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Minori non accompagnati, a Firenze terzo corso per tutori volontari

È iniziato questa mattina a Firenze il corso di formazione per quaranta aspiranti tutori volontari di minori stranieri non accompagnati. In Toscana risultavano censiti, al 28 febbraio scorso, 622 ragazzi stranieri senza genitori o altri adulti di riferimento, di cui 383 nella sola città di Firenze. Sabato sarà presente l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza (Agia), Filomena Albano.
“Il ruolo di tutore volontario – dice la Garante – non è semplicemente quello di rappresentare questi ragazzi, per lo più tra i 16 e i 17 anni, sul piano giuridico. Il ruolo dei tutori sarà anche quello di far loro da guida: avranno a che fare con minorenni soli che si trovano ora in un Paese spesso molto diverso dal loro. Il compito dei tutori richiede disponibilità, apertura, umanità, ma anche preparazione. E questo è lo scopo di questa tre giorni fiorentina che si concluderà domenica”.
Il corso si terrà all’Astoria Hotel, in via del Giglio. A partecipare 38 aspiranti dalla provincia di Firenze e due da quella di Prato. Tra essi 27 donne. Il ciclo formativo è organizzato dall’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza (Agia) con il supporto di EASO – l’Ufficio europeo di supporto all’asilo. È la terza edizione dei corsi per tutori volontari a Firenze.

Progetto mediazione: capire l’altro per ridurre i conflitti

Come ci percepisce l’altro? Ci sentiamo compresi nelle nostre emozioni e nei  nostri vissuti quando li condividiamo? Sono partiti da queste domande i ragazzi dell’istituto comprensivo Edmondo De Amicis di Succivo (Caserta) che oggi, nella sede dell’Autorità garante per l’’infanzia e l’adolescenza (Agia), si sono confrontati sui temi dell’ascolto, della comunicazione e delle modalità con cui affrontare e gestire i conflitti.

Con l’aiuto di due mediatori professionisti la classe - che partecipa al progetto dell’Agia “Dallo scontro all’incontro: mediando si impara” - si è messa in gioco con entusiasmo, partecipando con grande interesse alle attività in coppia o in gruppo pensate per suscitare la riflessione e lo scambio di opinioni. Dopo un momento iniziale dedicato alla presentazione reciproca, i ragazzi si sono cimentati con un’intervista particolare che ha permesso loro di sperimentare in prima persona il valore dell’ascolto attivo e dell’empatia.

Molto partecipata è stata anche l’attività di discussione collettiva, durante la quale si è riflettuto sul significato della comunicazione non verbale, attività che ha permesso di individuare alcune regole utili a guidarci nell’ascolto: guardare negli occhi chi parla, non distrarsi, non interrompere, rispettare un punto di vista diverso dal nostro, non giudicare. Il tutto per imparare a mettersi in relazione con l’altro, a costruire una comunicazione che sia davvero efficace e a gestire un conflitto in maniera positiva. 

Il prossimo incontro è programmato per martedì 17 aprile. Stavolta a cimentarsi in attività che aiutano a “litigare bene”, sarà la scuola Federico II di Svevia, di Avigliano (Potenza).

 

Tutori volontari a un anno dalla legge 47

“Il tutore volontario? Lavoreremo perché possa divenire un ‘micro garante’ del ragazzo” dice Filomena Albano, Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza (Agia), interrogata sulle prospettive di questa figura a un anno dall’approvazione della legge 47. “Dovrà essere un interlocutore consapevole, non un esperto di diritto. Un’interfaccia per i tanti attori investiti di competenze sulla vita e sul futuro dei minori stranieri non accompagnati: prefetture, questure, uffici scolastici, Asl e altri ancora. È importante che questa frammentazione si trasformi in una rete: la nostra speranza è che questa partecipazione, che parte dal basso, grazie al coinvolgimento delle persone si trasformi in un’azione che risulti più duratura”.

L'Autorità garante, Filomena Albano, è intervenuta oggi al convegno organizzato a Roma dalla Rappresentanza della Commissione europea in Italia a un anno dall’approvazione della legge 47. Tra le principali novità della normativa – che a partire dal maggio 2017 ha sistematizzato le competenze in materia – l'introduzione in Italia della figura dei tutori volontari di minorenni che arrivano nel nostro Paese senza adulti di riferimento.

“I tutori sono cittadini che realizzano il principio di solidarietà dell’articolo 2 della Costituzione” ha sottolineato la Garante Albano. “Persone che si sono messe in gioco per attuare, con umanità, i diritti dei minorenni. Sono soprattutto donne, in media 45enni, con una buona formazione culturale. Non era scontato che rispondessero all’appello: non si guadagna niente, non ci sono riconoscimenti, c’è molto da fare”. Per queste figure Agia sollecita da tempo forme di supporto come polizze assicurative, permessi dal lavoro e rimborsi delle spese vive. “È un salto culturale quello di concepire il ‘tutore volontario’, specie in un Paese che ha vissuto una significativa esperienza di tutela istituzionale” ha aggiunto la Garante Albano.

L’Autorità garante ha anche parlato della distribuzione dei minori in Italia. “La Sicilia raccoglie il 40% dei minori stranieri non accompagnati” conclude Albano. “I ragazzi invece dovrebbero essere distribuiti in maniera più equilibrata sul territorio nazionale, perché questo comporta molti vantaggi, prima di tutto per loro stessi: si evita che si radichino magari in situazioni che non corrispondono al superiore interesse del minorenne. Inoltre è più agevole trovare un numero adeguato di tutori, magari dislocati nelle vicinanze del luogo in cui vivono i ragazzi”.

Figli di detenuti, la raccomandazione del Consiglio d’Europa

Sono 2,1 milioni di minorenni in Europa ad avere un genitore in carcere. A difesa dei diritti di questi bambini e ragazzi il Comitato dei ministri del Consiglio d’Europa ha adottato lo scorso 4 aprile una raccomandazione destinata ai 47 Stati membri. I figli dei detenuti hanno gli stessi diritti degli altri bambini, compreso quello di avere contatti regolari con i genitori, salvo che ciò sia giudicato contrario al loro superiore interesse. È questo il principio generale contenuto nella raccomandazione.

Le linee guida del Consiglio d’Europa pongono a carico dei ministeri competenti, delle autorità garanti per l’infanzia e l’adolescenza e degli altri organismi nazionali per la protezione dei diritti dei minori il compito di verificare e adottare misure appropriate per il riconoscimento e l’attuazione dei diritti dei bambini con genitori detenuti o di quelli che vivono nelle carceri con le loro madri.  “Nessun bambino si senta diverso” afferma la Garante Filomena Albano. “È sempre stato questo il nostro principio guida. E abbiamo constatato con soddisfazione che nei documenti del Consiglio d’Europa l’esperienza italiana è considerata tra quelle che vanno nelle giusta direzione, proprio grazie al protocollo la ‘Carta dei diritti dei figli dei genitori detenuti’ sottoscritto con il Ministero della Giustizia e l’associazione ‘Bambinisenzasbarre’”.

Evitare l’arresto dei genitori in presenza dei figli e se ciò fosse inevitabile, procedere comunque nel rispetto della sensibilità del minorenne è uno degli orientamenti espressi dal Consiglio d’Europa lo scorso 4 aprile. Per minimizzare poi l’impatto della detenzione di un genitore sui figli, le autorità giudiziarie dovranno ricorrere il più possibile a soluzioni come permessi, sistemi di carcere aperto o sorveglianza elettronica. I minorenni dovranno poi poter visitare i familiari detenuti entro una settimana dall’arresto e poi regolarmente senza che ciò che interferisca con la loro vita, in particolare con gli impegni scolastici. Le perquisizioni sui minorenni andranno compiute con modalità adeguate al bambino. Gli Stati sono stati infine invitati a dare supporto ai genitori in carcere che vogliano partecipare all’educazione dei figli, in particolare nelle comunicazioni con scuola, servizi sociali e sanitari.

Il luogo di detenzione di un familiare dovrà essere quanto più possibile vicino al domicilio del minorenne e le visite dovranno avvenire in spazi dedicati o in una struttura nei paraggi del carcere. Prevista la possibilità di contatti regolari via webcam, chat, telefono o per mezzo di altre soluzioni tecnologiche.

Progetto mediazione: nella sede dell’Agia proseguono gli incontri con le scuole

Nuovo appuntamento, nella sede dell’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza (Agia), con il progetto “Dallo scontro all’incontro: mediando si impara”, promosso dall’Autorità per diffondere tra i ragazzi la cultura del rispetto dell’altro e la capacità di affrontare i conflitti in modo sano e costruttivo.

Questa mattina a partecipare alle attività organizzate nell’ambito dell’iniziativa sono stati gli alunni di seconda media dell’istituto comprensivo De Amicis-Bagaldi-San Lorenzo di Melito di Porto Salvo (Reggio Calabria). Sotto la guida esperta di due mediatrici professioniste, i ragazzi si sono confrontati dapprima con l’attività dell’intervista doppia – pensata per far riflettere sull’importanza di saper ascoltare e saper comprendere l’altro – e poi con una serie di attività finalizzate a sollecitare un confronto sul modo corretto di gestire e risolvere una discussione.

La mattinata si è conclusa, come d’abitudine, con il gioco del gomitolo, che mira a trasmettere il valore della rete e delle relazioni interpersonali.   

 

Al via i lavori della Consulta dei ragazzi dell’Agia

È nata la Consulta dei ragazzi dell’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza (Agia). A farne parte diciotto under 17 – nove maschi e nove femmine – provenienti da scuole medie e superiori, rappresentanze studentesche, gruppi scout, oratori e federazioni sportive. Tra loro anche un minore straniero non accompagnato.

I ragazzi hanno incontrato per la prima volta la Garante Filomena Albano nella sede dell’Agia. Tema del confronto: l’età minima del consenso per i minorenni al trattamento dei dati personali in particolare quando si iscrivono a un servizio sul web. La consultazione rientra nel ciclo di audizioni che l’Autorità sta conducendo in questi giorni tra esperti e accademici a proposito del nuovo regolamento europeo sulla privacy (Gdpr) che entrerà in vigore il 25 maggio prossimo.

“L’istituzione della Consulta dei ragazzi – spiega la Garante Albano – punta a contribuire all’attuazione dell’articolo 12 della Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza: ogni persona di minore età ha il diritto di esprimere la propria opinione e lo Stato deve garantire che tale opinione sia presa in considerazione dagli adulti. Il diritto alla partecipazione, pur non essendo previsto direttamente dalla Convenzione, è strettamente connesso a quello di esser ascoltati. Abbiamo creato uno spazio nel quale i giovanissimi potranno esprimersi, cercando di far in modo di essere ascoltati sulle decisioni che li riguardano. Sarà compito dell’Autorità garante tenerne conto, valutarle e farsene poi portavoce nelle sedi istituzionali”.

Altri ragazzi potranno essere coinvolti su specifici argomenti. Saranno attivati rapporti con scuole e associazioni per valorizzare la partecipazione dei ragazzi alle consultazioni dell’Autorità garante. È previsto, inoltre, che la Consulta collabori con “redazioni locali” che saranno costituite negli istituti comprensivi a proposito delle questioni che riguardano interessi connessi alla fascia tra gli 11 e i 15 anni. Analoga collaborazione sarà attivata, per la fascia dai 7 ai 10 anni, sui bisogni di tutela dei diritti dei più piccoli con apposite “Commissioni bambino”.

AVVISO PUBBLICO PER N.1 POSIZIONE DI COMANDO

AVVISO PUBBLICO PER L'ACQUISIZIONE DI MANIFESTAZIONI DI INTERESSE A PARTECIPARE ALLA PROCEDURA DI SELEZIONE DI N. 1 UNITA' DI PERSONALE DA ASSEGNARE IN POSIZIONE DI COMANDO PRESSO L'AREA DIRITTI DELL'UFFICIO DELL'AUTORITA' GARANTE PER L'INFANZIA E L'ADOLESCENZA (scadenza 18/04/2018)

Scarica l'Avviso di selezione e il Modulo di domanda

Minori non accompagnati: a Lucca corso per 45 aspiranti tutori

Ha preso il via a Lucca il corso per aspiranti tutori volontari di minori stranieri non accompagnati (Mnsa) che proseguirà per tutto il weekend al Grand Hotel Guinigi. A organizzare la formazione l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza (Agia) con il supporto di EASO – l’Ufficio europeo di supporto all’asilo. 

I candidati iscritti sono 45, in gran parte laureati e per la maggior parte donne.  Provengono dalle province di Lucca (15), Pisa (13), Pistoia (9) e Livorno (8). Territori nei quali risulta segnalata la presenza di 133 minori stranieri non accompagnati, che corrispondono al 21,4% dei Mnsa della Toscana (il 64% è in provincia di Firenze).

 “I tutori volontari sono cittadini che si rendono disponibili a fare da guida ai ragazzi nel difficile percorso di inserimento in una comunità che non conoscono e a sostenerli nelle scelte di vita che li attendono” spiega l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, Filomena Albano. “Questa forma di protezione per ‘persone di minore età’ è prevista dalla legge 7 aprile 2017, n. 47 che, per la prima volta in Europa, ha disciplinato in modo nuovo e in un’ottica di sistema le azioni a tutela delle persone di minore età che arrivano nel nostro paese prive di adulti di riferimento”.

Una volta superato il corso, se gli aspiranti confermeranno la loro disponibilità a essere inseriti nell’elenco dei tutori volontari, toccherà poi al Tribunale per i minorenni provvedere alla loro nomina.

Agia contribuisce ad aggiornamento Rapporto FRA su tutela

L’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza (Agia) ha contribuito all’aggiornamento del rapporto della European Union Agency for Fundamental Rights (FRA – Agenzia europea per i diritti fondamentali) del 2015 con una nota che riassume le principali novità in materia di tutela dei minori stranieri non accompagnati in Italia.  

Il documento, redatto sia in italiano che in inglese, fa il punto sull'attuazione della legge 47 del 2017 (Disposizioni in materia di misure di protezione dei minori stranieri non accompagnati) che, per la prima volta in Europa, ha disciplinato con un approccio innovativo e di “sistema” tutti gli aspetti relativi alla protezione delle persone di minore età che arrivano sole nel nostro paese. L’aggiornamento del rapporto FRA, in particolare, si è concentrato sull'articolo 11 della legge 47, che prevede la creazione di elenchi di tutori volontari per minori non accompagnati presso i tribunali per i minorenni, ai quali il decreto legislativo 220 del 2017 ha attribuito anche la competenza a nominare il tutore.

L’attenzione da parte dell’Europa alla figura del tutore volontario è massima, poiché l’approccio italiano potrebbe diventare una pratica promettente all’interno dell'Unione: si tratta infatti di un sistema di tutela flessibile, che può rispondere a esigenze mutevoli, che coinvolge attivamente la comunità nel paese di accoglienza. Allo stesso tempo, tuttavia, questo sistema richiede attenzione, in particolare per quanto attiene alla gestione, al supporto e alla supervisione del numero elevato di persone che si rendono disponibili ad assumere l’incarico di tutore volontario.

La FRA, assieme ad altre agenzie di respiro internazionale ed europeo e ad associazioni e organizzazioni esperte in materia di minori e migrazione, ha partecipato alla prima fase dell’attività formativa rivolta agli aspiranti tutori volontari organizzata dall’Autorità garante in Toscana, Sardegna, Abruzzo e Molise.

http://fra.europa.eu/en/news/2018/innovative-italian-legislation-updates-approach-guardianship

Da Covo (Bg) all’Agia per imparare a gestire i conflitti

Gli alunni dell’istituto comprensivo “Lorenzo Lotto” di Covo, in provincia di Bergamo, sono stati ospiti questa mattina dell’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza (Agia). Sedici studenti di prima e seconda media hanno incontrato la Garante Filomena Albano. L’occasione è stata data dalla partecipazione dei ragazzi al progetto di Agia “Dallo scontro all’incontro: mediando si impara”, un’iniziativa di sensibilizzazione e di mediazione scolastica. Un argomento che ha permesso ai ragazzi di imparare a comunicare con efficacia, a riconoscere le emozioni e a gestire positivamente i conflitti.

Con la Garante Albano i ragazzi hanno affrontato alcuni dei diritti sanciti dalla Convenzione Onu. Si è parlato di uguaglianza, di pari opportunità a prescindere da genere, etnia, famiglia o religione. I ragazzi si sono mostrati convinti che in Italia i diritti sono tutelati. La Garante ha poi descritto il suo ruolo e l’intensità dei suoi impegni, legati al compito di esser una portavoce indipendente dei bisogni e delle istanze delle persone di minore età. Dopo l’appuntamento odierno, i ragazzi impegnati nel laboratorio all’interno della sede Agia torneranno a incontrare nuovamente, ma nella loro scuola, i mediatori professionisti che hanno condotto l’incontro.

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