Archivio News

Il nostro sostegno alla biblioteca per bimbi del carcere di Rebibbia

Una biblioteca per bimbi da 0 a 3 anni all’interno della Sezione Nido della casa circondariale “Rebibbia femminile” a Roma. Un luogo dove mamme e bambini possono ritagliarsi momenti di intimità, serenità, ascolto, scoperta, sogno e fantasia in un ambiente che di tutto questo ha molto poco. Circa 200 testi scelti con cura da bibliotecari, librai ed editori, soprattutto libri tattili e prelibri ma anche fiabe e tanto altro, con uno scaffale anche nella sala colloqui per i figli in visita alle loro mamme: tutto questo è stato possibile grazie al progetto “Piccoli e grandi lib(e)ri”, la biblioteca di Leda, presentato oggi presso il Senato della Repubblica e realizzato dall’Associazione “A Roma, Insieme – Leda Colombini” con i fondi dell’8x1000 della Chiesa Valdese.

Nel suo intervento il Garante, dopo aver ribadito l’auspicio che presto nessun bambino sia più costretto a vivere in un carcere, ha sottolineato l’importanza di progetti come questo “perché, se come ha ricordato la direttrice della Casa Circondariale, ad oggi ci sono ancora dieci bambini nella Sezione nido di Rebibbia femminile, iniziative come questa sono preziose; rappresentano delle buone pratiche che vanno ampiamente fatte conoscere e ripetute sul territorio nazionale. Mi preoccupa che sia stato rilevato che oggi in Italia, per la crescente povertà, centinaia di migliaia di ragazzi nella loro vita non hanno mai letto un libro che non sia un testo scolastico, non sono mai andati al cinema o al teatro. Povertà è privazione di opportunità, anche culturale. L’iniziativa “Piccoli e grandi lib(e)ri” prova a invertire questa tendenza anche per quei bambini che hanno la sventura di passare del tempo in carcere con le loro mamme; è un investimento per il futuro di questi bambini”.

Presenti alla conferenza, tra gli altri: Luigi Manconi, presidente della Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani del Senato; Gioia Cesarini Passarelli, presidente dell’associazione “A Roma, Insieme – Leda Colombini”; Ida Del Grosso, direttrice Casa Circondariale “Rebibbia Femminile”; Susanna Pietra, responsabile Ufficio Otto Per Mille Tavola Valdese; Valentina Gnesutta, responsabile del progetto per l’Associazione “A Roma, Insieme – Leda Colombini” e Giulia Franchi, esperta di letteratura per l’infanzia e operatrice del progetto. 

Anche quest’anno il Garante allo Zecchino d’oro

Anche quest’anno il Garante Spadafora non ha voluto mancare all'appuntamento con lo Zecchino d’oro, la rassegna internazionale di canzoni per bambini che con il linguaggio universale della musica unisce da 57 anni i bambini d’Italia, d’Europa e del mondo.

“Il mio mondo” è il tema dell’edizione di quest’anno: un mondo visto da più sfaccettature che abbraccia la famiglia, la natura, la scuola, l’arte e il gioco. La presenza di Spadafora è stata l’occasione per riflettere sui temi degli affidi e delle adozioni. “Tutti i bambini hanno il diritto di avere sempre e comunque una famiglia, anche quando purtroppo per vari motivi non hanno quella di origine”: questo il cuore del suo intervento di ieri all’Antoniano, a cui ne seguiranno degli altri nelle prossime puntate che gli daranno modo di affrontare i temi della scuola, dell’integrazione, raccontando ai bambini qual è il suo ruolo e cosa fa l’Authority per tutelare i loro diritti.

Ogni bambino ha diritto a vivere e crescere in famiglia in un clima di felicità, di amore e di comprensione che gli consenta lo sviluppo armonioso e completo della sua personalità. La Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza lo ribadisce con forza e la legislazione italiana riafferma il diritto dei minorenni a vivere prima di tutto nella loro famiglia. Ci sono però situazioni della vita in cui questo non è sempre possibile e allora lo Stato ha il dovere di supportare le famiglie in difficoltà e aiutarle a superare i loro problemi.

Ma qualche volta questo non basta; ci sono genitori che per lunghi periodi non riescono ad assicurare ai figli le cure e l’affetto necessari ed è ancora una volta lo Stato che deve mettere in condizione altre famiglie di accogliere nella loro casa, per un certo periodo, questi bambini in affidamento, o addirittura in adozione quando il recupero della famiglia d’origine non è più possibile.

E’ una famiglia davvero speciale quella che ha accompagnato il Garante: Valter Brugiolo (mini-ugola d’oro che ha vinto la 9° edizione con la canzone Popoff), e Alessandra Barattini, fidanzati dal 1980 e sposati dal 1988, mamma e papà di 5 figli adottivi e in affido. Una testimonianza significativa di come l’esperienza dell’affido e/o dell’adozione possa arricchire il nucleo famigliare regalando anche un nuovo futuro ai bambini più sfortunati.

A proposito di bambini più sfortunati, durante la trasmissione è stata promossa la campagna solidale #metticiunpiatto anche tu, che sostiene il servizio mensa dell’Antoniano e alcune mense del mondo francescano per accogliere con un pasto le persone in difficoltà che chiedono aiuto.

Banfi, Kledi, Pio e molti altri: è festa per i 25 anni della Convenzione

Eh sì, è stato proprio bello vedere il teatro gremito, sentire risa, applausi e persino il silenzio tipico di chi sta seguendo con attenzione, di chi sente arrivare l’emozione. Tutti riuniti per festeggiare il 25esimo anniversario della Convenzione sui diritti di bambini e adolescenti, con un programma denso che prevedeva ospiti, video e soprattutto le performance di danza di Kledi Kadiu e della sua compagnia, uno spettacolo dentro lo spettacolo. 

Due ore e più di emozioni e di riflessioni con platea e balconate affollate di bambini, ragazzine, genitori, operatori sociali, medici, insegnanti e tante persone arrivate anche da fuori Napoli.

Un successo, scriverebbero le cronache delle pagine di spettacoli. Un doppio successo perché il ricavato dell’evento di solidarietà andrà a sostenere alcune iniziative portate avanti da don Maurizio Patriciello nella cosiddetta Terra dei fuochi e allo Star Judo Club center fondato da Gianni Maddaloni per coinvolgere i ragazzi di Scampia, togliendoli dalla strada e dando loro un’alternativa positiva al degrado sociale. Prezioso è stato il contributo di Ferrarelle e il sostegno del Banco di Napoli.

«Napoli non è l’emblema di un’Italia che non funziona, fra scandali rifiuti, camorra, povertà e microcriminalità. Napoli è una città in cui migliaia di persone lavorano ogni giorno per fare del bene agli altri, per offrire pari opportunità anche a chi è nato in una famiglia disagiata. C’è molta bellezza a Napoli, fisica e umana» ha ricordato Vincenzo Spadafora.

La serata si è aperta con la lettura di una favola, scritta e interpretata da Massimo Andrei, attore e scrittore napoletano di cui l’Authority presto pubblicherà un audiolibro di favole. Poi le irresistibili incursioni fra il comico e il serio di Pio Luigi Piscicelli, 15 anni, a modo suo una star da quando "Braccialetti rossi", la fiction fenomeno fra i giovani prodotta da Palomar, ha reso lui e gli altri cinque protagonisti degli “eroi positivi” fra i ragazzi.

Quasi un’ora di foto, selfie, autografi,  con le ragazzine a pressarlo e Pio pronto ad accontentare.

Grande generosità ha ancora una volta dimostrato anche Lino Banfi, ospite speciale, ambasciatore Unicef e da sempre sensibile alle buone cause. A lui, come riconoscimento è stato donato un Lino Banfi mignon: la statuina che lo ritrae, appositamente realizzata da uno dei più famosi artigiani di San Gregorio Armeno.

Nel corso dell’incontro sono scorse sullo schermo le immagini dello spot realizzato dall’Authority, spot che ricorda il valore della diversità: «siamo uguali perché siamo tutti diversi», questo il concetto, è cioè importante contrastare pregiudizi e stereotipi. E poi, il video realizzato all’ultimo Festival di Giffoni con le parole dei ragazzi sul valore della diversità.

 

A chiudere la serata, presentata da Serena Albano, è stato proiettato un video dei writers del progetto Cunto, a testimonianza della loro attività di recupero e valorizzazione degli spazi urbani di Napoli.

Due ore e più insieme ai ragazzi, ascoltandoli, parlando loro e mettendo in pratica il confronto generazionale che tanto prezioso sarebbe anche nella quotidianità. Emozioni, riflessioni, tanta energia che è girata fra chi stava sul palco e chi in platea o galleria. Un modo positivo per festeggiare i 25 anni della Convenzione e la Giornata internazionale dell’infanzia e dell’adolescenza.

Galleria

Idee e impegno per ripartire

Una formula da diffondere, perché è un modo per ragionare e stare insieme che dovrebbe diventare un format da esportare di città in città. Stiamo parlando del Sabato delle idee, che da tempo viene organizzato a Napoli da un gruppo di soggetti ampi e diversificati che vanno dall’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, alla Fondazione SDN, all'Accademia di Belle Arti di Napoli, al Conservatorio di Musica San Pietro a Majella, alla Città della Scienza che si sono messi insieme e hanno fatto rete e ogni sabato si trovano al Palazzo delle Arti per elaborare proposte ed individuare soluzioni.

L’appuntamento di sabato 22 novembre ha avuto come titolo “da Gaza alla Terra dei fuochi: tre progetti per l’infanzia” e così si sono alternate le immagini delle macerie della Striscia di Gaza alle note della giovanissima Orchestra dei Quartieri Spagnoli che coinvolge 37 ragazzi tra gli 8 e i 12 anni di una zona difficile della città usando il metodo pedagogico Abreu; poi le testimonianze commosse delle “Mamme delle cartoline della Terra dei fuochi”, che hanno perso un figlio per patologie legate con ogni probabilità ai disastri ambientali che la zona ha subito per sversamenti illeciti di rifiuti tossici per mano della criminalità organizzata; le riflessioni profonde del Presidente del Tribunale dei minorenni Melita Cavallo, i moniti di Gianluca Guida, direttore del carcere di Nisida, di Paolo Siani, presidente dell’Associazione pediatri italiani, di Ignazio Senatore, psichiatra. E le parole vibranti di Pierluigi Camilli, papà del giornalista Simone ucciso a Gaza in agosto. E gli interventi di Marco Salvatore, fondatore del “Sabato delle idee” e di Nino Daniele, assessore alla cultura del Comune di Napoli.

Tutti a domandarsi: perché si è arrivati a questo punto? Come mai si consentono certi orrori? Come facciamo a difendere di più i nostri ragazzi? E perché non ci si impegna e si protesta? Vincenzo Spadafora, ospite dell’appuntamento napoletano, ha iniziato il suo intervento facendosi una domanda: “Cosa fa l'Italia? Poco. Negli negli ultimi dieci anni abbiamo assistito ad un arretramento del lavoro che dovrebbe essere fatto per infanzia e adolescenza. La Convenzione, sebbene scritta 25 anni fa, è ancora molto valida nel suo spirito fondamentale di tutelare i diritti di chi ha meno di 18 anni. Certo, non copre fenomeni che si sono verificati dall’89 ad oggi... Quando vedo iniziative come questa dell’Orchestra Quartieri Spagnoli – e ce ne sono tante - registro il paradosso di questo Paese che ha un simile capitale umano, grandi qualità e grandi doti, grande bellezza, e poi abbiamo situazioni di disagio sociali intollerabili. In due anni povertà raddoppiata. Si parla di bambini in modo retorico, mentre si dovrebbe investire. É nella responsabilità della classe dirigente fare delle scelte, decidere le priorità. Oggi dobbiamo immediatamente aiutare quei due milioni di persone che vivono in povertà assoluta”.

Adolescenti: cambiare senza scappare

Offrire ai ragazzi un nuovo punto di vista e una diversa possibilità di abitare la propria città, promuovendo l’idea di viaggio come momento di crescita, scoperta e condivisione. È questo il principale obiettivo di #Altrove, il progetto formativo rivolto agli studenti delle scuole superiori, promosso e organizzato da Comune di Grosseto, compagnia Dynamis e gruppo Zerovideo, con il sostegno e il patrocinio dell’Autorità garante che ha dedicato gran parte dell’attività di quest’anno a rafforzare il dialogo con gli adolescenti per ascoltarli, capirli di più e per individuare insieme a loro le priorità di intervento. #Altrove va in questa direzione, sia perché ha come protagonisti i ragazzi stessi, sia perché fa emergere i loro pensieri più profondi e spesso nascosti, sia perché fa un uso in positivo e responsabile della Rete.

#Altrove è un’avventura alla scoperta di ciò che già conosciamo per ricercare un punto di vista altro, decentrato. Un’esplorazione per osservare la propria città a 360 gradi, dal centro alla periferia, dai luoghi della marginalità agli spazi culturali e artistici, con l’obiettivo di avvicinare i ragazzi a nuove forme di sperimentazione artistiche, teatrali e video, ma non solo. L’iniziativa, si ispira alla famosa storia di Pinocchio raccontata da un punto di vista inedito: il personaggio di Lucignolo, il cattivo esempio che conduce Pinocchio alla città dei balocchi. Lucignolo lascia scuola e famiglia per cercare libertà e indipendenza, fuggire altrove, verso un posto diverso, un luogo come piace a lui, come dovrebbero essere tutti i paesi civili. Ma finirà male, trovando un luogo di illusioni ed inganno. La sua storia si può però raccontare in modo nuovo, dimostrando che il suo viaggio può rappresentare una sfida più profonda.

Gli adolescenti di oggi infatti sono spesso superficialmente considerati evasivi e svogliati Lucignoli, che inseguono illusioni sbagliate. E se il loro viaggio non fosse una fuga? Se i ragazzi di oggi vivessero i loro spazi e la loro società in modo diverso? #Altrove è questo: cambiare senza scappare, dare una nuova dimensione allo spazio degli adolescenti. Il progetto ha preso il via all'inizio del mese, quando i ragazzi di Dynamis e Zero hanno effettuato dei “blitz” nelle scuole cittadine per coinvolgere gli studenti nell’iniziativa. Per candidarsi era necessario vivere il luogo pubblico quotidiano, conosciuto, in modo nuovo e profondo. I giovani dovevano uscire di casa, scegliere un luogo qualsiasi della propria città e, armati di cuffiette e cellulare, cantare un brano, in un posto isolato o in mezzo alle persone e condividere il video su Facebook e Youtube.

Il giovane #Altrove si propone come un viaggio alternativo alla fuga, un'avventura alla scoperta di ciò che già conosciamo per ricercare un punto di vista altro, decentrato. Un'esplorazione per osservare la propria città dal centro alla periferia, dai luoghi della marginalità agli spazi culturali e artistici. Ora per 10 ragazzi è pronta una residenza formativa di una settimana, da lunedì 24 a sabato 29 novembre, durante la quale i protagonisti condivideranno momenti di vita comunitaria e professionale.

La residenza è mirata alla cura quotidiana dei momenti conviviali, dalla colazione alla cena, organizzati e gestiti dai ragazzi in completa autonomia. La cucina e il pasto sono occasione di riscoperta di scelte alimentari sane, equilibrate e del piacere che ne deriva. Tutto avviene sempre sotto la supervisione dei responsabili Dynamis e delle videocamere Zero. Lo spazio di vita comunitaria è interrotto dai momenti di ricerca artistica e dal lavoro di elaborazione dei materiali. Ogni giorno, durante la mattina, i ragazzi saranno accompagnati nella città di Grosseto dalle guide che li seguono nella residenza per individuare gli “altrove”, i luoghi esotici nella città, per restituire anche al luogo più anonimo una possibilità di riscatto.

Tutti gli stimoli, i materiali raccolti durante le esplorazioni saranno elaborati in una sala prove organizzata nelle Casette cinquecentesche del complesso monumentale del Cassero senese. Sarà quello il momento dedicato all'acquisizione di un linguaggio comune, condiviso tra i ragazzi e la compagnia Dynamis, guida del gioco teatrale. In sala prove ogni giorno si studierà come tradurre in segni scenici tutte le scoperte fatte la mattina in città. Il lavoro porterà alla creazione della performance finale - mostra in progress, finestra narrativa sull'intero progetto aperta al pubblico e prevista per il 14 dicembre al teatro comunale degli Industri.

Giornata Infanzia: parliamo di povertà per debellarla

Siamo al 33esimo posto nella classifica Ocse che registra il numero dei minorenni in stato di povertà. Trentatré su quarantuno. A ricordare questo dato allarmante è stata Maria Elena Boschi, Ministro per le Riforme costituzionali e per i rapporti con il Parlamento durante il Convegno promosso dalla Commissione parlamentare per l'infanzia, il Dipartimento per le politiche della famiglia della Presidenza del Consiglio e il Ministero del Lavoro e delle politiche sociali, dal titolo "Tra vecchie e nuove povertà: i minori in Italia a 25 anni dalla Convenzione di New York".
Un momento importante, istituzionale, con una platea folta di chi ogni giorno lavora per migliorare la vita a bambini e ragazzi: operatori, rappresentanti delle associazioni, volontari.
Da tutti i relatori la stessa richiesta: più attenzione per i bisogni di chi ha meno di 18, più impegno a garantirne i diritti e più risorse.

Vincenzo Spadafora: "E’ stata una scelta saggia dedicare questo incontro alla povertà minorile. Il dato che più mi ha colpito tra quelli emersi, è che la crescita della povertà minorile registrata ci porta indietro di otto anni. Come se il Paese non avesse fatto progressi economici. Se gli interventi fatti fossero stati giusti o sufficienti, noi non avremmo un dato che ci dice che siamo tornati otto anni indietro”.
Impoverimento che è anche culturale: la dispersione scolastica ha toccato il 17 per cento, mentre solo 16 ragazzi su 100 nati nel Sud Italia sono entrati in un museo.
La sfida dunque è anche educativa, negli ultimi due decenni c’è stato un impoverimento etico e culturale. Per uscire dallo stallo attuale occorre una strategia comune, un piano d’intervento con una cabina regia. Il Garante ha sottolineato come una vera politica sull’infanzia debba intrecciarsi con quella del Paese: “Parlare di bambini e adolescenti significa mettere a fuoco l'intreccio con i temi di politica economica, con i problemi legati a lavoro, previdenza, interventi fiscali, scuola, servizi di base. Girando per l'Italia ho sentito la sfiducia dei ragazzi, consci delle diversità di opportunità che hanno. E questa mancanza di diritto di uguaglianza è il fallimento delle politiche sociali del passato. Finora abbiamo assistito a proposte che duravano il tempo di quel governo e poi venivano ripensate, cancellate, cambiate. Manca da troppo tempo cioè una politica a lungo termine sul tema della povertà".

Adolescenti, più saggi degli adulti

Noi adulti dobbiamo sgretolare la cultura dei pregiudizi. Questo il dato più significativo che emerge dal sondaggio sulla diffusione di pregiudizi e stereotipi tra gli adolescenti di età compresa tra i 14 e i 17 anni.

 

Un dato che rappresenta un monito per genitori, istituzioni e over 18 in generale perché, come spesso accade i ragazzi riescono a sorprenderci. Infatti, dal quadro emerso, gli adolescenti hanno meno pregiudizi rispetto agli adulti. La loro sensibilità li rende più attenti a fenomeni di discriminazione, non sorprende, quindi, che il 93% dei ragazzi e delle ragazze intervistati/e sono consapevoli che gli omosessuali non sono trattati bene, anche i rom per il 92%, seguono i ragazzi e le ragazze grasse (87%) e per il 79% gli adolescenti stranieri, nello specifico africani, sarebbero vittime di discriminazione. La povertà suscita pregiudizi per il 72%, stessa percentuale per i disabili. La religione è un’altra fonte di pregiudizi, in particolar modo per il 68% quelli più additati sono i musulmani e stupisce che ancora i meridionali suscitino discriminazione (43%).

I ragazzi e le ragazze dimostrano di conoscere poco alcuni pregiudizi del passato come quelli legati alle donne e cosi, alla domanda se i lavori di casa spettano al ‘gentil sesso’, l’84% risponde che non è per nulla (o poco) d’accordo. Inoltre non nutrono particolari pregiudizi nei confronti dei coetanei stranieri. Pertanto si dissociano da coloro che ritengono che un ragazzo straniero non potrà mai essere il primo della classe. Così come non trovano giusto che siano sempre gli stranieri ad essere etichettati come autori di un furto o di una violenza. Quest’ultima viene totalmente condannata ma, il 12% “ammette” i cori razzisti allo stadio.

Inoltre, non accettano che qualche compagno o compagna di classe venga presa in giro per il suo aspetto, soprattutto se ha qualche chilo di troppo. Ma stupisce che anche se essere grasso rappresenta un problema, gli intervistati preferiscono essere più creativi e bravi a scuola piuttosto che più belli. Per gli adolescenti intervistati per farsi apprezzare dagli altri servono carattere, simpatia e intelligenza. Bellezza fisica e look agli ultimi posti. I ragazzi puntano di più su simpatia e grinta, le ragazze sull’intelligenza. Bellezza più citata tra le femmine, abbigliamento tra i maschi. Singolare il dato che per il 49% delle intervistate farsi apprezzare dagli amici significa farsi rispettare.

L’indagine condotta dall’Istituto Piepoli ha analizzato una serie di aspetti per i quali si è cercato di capire se si tratta di atteggiamenti generali dell’opinione pubblica, di atteggiamenti personali o/e di comportamenti posti in essere dell’intervistato/a. Le aree tematiche ruotavano sulla consapevolezza dell’esistenza di stereotipi e pregiudizi, individuazione dei soggetti e/o delle dimensioni oggetto di pregiudizi/stereotipi e soprattutto l’individuazione di quanto contano i pregiudizi e gli stereotipi nella quotidianità.

Per approfondire

Da Il Corriere della Sera del 5/8/2014 - Gli adolescenti e la cura di casa - Non sono lavori solo per le donne

  • Scarica i risultati della ricerca

La sintesi

- La versione completa

 

Dialogo e ascolto contro rischi online e cyberbullismo

“Bambini sicuri: dalla strada alla rete” è l’evento nazionale degli Stati Generali della Pediatria 2014 (organizzati dalla Società Italiana di Pediatria in collaborazione con la Polizia di Stato in occasione della Giornata Mondiale del bambino e dell’adolescente) che si è tenuto stamattina a Roma e che rappresenta uno degli appuntamenti più importanti per celebrare i 25 anni della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia.

Al centro della manifestazione, che ha visto la partecipazione di un’ampia platea di studenti, il tema della sicurezza online: la Rete, una dimensione molto frequentata dagli adolescenti, ha infatti anche dei rischi. Al tema del cyberbullismo è stata dedicata la rappresentazione teatrale dell’attore Luca Pagliari, dal titolo “Like, storie di vita online”, ispirata ad un fatto di cronaca.

I social network non vanno demonizzati, hanno anche aspetti di grande utilità e socializzazione. L’importante è conoscere rischi e potenzialità. E per i genitori è fondamentale avere un dialogo con i loro figli per capire eventuali pericoli. Parlare di controllo non ha senso. Meglio l’ascolto, l’etica comportamentale di noi adulti.

Allo stesso modo è importante che le istituzioni siano sempre pronte ad azioni sinergiche come nel caso del protocollo firmato oggi tra la Sip e la Polizia postale. Da oggi, a disposizione di tutti, anche un vademecum di informazioni e consigli utili rivolti a genitori e famiglie per promuovere l’uso positivo del web

Vincenzo Spadafora, rivolgendosi direttamente ai ragazzi, ha voluto ricordare loro che «ci vuole consapevolezza delle conseguenze delle nostre azioni, soprattutto quando vengano amplificate dalla Rete. Gli ultimi casi di cronaca hanno dimostrato quanto il web sia il luogo più “facile” per far esplodere discriminazioni di cultura, sesso, religione per citare alcune categorie. Dal nostro ultimo sondaggio, realizzato fra gli adolescenti, emerge che una delle prime cause di presa in giro sia l'aspetto fisico. Essere grassi rende bersagli facili. Ricordiamoci però che sono gli stessi ragazzi i nostri primi alleati per lavorare con i loro coetanei e abbattere pregiudizi e stereotipi. Ognuno di noi è unico perché diverso».

 

 

Gli Stati Generali della Pediatria si celebrano in diverse regioni italiane con manifestazioni locali che prevedono il coinvolgimento di pediatri, genitori, insegnanti, studenti, istituzioni, media e di tutte le componenti della società che si occupano della salute del bambino e dell’adolescente. La sicurezza è il tema comune a tutte le manifestazioni.

La nostra campagna per i diritti, contro i pregiudizi

È in onda in questi giorni sulle reti televisive e nelle sale cinematografiche la nostra campagna per il 25esimo anniversario dell’approvazione della Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. Una campagna volta a sottolineare il diritto alla diversità e a valorizzare le unicità, ricchezza fondamentale e componenti imprescindibili nel processo di costruzione dell’identità che caratterizza l’adolescenza. E infatti la storia raccontata nello spot vede come protagonista un giovane ragazzo che in prima persona racconta come le differenze debbano diventare un patrimonio a disposizione di tutti, purché siano garantiti i diritti che fanno sì che ogni persona sia unica ma non sola.

La non discriminazione, sancita dall’art. 2 della Convenzione ONU, è uno dei principi cardine da tenere in considerazione in ogni azione che venga realizzata per la tutela dei diritti delle persone di minore età, così come dai minorenni stessi nell’esercizio dei loro diritti.

Affermare la propria unicità e saper accogliere le altre unicità sono i presupposti per affermare ed arricchire se stessi. L’intento della campagna è proprio questo: promuovere la consapevolezza dell’arricchimento che deriva dall’ascolto reciproco e dalla capacità di osservare ed accogliere le altre unicità, non solo tra coetanei ma anche tra adulti e adolescenti. Senza dimenticare che al diritto di essere diversi e unici deve corrispondere il diritto alla parità di accesso ai diritti fondamentali. Perché i diritti vanno garantiti a tutti, senza discriminazioni, anche in situazioni di crisi o di emergenza, come ha sancito la Convenzione 25 anni fa.

Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia, 25 anni da celebrare

Giovedì 20 novembre ricorre l’anniversario della Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, la cui approvazione e ratifica da parte dell’Italia, avvenuta il 27 maggio 1991, ha avviato a tutti i livelli un processo di sensibilizzazione a tutela dei diritti civili, politici, sociali, economici e culturali di bambini, bambine, ragazzi e ragazze. Da quel momento anche la politica, oltre agli Enti e alle Associazioni di settore, si è impegnata a proteggere l’infanzia, a riconoscerne i bisogni fondamentali e a lavorare per il benessere e la promozione dei diritti di tutti i minorenni, italiani e stranieri.

Per celebrare la ricorrenza i Garanti regionali per l’infanzia e l’adolescenza, in collaborazione con Comuni, Regioni, Enti, Associazioni, organizzano eventi e manifestazioni su tutto il territorio italiano, al fine di portare i diritti dei più piccoli al centro dell’attenzione pubblica così come disposto dalla Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. In molte città italiane si susseguiranno diverse iniziative, ognuna legata ad un principio enunciato dalla Convenzione, perché prodigarsi a tutti i livelli per il benessere dei bambini, delle bambine e degli adolescenti vuol dire offrire servizi educativi di qualità, ma anche occasioni per promuovere il rapporto tra adulti, adolescenti, bambini, bambine e città.

Nella sezione del nostro sito dedicata alle manifestazioni in programma sul territorio italiano è possibile consultare gli eventi che coinvolgono i Garanti regionali e delle Province Autonome di Trento e Bolzano.

Pagine