Napoli e Caserta, non è più Felix. E’ stata soprannominata la “terra dei fuochi”, a causa dei continui roghi appiccati per incendiare l’immondizia e nascondere le “tracce”. Non solo reati ambientali ma anche un alto tasso di micro-criminalità. Parola che però non piace a Don Maurizio Patriciello, parroco del Parco Verde di Caivano, impegnato da anni in una lotta in difesa dei più deboli.

Il movimento di denuncia guidato da Don Patriciello, lo scorso anno ha smosso le coscienze di migliaia di volontari. “Abbiamo portato il caso Terra dei Fuochi all’attenzione di tutto il Paese e dell’Europa”. Don Patriciello vive dentro questa tragedia e non può fingere di non vedere. Il suo grande timore è che cali l’attenzione sul problema e si cominci a “sminuire”. “Il fatto che non succeda sotto gli occhi di tutti non vuol dire che non stia accadendo, ora. Eppure ancora oggi c’è qualcuno che vuole negare o sminuire il problema” ci racconta. “Loro” dicono che non ci sono più i roghi. Eppure l’aria che respira don Patricello e tanti bambini di Caivano continua ad essere irrespirabile.  “Qui ci viene tolto il diritto al respiro. Le persone continuano a morire.”

La situazione, in questo martoriato pezzo di Italia è ancora molto delicata. Nonostante due leggi approvate dal Parlamento e una grande attenzione mediatica girando per le campagne del casertano è facile scorgere roghi accesi ed il tasso di criminalità minorile è ancora alto. “Lo sapete dove me l’hanno ammazzato l’ultimo ragazzo della parrocchia? Qui davanti! Davanti alla Chiesa, a mezzogiorno, all’uscita della scuola. Ve lo immaginate il terrore della gente, dei bambini?”. Don Patriciello non ha paura, racconta il suo vissuto con la forza della disperazione di chi combatte ogni giorno. Lo scorso 20 Novembre in occasione del 25esimo anniversario della Convenzione sui diritti dell’Infanzia l’Autorità Garante ha sostenuto l’Associazione “Vittime della Terra dei fuochi”. Un anno dopo siamo tornati a Caivano per fare il punto su cosa è stato fatto e sulle promesse mancate..

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Ragazzi Arenzano, dal Consiglio comunale dei ragazzi alla Radio

Dare voce. Esprimere idee ed opinioni. Ascoltare altri modi di essere. Questo è il compito della radio. Proprio per questo motivo il “Consiglio Comunale dei ragazzi e delle ragazze di Arenzano” ha promosso l’istituzione di una radio “Radio Ragazzi” per far partecipare sempre più i ragazzi alla vita pubblica. Dopo aver scelto il nome della radio, trovato i fondi, la sede, ora il CCR, insieme con l’Istituto Comprensivo di Arenzano, si sta occupando di creare una redazione stabile con dei corsi di formazione. Radio Ragazzi sarà una delle redazioni territoriali di Sarai Teens Digital Radio, la web radio ufficiale dell’Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza.

Cos’è il CCR? “17 rappresentanti scelti dagli alunni dell’Istituto, dalla quarta elementare alla terza media si riuniranno una volta al mese – ci racconta Ivana, referente di Pidida, l’organizzazione che accomuna tutte le realtà che si occupano di diritti dell’infanzia - per mettere insieme e far il punto sulle esigenze dei ragazzi, sulle cose più concrete da poter proporre fino agli eventi che vorrebbero ospitare in città. Un consiglio comunale alternativo in grado di far pressione su Scuola e Comune”.

Perché Sarai? “Perché abbiamo intravisto in Sarai una grande energia. Sicuramente sarà una buona scuola di formazione per far calare nel mondo pratico, dello strumento radio, i nostri ragazzi”

Il Gruppo CRC presenta l'8° Rapporto al Garante

E’ stato presentato oggi a Roma al Garante per l’infanzia e l’adolescenza Vincenzo Spadafora l’8° Rapporto di aggiornamento sul monitoraggio della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia, anno 2014-2015, pubblicato nel giugno scorso dal Gruppo di Lavoro per la Convenzione sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza (Gruppo CRC).

Il Rapporto, redatto grazie alla collaborazione di 124 operatori e 90 associazioni del Gruppo CRC è rivolto ai rappresentanti del Governo, agli Enti Locali, nonché ai parlamentari auspicando che ogni istituzione possa, nel proprio ambito di intervento, cogliere l’importanza e l’urgenza delle criticità del settore sollevate, ed adoperarsi al fine di risolverle, facendosi carico delle raccomandazioni riportate nel documento.

Hanno partecipato all’incontro presso la sede dell’Authority: Arianna Saulini (coordinamento), Silvia Taviani (Save the Children /Coordinamento), Lillo Di Mauro (coop. Cecilia), Fabrizio De Meo (UISP), Alessandra Rizzuto (Giovanna D'Arco), Marina Raymondi (CIAI) e Sandra Frateiacci (Alama /Federasma).

Nel corso dell'incontro si è discusso delle raccomandazioni rivolte al Garante nel Rapporto e delle imminenti iniziative e pubblicazioni dell'Autorità, che rispondono ad alcune delle necessità evidenziate nel Rapporto. Il Gruppo ha sottoposto al Garante alcuni temi prioritari di lavoro per il prossimo futuro.

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Approvato il terzo protocollo opzionale alla Convenzione ONU

La Camera  ed il Senato hanno finalmente approvato in via definitiva la ratifica del Terzo Protocollo Opzionale sulla procedura di presentazione delle comunicazioni. L’Italia aveva già firmato il Terzo Protocollo il 28 febbraio 2012 durante la cerimonia ufficiale di apertura alle firme, ed era stata tra i primi paesi firmatari.

Il Terzo Protocollo Opzionale alla Convenzione Internazionale per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza del 1989 introduce un nuovo meccanismo che permette ai bambini e agli adolescenti – individualmente o in gruppo – di presentare al Comitato Onu per i diritti del fanciullo dei reclami relativi le violazioni dei propri diritti sanciti dalla Convenzione stessa e dei due Protocolli opzionali concernenti rispettivamente, il coinvolgimento dei bambini nei conflitti armati, la vendita, la prostituzione minorile e la pornografia rappresentante minori. Introduce tre meccanismi di reclamo:

  • una procedura di comunicazione individuale, che permette ad un minorenne o un gruppo di minorenni di presentare al Comitato Onu per i diritti del fanciullo una denuncia per conto proprio in caso di violazione/i, nel rispetto del principio dell’esaurimento dei ricorsi interni. Un soggetto terzo può presentare un reclamo a nome di un minorenne o un gruppo di minorenni;
  • una procedura di comunicazione interstatale, mediante il quale uno Stato può presentare al Comitato ONU un reclamo contro un altro Stato su possibili violazioni dei diritti delle persone minori d’età,
  • una procedura di inchiesta che prevede la possibilità per il Comitato delle Nazioni Unite sui diritti del fanciullo di avviare un'indagine sulle presunte violazioni dei diritti dei bambini da parte di uno Stato.

“Accolgo con particolare soddisfazione la ratifica del Terzo protocollo opzionale” ha dichiarato Vincenzo Spadafora, Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, “che  rappresenta uno strumento giuridico volto a rafforzare quel principio fondamentale della Convenzione che vede i minorenni titolari di diritti inalienabili. Auspico che la sua ratifica possa contribuire a garantire il superiore interesse di minorenni attraverso il rafforzamento delle tutele già presenti a livello nazionale e che presto vengano individuate le procedure operative per accedere a questo diritto. Ora è necessario che sia avviata una campagna di informazione diretta alle persone di minore età, che mi impegno a promuovere e sostenere.”

Malala, per garantire il diritto allo studio

Sarà proiettato domani in anteprima alla Camera dei deputati 'Malala', il film sulla vita della giovane pakistana simbolo della battaglia per il diritto allo studio delle bambine e delle ragazze, ferita gravemente dai talebani nel 2012 mentre tornava da scuola e vincitrice del premio Nobel per la Pace nel 2014.

Il documentario, diretto dal regista premio Oscar Davis Guggenheim, sarà presentato alla presenza della Presidente della Camera, Laura Boldrini, che introdurrà l'evento, e ad un rappresentante legale di Sky/20th Century Fox, che lo ha prodotto insieme a National Geographic Channel, Image Nation Abu Dhabi e Participant Media. La proiezione sarà preceduta da un video-messaggio di ringraziamento che Malala ha voluto inviare alla Camera. Sarà presente anche l'Autorità garante per l’Infanzia e l'adolescenza Vincenzo Spadafora

Il lungometraggio, che uscirà nelle sale cinematografiche il 5 novembre, racconta attraverso interviste e animazioni la storia dello straordinario coraggio di questa ragazza oggi 18enne, che il 9 ottobre del 2012, a soli 15 anni, venne gravemente ferita dai colpi di mitra sparati dai talebani mentre si trovava sullo scuola-bus che la riportava a casa, nella valle dello Swat, in Pakistan. Gli estremisti consideravano Malala una minaccia a causa del suo impegno per il diritto fondamentale all'educazione, soprattutto per le giovani donne.

Dall'età di 11 anni attraverso un blog scritto sotto pseudonimo per la Bbc, descriveva la sua vita in una città tiranneggiata dai talebani. Malala, che attualmente vive in Inghilterra, è tutt'ora sotto protezione insieme con la sua famiglia, dal momento che i talebani hanno sempre minacciato nuovi attentati qualora fosse sopravvissuta.

Un anno fa, all’indomani dell’assegnazione del Premio Noble a Malala, il Garante Spadafora aveva espresso tutta la sua felicità con queste parole: “Il Comitato norvegese ha lanciato un monito al mondo per ricordare quanto importante sia istruire ed educare qualunque bambino, in qualunque Paese e qualunque religione professi”.

Nel film il regista ricostruisce il rapporto di Malala con il padre che le ha ispirato l'amore per lo studio e l'istruzione e ripropone l'appassionato discorso del 2013 alle Nazioni Unite durante il quale Malala ha commosso il mondo intero con queste parole: “Un bambino, un insegnante, un libro e una penna possono cambiare il mondo”.

La ricetta per essere felici, l'insegnamento del Festival Segni d'Infanzia

Essere felici, liberi dalle paure e dai timori. Come? Attraverso il gioco e l’arte. E’ questo l’insegnamento del Festival “Segni d’Infanzia ed OLTRE” di Mantova. Una rassegna importante perché ha dato l’opportunità a migliaia di bambini e adolescenti di crescere e confrontarsi. Tutti diversi con i propri sogni ed i propri dubbi.

L'Autorità garante per l'infanzia e l'adolescenza ha patrocinato la manifestazione ed ha partecipato con un messaggio del Garante Vincenzo Spadafora e i ragazzi di "Sarai Teens Digital Radio", radio ufficiale, voce ed occhi dell’Autorithy, portavoce da diversi mesi dei bisogni dei minorenni, nella Loggia del Grano di Mantova. Le trasmissioni sono state condotte da Simone, Elena e Lena (13 anni) della redazione di Milano gestita da Radio Usb.

Interviste, riflessioni e giochi. E tanti ospiti. Da Alessandro Sanna al Teatro all’improvviso, da Paride Mangiagalli di Scuola Musica Insieme fino ai giovani ragazzi de “Il Tappeto di Iqbal”. Artisti, musicisti e compagnie teatrali innovative provenienti da tutta Europa hanno portato all’attenzione dei ragazzi di Sarai i loro punti di vista sui diritti dei più piccoli e come nel loro lavoro lo spiegano e raccontano.

Dalla “Chiacchierata fra tromba e pennello, pennino e violino” con Fresu, Peana e Sanna hanno raccontato l’avventura della musica che si fa immagine. Poi un’esilarante esempio di filastrocche da cameretta del duetto Tognolini ed i musicisti dell’Orchestra da Camera di Mantova. Fra gli spettacoli di teatro puro hanno emozionato tanto Hana e Momò della Compagnia pugliese Principio Attivo: una storia, liberamente ispirata alla Favola d’amore di Herman Hesse, sull’importanza dell’amore e dell’accoglienza nella quale due bambine molto diverse, sedute attorno ad un grande cerchio di sabbia, immaginano storie e animano oggetti. Operazione coraggiosa, infine, è stata quella rappresentata dallo spettacolo Settestella di Teatro all’improvviso impegnato a riportare sul palcoscenico dei bambini un’opera lirica.

Oltre 250 eventi, oltre 150 volontari, oltre 20 location, una grande festa che, in tempi difficili come questi di crisi economica e culturale con finanziamenti pubblici e investimenti privati ridotti sempre più, nonostante tutto è riuscita a spegnere quest’anno la decima candelina. 

SARAI al Festival "Segni d'infanzia e Oltre" - Giorno 2

 

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"Segni d'infanzia e Oltre" per preparare i bambini ad essere felici

Dal 28 ottobre al 1 novembre andrà in scena a Mantova il Festival internazionale d’arte e teatro “Segni d’Infanzia e OLTRE” dedicato al mondo dei più giovani, dai 18 mesi ai 18 anni. Per cinque giorni Mantova verrà trasformata in una cittadina a dimensione di famiglia, in continua festa e coloratissima. Scenografie come fossero opere d’arte.  

“Segni d’infanzia”, il festival delle nuove generazioni, promuove l’incontro fra arte e infanzia usando linguaggi artistici per trasmettere in modo semplice ma efficace concetti profondi come l’educazione, il rispetto, la felicità. Nobile scopo della rassegna è quello di preparare i bambini a essere felici, liberandoli dalle paure e dai timori, attraverso la libera espressione e il gioco. L'Autorità garante per l'infanzia e l'adolescenza ha patrocinato la manifestazione e sarà presente con i ragazzi di Sarai Teens Digital Radio, la radio ufficiale dell’Authority.

Protagonisti artisti e intellettuali da tutto il mondo, pronti a confrontarsi con un pubblico esigente come quello formato dai bambini. Musica, pittura, teatro, scultura, danza si mescolano in una continua contaminazione tra le arti. Diretto da Cristina Cazzola la rassegna basa la sua forza sulla capacità di coinvolgere spettatori a livello transgenerazionale.

Perché Oltre? Ci saranno Oltre 200 eventi, Oltre 200 artisti provenienti da Oltre 7 paesi diversi del mondo. Conferenze, incontri, laboratori, spettacoli teatrali e concerti con Oltre 200 esperti di settore. Oltre perché il Festival è stato organizzato con l’aiuto di Oltre 100 studenti dai 14 ai 18 anni. Oltre Mantova, con tour in Lombardia ed in Puglia. 

A 30 anni dalla "Legge Eduardo" per contrastare la devianza minorile

“Si tratta di migliaia di giovani e del loro futuro ed è essenziale che un assemblea come il Senato prenda a cuore la riparazione delle carenze dannose, posso dire catastrofiche, che da secoli coinvolgono quasi l’intero territorio dal sud al nord Italia. Mi sono sempre domandato quale potrebbe essere il mio contributo affinché la barca di questi ragazzi che sta facendo acqua da tutte le parti possa finalmente imboccare la strada giusta. Sono convinto che se si opera con energia, amore e fiducia in questi ragazzi molto si può ottenere da loro”.

Con queste parole si rivolse il 23 marzo 1982 Eduardo De Filippo, senatore a vita, nominato da Sandro Pertini, al Senato della Repubblica. Negli anni in cui venne nominato senatore a vita, dedicò tante energie al sostegno dei minori a rischio. Dal suo impegno costante venne promulgata una legge regionale (n.41 del 1987) definita “Legge Eduardo" che venne utilizzata per pochissimi progetti tra Nisida e Benevento, ma che dopo alcuni anni non venne più finanziata per mancanza di fondi. Trenta anni dopo si cerca di riportare luce sul problema della prevenzione della devianza giovanile con un convegno internazionale dal titolo “Trenta anni persi?” che si è tenuto oggi e proseguirà domani 31 ottobre, anniversario della morte di Eduardo.

Il convegno è organizzato dalla Fondazione Eduardo De Filippo, guidata dal figlio Luca, e nella sua giornata di apertura ha visto la partecipazione del Garante per l’infanzia e l’adolescenza Vincenzo Spadafora, il governatore della Regione Campania Vincenzo De Luca, il procuratore Nazionale Antimafia Franco Roberti, il cardinale di Napoli Crescenzio Sepe ed il vicesindaco di Napoli Raffaele Del Giudice confrontarsi sul tema riservato agli “Scenari Istituzionali a confronto” moderati dal direttore de “Il Mattino” Alessandro Barbano.

Due giorni di dibattito, confronti, spunti di riflessione e nuove idee che verranno da esperti del settore ed associazioni impegnate da anni nel recupero dei più giovani a rischio emarginazione come Paolo Siani della Fondazione Polis, Gianluca Guida direttore dell’Istituto penale per minorenni di Nisida, Giovanni Maddaloni della Star Judo Club di Scampia e diverse ospiti di realtà internazionali.

“Un impegno - sottolinea Luca De Filippo - assunto lo scorso anno all'indomani della conclusione delle celebrazioni del trentennale della scomparsa di Eduardo. Eduardo nei suoi ultimi anni di vita, da Senatore, si dedicò con molto impegno e tenacia, umana e civile, a favore di quei giovani le cui condizioni di svantaggio possano preludere alla devianza e questa tematica rappresenta il nucleo centrale dell'attività che intende svolgere la Fondazione che porta il suo nome. Il convegno che promuoviamo a Napoli, è il primo passo concreto per riproporre l'argomento, oggi quanto mai attuale, e smuovere le coscienze”. 

Lo spot per raccontare l'attività del Garante

In questi quattro anni l'Autorità garante per l'infanzia e l'adolescenza ha lavorato molto per diffondere la cultura dei diritti di chi ha meno di 18 anni. Usando vari linguaggi, abbiamo cercato di mettere a sistema una serie di buone pratiche, di creare un network di addetti ai lavori in modo da non disperdere energie e proporre soluzioni al Parlamento e al Governo frutto dell'ascolto dei ragazzi stessi. Ma soprattutto abbiamo lavorato per definire la fisionomia di un ufficio istituito dal Parlamento solo nel 2011 con la Legge numero 112.

Anche su richiesta degli stessi ragazzi, di genitori, insegnanti, operatori sociali abbiamo realizzato uno spot di animazione: trenta secondi per spiegare l'attività del Garante, come può intervenire per garantire a tutti i propri diritti e come contattarlo.

Ecco il testo dello spot:

"Hai meno di 18 anni e ti sembra che i tuoi diritti siano invisibili, che nessuno ti ascolti e che il mondo sia riservato solo agli adulti? Non è così! Sono il Garante per l'infanzia e l'adolescenza e ascolto le richieste di voi ragazzi, metto in moto le altre istituzioni, collaboro con le associazioni, suggerisco soluzioni al Parlamento ed al Governo affinchè i vostri diritti, come l'istruzione, la famiglia,  il diritto di crescere sani e felici vengano rispettati e tutelati".

"Io non mi arrendo", bambini e famiglie in lotta contro la povertà

Dopo aver toccato livelli record negli scorsi anni, la povertà in Italia è divenuta un fenomeno strutturale. Il 10% della popolazione minorile totale permane in una condizione di povertà assoluta e mentre in media il 5,7% delle famiglie si trova in questa pesante condizione di povertà, i dati ISTAT e SVIMEZ 2015 mettono in risalto che il disagio economico si fa più diffuso se all'interno della famiglie sono presenti figli minorenni, come è particolarmente evidente nel Mezzogiorno.

Questo è il tema della ricerca sociale svolta in sette città italiane sui bisogni e sulle potenzialità delle famiglie povere e fragili con figli minorenni, dal titolo “Io non mi arrendo. Bambini e famiglie in lotta contro la povertà”, presentata dalla Fondazione “L’Albero della Vita” martedì 27 presso la Camera dei Deputati, in collaborazione con la “Fondazione Emanuela Zancan”.

L’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza ha patrocinato l’iniziativa ed ha partecipato alla conferenza di lancio con il Garante Vincenzo Spadafora, insieme al Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Giuliano Poletti, alla presidente della Commissione parlamentare per l'infanzia e l'adolescenza Michela Vittoria Brambilla e tra gli altri Carlo Borgomeo, presidente della “Fondazione Con Il Sud”.

Prendendo spunto dagli esiti della ricerca, le istituzioni e gli esperti presenti, soprattutto durante la sessione pomeridiana, hanno apportato il loro contributo alla luce delle loro specifiche competenze in un'ottica di miglioramento delle politiche di prevenzione e di contrasto del fenomeno della povertà, dell'esclusione sociale e della disuguaglianza a favore di un'economia solidale che abbia di mira la giustizia, il progresso e la coesione sociale.

La giornata è stata anzitutto occasione per di portare al centro dell'agenda politica, attraverso la presentazione di dati empirici, il tema della povertà delle famiglie con figli minorenni, che spesso è fin troppo marginale marginale nel dibattito italiano.

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