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In aumento nel mondo le violenze sui bambini

Nascosta ma sotto gli occhi di tutti: stando ai dati del Rapporto UNICEF la violenza nei confronti di bambini e adolescenti è in sconcertante aumento. Abusi fisici, sessuali e psicologici, uniti a comportamenti che perpetuano e giustificano la violenza, tenendola nascosta, ma sotto gli occhi di tutti, ovunque nel mondo. Caratteristica comune dei diversi tipi di violenza è la loro mancata denuncia: rimane segreta nella stragrande maggioranza dei casi e le vittime non chiedono aiuto. Il Rapporto si sofferma anche sui costi economici e sociali  della violenza contro di minorenni, evidenziando l’importanza dei dati anche al fine di monitorare l’efficacia delle azioni.

Sono circa 120 milioni nel mondo le bambine e le adolescenti sotto i 20 anni che hanno subito qualche forma di abuso sessuale. Non solo: un quinto di tutte le vittime di un omicidio ha meno di 20 anni e più di uno studente su tre tra i 13 e i 15 anni è regolarmente vittima di bullismo. In particolare, si legge nel rapporto, 84 milioni di ragazze adolescenti, ossia una su tre fra quelle che hanno una relazione stabile, è stata vittima di violenza psicologica, fisica o sessuale da parte del marito o del partner. Sempre secondo lo studio, circa il 17 per cento dei bambini, in 58 Paesi presi in esame, risultano soggetti a forme severe di punizione fisica.

“Hidden in Plain Sight", questo il titolo del Rapporto,  raccoglie e analizza dati provenienti da 190 Paesi, documentando anche le forme di violenza che avvengono nei luoghi dove i bambini dovrebbero maggiormente sentirsi al sicuro: a casa, a scuola, nelle proprie comunità. L’indagine è stata promossa nell'ambito di #EndViolence, la campagna globale di informazione e sensibilizzazione sulle diverse forme di violenza che colpiscono i minorenni lanciata dall’UNICEF nel luglio 2013.

“Sono molti i contenuti del Rapporto rivolti anche ai Paesi occidentali – ha detto il Garante Spadafora. L’Italia viene citata per i dati sulla violenza resi disponibili dall’ISTAT, ma risalenti ormai al 2006, così come per la violenza sessuale, per il bullismo. Ma oltre alla fotografia della situazione attuale, il Rapporto fornisce utili indicazioni nella parte dedicata alle strategie per prevenire e contrastare la violenza su e dei minorenni: occorre sostenere i genitori, le famiglie, chi si occupa dei bambini, ma anche i minorenni stessi devono essere posti in condizione di proteggersi, rafforzando le loro competenze, realizzando dei servizi e dei meccanismi child-friendly, perché la maggior parte delle violenze vengono compiute da persone che i bambini conoscono bene. Il lavoro va quindi affiancato da un’azione a livello culturale, e dall’attuazione di leggi e politiche a protezione dei minorenni, raccogliendo dati e realizzando ricerche. Anche in Italia è necessario migliorare l'efficacia complessiva del sistema di presa in carico della violenza sui minorenni, agendo sulla prevenzione, sul contrasto e sul recupero.”

Proprio a questo scopo l’Autorità Garante ha istituito la Commissione Consultiva per la prevenzione e la cura dei maltrattamenti contro l’infanzia che, presieduta dal Prof. Luigi Cancrini e composta da esperti del settore con professionalità clinico-sanitarie, psicologiche e psicoterapeutiche, sociali, educative, giuridiche, è al lavoro dallo scorso aprile con l’obiettivo di individuare in sei mesi proposte di intervento. Il tema della violenza è anche contenuto nel documento di proposte sui livelli essenziali delle prestazioni, che verrà presentato il prossimo mese al Governo italiano.

L’azzardo non è un gioco

Un gratta e vinci preso per gioco, poi un altro e un altro ancora... per sfidare la sorte e con la speranza, spesso vana, di guadagnare qualche soldo. Oppure videopoker, slot-machine e superEnalotto.

Il gioco d’azzardo è un fenomeno in forte espansione: negli ultimi anni ha coinvolto quote sempre più ampie della popolazione, assumendo una rilevante importanza economica e caratteristiche allarmanti sul piano sociale. Il proliferare di concorsi, lotterie, gratta e vinci, l’avvento dei giochi online e i notevoli investimenti pubblicitari hanno fatto aumentare di anno in anno il numero di persone coinvolte e le somme spese per rincorrere la fortuna, che nel 2013 hanno raggiunto la cifra di 17 miliardi di euro (differenza tra la raccolta e le vincite - dati Agenzie delle Dogane e dei Monopoli).

La situazione è particolarmente complessa per i giovanissimi. Studi condotti dai vari Stati membri indicano che nell’Unione Europea il tasso di diffusione delle ludopatie tra gli adolescenti è nettamente superiore a quello degli adulti.  E proprio la Commissione Europea il 14 luglio scorso ha adottato una Raccomandazione sui servizi di gioco d’azzardo online che incoraggia gli Stati membri a realizzare un livello elevato di protezione per i consumatori con una particolare attenzione per i minorenni; agli Stati viene richiesto di garantire che essi non abbiano accesso al gioco d’azzardo online e di ridurre le occasioni di contatto che avvengono ad esempio attraverso la pubblicità o la promozione mediante altri mezzi audiovisivi.

Ma perché i ragazzini sono attratti dal gioco d’azzardo? E quali rischi si corrono? Quand’è che il gioco diventa un rischio?

L’Autorità garante ha voluto indagare, da vicino e direttamente, il rapporto che esiste fra gioco d’azzardo e adolescenti italiani, focalizzando l’attenzione sulla conoscenza che i ragazzi hanno del fenomeno, sulle loro abitudini e sull’influenza che subiscono dall’esterno: la pubblicità, che vede spesso protagonisti personaggi famosi, la presenza di luoghi per giocare d’azzardo a portata di mano, le abitudini di coetanei e famigliari. A tal fine ha commissionato un’indagine ad hoc all’Istituto SWG. Più di mille interviste telefoniche rivolte ad un campione rappresentativo di ragazzi italiani dai 14 ai 17 anni, con l’obiettivo di mettere a fuoco impressioni e giudizi sull’argomento. Ne emergono risultati interessanti, che in occasione del Giffoni Film Festival sono stati approfonditi e in molti casi confermati grazie alle numerose videointerviste rivolte ai ragazzi presenti. Il quadro d’insieme è, tutto sommato, positivo ma ci sono segnali d’allerta che devono far tenere alta la soglia di attenzione.

 

L’INDAGINE SWG: SINTESI DEI RISULTATI

Indagine quantitativa basata su interviste telefoniche con metodo CATI effettuate nel periodo dal 26 giugno al 2 luglio 2014 ad un campione rappresentativo di 1008 ragazzi italiani di età compresa tra 14 e 17 anni

I SEGNALI DI ATTENZIONE

  • Gli adolescenti sanno come giocare d'azzardo
  • Le scommesse sportive sono il gioco d'azzardo più popolare tra gli adolescenti  seguito a ruota dal gratta e vinci
  • La pubblicità televisiva è di gran lunga il mezzo attraverso cui i nostri ragazzi hanno conosciuto i giochi d’azzardo
  • Sono i siti sportivi ad avvicinare i ragazzi al gioco d'azzardo
  • La vicinanza ai luoghi dove è possibile giocare denaro: 3 ragazzi su 4 hanno ce l’hanno a portata di mano, nel 30% dei casi vicino scuola
  • Il potere di attrazione dei giochi d’azzardo risiede soprattutto nella possibilità di avere qualche soldo a disposizione

CONOSCERE

Gli adolescenti italiani sanno che l’azzardo non è un gioco come tutti gli altri e il 56% gli associa la consapevolezza di un divieto: il 43% sa che è vietato ai minorenni, il 16% lo ritiene illegale e il 7% pensa che sia consentito solo all’interno dei casinò. 4 ragazzi su 10 associano al gioco d’azzardo la sensazione di rischio e il 14% lo ritiene “da malati”.

Quasi tutti i ragazzi (il 99%) conoscono almeno un gioco d’azzardo: il 97% il gratta e vinci e l’88% i giochi con estrazione di numeri mentre conoscono meno (l’80% circa) le macchinette (slot e videopoker), le scommesse, i giochi di carte online e il bingo. I ragazzi più grandi (16-17enni) appaiono più informati soprattutto su scommesse, giochi di carte e videopoker.

La pubblicità televisiva è il più importante veicolo di conoscenza dei diversi tipi di giochi, ma nell’iniziazione vera e propria al gioco è particolarmente rilevante il passaparola di amici che già praticano questa attività.

Il web ha un ruolo da comprimario tra i canali di conoscenza: dopo i social network, sono i siti sportivi ad avvicinare i ragazzi al gioco d'azzardo. Emerge dunque un segnale non irrilevante perché l’esposizione al pericolo chiama in causa con forza soprattutto la pubblicità in tv e anche lo sport, tradizionalmente percepito come scuola di sani principi, ma divenuto anche veicolo di avvicinamento al gioco d’azzardo. Sebbene il “gratta e vinci” sia il  più praticato, le scommesse sportive rappresentano il gioco d'azzardo più popolare tra gli adolescenti con una capacità attrattiva superiore a molti altri giochi d'azzardo tradizionali più noti e rivelano così un potenziale d’attrazione da tenere sotto controllo.

PRATICARE

Il 44% dei ragazzi italiani ha avuto occasione di provare un gioco d’azzardo, ma solo l’8% continua a giocare con una frequenza almeno mensile e lo fa con modalità che non lasciano intravedere sintomi di dipendenza: giocano piccole somme (con frequenza stabile o in diminuzione), lo fanno in compagnia, per divertirsi e condividere l’emozione con gli amici, ma senza avvertirne il bisogno.

Il bacino di giocatori d'azzardo risulta però potenzialmente più ampio rispetto a quello rilevato se si considera che 7 adolescenti su 10 conoscono le regole di almeno un gioco d'azzardo, 3 su 4 hanno un luogo dove poter giocare denaro “a portata di mano” - nel 30% dei casi vicino a scuola –  e solo il 16% non trova nulla di interessante nel gioco d’azzardo, che invece esercita il suo potere di attrazione soprattutto per la possibilità di avere qualche soldo a disposizione e perché aiuta a sentirsi più grandi.

ESSERE CONSAPEVOLI

Gli adolescenti italiani paragonano questa dipendenza a quella da droghe pesanti e infatti descrivono il giocatore tipo come una persona che ha perso il controllo, s’illude di diventare ricca ed è malata.

Vivono il gioco d’azzardo come una trasgressione e rivelano che proverebbero senso di colpa, imbarazzo e paura di punizioni se venissero scoperti a giocare dai genitori. Accanto a questa ampia maggioranza di ragazzi che si approccia al tema quasi con timore (67%), si osserva tuttavia una cospicua minoranza (27%) che non avrebbe alcuna remora a confessare ai genitori l’abitudine di giocare d'azzardo, non ravvisando gli estremi per un allarme. Il controllo dei genitori, insieme alla difficoltà di effettuare pagamenti, rappresenta un limite rilevante soprattutto se si cerca di giocare d'azzardo online, mentre per l' off line il maggior deterrente è rappresentato dai controlli degli esercenti e delle forze dell’ordine. Solo un’esigua minoranza pensa che non esistano particolari ostacoli per un minorenne che desideri fare un gioco d’azzardo.

LUDOPATIA, QUESTA SCONOSCIUTA

Il gioco, come ribadito dal Commento Generale 17 alla CRC, è un diritto fondamentale di ogni bambino, uno spazio essenziale di espressione e partecipazione, di relazione tra pari; il Commento generale evidenzia la funzione educativa del gioco ed il suo carattere inclusivo,  particolarmente funzionale per i bambini e gli adolescenti che si trovano in condizioni di vulnerabilità.

Parlare di ludopatia, sembrerebbe quindi inappropriato. Come ci si può ammalare di gioco?

In realtà il termine ludopatia è entrato nel linguaggio comune solo di recente, indicando in termini generici una patologia legata al gioco d'azzardo più correttamente definita GAP (gioco d'azzardo patologico), in termini più estensivi, con ludopatia si intendono anche comportamenti di gioco patologici anche non connessi all'azzardo (es. video giochi).

Nel sondaggio i ragazzi hanno dimostrato di essere più avanti della semantica: non conoscono il termine ludopatia (il 77% non ne ha mai sentito parlare), ma molti (45%) hanno affrontato il  tema in famiglia. I ragazzi non conoscono il termine ludopatia, ma molti (45%) hanno affrontato questo tema in famiglia. Sanno che la dipendenza dal gioco d’azzardo può colpire chiunque e credono che lo Stato non faccia abbastanza per prevenire questo rischio.

 

L'APPELLO DEL GARANTE

Il Garante Spadafora, intervistato da Repubblica (da Cristina Salvagni), non nasconde le sue preoccupazioni e lancia un appello.

E ora vietiamo gli spot in tv nelle fasce a rischio 

È preoccupato Vincenzo Spadafora, Garante per l’infanzia e l’adolescenza:«Le città piccole e grandi sono invase dalle sale da gioco private e la maggior parte dei ragazzi se le trova davanti uscendo da scuola o dalla palestra. Senza provvedimenti, il problema può aggravarsi».

Perché si sentono così attratti dal gioco?

«Molti vengono da famiglie che non hanno possibilità economiche e si illudono di trovare un riscatto, di ottenere un’alternativa per guadagnare soldi da spendere. Soprattutto in un momento in cui avvertono che le strade per trovare un lavoro onesto sono tutte in salita. I 12 euro giocati ogni mese sembrano pochi, invece sono tantissimi e il rischio che crescendo spendano cifre sempre più alte è molto concreto».

Cosa si può fare per invertire questa tendenza?

«Innanzi tutto porre un freno alla pubblicità, per esempio in tv vietarla nelle fasce orarie più frequentate dai ragazzi».

Quale aspetto dell’indagine la impressiona di più?

«Che i sedicenni vivano la scommessa come un’occasione di aggregazione: abbiamo abbandonato l’adolescenza a se stessa. Non abbiamo offerto ai giovani alternative valide». 

 

  • Per approfondire

Da La Repubblica del 5/8/2014 - A 14 anni in sala slot: quelli che si giocano l'adololescenza

  • Scarica i risultati della ricerca

La sintesi

Il report analitico

  • Guarda i video con protagonisti i ragazzi del Giffoni Film Festival

- I luoghi del gioco d'azzardo

Sulla ludopatia

- I personaggi pubblici

 

Un passaporto dei diritti per i minorenni stranieri non accompagnati

È partita la distribuzione del Welcome Kit, un passaporto dei diritti  realizzato dall’Authority per dare informazioni ed indicazioni preziose ai minorenni stranieri che arrivano nel nostro Paese senza adulti di riferimento.

Nelle molte occasioni in cui il Garante Spadafora ha incontrato i minorenni stranieri appena arrivati in Italia, a Lampedusa, ad Augusta e nelle comunità di accoglienza, in tanti gli hanno raccontato ansie e paure: il Welcome Kit è la risposta concreta al loro bisogno di essere informati e di capire il “nuovo mondo” nel quale si sono ritrovati.

Il Kit stato realizzato attraverso un processo partecipativo che ha coinvolto, in prima battuta, i minorenni stranieri ospitati presso la comunità di accoglienza “I Girasoli” di Mazzarino (CL) e quelli presenti a Roma, seguiti da esperti del settore, poi associazioni e istituzioni competenti che nel corso di focus group hanno fornito altre indicazioni utili. Infine Ibby Italia, struttura nazionale dell’International Board on Books for Young people che raccoglie i maggiori esperti di letteratura ed editoria per ragazzi, ha realizzato il Welcome Kit assicurandone la qualità editoriale.

L’obiettivo dell’Autorità è che il Welcome Kit venga consegnato ai minorenni subito dopo il loro arrivo in Italia: in questa prima fase, la distribuzione avviene principalmente con il supporto delle associazioni che a livello nazionale e territoriale si occupano di minorenni stranieri non accompagnati, delle comunità di accoglienza e dei Garanti per l’infanzia e l’adolescenza delle Regioni e delle Province Autonome.

Istituzioni e strutture che si occupano di accoglienza di minorenni stranieri non accompagnati possono scrivere, per informazioni, a areadiritti@garanteinfanzia.org

  • Leggi la dichiarazione del Garante Spadafora

*****IL WELCOME KIT*****

26 carte colorate, in italiano, inglese, francese e arabo, per rompere il muro della diffidenza e della paura che spesso induce i minorenni alla fuga o ad assumere comportamenti a rischio. Contiene informazioni pratiche, logistiche e di contesto, insieme ad un piccolo dizionario, oltre a contenuti specifici finalizzati a trasmettere messaggi rassicuranti; particolare attenzione è stata riservata alla scelta dei colori, delle immagini e dell’impaginazione: l’Autorità garante ha voluto uno strumento esteticamente gradevole e agile da consultare in cui i testi fossero accompagnati da immagini esplicative delle situazioni che i giovani migranti si troveranno a vivere sul nostro territorio. Il Kit non si sfoglia come un libro, ma si apre come un ventaglio: le carte sono rigide e plastificate, legate fra di loro da una vite per consentire una consultazione veloce ed immediata. I ragazzi e le ragazze che lo riceveranno potranno tenerlo facilmente con sé (si può mettere in tasca) e utilizzarlo, non solo, per capire meglio che cosa devono aspettarsi qui in Italia e quali sono i loro diritti, ma anche per imparare parole di uso comune, scrivere appunti e cose personali (con il kit viene distribuita anche una penna), personalizzarlo con il proprio nome. Alcune sezioni sono dedicate a situazioni particolari come quella dei minorenni eritrei (per i quali sono previste alcune pagine in tigrino) o delle ragazze che sbarcano sulle nostre coste che, nelle pagine dal contorno rosa trovano indicazioni di natura soprattutto sanitaria.

L'impostazione e la grafica del kit sono state realizzate da tre giovani creativi, riuniti sotto la sigla "Supersantos":

 

Galleria

L’esperienza Giffoni: i ragazzi di fronte al “Be different”

Anche quest'anno l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza ha partecipato alla Giffoni Experience, condividendo completamente il tema “Be different” e collaborando con l’ampio numero di professionisti della cultura che da 44 anni fanno vivere e crescere il Giffoni Film Festival.

Come ha evidenziato Vincendo Spadafora "I ragazzi non hanno problemi con le 'differenze': le conoscono e le apprezzano. Vanno al di là della cultura di origine, della differenze religiose, dell'orientamento sessuale, del colore della pelle e del taglio degli occhi. Conoscono l'integrazione e non hanno pregiudizi. Sono più avanti di noi adulti", come hanno dimostrato le delegazioni di giurati provenienti da numerosissimi Paesi che hanno condiviso ed animato l’esperienza di Giffoni.

Geronimo Stilton ha registrato il tutto esaurito con la giuria dei bambini da sei a nove anni, che ha accolto con entusiasmo il super giornalista di Topazia e la rappresentante dell’Autorità garante. Insieme hanno spiegato ai piccoli giurati e al pubblico in sala l'impegno per diffondere la conoscenza dei diritti dei bambini e degli adolescenti attraverso la pubblicazione del libro "Che avventura stratopica Stilton! Alla scoperta dei diritti dei ragazzi", soffermandosi in particolare sui diritti dei minorenni stranieri che vivono nel nostro Paese.

Il Garante ha partecipato anche alla presentazione del film Io rom romantica, opera prima della giovane regista rom Laura Halilovic, che raccontando la sua storia ha promosso l'incontro di due culture, quella italiana e quella rom, al cui interno gli adolescenti sembrano avere problemi e sogni molto simili.

Il Giffoni Film Festival è una realtà unica nel suo genere, riconosciuta a livello internazionale, che coniuga la promozione del cinema tra i ragazzi al loro coinvolgimento come protagonisti delle giurie e diretti interlocutori con i più noti volti del grande schermo e delle fiction, nazionali ed internazionali. Giurie che non fanno sconti a nessuno. Sono chiamate a valutare le opere sia di registi alle prime armi che di registi di grande fama. A Giffoni, durante il Festival, il pensiero dei più piccoli è quello che vale. Giovani aperti all'arte cinematografica in tutte le sue forme ma, soprattutto all'arte della vita racchiusa nelle opere in concorso.

Il Giffoni è stata anche l’occasione per raccogliere le voci dei ragazzi e delle ragazze, attraverso interviste sul tema del Festival e sul tema del gioco d’azzardo. Clip che presto alimenteranno il dibattito anche attraverso questo sito.

Io rom romantica, fuori concorso al Giffoni Film Festival racconta il potere dei sogni che superano le barriere

Aspettando l'uscita in sala e le reazioni della critica, Io rom romantica, opera prima di una giovane regista rom, Laura Halilovic, è  stata presentata al Giffoni Film Festival, dal cast e dalla produzione, come un film che apre alla speranza. Prodotto dalla Wildside con il contributo di RAI Cinema e con il supporto dell'Autorità garante per l'infanzia e l'adolescenza, il film racchiude proprio il sogno di Laura Halilovic: raccontare, attraverso il mezzo cinematografico, la storia della sua famiglia rom con lo scopo di lanciare con leggerezza una sfida socio-culturale, parlare del popolo rom e della sua cultura secolare, anche se poco conosciuta. Nata in Italia, in un campo rom, alla periferia di Torino, la regista ha avuto la forza di andare oltre l’aspettativa di un matrimonio in età adolescenziale. Una sceneggiatura quasi completamente auto-biografica: una ragazza rom che si veste come i gagé (come i Rom definiscono i non Rom), che vuole fare la regista, ma senza rompere con la sua cultura di origine. Sogna l'integrazione come valore aggiunto e non come rinuncia. Un finale inaspettato per la sua particolarità attende il pubblico. É la prima volta che la realtà rom viene raccontata dall'interno, da una giovane donna, ostinata e coraggiosa, con un cast composto quasi completamente da attori di origine Rom, a partire da Claudia, la protagonista, che, a soli 16 anni, è al suo esordio cinematografico.

Una commedia deliziosa che, nel farci sorridere, ci invita ad interrogarci sulle tante culture che ci circondano e sui pregiudizi che animano la società italiana, ma non solo.

L'Autorità ha deciso di sostenere la produzione di questo film perché convinta del potere del cinema, che facilita attraverso il racconto il processo delicato e biunivoco che porta al cambiamento. Ma il valore aggiunto del film sta anche nel raccontare gli adolescenti, evidenziando la difficoltà e il coraggio di perseguire i propri sogni e nel dimostrare con i fatti quanto sia cruciale garantire a tutti loro concrete opportunità per realizzare se stessi, superando le barriere sociali e culturali.

Per Vincenzo Spadafora “la visione di questo film aiuterà ad aprirsi all'incontro nel rispetto delle differenze, a superare i pregiudizi, spesso dovuti alla poca conoscenza. La storia del popolo Rom è ricca di cultura e di arte. Sin dalla prima scena Io rom romantica ci racconta la vita nella comunità Rom, con i suoi codici morali, la sua dignità e la sua specificità. Una specificità che va rispettata e non giudicata negativamente semplicemente perché diversa dalla nostra. Laura Halilovic, con la sua storia è la chiara dimostrazione che i sogni degli adolescenti sono comuni e vanno al di là del pregiudizio”.

ISTAT: in due anni raddoppiati i minorenni in povertà assoluta

È una fotografia allarmante quella che emerge dall’ultimo rapporto Istat sulla povertà in Italia. Nel 2013, 1 milione 434 mila bambini, bambine e adolescenti risultano poveri in termini assoluti. Confrontando i dati odierni con quelli di due anni fa scopriamo che sono raddoppiati, erano 723 mila nel 2011.

In generale, l’incidenza della povertà assoluta è cresciuta dal 6,8% al 7,9% per effetto dell’aumento nel Mezzogiorno che passa dal 9,8 al 12,6%, coinvolgendo circa 303 mila famiglie e 1 milione 206 mila persone in più rispetto all’anno precedente. In sintesi un Sud Italia sempre più povero.

Peggiora anche la condizione delle coppie con figli: dal 5,9% al 7,5% se il figlio è uno solo, dal 7,8 al 10,9% se sono due e dal 16,2 al 21,3% se i figli sono tre o più, soprattutto se almeno un figlio è minorenne.

Per il Garante Spadafora “i dati pubblicati oggi dall’Istat parlano di un’Italia che continua a franare nel baratro della povertà. Una povertà che investe il nucleo centrale dell’economia e della società: la famiglia. Famiglie sempre più in difficoltà, che non riescono neanche ad assicurare ai loro figli i livelli essenziali di vita. Siamo di fronte ad una politica fallimentare. É una situazione agghiacciante. Quanto registrato dall’Istat deve farci riflettere sul futuro del nostro Paese. Il Governo intervenga con la massima urgenza e metta al centro dell'agenda politica le condizioni di vita e le opportunità di scelta dei bambini e degli adolescenti. Non esisterà più un futuro se continuiamo ad ignorare i dati reali della nostra Italia”.

  •  Leggi la dichiarazione completa

Stop pubblicità inadatta nei film per i più piccoli

In occasione dell’apertura di Ciné, appuntamento estivo delle Giornate Professionali di Cinema, (promosso dall’ANICA in collaborazione con ANEC e ANE) ed importante momento d’incontro e di mercato dell’industria cinematografica nazionale, l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza e il Consiglio nazionale degli utenti lanciano al mondo del cinema una proposta di lavoro comune, chiamando in causa produttori, distributori e gestori.

È soprattutto durante le feste di Natale, quando con i film per le famiglie si vende il 30 per cento dei biglietti annui, che nelle nostre sale i film per bambini sono spesso accompagnati da trailer inadatti all’infanzia, e pericolosi specialmente per chi ha meno di sette anni: violenza, temi forti, scene ad alto contenuto d’angoscia. “Dall’ascolto delle istanze ricevute dal Cn, così come delle segnalazioni inviate ai Garanti per l’infanzia e l’adolescenza, abbiamo ipotizzato un’azione comune nei confronti di chi decide cosa trasmettere durante la programmazione cinematografica rivolta ai bambini. Vorremmo avere la garanzia nel prossimo futuro di poter accompagnare i bambini al cinema certi che non ci saranno trailer non adatti a loro”, ha spiegato Vincenzo Spadafora, Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza. “Il Consiglio nazionale degli utenti ha ricevuto, direttamente e tramite le Associazioni, numerose lamentele, soprattutto di genitori che essendosi recati con i loro bambini al cinema per vedere film destinati a bambini di età inferiore ai sette anni -  per contenuti e modalità di rappresentazione - hanno loro malgrado assistito alla proiezione di trailer inadatti ad un pubblico infantile”, ha aggiunto Angela Nava, Presidente del Consiglio nazionale degli utenti.

In attesa di una riforma complessiva del sistema che tuteli la fascia di età inferiore ai sette anni, Spadafora e Nava fanno appello alla sensibilità ed al senso di responsabilità dei produttori, dei distributori e dei gestori delle sale cinematografiche perché pongano la massima cura nell’evitare che nei pacchetti di pubblicità da abbinare a film destinati ai più piccoli siano presenti scene inadatte a loro e propongono l’apertura di un confronto per la stesura di un impegno da attuare nelle sale cinematografiche a partire dal prossimo periodo natalizio.

“Siamo certi – hanno inoltre dichiarato Spadafora e Nava - di trovare immediato riscontro al nostro appello e segnaleremo pubblicamente gli operatori che vorranno aderire alla proposta.”

- Leggi il comunicato stampa delle associazioni dell’esercizio cinematografico, Anec, Fice e Acec, in risposta al nostro appello

Per informazioni e adesioni

In aumento le famiglie numerose in povertà assoluta

Il Cnel e l’Istat hanno presentato oggi la seconda edizione del “Rapporto sul Benessere Equo e Sostenibile” (BES 2014) che riprende l’analisi degli elementi fondanti del benessere e del progresso in Italia. Gli italiani continuano a possedere una ricchezza reale netta tra le più alte in Europa dovuta all'elevata diffusione della proprietà dell'abitazione di residenza ma l'intensità e la persistenza della crisi economica hanno ridotto il valore di questa ricchezza e ampliato la disuguaglianza economica e l'area della povertà e della deprivazione materiale.

Nel 2012, le difficoltà economiche delle famiglie si sono accentuate: dalla diminuzione del reddito reale disponibile e della ricchezza reale netta complessiva è derivato un calo della spesa per consumi e un aumento degli indicatori di povertà, soprattutto assoluta, e di deprivazione.

L'indicatore di povertà assoluta (basato sulla spesa per consumi nel 2012) mostra un aumento del 2,3%: la quota di persone che vivono in famiglie assolutamente povere passa dal 5,7% all'8% e aumenta in tutto il Paese passando dal 4% al 6,4% al Nord, dal 4,1% al 5,7% al Centro, dall'8,8% all'11,3% nel Mezzogiorno. L'aumento dell’indicatore di povertà assoluta coinvolge in particolare le famiglie più ampie, composte da coppie con tre o più figli, soprattutto se minorenni, le famiglie di monogenitori o con componenti aggregati. L'indicatore di grave deprivazione, che aveva raggiunto il 14,5% nel 2012, registra invece un miglioramento nel 2013, scendendo al 12,5%, per la diminuzione della quota di persone in famiglie che dichiarano di non poter sostenere spese impreviste, di non potersi permettere un pasto proteico adeguato ogni due giorni o di riscaldare adeguatamente l'abitazione.

Situazione poco positiva anche per quello che riguarda i servizi di pubblica utilità laddove persistono differenze territoriali importanti e diffuse che si riflettono in un sostanziale ritardo rispetto alle medie europee. Desta, infatti, grande preoccupazione la recente inversione di tendenza nell'accessibilità dei servizi per l'infanzia. Nel 2011, dopo cinque anni di miglioramento, si legge nel Rapporto, si registra una riduzione nella percentuale di bambini accolti nelle strutture pubbliche o convenzionate che passa dal 14% del 2010 al 13,5% nel 2011. Nel caso degli asili nido, il divario tra il Centro-Nord e il Mezzogiorno è particolarmente rilevante: nel Centro-Nord sono iscritti il 18% dei bambini di 0-2 anni e solo il 5% nel Mezzogiorno.

Significativo il commento di Chiara Saraceno, una delle più importanti sociologhe italiane sulla famiglia, la povertà e le politiche sociali, che nel suo intervento ha sottolineato come il fenomeno più preoccupante che emerge dal Rapporto sia la riproduzione intergenerazionale della disuguaglianza che vede le opportunità di miglioramento delle condizioni di partenza, per chi nasce in famiglie meno fortunate in Italia, più scarse rispetto agli altri Paesi europei. Fatto questo che determina uno spreco di capitale umano oltre che una mancanza di equità sociale.

Allegato

Dopo 574 giorni ricostituito l’Osservatorio Nazionale per l’infanzia e l’adolescenza

Il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Giuliano Poletti con Decreto del 17 giugno 2014  ha designato i nuovi membri dell'Osservatorio: si tratta di 52 rappresentanti di pubbliche amministrazioni nazionali e locali, di enti e associazioni, di organizzazioni del volontariato e del terzo settore ed esperti in materia di infanzia e adolescenza che hanno ricevuto un incarico biennale.

L’Autorità garante è un invitato permanente dell'Osservatorio così da garantire collaborazione, sinergie e supporto tra i due organismi: in proposito il Garante Spadafora ha dichiarato di ritenere questa presenza "molto importante” e di apprezzare “che il Ministro abbia voluto creare un collegamento permanente tra queste due realtà che, con funzioni diverse, hanno come obiettivo comune l'attuazione dei diritti dei bambini e degli adolescenti che vivono in Italia".

L'Osservatorio è un organismo di coordinamento fra Amministrazioni Centrali, Regioni, Enti Locali, Associazioni, Ordini professionali e Organizzazioni non governative che si occupano di infanzia (è stato istituito, insieme alla Commissione Parlamentare per l'infanzia, con la Legge 451/1997 ed è regolato dal D.P.R. del 14 maggio 2007 n. 103). Tra i suoi compiti principali c’è la stesura dello schema del Piano nazionale infanzia, che manca  da più di due anni, e che costituisce il luogo principe della programmazione delle politiche per l'infanzia e l'adolescenza in Italia.

Terre Des Hommes contro la pedopornografia online

A Cannes la cultura e l’arte cinematografica danno spazio e riconoscimento alla denuncia. La campagna “Sweetie” di Terre Des Hommes vince ben 12 Leoni d’oro e il Grand Prix for Good al Festival Internazionale della Creatività della città francese. Un lavoro di denuncia senza riserve sul turismo sessuale via webcam a danno di bambine e bambini.

Sweetie è una bambina virtuale che attraverso la sua immagine, accessibile nelle chat pubbliche, ‘smaschera’ i molestatori online, riuscendo poi, grazie al lavoro delle forze dell’ordine, a identificarli in tutto il mondo. I premi vinti a Cannes sono un riconoscimento importante dell’approccio innovativo con cui Terre des Hommes e Lemz (l’agenzia olandese che ha ideato i materiali) hanno puntato l’attenzione su un fenomeno ancora poco conosciuto ma crescente in numerosi Paesi, in grado di devastare la psiche delle giovani vittime in modo analogo a un abuso fisico.

Un approccio condiviso ed apprezzato anche dal Garante Spadafora: “si tratta – ha detto – di un’iniziativa di grande valore. Un passo avanti verso la consapevolezza del fenomeno nelle coscienze delle persone ma anche nelle agende politiche di molti governi, che grazie a “Sweetie” stanno rafforzando le pene contro gli autori di questo ignobile reato. Un’iniziativa di grande civiltà, che sta contribuendo a responsabilizzare tutti gli attori, istituzionali e privati, nell’individuazione di forme efficaci di contrasto”.

La denuncia di Sweetie ha raggiunto circa un miliardo di persone nel mondo. Terre des Hommes ha identificato mille “predatori” e diversi criminali sono stati arrestati. La campagna è stata sviluppata e prodotta con diversi partners a dimostrazione dell’importanza di fare rete per dare visibilità agli interventi e rafforzare la denuncia.

  • Guarda il video di Sweetie su YouTube

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