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Emergenza Giovani: quale futuro nella società globale

“Emergenza Giovani: quale futuro nella società globale” è questo il tema che verrà affrontato durante il Social Forum presieduto dal presidente del RFK Centre for Peace and Justice, Kerry Kennedy nell’ambito della 13° edizione dell’ Ischia Global Film & Music Fest presentato a Roma, con il patrocinio, tra glia altri, dell’Autorità Garante per l’infanzia e l’adolescenza. Durante le giornate del 15 e il 16 luglio, a partire dalle ore 11, nell’albergo della Regina Isabella -Lacco Ameno - Sala Azzurra, si svolgeranno due panel dedicati all’impegno a favore dei giovani e del loro futuro a cui parteciperanno anche personaggi di spessore internazionale. Insieme al Garante Vincenzo Spadafora, mercoledì 15 luglio interverranno all’incontro Paul Haggis, David Belle, Madalina Ghenea, Gisella Marengo e i giovani video-maker di Haiti, mentre il 16 vi prenderanno parte Patrizio Oliva, Manuela Moreno, Clementino e Peppe Lanzetta. All’incontro saranno presenti anche diverse associazioni, italiane e internazionali, impegnate a favore dei bambini di Haiti e per i giovani del Mezzogiorno. La sera del 15, inoltre, verranno assegnati alcuni premi all’insegna della solidarietà.

Volti di donna, attraverso lo sguardo dei bambini

Presentato il volume “Volti di donna” a cura di Valentina Ercolino con la prefazione del Garante Vincenzo Spadafora. Il catalogo è il risultato del lavoro svolto durante il IV° Progetto solidale intitolato "Volti di donna" ideato dal Centro Polifunzionale per l'Infanzia "Il Mondo ai Piccoli" di Napoli. Protagonisti del progetto, i bambini delle scuole dell'Infanzia comunali, statali e private con parità e delle Primarie statali delle Municipalità 5, 6 e 7 di Napoli. Lo sguardo dei bambini sulla figura della donna, madre, nonna, zia, sorella, amica, vicina per diffonderne un'immagine spontanea e attenta, al di là di ogni stereotipo.

“Si dice che per progettare bene una città si debba immaginarla ad altezza bambino. Ecco, questo progetto fa proprio questo, misura le persone con gli occhi dei più piccoli” ha scritto il Garante nella prefazione. Una donna fotografata o disegnata da un bambino assume una visione vera, autentica e vicina alla quotidianità. L’iniziativa ha il patrocinio della Regione Campania, le Municipalità 5, 6, 7 di Napoli, l'Ordine degli Psicologi della Campania, l'Ordine dei Giornalisti della Campania, Mondo Donna-Clinica Mediterranea Spa,F.I.D.A.P.A. Sez. Palma Campania(NA), l'Associazione Le Kassandre. I proventi del catalogo sono destinati a sostegno della LILT Sezione di Napoli (Lega italiana per la lotta contro i tumori). 

Una giornata di studio a Perugia per garantire i diritti dei minorenni

Il Vademecum per le forze di polizia fortemente voluto dall’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, Vincenzo Spadafora, in accordo con il capo della polizia, Alessandro Pansa, continua il suo percorso, in qualità di strumento formativo, presso la Scuola Umbra di Amministrazione Pubblica. Proprio in quest’ottica giovedì 2 luglio alle ore 10, presso l’Istituto di formazione culturale S. Anna di Perugia, si terrà una giornata di studio dal titolo “Garantire i diritti dei minorenni – Vademecum per le forze Polizia”. Un incontro che segnerà l’inizio di un percorso di stretta collaborazione con le forze dell’ordine. Un momento di formazione che coinvolgerà Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza.

La Garante per l’infanzia e l’adolescenza dell’Umbria, Maria Pia Serlupini, aprirà i lavori presentando il Vademecum operativo scaturito dalla stretta collaborazione tra Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza e il Dipartimento della Pubblica Sicurezza culminata con la firma dell’ultimo Protocollo d’intesa il 28 gennaio 2014. Presenti tra gli altri l’Assessore Regionale Sanità e Welfare, Luca Barberini, il Questore di Perugia, Carmelo Gugliotta e il Comandante provinciale Carabinieri di Perugia, Cosimo Fiore.  Fra i temi affrontati: minorenni autori di reato, responsabilità genitoriale,  regime penalistico, giudiziario e carcerario diverso rispetto all’adulto criminale; minorenni destinatari di provvedimenti civili dell’Autorità Giudiziaria; minorenni e web: rischi della rete, pedopornografica e cyberbullismo, minorenni  vittima di reato e testimoni di reato - audizione protetta; minorenni scomporsi e minorenni stranieri non accompagnati.  

L’Authority e l’Istat per fotografare il mondo dei bambini e degli adolescenti

L’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza ha elaborato, in stretta collaborazione con l’ISTAT, una serie di dati per fotografare al meglio il mondo dei bambini, degli adolescenti e delle famiglie, sotto diverse angolature. I dati sono stati presentati nella quarta relazione al Parlamento.

Pochi bambini e ragazzi tra tanti adulti

Emerge un quadro in cui si evidenziano conclamati squilibri tra generazioni con l’evidente perdita di peso demografico dei bambini e dei ragazzi. Al primo gennaio 2014 i residenti di età inferiore a 18 anni sono 10.158.005. La Liguria si connota come fanalino di coda con più bassa percentuale di minorenni sul totale della popolazione residente (13,9%) mentre all’opposto troviamo la Campania (19,2%) che si colloca ben oltre la media nazionale (16,7%). Nel 2014 le nascite sono state 509 mila, il livello minimo dall'Unità d'Italia. Inoltre, il numero medio di figli per donna (TFT) è fermo a 1,4 come nel 2013, ancora distante dalla media dell’Unione europea (1,5 figli nel 2012, fonte Eurostat) e insufficiente a garantire il necessario ricambio generazionale. La riduzione della fecondità è riconducibile a una molteplicità di fattori, uno dei quali è indubbiamente la tendenza a subordinare le scelte riproduttive alla stabilità economica della famiglia. A proposito di questo aspetto l’andamento temporale del Tft unitamente al tasso di disoccupazione sembra confermare che la crisi economica che il Paese sta attraversando a partire dagli ultimi anni potrebbe avere influito sulla decisione di fare figli. Nel 2014, dopo sette anni ininterrotti di aumento, la disoccupazione è volata al 13,2% e anche le nascite sono tornate a scendere. Oggi in Italia si contano ben 154 anziani ogni 100 giovani. Se la quota della popolazione straniera sul totale dei residenti (italiani e stranieri) è attualmente dell’8,1%, i minorenni rappresentano il 22,1% della popolazione straniera (4.922.085) e l’11% del totale dei minorenni. Sostanzialmente stabile la quota di minorenni non comunitari presenti in Italia, che è pari al 23,9%; nel 2013 era del 24,1%.

Nelle famiglie domina il modello del figlio unico con genitori senza lavoro

I dati dell’Istat riferiti al 2014 confermano che la famiglia è sempre più "stretta" e "lunga”. Sono ormai un’esigua minoranza coloro che vivono in famiglie in cui ci sono anche i nonni (5,3%). Prevale ancora la famiglia con il padre, la madre e altri fratelli (62,4%), seguono quanti vivono solo con il padre e la madre (17,9%) e le famiglie monogenitore solo con la madre (6,5%) mentre residuali sono tutte le altre. Così se si osservano le tipologie delle famiglie con bambini e ragazzi con meno di 18 anni emerge non solo che è ormai dominante per ciascuna di esse il modello del figlio unico ma quasi raddoppiano le famiglie monogenitoriali che passano da 535 mila nel 1999-2000 a 954 mila nel 2013-2014. I nuclei monogenitore con figli minorenni sono composto nell’86,4% dei casi da madri sole. Le coppie con figli minorenni sono in totale 5 milioni 676 mila, la percentuale di quelle con un solo figlio è il 51,6%, quelle con due il 39,9% e quelle con tre o più l’8,5%. Le coppie non coniugate con minori sono 520 mila e presentano una quota di figli unici maggiore rispetto alle coppie coniugate (rispettivamente 66,5% e 50,0%). Un ulteriore insieme di indicatori permette di osservare anche l’impatto di separazioni e divorzi su bambini e adolescenti. Nel 2012 si arresta la crescita del fenomeno delle separazioni e divorzi che sono stati rispettivamente 88.288 e 51.319. In metà delle separazioni (48,7%) e in un terzo dei divorzi (33,1%) è coinvolto un figlio minorenne. In termini assoluti il numero di figli minorenni che sono stati affidati nel 2012 è stato pari a 65.064 nelle separazioni (nell’89.9% dei casi in affido condiviso) e a 22.653 nei divorzi. Nelle separazioni, il 54,5% dei figli affidati ha meno di 11 anni. In caso di divorzio i figli sono generalmente più grandi: la quota di quelli al di sotto degli 11 anni scende al 32,1% del totale. Cambiano anche il numero di fratelli e la condizione dei genitori. Le principali cause di tali trasformazioni sono oltre al calo della fecondità e una maggiore instabilità coniugale, il progressivo deterioramento delle condizioni economiche del Paese. Nel 2014 la percentuale di minori senza fratelli raggiunge il 30,7% nell’Italia Centrale, nel Nord - Est il 27,1%, seguono poi il Nord - Ovest e le Isole con il 24,1% infine il Sud con il 19,5%. Le regioni col maggior numero di figli unici sono la Toscana (32,7%), il Friuli-Venezia Giulia e il Lazio (30,9%) e l’Emilia-Romagna (30,7%) mentre la Campania, la Sicilia e il Veneto presentano le quote più elevate di bambini e ragazzi con 2 o più fratelli  (28,9%, 25,9% e 25,5%). Tra il 2008 e il 2014, durante il periodo della più recente crisi economica il trend si inverte e diminuisce la percentuale di bambini e ragazzi che vivono con ambedue i genitori occupati. La quota di bambini e ragazzi fino a 17 anni che hanno entrambi i genitori occupati scende, infatti, dal 43,8% nel 2008 al 37,7% attuale segnando un -13,9%. Nello stesso arco temporale anche quelli con padre occupato e madre casalinga diminuiscono dal 32,2% al 24,6%, registrando una variazione negativa pari a -23,6%.

Giovani sempre più social

I dati sui nativi digitali mostrano che le giovani generazioni hanno ormai superato in larghissima parte la barriera dell’accesso a Internet, nel 2014 il 68,3% dei ragazzi in età 6-17 residenti in Italia ha usato internet. Al crescere dell’età, crescono gli utilizzatori di Internet. L’uso di internet interessa il 44,4% dei bambini tra  6 e 10 anni, la quota sale al 78% tra i giovanissimi di 11-13 anni e riguarda il 90,4% dei ragazzi 14-17enni. Sono, infine, ben 2 milioni 106 mila i giovani esclusi, il 30% dei bambini e dei ragazzi di 6-17 anni, tale quota scende a 201 mila giovani nella classe di età 11-17 anni. Il 47% dei giovani utilizza il web per spedire o riceve e-mail (il 68,4% dei 14-17enni), il 52,6% discute e si confronta attraverso la Rete tramite chat, blog, newsgroup, forum di discussione online (il 73,7% dei 15-17enni), il 57,8% partecipa a social network e invia messaggi su Facebook, Twitter (l’84,2% dei 14-17enni), il 53,1% usa Internet per inviare messaggi (il 71,5% dei 14-17enni). Più contenuta la quota di coloro che hanno effettuato telefonate via Internet (33,5% dei giovani di 6-17 anni e il 45,1% dei ragazzi 15-17enni), o gli internauti che utilizzano il web come strumento per diffondere prodotti di propria creazione come testi, fotografie, musica, video (30,3% dei giovani di 6-17 anni e il 45,4% dei ragazzi 15-17enni). I social network vengono utilizzati anche come strumento per partecipare alla vita sociale o politica del Paese: circa il 22% dei giovani di 15-17 anni ha espresso in rete opinioni su temi sociali o politici e il 5,2% ha partecipato a consultazioni o votazioni su tali temi.

I dati e le relative tabelle sono interamente pubblicati nella relazione annuale.

SCARICA LA RELAZIONE AL PARLAMENTO.

WeWorld Index 2015, il rapporto sulla condizione dei bambini e adolescenti nel mondo

34 indicatori, 167 nazioni, 1 indice sintetico per misurare il valore dell’inclusione, partendo da donne e bambini che rappresentano il 70% della popolazione mondiale ma ancora  oggi sono le categorie sociali più a rischio di esclusione. E’ il WeWorld INDEX 2015, il primo rapporto sulla condizione di bambine, bambini,  adolescenti e donne nel mondo con il patrocinio del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale presentato alla Farnesina da WeWorld Onlus, organizzazione no profit che opera in Italia e nel Sud del Mondo per la tutela dei diritti di donne e bambini.

WeWorld INDEX 2015 presta una specifica attenzione al benessere di bambine, bambini, adolescenti e donne, partendo dall’assunto che il progresso di una società dovrebbe essere misurato non solo attraverso indicatori economici, ma anche analizzando le condizioni di vita dei soggetti più deboli o comunque più a rischio di esclusione.

“Un’analisi mondiale utile ad individuare le priorità anche per i bambini e gli adolescenti che vivono in Italia. Uno dei motivi che dovrebbe convincere i decisori politici ad agire con urgenza per mettere in piedi un sistema di contrasto alla povertà e alle condizioni di disagio delle famiglie è la tragica constatazione, che in una situazione come quella italiana caratterizzata da scarsa mobilità sociale risulta ancora più evidente:  la povertà si eredita.” ha commentato il Garante Spadafora.

Con il termine “inclusione”, si intende un concetto  multidimensionale, che non riguarda solo la sfera economica, ma tutte le dimensioni del sociale (sanitaria, educativa, lavorativa, culturale, informativa, di sicurezza, ambientale). L’esclusione è un concetto molto più ampio di povertà che comprende disoccupazione, accesso all’istruzione e ai servizi sanitari, le condizioni abitative la sicurezza personale e collettiva…

“Abbiamo dato importanza ad aspetti che incidono profondamente sulle possibilità di vita di una persona: la sicurezza, il livello di inquinamento, l’alfabetizzazione degli adulti”. Dichiara Marco Chiesara, Presidente di WeWorld – “Alcune di queste categorie agiscono in maniera diretta rispetto all’inclusione, altri hanno effetti più diretti di quanto possa sembrare a prima vista. Per questo crediamo che tutti questi valori, insieme, ci permettano di ottenere una misurazione puntuale dell’inclusione. Alcune delle principali cause di esclusione, infatti, non vengono mai prese in considerazione. Indipendentemente dalla ricchezza di un Paese, vivere in un contesto con un tasso di omicidi alto o in una nazione che ha subito conflitti ha ricadute profonde sul tessuto sociale, in particolare su donne, bambini, bambine e adolescenti.”

“L’affermazione dei diritti delle donne, degli adolescenti e dei bambini rappresenta una priorità per la Cooperazione Italiana. E’ essenziale che questi restino al centro della nuova Agenda globale dello sviluppo che sarà definita quest’anno nel quadro delle Nazioni Unite” –  ha commentato Giampaolo Cantini, Direttore Generale per la Cooperazione allo Sviluppo del MAECI  – “Gli obiettivi di sviluppo del millennio hanno permesso di  migliorare condizioni di partenza molto arretrate per un gran numero di bambini e adolescenti e per stimolare un miglioramento della condizione della donna. Ma si tratta di un’Agenda che non è stata appieno realizzata. Ci dobbiamo dare oggi obiettivi e mete più ambiziosi verso la costruzione di uno sviluppo più equo ed inclusivo per tutti: nessuno deve restare indietro”.

Un aspetto innovativo del lavoro è che Il WeWorld Index, nel 2015 alla sua prima edizione, si concentra sul forte nesso tra diritti dell’infanzia e parità di genere. Pur continuando a considerare donne e bambini come soggetti distinti, dotati di diritti propri, di cui sono state individuate alcune dimensioni – e relativi indicatori – l’aspetto innovativo del rapporto consiste nel considerare l’interdipendenza tra donne e bambini, valutandone congiuntamente alcune condizioni di vita con specifici indicatori, che riguardano entrambe le categorie.  Sono proprio donne e bambini, che insieme rappresentano il 70% della popolazione, le categorie più a rischio di esclusione sociale. Il destino di donne e bambini è, inoltre, innegabilmente correlato: il benessere dei bambini dipende strettamente dal benessere di chi se ne prende cura. Migliorare la condizione delle donne, quindi, rappresenta anche un primo passo per contrastare la povertà di bambini, bambine e adolescenti. Inoltre migliorando la condizione dei bambini, in particolare delle bambine, si creano le premesse per una migliore inclusione delle donne.

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Gli adolescenti italiani e il rapporto con le istituzioni

Qual è il rapporto dei ragazzi con le istituzioni, la politica e gli ideali? È questo l’obiettivo del sondaggio realizzato da SWG su commissione dell’Autorità Garante per l’infanzia e l’adolescenza che ha interpellato la fascia degli adolescenti e post adolescenti, presentato nel corso della quarta relazione al Parlamento. Le analisi presentano un confronto sistematico tra minorenni suddivisi in due classi di età 14-15enni e 16-17enni. Uno dei tratti fondamentali che emergono dal sondaggio evidenzia quanto i minorenni abbiano una visione dello Stato decisamente positiva rispetto a giovani e adulti e, allo stesso modo, abbiano un senso di fiducia più ampio sia a livello generale, che rispetto a specifici soggetti e istituzioni. A conferma, di fronte alla domanda specifica su quale fosse l’occasione in cui si è sentita maggiormente la presenza dello Stato, il 33% dei 14-15enni e il 40% del 16-17enni ha risposto di aver avvertito, forte, la presenza dello Stato di fronte alle notizie che riguardano i politici e la corruzione.

Un altro elemento fondamentale riguarda il senso di esclusione che deriva dalle enormi difficoltà dei giovani a entrare nel mondo del lavoro: sono infatti più del 25% dei minorenni e del 37% dei giovani che dichiarano di provare un senso di esclusione rispetto allo Stato a causa della difficoltà di riuscire a inserirsi nel mondo del lavoro, che segna l’ingresso nel mondo degli adulti e dei cittadini.

Per quanto riguarda l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza l’opinione condivisa degli intervistati è che sia un’istituzione importante, utile e necessaria: il Garante è percepito come un soggetto che sta dalla parte dei minorenni e che, quindi, può rappresentare per loro un importante riferimento, oltre che promuoverne e tutelarne i diritti. Per il 76% dei 14-15enni, il 73% dei 16-17enni, il 67% dei giovani e il 65% degli adulti, la figura dell’Autorità garante è necessaria; mentre per il 77% di 14-15enni e 16-17enni, il 63% dei giovani e il 62% degli adulti è utile.

Nonostante la sfiducia, per molte delle istituzioni citate, risulta comunque un senso di orgoglio e appartenenza nei confronti dello Stato che emerge, in particolar modo, dal fatto che in grandi percentuali l’Inno di Mameli susciti sentimenti positivi in tutte le fasce d’età. Infatti il 42% dei 14-15enni, il 43% dei 16-17enni, il 41% dei giovani e il 36% degli adulti, alla domanda sulle sensazioni suscitate dall’ascolto dell’Inno di Mameli dichiara di cantarlo spontaneamente; mentre il 40% dei 14-15enni, il 37% dei 16-17enni, il 31% dei giovani e il 41% degli adulti afferma di sentirsi orgoglioso di essere italiano. L’intero sondaggio è contenuto nella relazione annuale.

Scarica il sondaggio.

Il senso di un incontro raccontato in 60 secondi. VIDEO

Quest’anno l’Authority per l’infanzia e l’adolescenza ha deciso di condividere la quarta relazione al Parlamento con alcune persone (collegate in direatta streaming), alcune realtà, in rappresentanza di tutte quelle che il Garante Vincenzo Spadafora ha incontrato in questi anni, realtà che spesso non hanno voce. Persone che ogni giorno si impegnano per i bambini e gli adolescenti, che traducono le parole in fatti. Tra loro anche adolescenti. A tutti loro, che ben conoscono il peso delle parole, è stato chiesto di trovarne una che riassumesse un modo di sentire e di essere, che raccontasse dell’incontro col Garante, del lavoro comune, una parola anche molto concreta, che racchiudesse un valore simbolico, per offrire un ulteriore elemento su cui riflettere. Ognuno ha avuto 60 secondi di tempo per raccontare la sua parola.

Abbiamo avuto in collegamento:

Viola - 17 anni volontaria del Festival Mare di Libri di Rimini - Festival di letteratura dedicato a preadolescenti e adolescenti, organizzato e gestito esclusivamente da ragazze e ragazzi. La parola che ha scelto è stata: PAROLA.

“La parola agisce sulla realtà e la modifica. Migliore è il nostro uso delle parole, migliore il potere che abbiamo sulla nostra realtà. Le parole sono espressione, distinzione, forza, un mezzo per farci valere. Le parole dette non ci bastano e allora grazie alla lettura attingiamo ad un patrimonio sterminato di parole scritte. La lettura ci permette di vivere altre vite, di non sentirci soli nelle difficoltà. Ci aiuta a risolverle grazie alle parole di autori lontani da noi, nello spazio o nel tempo. Sappiamo che tra i diritti dei bambini e dei ragazzi c'è quello di esprimere la propria opinione, troppo spesso ritenuta irrilevante, priva di sostanza e di esperienza. Raramente ci viene dato diritto di replica davanti ai numerosi stereotipi che definiscono la gioventù di oggi come apatica, poco appassionata, indifferente. Ma noi ragazzi di Mare di Libri (e siamo certi non solo noi) sentiamo il bisogno di esprimerci e di essere ascoltati dagli adulti. Non rivolgetevi ai ragazzi con sufficienza né tantomeno con il sorriso vagamente derisorio di una compiaciuta maturità anagrafica poiché la parola è un nostro diritto che si concretizza unicamente con il vostro ascolto”.

Ahmed - Un adolescente di origine straniera ospite di una comunità per minorenni richiedenti asilo a Mazzarino (Sicilia) che dopo un viaggio difficile è arrivato in Italia. La parola che ha scelto è stata: OROLOGIO.

“L ‘orologio è uno strumento di misurazione del tempo ,  il tempo ha una  dimensione e rappresenta per noi  l’ attesa. L’orologio ha delle lancette , e queste lancette ci sembrano   inchiodate su  un lungo tempo di attesa. Lunga è l’ attesa per essere riconosciuti come persone. Un  lungo tempo  di attesa  per ogni cosa, piccola o grande, che riguarda la nostra vita. Per i minori  non accompagnati  avere un tutore richiede tanto tempo, troppo! Lunga è l’ attesa per avere protezione e per riconoscerla tutti come tale. E lunga è l’ attesa per ridare con generosità al mondo tutto  quello che siamo e il valore che  rappresentiamo come persone. Come dice Erri De Luca: “Siamo deserto che cammina,  popolo di sabbia, ferro nel sangue, calce negli occhi…molte vite distrutte hanno spianato il viaggio, passi levati ad altri spingono i nostri avanti”.

Massimo Andrei - Attore, scrittore, regista. Che anima con le sue storie i sogni di tanti bambini. La parola che ha scelto è stata: TECNOMALEDUCAZIONE.

“Una breve riflessione sulla mancanza di etica e quindi di indicazioni da dare agli adolescenti su come gestire e comportarsi rispetto ai nuovi media, social network o rete in genere, a volte non possono saperlo manco i loro genitori. Gli adolescenti in prima persona, pagano le conseguenze di questa tecnomaleducazione. E non parlo di cose gravi come il cyberbullismo, le offese o addirittura lo stalking, ma basterebbe già parlare dell’uso del selfie. Il selfie è un autoscatto fotografico fatto da soli o in compagnia della ragazza, del tuo cane, i tuoi amici, il divo. Quando è così è simpatico! Ma quando l’adolescente pubblica, invia e mostra selfie/autoscatti continuamente, seduto, in piedi,  sdraiato, vestito, seminudo…dieci volte al giorno, in realtà cosa vuole dirci? Cosa vuole trasmettere? Solitudine? È richiesta di socialità? Voglia di mostrarsi? O è condannato ad innamorarsi della propria immagine riflessa in uno specchio virtuale come un moderno Narciso? - Questo vale anche per gli adulti - Narcisismo? Egocentrismo? O – niente di tutto questo - ci vuole semplicemente affliggere?!”

Giulio - A Conegliano è stato inventato un nuovo modo di prendersi cura dei minorenni che hanno problemi di dipendenza, anche grazie ad una virtuosa collaborazione tra pubblico e privato. La parola che ha scelto è stata: DIVANO.

“La parola divano è per ognuno di noi la metafora della nostra comunità.  Divano è un luogo dove  ripararsi, sedersi e non fuggire prendersi una pausa e poter pensare a ciò che hai fatto e a ciò che farai. Per molti di noi è una via di mezzo tra il dormire e lo stare sveglio. Divano dove  ci si può rilassare o stravaccare guardare la tv o anche no, (difficile lasciarlo quando si va a lavoro). Ricorda casa dove puoi condividere , stare vicino ad altri, guardare un film, ascoltare musica o riflettere semplicemente fissando il soffitto. Divano è anche eleganza e lusso, meno formale della sedia ,ti ci puoi sedere anche in 2 o in 3. Sul divano si  condivide, si sta vicini, si parla, ci si scontra, si fa posto e nascono anche  amicizie. Non dimentichiamo  anche i momenti di svago e di gioco (chiedete ai cuscini  se non ci credete!). Per noi il divano  è famiglia”.

Suvada - Madre di tre adolescenti che, dopo una dolorosa storia familiare, si sono riappropriati del loro futuro. Ora Suvada lavora per un centro antiviolenza per le donne vittime di maltrattamenti. La parola che ha scelto è stata: AUTENTICITA'.

“Ho scelto l’autenticità perché ha un significato importante e l’ho presa in prestito dal mondo dei bambini osservandoli nei loro comportamenti spontanei e autentici. Purtroppo crescendo la vita, la società e tutte le esperienze terribili come quella successa ai miei figli e a me ci portano a perdere di vista questa parola. La violenza costringe le bambine e i bambini a perdere la loro naturalezza, diventando grandi troppo in fretta. Si può essere grandi ma anche autentici e questo a loro viene negato.  L’ingresso al Centro Maree per donne in difficoltà di Roma Città Metropolitana gestito da “Differenza Donna”, mi ha permesso di scoprire il significato della parola autenticità. L’ho vista nei comportamenti delle operatrici, nelle relazioni con loro, nella loro ostinazione, nel sostenerci per il raggiungimento dei nostri obiettivi. Ho iniziato a credere che è possibile vedersi in un futuro migliore e che soprattutto i miei figli potranno avere una vita fatta di impegni, soddisfazioni e non di paura e né di prevaricazioni senza mai perdere la loro autenticità. La stessa autenticità l’ho ritrovata ogni volta che i miei figli ed io ci siamo sentiti ascoltati, accolti, sostenuti solo così abbiamo ritrovato il coraggio e l’ottimismo nel futuro”.

Anna Maria Minicucci - Direttore Generale Azienda Ospedaliera Pediatrica Santobono Pausilipon – Struttura di eccellenza nell’assistenza e cura dei piccoli pazienti. La parola che ha scelto è stata: INTEGRITA’.

“L'essere integro, intero intatto,  che  possiede intatta la propria unità' e natura, l'integrità è il nostro valore guida  condiviso all'interno ed  all'esterno dell'azienda e "declinato"  in tutte le dimensioni e relazioni. Il nostro lavoro non è solo finalizzato a garantire l'integrità strutturale, tecnologica ed  organizzativa dei nostri ospedali, ma soprattutto l' integrità morale ed etica, una comunità' di persone  che mettono insieme competenze e valori. Al pari ci prendiamo cura dell' integrità fisica e psicologica dei nostri piccoli pazienti e delle loro famiglie evitando che la malattia del bambino disgreghi come spesso accade, intere famiglie”.

Mirko Trovato – E’ Davide, uno dei protagonisti della famosa serie televisiva “Braccialetti Rossi”, un fenomeno televisivo, seguitissimo anche dagli adolescenti, che racconta le storie di resistenza e riscatto di ragazzi e ragazze che convivono con la malattia. La parola che ha scelto è stata: GRUPPO.

“La so dire semplice e la dico semplice. Una delle cose più belle che abbiamo scoperto coi Braccialetti è questa cosa del gruppo. Nei Braccialetti il gruppo è tutto. C’è quel film bellissimo di Spielberg che è Schindler’s List, dove ad un certo punto c’era una lista, e gli ebrei che avevano il loro nome su quella lista si salvavano dalla morte…e il personaggio nel film dice una battuta semplicissima ma molto forte: la lista è vita. Se sei nella lista ti salvi la vita. Ecco, il gruppo per i Braccialetti è un po’ la stessa cosa: il gruppo è vita. Se sei nel gruppo, per i Braccialetti, non sei chiamato ad annullare te stesso per fare quello che fanno gli altri, ma sei chiamato a pensare con la tua testa, a portare avanti la tua idea, la tua emozione, la tua passione e a condividerla con gli altri, per crescere insieme. Questa è la magia: se sei nel gruppo, non sei lasciato solo e puoi salvarti la vita. Non solo perché condividi il dolore degli altri Braccialetti, ma soprattutto perché puoi condividere la vita. Ma la cosa bella è che il gruppo continua ad esistere anche se purtroppo viene a mancare qualcuno. È in quel momento che capisci ancora di più il valore della vita e ti impegni a vivere anche per quell'amico che non è riuscito a farlo. L’idea che a noi è piaciuta moltissimo, è proprio questa: se non condividi la vita con gli altri e non la vivi per gli altri, la vita vale meno. Ecco io sono il portavoce di questa idea: il gruppo tira fuori la parte migliore di noi che magari fino a quel momento non sapevamo di avere… Ecco, questa è davvero una bella sensazione.”

Nasce Sarai la Teens Digital Radio del Garante

Con il primo click inaugurale del Presidente del Senato della Repubblica Pietro Grasso, durante la quarta relazione al Parlamento dell’Autorità Garante per l’infanzia e l’adolescenza, parte Sarai Teens Digital Radio, un prezioso strumento di partecipazione, che darà voce a tantissimi ragazzi e ragazze che vivono in territori spesso considerati al margine.

Dall’osservazione della straordinaria esperienza di Radio Kreattiva di Bari, una delle pochissime radio digitali che ha raccontato con le parole degli adolescenti il mondo di oggi, il Garante Spadafora ha voluto fare di queste buone pratiche locali, uno dei focus della comunicazione dell’Autorità, esportando il modello della realtà barese su scala nazionale. Radio Sarai, infatti è la prima radio istituzionale fatta dai e per i ragazzi, che aggregherà un network di radio digitali in tutta Italia. Il suo compito è quello di raccontare il mondo dei ragazzi, ma soprattutto offrire uno strumento di partecipazione per ascoltare il maggior numero di adolescenti. Una Radio fatta da ragazzi che darà voce ai ragazzi, una opportunità, anche di riscatto per moltissimi.

ASCOLTA Radio Sarai, la Teens Digital Radio del Garante! 

La quarta relazione al Parlamento e il premio a Mengoni. VIDEO

 “L’Italia delle parole: promesse mancate e futuro da inventare” è il titolo della quarta relazione al Parlamento dell’Autorità Garante per l’infanzia e l’adolescenza, presentata dal Garante Vincenzo Spadafora al Senato della Repubblica alla presenza del Presidente Pietro Grasso. Moderata dal giornalista del Tg1 Alberto Matano e da una giovanissima aspirante giornalista Sabrina Nocerino. Ospite d’eccezione il cantautore Marco Mengoni premiato dall’Authority per essere risultato il personaggio con il maggior “sentiment positivo” della rete a seguito di una ricerca commissionata a Blog Meter.

Una giornata per raccontare al Parlamento un anno di lavoro ma anche per dare lo startup a progetti nuovi come “Sarai Teens Digital Radio”, la radio istituzionale dell’Authority che vuole esportare su scala nazionale il modello barese di Radio Kreattiva per dare voce a tanti adolescenti.

Filo conduttore della mattinata? Le parole.

Parole che a volte riflettono la speranza e la concretezza dei sogni di tanti bambini e ragazzi, sogni che non si fermano davanti al muro delle difficoltà ma che guardano avanti, proprio come le parole di Marco Mengoni: “Credo in chi crede nelle strade, non credo a chi le distrugge”. Affinché questo avvenga uno Stato deve perseguire la strada del benessere, soprattutto verso i minorenni, perché, come ha sottolineato il Presidente Pietro Grasso: “E’ un bisogno imprescindibile di cui deve occuparsi un governo”.

Per il Garante Spadafora i ragazzi devono poter sognare e aver la possibilità di costruire il loro futuro, purtroppo, come ha ricordato l’Autorità, “ancora oggi sono più di 800mila i minorenni che vivono in povertà assoluta”. Proprio per questo, riprendendo le parole del Presidente Pietro Grasso, l’Autorità sottolinea che: “l’Italia deve occuparsi seriamente della povertà minorile, serve una misura nazionale di sostegno al reddito, per aiutare gli adolescenti e i bambini.  C’è bisogno che ci si prenda l’impegno di individuare una figura di coordinamento per le tante, troppe realtà istituzionali che si occupano di infanzia”. Vincenzo Spadafora non ha dubbi, la sua parola è: “Responsabilità”, perché crede che si debba partire proprio da essa per lasciare ai ragazzi un mondo migliore.   

Quest’anno l’Authority per l’infanzia e l’adolescenza ha deciso di condividere la quarta relazione con alcune persone (collegate in direatta streaming), alcune realtà, in rappresentanza di tutte quelle che il Garante Vincenzo Spadafora ha incontrato in questi anni, realtà che spesso non hanno voce. Persone che ogni giorno si impegnano per i bambini e gli adolescenti, che traducono le parole in fatti. Tra loro anche adolescenti. A tutti loro, che ben conoscono il peso delle parole, è stato chiesto di trovarne una che riassumesse un modo di sentire e di essere, che raccontasse dell’incontro col Garante, del lavoro comune, una parola anche molto concreta, che racchiudesse un valore simbolico, per offrire un ulteriore elemento su cui riflettere. Ognuno ha avuto 60 secondi di tempo per raccontare la sua parola. 

Presenti, oltre ai rappresentanti delle istituzioni, delle associazioni, della società civile e della cultura, anche alcuni dei giovani che incarnano la parte più viva e costruttiva del Paese: studenti provenienti da diversi territori italiani coinvolti in progetti sulla partecipazione, i ragazzi di Radio Kreattiva, del progetto Pidida, dell’Istituto Sereni di Afragola, del Cinema America e del progetto Enoc.

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Quarta relazione al Parlamento e premio a Mengoni

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Il Garante premia Marco Mengoni, le sue parole per parlare agli adolescenti

Il Garante nazionale per l’infanzia e l’adolescenza, Vincenzo Spadafora premierà Marco Mengoni durante la Relazione annuale al Parlamento che si terrà, alla presenza del Presidente del Senato, Pietro Grasso, lunedì 22 giugno, alle ore 11, a Palazzo Madama.

Perché Marco Mengoni? “La stima professionale, la simpatia, la carica umana e sociale delle sue canzoni non sono le sole motivazioni” dichiara il Garante che è partito, infatti, da un dato oggettivo, emerso da una ricerca commissionata dall’Authority a Blog Meter: su una rosa di 75 personaggi tra i più seguiti dagli adolescenti, si è cercato di capire chi in rete abbia maggiore popolarità, reputazione e capacità di coinvolgere online.

Il personaggio che ha avuto più “sentiment positivo” è stato Marco Mengoni. E ancora più importanti sono le motivazioni di tale risultato: i fan credono in lui, si fidano, ne seguono gli insegnamenti, apprezzano le sue battaglie, in musica e con l’impegno personale, ammirano l’avere comunicato, attraverso i brani e le dichiarazioni, la forza delle fragilità e delle diversità. Di più: l’importanza dell’essere umano nella sua complessità.

Dignità, rispetto, coraggio, ascolto: temi che sono al centro da sempre dell’attività dell’Autorità di garanzia presieduta da Vincenzo Spadafora. Parole: un altro punto di contatto forte fra l’Authority e Mengoni. Le parole che feriscono e che muovono gli animi. Le parole che sono più forti delle armi, spesso. Le parole non dette per paura di non essere accettati. Le parole di chi non può parlare: non a caso l’artista viterbese ha usato per il video di Esseri umani la lingua dei segni (LIS). E il terzo album dell’artista si intitola Parole in circolo, perché le parole buone devono circolare.  

Il premio che lunedì Marco Mengoni riceverà si andrà a sommare ai molti già ricevuti e meritati: premi internazionali e in alcuni casi ottenuti per la prima volta da un artista italiano. Ma il gesto del Garante ha una valenza simbolica forte, perché premia un personaggio che, per sensibilità e storia personale, è un eccezionale medium per parlare agli adolescenti. Dice Spadafora: “Mengoni è un simbolo e un punto di riferimento per molti ragazzi anche perché ha utilizzato la sua popolarità in rete in modo responsabile. Pronti a correre insieme!”.

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