Archivio News

Giornata Infanzia: parliamo di povertà per debellarla

Siamo al 33esimo posto nella classifica Ocse che registra il numero dei minorenni in stato di povertà. Trentatré su quarantuno. A ricordare questo dato allarmante è stata Maria Elena Boschi, Ministro per le Riforme costituzionali e per i rapporti con il Parlamento durante il Convegno promosso dalla Commissione parlamentare per l'infanzia, il Dipartimento per le politiche della famiglia della Presidenza del Consiglio e il Ministero del Lavoro e delle politiche sociali, dal titolo "Tra vecchie e nuove povertà: i minori in Italia a 25 anni dalla Convenzione di New York".
Un momento importante, istituzionale, con una platea folta di chi ogni giorno lavora per migliorare la vita a bambini e ragazzi: operatori, rappresentanti delle associazioni, volontari.
Da tutti i relatori la stessa richiesta: più attenzione per i bisogni di chi ha meno di 18, più impegno a garantirne i diritti e più risorse.

Vincenzo Spadafora: "E’ stata una scelta saggia dedicare questo incontro alla povertà minorile. Il dato che più mi ha colpito tra quelli emersi, è che la crescita della povertà minorile registrata ci porta indietro di otto anni. Come se il Paese non avesse fatto progressi economici. Se gli interventi fatti fossero stati giusti o sufficienti, noi non avremmo un dato che ci dice che siamo tornati otto anni indietro”.
Impoverimento che è anche culturale: la dispersione scolastica ha toccato il 17 per cento, mentre solo 16 ragazzi su 100 nati nel Sud Italia sono entrati in un museo.
La sfida dunque è anche educativa, negli ultimi due decenni c’è stato un impoverimento etico e culturale. Per uscire dallo stallo attuale occorre una strategia comune, un piano d’intervento con una cabina regia. Il Garante ha sottolineato come una vera politica sull’infanzia debba intrecciarsi con quella del Paese: “Parlare di bambini e adolescenti significa mettere a fuoco l'intreccio con i temi di politica economica, con i problemi legati a lavoro, previdenza, interventi fiscali, scuola, servizi di base. Girando per l'Italia ho sentito la sfiducia dei ragazzi, consci delle diversità di opportunità che hanno. E questa mancanza di diritto di uguaglianza è il fallimento delle politiche sociali del passato. Finora abbiamo assistito a proposte che duravano il tempo di quel governo e poi venivano ripensate, cancellate, cambiate. Manca da troppo tempo cioè una politica a lungo termine sul tema della povertà".

Adolescenti, più saggi degli adulti

Noi adulti dobbiamo sgretolare la cultura dei pregiudizi. Questo il dato più significativo che emerge dal sondaggio sulla diffusione di pregiudizi e stereotipi tra gli adolescenti di età compresa tra i 14 e i 17 anni.

 

Un dato che rappresenta un monito per genitori, istituzioni e over 18 in generale perché, come spesso accade i ragazzi riescono a sorprenderci. Infatti, dal quadro emerso, gli adolescenti hanno meno pregiudizi rispetto agli adulti. La loro sensibilità li rende più attenti a fenomeni di discriminazione, non sorprende, quindi, che il 93% dei ragazzi e delle ragazze intervistati/e sono consapevoli che gli omosessuali non sono trattati bene, anche i rom per il 92%, seguono i ragazzi e le ragazze grasse (87%) e per il 79% gli adolescenti stranieri, nello specifico africani, sarebbero vittime di discriminazione. La povertà suscita pregiudizi per il 72%, stessa percentuale per i disabili. La religione è un’altra fonte di pregiudizi, in particolar modo per il 68% quelli più additati sono i musulmani e stupisce che ancora i meridionali suscitino discriminazione (43%).

I ragazzi e le ragazze dimostrano di conoscere poco alcuni pregiudizi del passato come quelli legati alle donne e cosi, alla domanda se i lavori di casa spettano al ‘gentil sesso’, l’84% risponde che non è per nulla (o poco) d’accordo. Inoltre non nutrono particolari pregiudizi nei confronti dei coetanei stranieri. Pertanto si dissociano da coloro che ritengono che un ragazzo straniero non potrà mai essere il primo della classe. Così come non trovano giusto che siano sempre gli stranieri ad essere etichettati come autori di un furto o di una violenza. Quest’ultima viene totalmente condannata ma, il 12% “ammette” i cori razzisti allo stadio.

Inoltre, non accettano che qualche compagno o compagna di classe venga presa in giro per il suo aspetto, soprattutto se ha qualche chilo di troppo. Ma stupisce che anche se essere grasso rappresenta un problema, gli intervistati preferiscono essere più creativi e bravi a scuola piuttosto che più belli. Per gli adolescenti intervistati per farsi apprezzare dagli altri servono carattere, simpatia e intelligenza. Bellezza fisica e look agli ultimi posti. I ragazzi puntano di più su simpatia e grinta, le ragazze sull’intelligenza. Bellezza più citata tra le femmine, abbigliamento tra i maschi. Singolare il dato che per il 49% delle intervistate farsi apprezzare dagli amici significa farsi rispettare.

L’indagine condotta dall’Istituto Piepoli ha analizzato una serie di aspetti per i quali si è cercato di capire se si tratta di atteggiamenti generali dell’opinione pubblica, di atteggiamenti personali o/e di comportamenti posti in essere dell’intervistato/a. Le aree tematiche ruotavano sulla consapevolezza dell’esistenza di stereotipi e pregiudizi, individuazione dei soggetti e/o delle dimensioni oggetto di pregiudizi/stereotipi e soprattutto l’individuazione di quanto contano i pregiudizi e gli stereotipi nella quotidianità.

Per approfondire

Da Il Corriere della Sera del 5/8/2014 - Gli adolescenti e la cura di casa - Non sono lavori solo per le donne

  • Scarica i risultati della ricerca

La sintesi

- La versione completa

 

Dialogo e ascolto contro rischi online e cyberbullismo

“Bambini sicuri: dalla strada alla rete” è l’evento nazionale degli Stati Generali della Pediatria 2014 (organizzati dalla Società Italiana di Pediatria in collaborazione con la Polizia di Stato in occasione della Giornata Mondiale del bambino e dell’adolescente) che si è tenuto stamattina a Roma e che rappresenta uno degli appuntamenti più importanti per celebrare i 25 anni della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia.

Al centro della manifestazione, che ha visto la partecipazione di un’ampia platea di studenti, il tema della sicurezza online: la Rete, una dimensione molto frequentata dagli adolescenti, ha infatti anche dei rischi. Al tema del cyberbullismo è stata dedicata la rappresentazione teatrale dell’attore Luca Pagliari, dal titolo “Like, storie di vita online”, ispirata ad un fatto di cronaca.

I social network non vanno demonizzati, hanno anche aspetti di grande utilità e socializzazione. L’importante è conoscere rischi e potenzialità. E per i genitori è fondamentale avere un dialogo con i loro figli per capire eventuali pericoli. Parlare di controllo non ha senso. Meglio l’ascolto, l’etica comportamentale di noi adulti.

Allo stesso modo è importante che le istituzioni siano sempre pronte ad azioni sinergiche come nel caso del protocollo firmato oggi tra la Sip e la Polizia postale. Da oggi, a disposizione di tutti, anche un vademecum di informazioni e consigli utili rivolti a genitori e famiglie per promuovere l’uso positivo del web

Vincenzo Spadafora, rivolgendosi direttamente ai ragazzi, ha voluto ricordare loro che «ci vuole consapevolezza delle conseguenze delle nostre azioni, soprattutto quando vengano amplificate dalla Rete. Gli ultimi casi di cronaca hanno dimostrato quanto il web sia il luogo più “facile” per far esplodere discriminazioni di cultura, sesso, religione per citare alcune categorie. Dal nostro ultimo sondaggio, realizzato fra gli adolescenti, emerge che una delle prime cause di presa in giro sia l'aspetto fisico. Essere grassi rende bersagli facili. Ricordiamoci però che sono gli stessi ragazzi i nostri primi alleati per lavorare con i loro coetanei e abbattere pregiudizi e stereotipi. Ognuno di noi è unico perché diverso».

 

 

Gli Stati Generali della Pediatria si celebrano in diverse regioni italiane con manifestazioni locali che prevedono il coinvolgimento di pediatri, genitori, insegnanti, studenti, istituzioni, media e di tutte le componenti della società che si occupano della salute del bambino e dell’adolescente. La sicurezza è il tema comune a tutte le manifestazioni.

La nostra campagna per i diritti, contro i pregiudizi

È in onda in questi giorni sulle reti televisive e nelle sale cinematografiche la nostra campagna per il 25esimo anniversario dell’approvazione della Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. Una campagna volta a sottolineare il diritto alla diversità e a valorizzare le unicità, ricchezza fondamentale e componenti imprescindibili nel processo di costruzione dell’identità che caratterizza l’adolescenza. E infatti la storia raccontata nello spot vede come protagonista un giovane ragazzo che in prima persona racconta come le differenze debbano diventare un patrimonio a disposizione di tutti, purché siano garantiti i diritti che fanno sì che ogni persona sia unica ma non sola.

La non discriminazione, sancita dall’art. 2 della Convenzione ONU, è uno dei principi cardine da tenere in considerazione in ogni azione che venga realizzata per la tutela dei diritti delle persone di minore età, così come dai minorenni stessi nell’esercizio dei loro diritti.

Affermare la propria unicità e saper accogliere le altre unicità sono i presupposti per affermare ed arricchire se stessi. L’intento della campagna è proprio questo: promuovere la consapevolezza dell’arricchimento che deriva dall’ascolto reciproco e dalla capacità di osservare ed accogliere le altre unicità, non solo tra coetanei ma anche tra adulti e adolescenti. Senza dimenticare che al diritto di essere diversi e unici deve corrispondere il diritto alla parità di accesso ai diritti fondamentali. Perché i diritti vanno garantiti a tutti, senza discriminazioni, anche in situazioni di crisi o di emergenza, come ha sancito la Convenzione 25 anni fa.

Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia, 25 anni da celebrare

Giovedì 20 novembre ricorre l’anniversario della Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, la cui approvazione e ratifica da parte dell’Italia, avvenuta il 27 maggio 1991, ha avviato a tutti i livelli un processo di sensibilizzazione a tutela dei diritti civili, politici, sociali, economici e culturali di bambini, bambine, ragazzi e ragazze. Da quel momento anche la politica, oltre agli Enti e alle Associazioni di settore, si è impegnata a proteggere l’infanzia, a riconoscerne i bisogni fondamentali e a lavorare per il benessere e la promozione dei diritti di tutti i minorenni, italiani e stranieri.

Per celebrare la ricorrenza i Garanti regionali per l’infanzia e l’adolescenza, in collaborazione con Comuni, Regioni, Enti, Associazioni, organizzano eventi e manifestazioni su tutto il territorio italiano, al fine di portare i diritti dei più piccoli al centro dell’attenzione pubblica così come disposto dalla Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. In molte città italiane si susseguiranno diverse iniziative, ognuna legata ad un principio enunciato dalla Convenzione, perché prodigarsi a tutti i livelli per il benessere dei bambini, delle bambine e degli adolescenti vuol dire offrire servizi educativi di qualità, ma anche occasioni per promuovere il rapporto tra adulti, adolescenti, bambini, bambine e città.

Nella sezione del nostro sito dedicata alle manifestazioni in programma sul territorio italiano è possibile consultare gli eventi che coinvolgono i Garanti regionali e delle Province Autonome di Trento e Bolzano.

No alla cultura del lolitismo o dei toyboys

Maggiore tutela dei minorenni e più responsabilità per tutti i soggetti che operano nella comunicazione commerciale: questo il significato del Protocollo d’intesa firmato con l’Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria (IAP). Il Garante Spadafora ne riassume così gli aspetti più incisivi: «no alla cultura del lolitismo o dei toyboys. No ai messaggi sulla perfezione corporea a tutti i costi, pericolosa soprattutto per gli adolescenti: si pensi alle derive patologiche come l’anoressia. No all’adultizzazione dei bambini e dei ragazzi, soprattutto quando c’è un uso malizioso delle immagini dei più giovani». Giorgio Florida, Presidente IAP, sottolinea invece uno dei sensi profondi della sottoscrizione del Protocollo che «va nella direzione di rendere più funzionali i rapporti tra l’Autodisciplina e alcuni rilevanti Organismi dello Stato, nel comune obiettivo di rendere la comunicazione commerciale migliore, sia nell’interesse dei cittadini, che di quello degli operatori».

Il Protocollo arriva dopo altri documenti di rilevanza etico sociale  e in particolare quello sottoscritto dallo IAP nel 2011 (rinnovato nel 2013) con il Ministero delle Pari opportunità e quello firmato con l’ANCI, l’Associazione Nazionale Comuni Italiani, entrambi mirati a rendere più efficace il controllo delle pubblicità ritenute lesive della dignità della donna.

Ora si pensa a rafforzare la tutela di chi ha meno di 18 anni: il Codice di autodisciplina della comunicazione commerciale – riconosciuto e rispettato dalla maggioranza degli operatori del settore – ha da sempre una norma specifica  - l’art.11 - a tutela dei minori. L’Autorità garante ha voluto però ricordare l’importanza di salvaguardare sempre e comunque i più giovani e questo Protocollo dovrà servire a sensibilizzare ancora di più gli operatori ad una maggiore attenzione della comunicazione commerciale sia quando è rivolta ai bambini, sia quando questi possono riceverla o esserne protagonisti.

Il Protocollo avrà una ricaduta pratica e tangibile, spiega Spadafora: «è un buon esempio di collaborazione costruttiva fra pubblico e privato, perché se lo IAP ha dimostrato di essere in grado di attivare un controllo efficace della comunicazione commerciale, è anche vero che l’Authority è un punto d’osservazione competente e privilegiato: ogni giorno riceviamo segnalazioni, ci confrontiamo con le associazioni, giriamo l’Italia. Da oggi tutto questo, insieme alla nostra stessa sensibilità e preparazione, diventerà un nuovo strumento operativo per intervenire tempestivamente, insieme allo IAP, sulle comunicazioni commerciali lesive della dignità dei bambini e promuovere la cultura dei diritti dell’infanzia».

Un Protocollo carico di valenze positive, secondo il Presidente Giorgio Florida, perché: «la particolare attenzione dell’Autodisciplina ai bambini deriva dalla loro maggiore vulnerabilità e dalla considerazione che alcuni modelli comportamentali e alcune modalità espressive proposti in pubblicità possano divenire dannosi se recepiti da un pubblico non ancora maturo e con una personalità in via di formazione».

*****Leggi il Protocollo d'intesa*****

Conferenza annuale della Rete Europea dei Garanti per l’infanzia (ENOC)

Si è svolta ad Edimburgo dal 22 al 24 ottobre la XVIII Conferenza Annuale della Rete dei Garanti Europei (ENOC), il network che comprende  44 Garanti per l’infanzia presenti nei diversi Paesi dell’area del Consiglio d’Europa. Focus dei lavori, l’impatto delle misure di austerità sulla vita dei bambini e degli adolescenti.

Nel corso della Conferenza è stata inaugurata la mostra audio visiva “Austerity Bites: Children’s Voices”, costituita da 32 video realizzati con il supporto di ragazzi e ragazze di otto Paesi Europei. Attraverso i loro racconti - dalle difficoltà economiche alla riduzione dei sostegni per lo studio e lo sport, dal taglio ai servizi di base, soprattutto per i minorenni allontanati dalla famiglia o con disabilità, alla solitudine per i molti amici partiti all’estero in cerca di un futuro  – i ragazzi e le ragazze protagonisti dei video raccontano un mondo parallelo, spesso invisibile ed inascoltato: quello del loro quotidiano, dei sogni spezzati, delle difficoltà a godere dei loro diritti fondamentali. A loro ha dato voce il progetto dei Garanti Europei, realizzato con l’agenzia scozzese Caged Beastie, che ha supportato il lavoro artistico e la costruzione dei video.  

Alcuni dei ragazzi coinvolti nel progetto hanno facilitato con competenza, freschezza e professionalità la prima mattinata di lavori della Conferenza, che si è conclusa con l’ascolto della Big Noise Sistema Scotland, una banda musicale giovanile della periferia di Edimburgo, nata sull’esempio del lavoro fatto in Venezuela dal Maestro José Antonio Abreu, che utilizza la musica come strumento di coesione, solidarietà  e riscatto sociale per i bambini e gli adolescenti che vivono in condizioni di vulnerabilità.

La Conferenza è stata l’occasione per ascoltare interventi di esperti (tra i quali Hugh Frazer ed Aoife Nolan), policy makers e alti rappresentanti della Commissione Europea e del Consiglio d’Europa,  che hanno permesso di approfondire alcuni aspetti legati alla povertà e all’impatto delle misure di austerità sull’infanzia.

Come di consueto, i membri dell’ENOC hanno anche avuto spazi per condividere le iniziative realizzate nel corso dell’anno. Per conto dell’Italia, particolare interesse hanno riscosso il welcome kit per i minorenni stranieri non accompagnati e il Memorandum di intesa con il Ministero della Giustizia e Bambini Senza Sbarre sul tema dei diritti dei figli di genitori detenuti.

La Conferenza è stata ospitata presso il Dynamic Earth, uno spazio per i bambini dedicato alla scoperta della storia della Terra, molto visitato dalle scolaresche.

L’Assemblea annuale, invece, si è tenuta presso la sede del Parlamento scozzese.

L’Assemblea dell’ENOC si è conclusa con l’approvazione all’unanimità del Position Statement sull’impatto dell’austerità sui bambini e gli adolescenti, che contiene le specifiche raccomandazioni dell’ENOC per i decision makers a livello nazionale e internazionale. Cuore dello Statement è la consapevolezza che non possono essere i minorenni e le loro famiglie, soprattutto quelle con maggiore svantaggio socio-culturale, a pagare il prezzo più alto della crisi;  che continuare a prevenire l’emarginazione e sostenere le politiche dell’infanzia è un investimento necessario e fruttuoso per i Paesi, come ribadiscono anche la Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e la recente Raccomandazione della Commissione Europea “Investire nell'infanzia per spezzare il circolo vizioso dello svantaggio sociale”. Questo, raccomandano i Garanti europei, dovrebbe essere l’orizzonte dei piani d’azione nazionali e della nuova strategia per i minorenni che il Consiglio d’Europa sta mettendo a punto. L’attenzione all’infanzia deve essere di trasversale, per tutte le politiche che vengono realizzate, anche dall’Unione Europea e deve essere uno degli elementi di valutazione degli effetti di tutte le azioni messe in campo.

Adozioni possibili (e più facili) per i genitori affidatari

In Italia la legge non prevede che una coppia o un single che accolgono in casa un bambino in affido possano poi diventare genitori a tutti gli effetti perché affido e adozione hanno sempre seguito percorsi diversi. Almeno finora. La riforma delle adozioni, che ha ottenuto il primo sì dalla Commissione Giustizia del Senato, prevede la possibilità per i genitori affidatari (anche single) di adottare i bambini in via preferenziale. Un passo che prelude vari scenari ma “c’è un unico criterio da tenere sempre presente, ed è l’interesse del bambino”: questo il commento del Garante Spadafora.

Il punto centrale è, e deve rimanere, il minorenne “che va comunque tutelato nei suoi legami affettivi, sempre e comunque, legami che sono una condizione per crescere al meglio e per formare la propria personalità. Un passo importante quello compiuto dalla Commissione Giustizia del Senato, perché pone al centro delle scelte l’interesse del minorenne, anche quando si decide il passaggio dall’affidamento all’adozione. Il minorenne ha diritto ad una famiglia, prima di tutto alla sua: se viene dato in affidamento, parallelamente va sostenuto il percorso di recupero della famiglia d’origine. In caso d’adozione, sarà importante il legame pregresso di chi ha avuto il minorenne in affido. In questo quadro, sarà sempre più importante il lavoro e le competenze sia dei giudici sia degli operatori sociali. Come Autorità di garanzia siamo intervenuti a favore della modifica della legislazione attuale e varie delle nostre proposte sono state accolte dal legislatore”.

25° Giornata internazionale per i diritti dell'infanzia e dell'adolescenza

Il 20 novembre 2014 la Convenzione sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza compie 25 anni. Un traguardo importante che testimonia il lungo cammino compiuto in tema di diritti delle persone di minore età e diventa l'occasione per riflettere sulla condizione attuale del mondo dell'infanzia e dell'adolescenza a livello nazionale e globale.

Per festeggiare questo anniversario, domenica 23 novembre alle 18.30 al teatro Politeama di Napoli, l'Autorità garante organizza un evento di solidarietà con protagonista il famoso ballerino albanese Kledi Kadiu, che assieme ad altri artisti provenienti da importanti teatri d'Europa, che come lui hanno vissuto l'esperienza di migranti, ci regalerà momenti di grande danza.

Due ore di parola e di danza, di video e di lettura, per i ragazzi e con i ragazzi, con la partecipazione dell'attore e scrittore Massimo Andrei, Pio Luigi Piscicelli (noto al pubblico televisivo come Toni, uno dei personaggi già di "Braccialetti rossi", la fiction fenomeno fra i giovani prodotta da Palomar), di Lino Banfi (al quale sarà dato un riconoscimento per la sua costante attenzione al mondo dei bambini) e dei writers del progetto Cunto che saranno presenti con un video speciale, testimonianza della loro attività di recupero e valorizzazione degli spazi urbani di Napoli. Ma il clou dell'appuntamento di domenica sarà il balletto di Kledi Kadiu e della sua compagnia, uno spettacolo dentro lo spettacolo.

Lo spettacolo, come anche le storie degli artisti, richiamerà il senso delle celebrazioni della Giornata internazionale per i diritti dell'infanzia e dell'adolescenza, che l'Authority quest'anno ha dedicato al tema delle differenze e al valore dell'unicità. "Ho voluto fortemente questo spettacolo sia per regalare ai ragazzi un'occasione di svago e cultura, sia per ricordare a tutti che la Convenzione, ratificata dall'Italia nel 1991, deve tradursi in azioni, in realtà, e non rimanere solo sulla carta" spiega Vincenzo Spadafora.

L'appuntamento di domenica sarà possibile anche grazie al contributo di Ferrarelle che anche quest’anno ha voluto rinnovare la collaborazione con l’Autorità garante.

I biglietti sono in vendita da "Concerteria". Posto unico 15,00 euro+prevendita. Info al numero 081-7611221.

L'impegno di Kledi a favore dei giovani from Garante Infanzia e Adolescenza on Vimeo.

Un robot per la riabilitazione donato da noi

"Prima mi scocciavo a stare sempre in stanza, ora mi diverto": è Rosario, dieci anni, uno dei bambini assistiti dall'ospedale pediatrico SS. Annunziata a Napoli presidio del Santobono,  a riassumere il senso della visita del garante. Grazie al ricavato dell'evento "Roberto Bolle and friends" dello scorso anno organizzato dal garante, la struttura ospedaliera è stata infatti un grado di comperare un macchinario di ultima generazione, Armeo Spring, grazie al quale i bambini possono fare sedute riabilitative giocando.

Quasi fossero protagonisti di un videogioco, i giovani ospedalizzati con problemi agli arti simulano movimenti, danno la caccia ad immaginarie farfalle, corrono nei prati. E così, mentre vivono l'avventura ludica, "sistemano" i propri muscoli, recuperano articolazione, ritrovano movimenti perduti.

Grazie alla donazione dell'Authority alla Fondazione Santobono Onlus di Napoli, l'ospedale aumenterà la propria presa sul territorio, già molto protesa sul quartiere e sulla città. Questo il commento di Vincenzo Spadafora dopo aver visto la targa dedicata all'Authority all'interno di uno dei padiglioni: " Sono molto contento, mi fa un effetto particolare vedere la targa, perché noi lavoriamo in mezzo a non poche difficoltà. La nostra struttura non è un carrozzone, ha risorse minime, però noi ci impegniamo ad incidere sui diritti dei ragazzini, a farli valere. Facciamo raccordo fra le diverse realtà, lavoriamo con Governo e Parlamento, abbiamo individuato delle modalità di lavoro per fare squadra, fare rete. Dietro quella targa c'è il lavoro di tante persone, la generosità di Roberto Bolle, l'adesione di molti e di coloro che ogni giorno lavorano per il bene altrui".

In una delle città più offese dalla crisi, Spadafora ricorda: " in due anni è raddoppiato il numero dei minorenni che vivono in situazione di povertà assoluta. Siamo passati da settecentomila a un milione e quattrocentomila. E questo è un dato scioccante che stimola tutti noi a un maggior impegno".

*****Guarda i servizi su

- Youmedia

- LiberoTV

 

Pagine