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Autorità garante a Firenze per primo corso formazione tutori volontari

“In Toscana oggi ci sono quasi 650 minori stranieri non accompagnati. Sono ragazzi soli, che arrivano nel nostro paese dopo aver affrontato un viaggio lungo e difficile. Sono ragazzi fragili e vulnerabili, che hanno bisogno di una guida che li aiuti a orientarsi in una realtà che non conoscono. Per ciascuno di loro la nuova legge in materia di protezione dei minori stranieri non accompagnati, prevede che sia nominato un tutore che lo accompagni verso la maggiore età e che condivida con lui tempo libero ed esperienze, aiutandolo a orientarsi sia negli adempimenti burocratici che nelle scelte di vita”. Così l’Autorità garante dell’infanzia e dell’adolescenza, Filomena Albano, ha riassunto il ruolo e i compiti del tutore volontario inaugurando questa mattina, nella sede dell’Istituto degli Innocenti di Firenze, il primo corso di formazione per aspiranti tutori organizzato dall’Autorità con il supporto dello European Asylum Support Office (EASO).

Nei prossimi quattro giorni i 50 cittadini che si sono resi disponibili ad assumere l’incarico di tutore prenderanno parte ai tre moduli formativi in cui è strutturato il corso, per poter acquisire una conoscenza il più possibile approfondita delle funzioni da svolgere e dei soggetti con i quali dovranno relazionarsi.

 

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A Firenze il primo corso per tutori volontari

Prende il via domattina a Firenze il primo corso di formazione per tutori volontari di minori arrivati nel nostro paese senza adulti di riferimento organizzato dall’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza con il supporto dello European Asylum Support Office (EASO). 

Sviluppato secondo le linee guida per la selezione, formazione e inserimento negli elenchi dei tutori volontari elaborate dall’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, il corso coinvolge le prime 50 persone che hanno presentato la propria candidatura a seguito del bando emanato dall’Autorità lo scorso 12 luglio.

Il corso si svolgerà in 4 giorni consecutivi (da venerdì a lunedì) per un totale di 27 ore di aula, presso la sede dell’Istituto degli Innocenti e sarà inaugurato dalla Garante nazionale Filomena Albano.

Al termine del primo ciclo, gli aspiranti tutori volontari saranno in grado di svolgere il loro ruolo nel pieno rispetto dei diritti del minore di cui garantiranno la tutela, tenendo in considerazione la specifica vulnerabilità legata alla giovane età ed alle difficoltà del percorso migratorio.

 

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Seconda raccolta dati sperimentale sui minorenni ospiti delle comunità

Sono 21.035, in Italia, i ragazzi che vivono fuori dalla propria famiglia di origine, ospiti delle 3.352 comunità sparse su tutto il territorio nazionale (dati al 31 dicembre 2015). Si tratta in prevalenza di maschi, di età compresa tra i 14 e i 17 anni. E’ quanto emerge, in estrema sintesi, dalla pubblicazione “La tutela dei minorenni in comunità. La seconda raccolta dati sperimentale elaborata con le procure della Repubblica presso i tribunali per i minorenni”, presentata questa mattina nella sede dell’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza.

La pubblicazione è il risultato dell’attività di monitoraggio ed elaborazione dati sui minori presenti in comunità, che l’Autorità svolge attraverso l’analisi delle informazioni che, per legge, ogni sei mesi le strutture di accoglienza sono tenute a comunicare alle procure minorili. I dati presi in esame si riferiscono a tutte le tipologie di comunità per minorenni, comprese le comunità familiari, le comunità terapeutiche e le strutture che consentono l’accoglienza genitore-bambino. Sono escluse le strutture che rientrano nell’ambito della prima accoglienza dei minorenni di origine straniera e le comunità di pertinenza del Ministero della Giustizia.

I dati raccolti mettono a fuoco, oltre alla dimensione quantitativa, anche le principali caratteristiche qualitative dell’accoglienza in comunità. In particolare: il numero di strutture presenti sul territorio di competenza; il numero di ispezioni effettuate; il numero degli ospiti complessivi; le caratteristiche degli ospiti, riguardo al genere, alla cittadinanza, all’eventuale condizione di minore non accompagnato e all’età; la tipologia di inserimento (giudiziale o consensuale); il numero di casi in cui la permanenza si protrae da oltre 24 mesi; la provenienza del minore al momento dell’inserimento, i casi in cui la permanenza termina a 18 anni e quelli in cui si protrae oltre la maggiore età.

“L’obiettivo della pubblicazione – spiega la Garante Filomena Albano – è approfondire il tema dell’accoglienza dei minorenni che vivono fuori della famiglia di origine. Un lavoro complesso, che abbiamo potuto realizzare grazie alla preziosa collaborazione delle procure minorili, attraverso il quale è possibile tracciare una fotografia del fenomeno sufficientemente ampia e aggiornata. Le peculiari condizioni di vulnerabilità di questi ragazzi rappresentano un serio ‘fattore di rischio’ per lo sviluppo armonico della loro personalità, proprio per questo occorre tenere un occhio vigile, per poter garantire quanto più possibile l’eguaglianza dei diritti e delle opportunità.

Inoltre i bisogni di tutela che ruotano attorno al fenomeno dell’accoglienza nelle comunità non si esauriscono nelle difficoltà che determinano l’ingresso in struttura, ma riguardano anche la fase di uscita dal percorso di accoglienza dei ragazzi che sono divenuti maggiorenni”.

 

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Autorità garante fa visita agli istituti penali per minorenni di Casal del Marmo e Nisida

Nei giorni scorsi l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, Filomena Albano, ha incontrato i ragazzi degli istituti penali per minorenni di Casal del Marmo (Roma) e Nisida (Napoli).

Gli incontri fanno seguito alla nota inviata al Ministero della Giustizia l’11 agosto, con cui l’Autorità si è resa disponibile a fornire un proprio contributo “relativamente alle parti che riguardano i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza” al lavoro delle Commissioni di studio incaricate di redigere gli schemi dei decreti legislativi in tema di riforma dell’ordinamento penitenziario e del sistema delle misure di sicurezza personali.  

“Ho organizzato questi due incontri – spiega la Garante Albano – per riflettere assieme ai ragazzi sulla vita all’interno degli istituti penali minorili. L’obiettivo è ascoltarne direttamente il punto di vista e portare la loro voce all’attenzione degli esperti che in questi mesi stanno lavorando alla riforma dell’ordinamento penitenziario minorile”. Gli incontri sono stati preceduti dall’invio di una lettera aperta ai ragazzi. 

Con i ragazzi la Garante ha parlato dell’organizzazione delle strutture e, in particolare, dell’accesso ai corsi di istruzione e formazione professionale e dei rapporti con l’esterno. “Entrambi gli incontri sono stati partecipati e ricchi di spunti di riflessione – commenta la Garante – tanto sulle criticità quanto sugli aspetti positivi della vita all’interno dell’istituto. Ringrazio le ragazze e i ragazzi per i contributi di approfondimento che ci hanno offerto e i direttori e gli operatori delle strutture per la disponibilità e la collaborazione”.

 

L'Autorità garante a Reggio Calabria per incontro in Prefettura e convegno su mediazione scolastica

L’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, Filomena Albano, si è recata oggi in visita a Reggio Calabria su invito del garante regionale Antonio Marziale. 

Nel corso della giornata la Garante ha partecipato a un incontro in Prefettura con le autorità e le istituzioni locali, in cui si è fatto il punto sulla situazione dei minori in Calabria. La riunione è stata anche l’occasione per parlare del progetto “Liberi di scegliere” frutto dell’intesa di più istituzioni che, a livello nazionale e regionale, si sono impegnate a favorire il recupero e il reinserimento sociale dei ragazzi che provengono da contesti di criminalità organizzata. “La mia presenza oggi a Reggio Calabria vuole essere un segno di prossimità ai territori”, ha affermato la Garante, aggiungendo che “Liberi di scegliere è un progetto che vogliamo seguire anche in fase di attuazione”. 

Nel pomeriggio, dopo l’incontro con il presidente del Consiglio regionale Nicola Irto, la Garante ha preso parte al convegno 
“Mediazione scolastica, esperienze e nuove prospettive”. Nel suo intervento la Garante ha ricordato che proprio sul tema della mediazione in ambito scolastico è stato realizzato il progetto “Dallo scontro all’incontro: mediando si impara”, i cui risultati sono stati recentemente presentati nella sede dell’Autorità.

L’iniziativa – incentrata sui temi dell’educazione al conflitto, delle diversità, dell’appartenenza e dell’importanza delle relazioni – verrà replicata nell’anno scolastico appena avviato. “Lo scorso 9 ottobre – ha spiegato Albano – è stato pubblicato sul nostro sito un nuovo avviso pubblico rivolto ad altre scuole secondarie di primo grado. Abbiamo inteso in questo modo riconoscere valore all’esperienza, proseguendo nella contaminazione positiva del messaggio relativo alla importanza di imparare a litigare bene sin da quando si è piccoli: dato che il conflitto è endemico, riguarda tutti i tipi di relazione e attraversa tutte le fasce di età, insegnare ai bambini a litigare bene assume un significato educativo e assurge a valore di prevenzione”. 

 

Diritto allo studio minori fuori famiglia: tavolo tecnico conclude ciclo audizioni

Il tavolo tecnico, costituito a seguito del protocollo che l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza e la Ministra dell’Istruzione, università e ricerca hanno sottoscritto in tema di pari opportunità nell’istruzione per le persone di minore età, ha concluso il ciclo di audizioni propedeutiche all’elaborazione delle Linee guida per il benessere scolastico degli alunni che si trovano fuori famiglia. Nel corso dell’ultimo incontro sono state raccolte osservazioni e proposte di associazioni e ordini professionali.

Complessivamente, le tre audizioni svolte dal tavolo tecnico hanno permesso di realizzare una ricognizione a trecentosessanta gradi dei diversi problemi che, rispetto all’accesso ai percorsi di istruzione e formazione, possono manifestarsi in caso di allontanamento del minore dal proprio nucleo familiare, al fine di individuare strumenti concreti di risposta alle criticità e di uniformare le buone prassi esistenti.

Terminata la fase di ascolto e acquisiti i contributi delle realtà istituzionali, associative e professionali coinvolte, il tavolo tecnico lavorerà ora alla redazione delle linee guida, che hanno lo scopo di garantire il diritto allo studio e al benessere scolastico dei ragazzi che vivono con una famiglia affidataria o in una comunità residenziale.

 

Presentati risultati della prima parte del progetto "Dallo scontro all'incontro: mediando s'impara!"

Il progetto “Dallo scontro all’incontro: mediando si impara!” promosso dalla Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza con l’Associazione G.E.M.ME. (Groupement Européen des Magistrats pour la Mèdiation) - Sezione italiana e l’Istituto Don Calabria, nasce dalla considerazione del fatto che il conflitto fa parte dell’esistenza umana e la difficoltà a gestirlo conduce spesso alla frattura dei rapporti tra le persone e a una violenza diffusa nelle relazioni.

Il conflitto rappresenta qualcosa di difficile da affrontare, qualcosa che spesso viene negato, soprattutto perché non si hanno gli strumenti che permettono di riconoscerlo, di esprimerlo e gestirlo. Al contrario, saper comunicare efficacemente, saper vivere il conflitto come risorsa, costituisce valore aggiunto nei rapporti interpersonali.

Nella prima edizione del progetto - di cui oggi, nella sede dell’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza a Roma, vengono presentati i risultati - sono state coinvolte 14 scuole secondarie di primo grado, del nord, centro e sud Italia, selezionate attraverso un avviso pubblicato sul sito dell’Autorità garante. Il progetto si è focalizzato sull’ascolto e il riconoscimento dell’altro e ha affrontato temi quali la diversità, il sentirsi invisibili, l’appartenenza, l’empatia, le emozioni, l’importanza delle relazioni. In totale sono stati coinvolti più di 1000 ragazzi di età compresa tra gli 11 ed i 14 anni.

Finalità del progetto è stata quella di veicolare positivamente il messaggio di educazione al conflitto, favorendo la contaminazione positiva e la moltiplicazione delle iniziative, anche attraverso l’alternarsi di parole e immagini in un lavoro ricco di emozione perché svolto coinvolgendo tutta la comunità scolastica.

“Impariamo a litigare bene”, questo il titolo dato al lavoro fatto nelle classi. Grazie alla grande creatività dei ragazzi, i lavori prodotti negli incontri sono stati messi a disposizione per trasferire i temi emersi a tutta la scuola. Concetti come l’ascolto, la diversità, la relazione con l’altro, il confronto, il conflitto, la mediazione sono stati dunque rappresentati sotto forma di disegni, narrazioni, , video, slides, poesie, puzzle grazie a quella capacità di sintesi e di immaginazione tipica dei bambini e dei ragazzi.

Tutte le scuole interessate a candidarsi alla seconda edizione del progetto possono aderire al bando di selezione già disponibile sul sito www.garanteinfanzia.org.

Autorità garante infanzia e Società Italiana di Pediatria per promuovere salute e benessere

09/10/2017 - Realizzare azioni e iniziative congiunte volte a promuovere la salute e il benessere fisico, psichico e sociale delle persone di minore età. E’ quanto prevede il protocollo d’intesa che l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza ha sottoscritto questa mattina con la Società Italiana di Pediatria.

“Si tratta di un progetto particolarmente importante – commenta la Garante Filomena Albano – attraverso il quale ci proponiamo di porre in essere tutta una serie di interventi e azioni concrete finalizzate a favorire una crescita sana di bambini e adolescenti e garantire lo sviluppo della loro personalità in tutte le sue potenzialità”.  

“La Società Italiana di Pediatria – aggiunge il Presidente SIP Alberto Villani-  è da sempre impegnata nella promozione e tutela della salute fisica, psichica e sociale del bambino e dell’adolescente nella nostra società. Il  protocollo d’intesa siglato oggi con l’Autorità Garante è un passo decisivo per rendere più concreto questo obiettivo”. 

In linea con le funzioni e i compiti dell’Autorità garante e della Società Italiana di Pediatria, l’intesa prevede in particolare la promozione di attività di studio e ricerca e iniziative di divulgazione scientifica e culturale, oltre alla realizzazione di corsi di aggiornamento, perfezionamento e alta formazione rivolti a operatori sociali e sanitari e, più in generale, a tutti gli attori coinvolti nel processo di tutela e crescita. Prevista anche la realizzazione di una raccolta sistematica di dati che permetterà di condividere e diffondere le buone prassi emergenti.

 

Avviso di interesse per realizzazione progetto su mediazione scolastica

Progetto "Dallo scontro all'incontro: mediando si impara" edizione 2017/2018

L'Autorità garante per l'infanzia e l'adolescenza pubblica un avviso rivolto alle scuole secondarie di primo in grado per proseguire il progetto di sensibilizzazione alla mediazione scolastica

Si invitano gli interessati a prendere visione dell'avviso di selezione, dell'abstract del progetto e del modulo da compilare per la manifestazione di interesse. 

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L'Autorità garante incontra alunni scuola Scopelliti-Green di Rosarno

L'Autorità garante per l'infanzia e l'adolescenza, Filomena Albano, ha incontrato questo pomeriggio gli alunni delle quinte classi dell'istituto comprensivo Scopelliti-Green di Rosarno per parlare dei diritti che la Convenzione di New York sull'infanzia riconosce a bambini e adolescenti. Ad accompagnare i ragazzi nella loro visita un gruppo di docenti, tra cui Antonia Cacciola, recentemente nominata Garante dell'infanzia e dell'adolescenza del Comune di Rosarno.

I ragazzi hanno partecipato attivamente all'incontro, rivolgendo domande, chiedendo chiarimenti e condividendo pensieri e opinioni, in particolare sui diritti alla vita, all'ascolto, alla famiglia, al gioco, alla salute, all'istruzione e a un'esistenza libera dalla violenza.  A loro la Garante ha spiegato che "tutti i bambini hanno diritto di essere uguali, senza distinzioni e discriminazioni", sottolineando che "la diversità rappresenta una ricchezza e che per questo occorre trovare il modo per rispettare il pensiero degli altri, anche se differente dal nostro".  

Nell'occasione, a tutti gli alunni che hanno preso parte all'iniziativa è stato regalato il libro-fumetto di Geronimo Stilton esplicativo della Convenzione e della Costituzione italiana, realizzato dall'Autorità garante.  Il volume propone di utilizzare la Costituzione e la Convenzione come una carta d'identità dinamica, per dare direttamente ai bambini e alle bambine la consapevolezza di essere titolari di diritti e bisogni che, per essere affermati e tutelati, devono prima di tutto poter essere conosciuti e riconosciuti da loro stessi.

 

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