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L’austerità morde: i bambini raccontano

Così Thorbjorn Jagland, Segretario generale del Consiglio d’Europa, all’apertura della mostra audiovisiva "Austerity Bites: Children’s Voices” (L’austerità morde: i bambini raccontano), iniziativa congiunta del Consiglio d’Europa e della Rete Europea dei Garanti per l’infanzia (ENOC) presentata alla XVIII Conferenza annuale.

Trentadue bambini e adolescenti di otto Comuni e regioni d’Europa (Roma, L’Aja, Gand, Atene, Bruxelles, Glasgow, Preston, Marsiglia), con l’aiuto di produttori professionisti, hanno creato brevi video e filmati di animazione per raccontare come la crisi economica e le risposte per contrastarla stiano danneggiando i loro diritti e le loro opportunità di vita.

I bambini hanno subito la crisi più degli adulti: oggi in Europa l’11% vive in condizioni di gravi privazioni materiali (contro circa il 9% degli adulti) e oltre 26 milioni sono a rischio di povertà o di esclusione sociale… 800.000 di più rispetto al 2008.

Giulio, Jacopo, Valerio, Stefano, Matteo e i loro coetanei, protagonisti di questo racconto corale, ci parlano delle difficoltà economiche, della riduzione dei sostegni per lo studio e lo sport, del taglio ai servizi di base, soprattutto per i minorenni allontanati dalla famiglia o con disabilità, della solitudine per i molti amici partiti all’estero in cerca di un futuro.

La mostra "Austerity Bites: Children’s Voices” sarà esposta presso il Consiglio d’Europa, nell’Edificio Agora, dal 12 al 22 maggio 2015, e nel Palais de l’Europe dal 27 maggio al 26 giugno 2015.

*****Vai alla sezione dedicata alla Mostra sul sito web del Consiglio d’Europa

"Ma essere bambino, vuol dire solo essere italiano?"

L'incontro di oggi prende spunto da una lettera inviata al Garante dai bambini di una classe dell'Istituto comprensivo Europa Unita di Afragola (NA) nel quartiere delle Salicelle.

Nella lettera si racconta del disagio di alcuni compagni di classe di etnia Rom a seguito di un incendio che ha distrutto le loro abitazioni. Così i bambini, dopo aver letto il libro "Geronimo Stilton alla scoperta dei diritti dei ragazzi", hanno ben pensato di richiedere l'intervento del Garante.

"Tra gli obiettivi della nostra Authority c'è quello di sviluppare maggiori occasioni di ascolto e dialogo diretto con i bambini e gli adolescenti" ha commentato Spadafora, "e la consapevolezza da parte di questi bambini di essere titolari di diritti ed invocare la loro applicazione è un risultato importante". 

Dopo l'incontro in mattinata a scuola, il Garante ha visitato le abitazioni temporanee messe a disposizione dei bambini per verificare la situazione e, a seguire. si è recato all'Istituto Superiore Emilio Sereni, sempre ad Afragola, per incontrare gli studenti ed affrontare il tema del disagio giovanile.

 
 

Maltrattamento sui bambini: l’Italia esce dall’oscurantismo di dati

Presentata alla Camera dei Deputati la Prima indagine nazionale sul maltrattamento voluta dall’Autorità e condotta in partnership con Terre des Hommes e CISMAI (Coordinamento italiano dei servizi contro il maltrattamento e l'abuso dell’infanzia), con la collaborazione e il supporto di ANCI e ISTAT, e il documento della Commissione Consultiva per la prevenzione e cura dei maltrattamenti sui minorenni istituita dall’Authority e presieduta dal Prof. Luigi Cancrini.

Sono oltre 91mila i minorenni maltrattati seguiti dai Servizi Sociali nel nostro Paese secondo la prima “Indagine nazionale sul maltrattamento dei bambini e degli adolescenti in Italia” condotta da Terre des Hommes e Cismai per l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza presentata oggi a Roma.

Rispetto al totale dei bambini e adolescenti seguiti dai Servizi, i minorenni presi in carico per maltrattamento sono più numerosi al Sud e al Centro (rispettivamente 273,7 e 259,9 ogni mille) contro i 155,7 casi al Nord. Particolarmente esposte le femmine e gli stranieri. Tra le tipologie più frequenti di maltrattamento troviamo la trascuratezza materiale e/o affettiva (47,1% dei casi seguiti), la violenza assistita (19%) e il maltrattamento psicologico (14%). Mediamente ogni bambino maltrattato riceve almeno 2 tipologie di servizio di protezione e tutela, come assistenza economica alla famiglia (nel 27,9% dei casi), inserimento in comunità (19,3%), assistenza domiciliare (17,9%), affidamento famigliare (14,4%), assistenza in un centro diurno (10,2%). I Servizi Sociali al Nord hanno una migliore performance, assistendo un numero maggiore di minori, e quindi riescono a svolgere una funzione anche di prevenzione, mentre al Sud e al Centro arrivano ai Servizi soprattutto i casi più gravi. L’indagine ha coperto un bacino effettivo di 2,4 milioni di popolazione minorile residente in Italia, con la partecipazione di 231 Comuni distribuiti in tutta Italia.

 

“É questo un lavoro che fornisce una fotografia faticosa da guardare, ma necessaria. Capire l’entità del fenomeno, la sua distribuzione geografica sul territorio, le specificità, i terreni di coltura significa poter dare risposte adeguate. Significa anche poter avanzare proposte concrete a Governo e Parlamento al fine di arginare il più possibile questa realtà violenta nei confronti di chi ha meno di 18 anni. L’Authority che presiedo ha voluto questo prezioso lavoro di monitoraggio e ricerca” è quanto sottolinea il Garante Vincenzo Spadafora. L’Authority di garanzia degli under 18 sta da tempo impegnandosi sul fronte dei maltrattamenti ai minorenni. In questa direzione si colloca anche il lavoro portato avanti dalla prima Commissione consultiva presieduta dal professor Luigi Cancrini. 

“Finalmente abbiamo una fotografia attendibile a livello nazionale del fenomeno del maltrattamento sui minori, un risultato di cui, come Terre des Hommes, siamo particolarmente soddisfatti, dato il nostro continuo impegno per portare l’Italia all’altezza degli standard internazionali di tutela dei diritti dei bambini”, sostiene Federica Giannotta, Responsabile Advocacy e Programmi Italia di Terre des Hommes, “Questa indagine, che segue di due anni la nostra prima ricerca pilota sul maltrattamento, ha dimostrato che può essere realizzata anche in Italia una raccolta dati significativa in termini quantitativi e qualitativi con risorse relativamente contenute. Ma evidenzia anche quanto sia più che mai necessario e urgente varare un sistema di monitoraggio per meglio orientare le politiche di prevenzione, protezione e cura dei minorenni maltrattati”.

“La ricerca sperimenta con successo un sistema di monitoraggio sul maltrattamento all’infanzia, che coinvolge i Servizi sociali dei Comuni italiani,”, afferma Andrea Bollini, Consigliere Nazionale del Cismai. “Questo monitoraggio potrà essere messo a regime con il Casellario dell’assistenza, predisposto dal Ministero delle Politiche Sociali. Il Cismai si è sempre battuto per incardinare nel nostro Paese un sistema permanente di raccolta dati sulla violenza, recependo i ripetuti inviti dell’OMS e dell’ONU. I risultati di questo lavoro sono fondamentali per avere un quadro generale sul fenomeno in Italia e per compararlo con la situazione negli altri Stati.”

In Italia, ogni 1.000 minorenni residenti quasi 48 sono seguiti dai Servizi Sociali, per un totale stimato di 457.453 casi; di questi 91.272 sono stati presi in carico perché maltrattati (9,5 ogni mille minori residenti). I risultati della nuova indagine realizzata da Terre des Hommes e Cismai per il Garante dell’infanzia evidenzia che su 1.000 bambine assistite, 212,6 sono in carico per maltrattamento, mentre su 1.000 maschi solo 193,5 sono seguiti per la stessa causa. Questa differenza denota che il maltrattamento sia una tipologia d’abuso a cui le femmine sono particolarmente esposte.

L’indagine mostra anche come i bambini stranieri siano più vulnerabili al maltrattamento: infatti tra la popolazione minorile straniera residente la prevalenza dei bambini maltrattati è doppia rispetto a quella dei bambini italiani maltrattati: 20 bambini stranieri ogni 1.000 contro gli 8,3 per mille degli italiani.

Non sempre il maltrattamento è la causa primaria dell’avvio dell’assistenza al minore da parte dei Servizi Sociali. Ciò accade nelle forme più evidenti d’abuso, come l’abuso sessuale o le violenze fisiche, mentre nei casi di abusi psicologici, trascuratezza materiale e/o affettiva e la violenza assistita, spesso il bambino arriva ai Servizi per motivi differenti e solo in un secondo momento viene registrato anche il maltrattamento tra i motivi della presa in carico.

Tra le tipologie di maltrattamento più diffuse troviamo al primo posto la trascuratezza materiale e/o affettiva, con il 47,1% dei casi. Se a questo dato affianchiamo quello relativo alla patologia delle cure (8,4%), si può affermare che oltre la metà dei bambini maltrattati subisce una grave forma di trascuratezza. Al secondo posto c’è la violenza assistita: un bambino su 5 di quelli maltrattati è testimone di violenza domestica e ne soffre le conseguenze. Il maltrattamento psicologico ha un’incidenza superiore rispetto a quello fisico (13,7% contro il 6,9%), pur avendo conseguenze tali da richiedere l’assistenza dei Servizi Sociali.

Partendo da questa indagine finalmente oggi è possibile fare un confronto con le ricerche epidemiologiche sul maltrattamento in altri Paesi. L’Italia ha un indice di prevalenza (9,5 casi per mille) inferiore al Canada (9,7), Inghilterra (11,2) e Stati Uniti (12,1). Le differenze sono ancora più marcate analizzando le differenti tipologie di maltrattamento: per quel che riguarda la violenza sessuale in Italia l’incidenza (4 bambini su 100 maltrattati) appare fra le più basse registrate nei Paesi industrializzati. “Sarà utile fare una riflessione approfondita se questo dato è legato a una difficoltà di emersione e rilevazione da parte dei servizi oppure si tratta di un’effettiva ridotta prevalenza”, sottolinea Giannotta.

L’Indagine nazionale sul maltrattamento dei bambini e degli adolescenti in Italia è stata condotta su un campione di 231 Comuni italiani statisticamente rappresentativo di tutto il territorio nazionale, attraverso la compilazione di una scheda che ha permesso la raccolta di dati quali-quantitativi sui minorenni in carico ai Servizi Sociali di ciascun Comune al 31/12/2013. La popolazione intercettata è pari a 2,4 milioni di popolazione minorile. Un capitolo dell’indagine è dedicato ai dati sui minorenni presi in carico dai Servizi Sociali di Roma Capitale, disponibili in un formato non comparabile a quello degli altri Comuni. Su una popolazione minorile di 462.453 minorenni 2.125 risultavano in carico ai Servizi, di cui 1.071 maschi e 1.034 femmine.*

A chiusura dell’indagine i promotori hanno formulato 5 Raccomandazioni per il Governo e la Conferenza delle Regioni, che chiedono di:

  1. Istituire un Sistema informativo nazionale permanente di raccolta dati sul maltrattamento e promozione di banche dati sul fenomeno
  2. istituire un Organismo di Coordinamento interistituzionale sul maltrattamento e promuovere un Piano nazionale di contrasto, prevenzione e cura del maltrattamento all’infanzia
  3. adottare delle Linee Guida nazionali sulla prevenzione e protezione della violenza sui bambini e adolescenti
  4. armonizzare gli strumenti per rilevare precocemente il maltrattamento sui bambini
  5. attribuire le risorse necessarie per l’attuazione delle misure di contrasto, prevenzione e cura da destinare alle amministrazioni nazionali, regionali e comunali competenti.

Hanno preso parte alla presentazione il Garante Vincenzo Spadafora, Federica Giannotta (Fondazione Terre des Hommes Italia), Andrea Bollini (Consiglio nazionale CISMAI),), Luigi Cancrini (Presidente della Commissione), Dario Merlino (esperto della Commissione), on. Sandra Zampa (Vicepresidente Commissione bicamerale infanzia) e Gloria Soavi (Presidente Cismai).

*Anche questi dati si riferiscono al 31.12.2013.

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Nel casertano nel segno della legalità

Incontrare e ascoltare i ragazzi, confrontarsi con loro. Tre appuntamenti nel segno della legalità nel casertano per il Garante Vincenzo Spadafora. Ed è in questo spirito, che ha visitato oggi il Liceo Scientifico Emilio Segrè in via Acquaro a S.Cipriano D’Aversa (Ce) dove ha incontrato gli ideatori del progetto “Im/Mobili Resti”, nato da tre anni di lavoro sul territorio di Casal di Principe e dintorni. Attraverso simboli ed immagini mette in evidenza il processo di riqualificazione dei beni confiscati alla Camorra. Come il caso dell’ex villa di Alfonso Diana a Casal di Principe dove il Garante si è recato alle 12:00. Bene confiscato alla Camorra e gestito dal consorzio Agrorinasce, trasformato in luogo di importanza vitale grazie all'impegno di molti volontari. Il Garante ha ascoltato le storie dei ragazzi presenti. “Per me è importante ascoltare il loro punto di vista. Ascoltando le loro esigenze si capiscono i loro reali bisogni, si comprende come migliorare la realtà che li circonda” ha commentato. “Bisogna dare ai ragazzi la possibilità di vivere il presente con determinazione e passione, il loro futuro dipende da questo” ha concluso.  Alle ore 16:00 invece si è recato all’Istituto Comprensivo ad indirizzo Musicale di Macerata Campania, “presidio” di legalità, che attraverso vari progetti si preoccupa di insegnare agli studenti un alto senso civico. La visita si è conclusa visitando la mostra di manufatti ed elaborati realizzati dai ragazzi.

Più di 91mila minorenni maltrattati

Un lavoro che ha la forza di aver individuato criteri di rilevazione riconosciuti a livello internazionale e che consentirà un monitoraggio preciso in base al quale vari soggetti (Comuni, servizi sociali etc.) valuteranno risultati e la validità delle politiche sociali attuate. Al centro, i maltrattamenti subiti da chi ha fra zero e 18 anni.

È questo il senso dell’Indagine nazionale sul maltrattamento dei bambini e degli adolescenti in Italia voluta dalla nostra Authority e che sarà presentata venerdì 15 maggio presso la Sala della Regina a Montecitorio, alle ore 10.30. Realizzata con Terre des Hommes, CISMAI e il supporto dell’ANCI (Associazione nazionale dei Comuni italiani), l’indagine è una fotografia precisa di questa mesta realtà che il Garante Spadafora così commenta «In Italia i minorenni vittime di violenza sono 91mila 272. Una città di provincia. E questa è una realtà non accettabile. Sono state individuate cinque “raccomandazioni” al Governo e alla Conferenza delle regioni che spero verranno presto recepite».

Sempre venerdì 15, verranno presentati anche i risultati dell’impegno della prima Commissione consultiva sulla prevenzione e cura del maltrattamento, presieduta dal professor Luigi Cancrini. Un lavoro di approfondimento sulla prevenzione e la cura, ragionando sul “prima” e non solo sul “dopo”, e al contempo un focus sulla “violenza assistita”, ovvero su quella vissuta da minorenni testimoni di violenza famigliare.

 

Authority e Carabinieri insieme per la tutela dei minorenni

Affrontare questioni di comune interesse riguardanti i diritti dei bambini e degli adolescenti che si trovano ad incontrare sul proprio cammino rappresentanti dell’Arma per le ragioni più varie: questo lo scopo dell’incontro di oggi che rappresenta un altro passo in avanti nella collaborazione fra soggetti dello Stato.

Proprio per la giovane età delle persone coinvolte è tanto più importante una formazione specialistica, permanente e continua di tutto il personale dell'Arma. “Sono grato al Comandante Del Sette per l’impegno profuso dai militari dell’Arma in molte circostanze che hanno visto coinvolti minorenni e per volere confermare ed intensificare la collaborazione con la nostra Authority”, ha dichiarato Spadafora.

Incontri formativi sono attualmente in corso presso le Scuole Allievi Carabinieri di Roma, Campobasso, Reggio Calabria, Torino e Iglesias, la Scuola Ufficiali Carabinieri di Roma e la Scuola Allievi Marescialli di Firenze. Durante gli incontri sono previsti, in particolare, confronti di carattere teorico-pratico ispirati alle linee guida operative contenute nel Vademecum per le Forze dell’ordine che sarà distribuito in copia a tutti i partecipanti.

Si tratta dell’attuazione di quanto previsto dal Protocollo d’intesa tra l’Authority e l’Arma siglato lo scorso novembre che ha tra i suoi obiettivi proprio lo svolgimento di cicli mirati di conferenze dedicati alle tematiche istituzionali inerenti i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza per rispondere meglio alle esigenze di professionalità ed operatività richieste dalle Istituzioni e dalla società.

La Fabbrica della Pace incontra Papa Francesco

Questa mattina 7mila bambini di tutte le etnie hanno incontrato Papa Francesco per un progetto ambizioso, la “Fabbrica della Pace”, ideato dal Comitato ONU e patrocinato anche dalla nostra Authority, oltre che, fra gli altri, dal Ministero dell’Istruzione e della Ricerca e dall’ANCI.

Obiettivo è quello di creare una comunità intorno ai più piccoli per costruire una grande rete che ai muri preferisca costruire ponti di sintonia e stabilità. I bambini saranno ambasciatori di pace agli occhi di chi la pace può determinarla per davvero: le istituzioni.

La mission della Fabbrica della Pace nasce da un sogno: lavorare con i bambini di ogni etnia, famiglia e religione per costruire un mondo futuro di pace, tolleranza e accoglienza attraverso le scuole che devono diventare centri interculturali del territorio.

Il Laboratorio sociale parte proprio dalla scuola primaria dove si vivono maggiormente i conflitti e il disagio sociale. “La soluzione si trova solo se si riesce a crescere delle persone capaci di dare risposte di pace e per farlo è necessario coinvolgere “tutta la comunità del villaggio che noi siamo” (così padre Federico Lombardi, direttore della Sala stampa della Santa Sede).

Arti circensi in Parlamento per i ragazzi di Napoli

Artisti in Parlamento non è la prima volta che vengono ospitati, ma quello a cui abbiamo assistito è stato uno spettacolo vero e proprio. Nella sala della Regina della Camera dei deputati, alla presenza del vicepresidente della Camera dei deputati Luigi Di Maio e il Garante Vincenzo Spadafora, si è visto (il 7 maggio) lo spettacolo ANTIDOTO Una strategia oltre che un'idea di Giovanni Savino messo in scena dai ragazzi del Tappeto di Iqbal, la cooperativa sociale che opera a Barra, un quartiere difficile di Napoli dove è  elevatissima la quantità di giovani, e insieme i livelli di dispersione scolastica (tra i più elevati della Campania).

Da tempo l'Authority segue e sostiene il lavoro svolto dalla cooperativa. «I ragazzi de Il Tappeto di Iqbal sono un esempio straordinario di artisti che lavorano per il futuro di decine di ragazzi di Napoli» ha commentato Vincenzo Spadafora. «”Strappano" i bambini dalla strada e insegnano loro la Bellezza attraverso il teatro e le arti circensi»

«Noi ci prendiamo cura dei figli di Barra, figli dei poveri ma anche i figli dei camorristi quando vengono arrestati. Perché i bambini non hanno colpe» ha ricordato Savino. Lo spettacolo, emozionante per la profonda autenticità delle storie raccontate, impregnate di verità, è un grido di denuncia, diretto e senza filtri, rivolto alle istituzioni che non funzionano,non allo Stato in senso generico. Infatti Savino insegna ai suoi ragazzi che «lo Stato siamo noi».

Non solo denuncia dunque ma anche una lucida analisi della situazione vissuta dagli adolescenti in quei territori e l’indicazione dei percorsi da seguire per contrastare sia la dispersione scolastica prima sia la microcriminalità. Una strategia oltre che un'idea, appunto. Il loro motto del tappeto è: «Non perché tutti siano artisti, ma perché nessuno sia schiavo!». 

L'esperienza dei ragazzi del Tappeto di Iqbal rappresenta una buona prassi, un esempio da amplificare e mettere a sistema. Dove non arriva la famiglia, la scuola e le istituzioni arriva l'arte con una forza tale che può cambiare la vita di questi ragazzi.

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fonte foto: cerimoniale Camera dei Deputati

Comunità per minorenni: nessuna differenza tra le Regioni

Occorre creare una rete composta dalla famiglia, dalla scuola, dalla parrocchia, dai centri educativi che aiuti i ragazzi al di fuori delle quattro mura della comunità. Nel giorno in cui si è parlato di creare standard di accoglienza a livello nazionale per i minorenni, Vincenzo Spadafora ha ricordato che c’è bisogno di un disegno generale per sostenere infanzia e adolescenza, soprattutto nei casi di minorenni fuori famiglia per le ragioni più diverse.

Dopo un anno di lavoro, è stato presentato oggi un documento di proposta che identifica standard di accoglienza a livello nazionale. E’ stato anche previsto che i servizi sociali territoriali dispongano di una anagrafe ragionata delle strutture, una sorta di banca dati con tutte le informazioni utili per indirizzare il minorenne nella comunità giusta. “Un vero strumento di lavoro, per certi aspetti una rivoluzione del sistema”, ha commentato il Garante.

Nel momento in cui si parla, anche in maniera strumentale, delle comunità che ospitano minorenni fuori dalla famiglia d'origine, l’Autorità di garanzia per chi ha da zero a 18 anni ha portato avanti una proposta concreta affinché si affrontino le disfunzioni del sistema: idee di azione, proposte, riflessioni, tutto dentro il lavoro Comunità residenziali per minorenni: per la definizione dei criteri e degli standard.

“L’obiettivo del nostro lavoro è quello di guardare al mondo dell’infanzia e dell’adolescenza in ottica prospettiva e d’insieme. Mettiamo questo documento a disposizione dello Stato e delle Regioni con la speranza che le indicazioni e le linee di indirizzo presenti possano diventare prassi consolidate in futuro. Proposte formulate coinvolgendo nel processo di redazione il maggior numero di interlocutori, compresi i primi destinatari, i bambini e gli adolescenti”.

 

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Per la foto, fonte: Cerimoniale CNEL/D’Alessandro 

Avviso pubblico

Avviso pubblico per la selezione di una unità di personale della P.A. da assegnare in posizione di comando presso l’Area stampa e comunicazione dell’Ufficio dell’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza

L'Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, ai sensi dell’articolo 5, comma 1, della legge 12 luglio 2011, n.112, intende individuare  n.1 unità di personale, appartenente ai ruoli della pubblica amministrazione, centrale o locale, da assegnare all’Ufficio – Area stampa e comunicazione in posizione di comando obbligatorio, per lo svolgimento delle seguenti attività: coordinamento dell’Area stampa e comunicazione dell’Ufficio dell’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza.

Si invitano gli interessati a prendere visione dell’avviso e a trasmettere il proprio curriculum aggiornato, in formato europeo, all’indirizzo di posta elettronica segreteria@garanteinfanzia.org

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