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Comunità per minorenni: nessuna differenza tra le Regioni

Occorre creare una rete composta dalla famiglia, dalla scuola, dalla parrocchia, dai centri educativi che aiuti i ragazzi al di fuori delle quattro mura della comunità. Nel giorno in cui si è parlato di creare standard di accoglienza a livello nazionale per i minorenni, Vincenzo Spadafora ha ricordato che c’è bisogno di un disegno generale per sostenere infanzia e adolescenza, soprattutto nei casi di minorenni fuori famiglia per le ragioni più diverse.

Dopo un anno di lavoro, è stato presentato oggi un documento di proposta che identifica standard di accoglienza a livello nazionale. E’ stato anche previsto che i servizi sociali territoriali dispongano di una anagrafe ragionata delle strutture, una sorta di banca dati con tutte le informazioni utili per indirizzare il minorenne nella comunità giusta. “Un vero strumento di lavoro, per certi aspetti una rivoluzione del sistema”, ha commentato il Garante.

Nel momento in cui si parla, anche in maniera strumentale, delle comunità che ospitano minorenni fuori dalla famiglia d'origine, l’Autorità di garanzia per chi ha da zero a 18 anni ha portato avanti una proposta concreta affinché si affrontino le disfunzioni del sistema: idee di azione, proposte, riflessioni, tutto dentro il lavoro Comunità residenziali per minorenni: per la definizione dei criteri e degli standard.

“L’obiettivo del nostro lavoro è quello di guardare al mondo dell’infanzia e dell’adolescenza in ottica prospettiva e d’insieme. Mettiamo questo documento a disposizione dello Stato e delle Regioni con la speranza che le indicazioni e le linee di indirizzo presenti possano diventare prassi consolidate in futuro. Proposte formulate coinvolgendo nel processo di redazione il maggior numero di interlocutori, compresi i primi destinatari, i bambini e gli adolescenti”.

 

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Per la foto, fonte: Cerimoniale CNEL/D’Alessandro 

Avviso pubblico

Avviso pubblico per la selezione di una unità di personale della P.A. da assegnare in posizione di comando presso l’Area stampa e comunicazione dell’Ufficio dell’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza

L'Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, ai sensi dell’articolo 5, comma 1, della legge 12 luglio 2011, n.112, intende individuare  n.1 unità di personale, appartenente ai ruoli della pubblica amministrazione, centrale o locale, da assegnare all’Ufficio – Area stampa e comunicazione in posizione di comando obbligatorio, per lo svolgimento delle seguenti attività: coordinamento dell’Area stampa e comunicazione dell’Ufficio dell’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza.

Si invitano gli interessati a prendere visione dell’avviso e a trasmettere il proprio curriculum aggiornato, in formato europeo, all’indirizzo di posta elettronica segreteria@garanteinfanzia.org

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Tour #dirittialfuturo chiude a Conegliano

Per la decima e ultima tappa del Tour #dirittialfuturo siamo in Veneto, una terra dove ci si è sempre rimboccati le maniche di fronte a difficoltà e calamità naturali e dove c’è una realtà che ha saputo dare una risposta concreta al disagio giovanile della dipendenza, nelle sue varie forme.

Siamo al Centro per le Dipendenze Giovanili (Ser.D. – modulo giovani) di Conegliano, accompagnati da Aurea Dissegna, Pubblico tutore dei minori del Veneto. La ricerca della serenità è il filo conduttore che unisce la struttura, gli sguardi degli operatori e i 15 ragazzi con problematiche di abuso/dipendenza.

Dal 2000 ad oggi, la fascia di età dei ragazzi seguiti si è drammaticamente abbassata passando dai 15 ai 24 agli 11-20. Gli operatori hanno capito che non potevano aspettare che fossero loro a chiedere aiuto (come previsto dalla normativa di riferimento) e quindi sono semplicemente andati a prenderli in strada. Ma, ancora, subito, si sono resi conto che il percorso ambulatoriale non bastava per un’età così complessa e si sono autorganizzati in sinergia con l’intera comunità civile, politica e sociale. Famiglie, scuole, Forze dell’Ordine, ospedali, comunità, servizi sociali, comunità educative, tutti coordinati per prevenire le dipendenze. Sono nati così una buona prassi e un documento per mettere nero su bianco le regole organizzative per rendere più efficaci le azioni di prevenzione e l’attivazione di percorsi riabilitativi attraverso un protocollo. Un documento che rimarrà oltre le persone.

E infatti il sindaco Floriano Zambon ci racconta quanto il Ser.D sia diventato un “parafulmini per l’intera Regione. Un modello innovativo da ripetere anche altrove”. Il Direttore Servizi Sociali dell’USL7 Giuseppe Bazzo ha sottolineato, invece, l’importanza di collocare il fenomeno in un quadro più ampio, osservando e soprattutto sostenendo l’intero ecosistema, di famiglie e scuole.

Cuore della visita è, come sempre, l’incontro con i ragazzi: nemmeno il tempo delle presentazioni e già i ragazzi raccontavano il loro “lavoro”. Nessuna realizzazione materiale, ma un lavoro interiore, un cammino quotidiano alla ricerca di nuovo equilibrio.

Alex, Maddalena, Giulio: percorsi di vita diversi ma uniti dalle cose semplici che oggi rappresentano la loro àncora di salvezza. Come la musica. “Il nostro non è un vero lavoro è una missione” ci racconta Alessandro Beccaglia responsabile del gruppo. Adolescenti già uomini ma a volte uomini ancora adolescenti, con la consapevolezza che il futuro va conquistato e che il proprio domani dipende unicamente dall’impegno e dalle regole che si daranno. I ragazzi, e gli operatori di Conegliano, lo sanno. Sanno che si trovano in una zona di confine tra i “casini che stanno fuori” e il domani ancora incerto.  Abbiamo poi conosciuto i “peer educators” ragazzi provenienti da 3 scuole superiori del territorio che portano avanti un’azione importante di prevenzione sull’alcol. Ragazzi che parlano ai ragazzi.

Torniamo a casa ancora una volta carichi di responsabilità ma con la consapevolezza che le soluzioni ai problemi sono spesso nascoste ma esistono.

Qui la cronaca integrale di questa intensa ed emozionante giornata a Conegliano.

Un vademecum tascabile per le Forze dell’Ordine

L’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza e il Dipartimento della Pubblica Sicurezza hanno da tempo avviato una collaborazione strategica e operativa per assicurare la piena attuazione della tutela dei diritti e degli interessi delle persone di minore età. Collaborazione formalizzata con un Protocollo d’intesa, nell’ambito del quale è stato realizzato un Vademecum: linee guida e istruzioni operative per sostenere il lavoro quotidiano delle Forze dell’ordine e per fornire concreti spunti alle attività di formazione sul tema dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.

Il Vademecum è stato presentato lo scorso 20 ottobre alla presenza del Capo della Polizia Prefetto Alessandro Pansa, del Vice Capo Francesco Cirillo e del Garante Vincenzo Spadafora. Oggi il vademecum è disponibile anche in formato tascabile (ne sono state stampate 10.000 copie) e nelle versioni web e mobile, ed è consultabile e scaricabile da tutti gli operatori chiamati a intervenire in situazioni che coinvolgono minorenni, siano essi autori, vittime o testimoni di reato.

In occasione della ripresa del ciclo di sessioni didattiche sui diritti dell’Infanzia e dell’adolescenza, che vedrà coinvolta l’Autorità garante nei corsi di formazione dell’Arma dei Carabinieri nelle Scuole di Roma, Firenze, Campobasso, Torino, Iglesias e Reggio Calabria, saranno consegnate direttamente 1.800 copie del Vademecum tascabile: si parte il 5 maggio dalla Scuola Allievi di Reggio Calabria per chiudere il 17 giugno alla Scuola Ufficiali di Roma.

Il Vademecum, i cui contenuti sono stati realizzati in stretta collaborazione con la Polizia di Stato, sarà consegnato anche ai 1.610 Allievi Agenti delle Scuole di Alessandria, Brescia, Campobasso, Peschiera del Garda, Piacenza, Trieste e Vibo Valentia. Il Dipartimento della Pubblica Sicurezza si è inoltre impegnato a distribuire il Vademecum a tutti gli Uffici Minori delle Questure italiane e a renderlo disponibile online.

Ultima tappa del Tour #dirittialfuturo a Conegliano

«Stiamo girando l’Italia in cerca di “buone pratiche” da mettere a sistema, da far conoscere e diffondere. In questa terra dove ci si è sempre rimboccati le maniche di fronte a difficoltà e calamità naturali, abbiamo individuato una realtà che ha saputo dare una risposta concreta al disagio giovanile della dipendenza, nelle sue varie forme», così il Garante Spadafora alla vigilia della decima e ultima tappa del Tour #dirittialfuturo.

In Veneto, quindi, in un paese famoso per i suoi tesori d’arte, in una zona dove vige la cultura del fare, alle 14 il Garante sarà al Centro per le Dipendenze Giovanili (Ser.D. – modulo giovani) di Conegliano che dal 2003 lavora con adolescenti e giovani con problematiche di dipendenza da sostanze o alcol. «È anche un esempio di collaborazione tra pubblico e privato sociale, con personale qualificato e un’attenzione speciale per i ragazzi ospitati, fra i 15 e i 24 anni, e per le loro famiglie». Come nelle altre tappe del Tour #dirittialfuturo, Spadafora parlerà con i ragazzi, li ascolterà, cercherà di capire le loro esigenze e necessità. A Conegliano, grazie alla collaborazione con l’Associazione Comunità Giovanile onlus, il percorso di valutazione e disintossicazione può essere seguito anche in forma residenziale presso il modulo La Zattera. «La dipendenza è uno dei problemi che sta piegando molti giovani. Abbiamo il dovere di aiutarli, prima con una cultura dei valori e della socialità, dopo, in caso di dipendenza, con politiche di inclusione sociale e di recupero».

La giornata vedrà anche l’incontro con Minori delle comunità per minori del territorio, percorsi “da” e “verso” il Centro per le dipendenze, e Una famiglia per un po’, sorta di affido per i giovani che, concluso il programma terapeutico, non possono rientrare nella famiglia d’origine.

Terre des Hommes: UE garantisca la protezione internazionale dei minori

Terre des Hommes da diversi anni sta portando avanti attività a protezione dei minorenni stranieri non accompagnati che arrivano nel nostro Paese e ieri, in occasione del Consiglio europeo sull’immigrazione, la federazione internazionale ha fatto sentire forte la sua voce chiedendo che siano attivati corridoi umanitari e un “Mare nostrum” europeo con finalità di ricerca e salvataggio in acque internazionali.

“In questi anni abbiamo visto troppi bambini, da soli e con le loro famiglie, morire per l’impossibilità di spostarsi legalmente in luoghi sicuri, fuggendo da conflitti e guerre”, dichiara Raffaele  Salinari, Presidente della federazione internazionale di Terre des Hommes. “Ci appelliamo ai vertici dell’Unione Europea perché si garantisca un sistema internazionale di protezione per tutti i minorenni migranti e le loro famiglie”.

É attraverso un preciso Position Paper che Terre des Hommes chiede che chi fugge dai conflitti possa chiedere, nelle ambasciate e consolati situati nei Paesi confinanti a quelli in guerra, un visto d’ingresso in Europa per motivi umanitari (come peraltro già previsto dal codice frontiere Schenghen). Si verrebbe così a realizzare un canale ufficiale di protezione direttamente nei campi profughi ai richiedenti asilo che da un lato garantirebbe il diritto fondamentale all’asilo e dall’altro toglierebbe risorse alle reti criminali che attualmente gestiscono i flussi migratori. Una particolare attenzione deve essere posta alla protezione e l’accoglienza delle famiglie con minorenni e ai minorenni stranieri non accompagnati in arrivo in Italia, dando loro un adeguato supporto psicosociale anche in ragione dei traumi che questi bambini hanno subito durante il loro viaggio.

Appello dei Garanti europei per la tutela dei migranti minorenni

La Rete europea dei Garanti dell’Infanzia (ENOC) ha lanciato un appello, attraverso una lettera aperta, per invitare Governi nazionali, Unione europea e Comunità internazionale a riflettere sui principi fondativi delle Costituzioni e delle Convenzioni a tutela dei diritti umani e a riconsiderare politiche e programmi di intervento nei confronti dei migranti, in particolare alle persone di minore età.

La lettera nasce dallo sgomento e dal dolore per le tragedie che quotidianamente colpiscono centinaia di persone, molte delle quali minorenni, che perdono la vita nelle acque del Mediterraneo, scappando da situazioni disperate e cercando in Europa una vita migliore.

Il cuore dell’appello è l’invito a superare l’atteggiamento di attesa (per esempio rispetto alla richiesta di asilo da parte dei migranti) e a intervenire, con urgenza, in modo proattivo e cooperativo per prevenire le cause delle migrazioni forzate e salvare così la vita di molte persone in movimento, inclusi i minorenni. Principio richiamato anche nella dichiarazione ENOC del 2013 sui “minorenni in movimento” che sono, prima di tutto, dei minorenni e in quanto tali hanno “diritto alla vita, alla sopravvivenza e allo sviluppo, così come alla protezione da ogni forma di violenza, sfruttamento e maltrattamenti”. Lo stabilisce la Convenzione sui Diritti dell’Infanzia (CRC). Lo pretende il valore intrinseco della dignità della vita umana, sul quale si fonda la Costituzione dei nostri Paesi.

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Nola, torna il Festival dei diritti dei ragazzi

É quanto chiedono i giovani coinvolti nel Festival dei diritti dei ragazzi che è stato inaugurato oggi a Nola. Nell'inno, composto e cantato dai ragazzi, le parole chiave del Festival: ascolto, partecipazione, diritti, solidarietà, futuro. Nato su impulso della cooperativa sociale Irene 95 che lo promuove insieme all'Ufficio scuola della Diocesi e l'Assessorato all'Istruzione e ai Beni culturali del Comune di Nola, il Festival durerà una settimana, coinvolgendo 23 scuole e 43 associazioni del territorio. Si concluderà martedì 28 aprile con la Marcia dei diritti dei ragazzi, alla quale parteciperanno studenti delle scuole di ogni ordine e grado del territorio.

Giunto alla terza edizione, il Festival ha come tema centrale l'ascolto e la partecipazione dei bambini e dei ragazzi, una delle battaglie che da sempre portiamo avanti come Authority. Paolo Mancuso, Procuratore della Repubblica del Tribunale di Nola, ha rivolto ai ragazzi un invito forte, richiamandoli al dovere di partecipare, a partire dalla ricerca di informazioni e dalla spinta ad approfondire e conoscere: "il diritto al futuro si costruisce attraverso il dovere della cittadinanza".

Il forte valore educativo dell'iniziativa è quanto evidenziato da Virgilio Marone, direttore dell'ufficio scuola della Diocesi, che ha centrato il suo intervento su due parole chiave: gratuità e cooperazione. Laura Baldassarre, dell'Ufficio dell'Autorità garante per l'infanzia e l'adolescenza ha ricordato come per operare efficacemente per i diritti dei ragazzi occorra costruire delle reti tra i diversi soggetti che di loro si occupano, rispettando la dignità e il valore sociale di chi quotidianamente opera per e con i bambini. Concetto ripreso da Giuseppe Gambadella, presidente della cooperativa "Irene'95", realtà che promuove i diritti dei minorenni in difficoltà. E sono difficoltà che vanno raccontate: "trovate un adulto al quale fare riferimento e parlategli. Così come fate quando restate al fianco dei vostri compagni in difficoltà, perché voi sapete comprendere quando qualcuno ha bisogno di aiuto", queste le parole di Dora Artiaco, vice presidente del CISMAI. In chiusura, l'assessore alla cultura e istruzione del Comune di Nola, Cinzia Trichese ha sottolineato la grande partecipazione delle istituzioni e della società civile al Festival, auspicando che possa diventare un appuntamento fisso per la città. I giovani reporter di "campo dei fiori" realizzeranno le foto e i video di tutto il Festival.

L’arte è legalità

Ad Ottaviano (NA), per due giorni (giovedì 16 e venerdì 17 aprile), sono in mostra le opere che hanno partecipato alla seconda edizione del concorso Fuor d’acqua Premio Vitaliano Corbi, organizzato dall’associazione culturale Étant donné. La mostra si dislocherà tra il Castello Mediceo, luogo molto simbolico per rappresentare il tema assegnato quest’anno alla competizione, e il centro storico di Ottaviano. Dopo il coinvolgimento del 2014, anche quest’anno la nostra Authority ha voluto riconoscere l’importanza dell’iniziativa campana dando il proprio patrocinio.

Alla seconda edizione del Concorso hanno aderito 22 scuole che hanno presentato 62 opere; hanno collaborato tre Istituti di istruzione superiore che anche quest’anno sono stati impegnati nella formazione della Giuria di selezione delle opere, guidati da esperti di arte contemporanea: la premiazione è prevista per venerdì 17.

Gli oltre 1.300 alunni che hanno partecipato si sono confrontati con il tema della seconda edizione, “L’arte è legalità” realizzando lavori, come per la precedente edizione, di ottimo livello formale.

Il Concorso favorisce la partecipazione cooperativa e di gruppo degli allievi, e sottolinea una linea fortemente partecipativa con l’allestimento della mostra finale che vede tutte le opere esposte, mettendo in contatto le idee elaborate all’interno dei laboratori di ciascuna Scuola con quelle di altri laboratori sullo stesso tema e sullo stesso supporto.

A Perugia per una scuola attenta ai “bisogni educativi speciali”

Informare e sensibilizzare enti, istituti scolastici, insegnanti e la comunità tutta, sui principali disturbi di apprendimento e su quali possono essere metodi e strategie mirati, affinché questi bambini e adolescenti possano intraprendere nelle scuole percorsi di studio ad hoc per riuscire a crescere bene e tirar fuori le loro potenzialità. Questo il tema dell’incontro “Bisogni educativi speciali (BES) e disturbi specifici di apprendimento (DSA)”, voluto e organizzato da Maria Pia Serlupini, Garante dell’infanzia e dell’adolescenza dell’Umbria.

Il dibattito si è svolto a Perugia, presso il palazzo Cesaroni, alla presenza del Garante nazionale Vincenzo Spadafora e delle associazioni Dis e Dintorni di Gubbio e Aifa di Terni, con l’intento di affrontare il tema in maniera costruttiva e di creare, così, dei percorsi strutturali all’interno delle scuole. Per la Serlupini “la necessità nasce dal fatto che per alcune patologie come la sindrome da deficit di attenzione e iperattività o la dislessia, ad esempio, sono difficilmente individuabili e non prevedono insegnanti di sostegno. L’obiettivo principale è quello di garantire il diritto all’apprendimento e allo studio di tutti. È fondamentale mettere il bambino al centro e dare la possibilità a questi ragazzi di crescere e venire fuori per poter diventare soggetti attivi”.  

Il Garante nazionale Vincenzo Spadafora ha concluso così i lavori: “È fondamentale sviluppare rapporti di collaborazione e condivisione tra le scuole, le famiglie e le istituzioni: sono ben comprensibili le esigenze delle famiglie, che chiedono maggiore impegno e flessibilità da parte degli insegnanti, come quelle delle scuole, che lamentano la mancanza di fondi e di attenzione da parte del livello politico; ma dobbiamo tutti tenere a mente il superiore interesse dei ragazzi. Bisogna creare le condizioni perché tutti possano crescere e apprendere al meglio, non esistono ragazzi di serie A e serie B, a tutti deve essere garantito lo sviluppo della personalità, delle proprie facoltà e delle attitudini mentali e fisiche, lo abbiamo anche scritto nel documento sui LEP consegnato al Governo. Documento che punta molto, oltre a garantire uno standard su tutto il territorio, anche a una razionalizzazione della spesa, in un’ottica di efficacia, mirata più agli interventi di prevenzione che non a quelli di riparazione del danno. Le risorse sono poche, è innegabile, ma proprio per questo occorre agire insieme verso un unico obiettivo”.

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