No allo smantellamento del tribunale per i minorenni e della procura minorile Sì ad una riforma della giustizia a misura di bambino

L’appello al Parlamento dell’Autorità garante: tutelare in concreto i diritti dei bambini e degli adolescenti

In questo momento storico occorre aumentare il sistema di protezione dell’infanzia, centrale per il futuro dell’Italia, in presenza di nuove sfide rese urgenti dalla situazione di povertà economica e dall’arrivo in Italia di tanti minori migranti.

La riforma del processo civile approvata alla Camera e in discussione al Senato rischia invece di indebolirlo realizzando un doppio effetto negativo:

  1. La scomparsa della procura minorile produrrebbe il rischio di una grave dissoluzione del bagaglio di enorme competenza ed esperienza di cui essa è portatrice. La procura minorile non ha competenza solo in ambito penale, per i ragazzi autori di reato - che devono comunque essere rieducati trattandosi di personalità in evoluzione - ma anche in ambito civile, per tutelare i bambini e i ragazzi privi di adeguate figure genitoriali o sottoposti a situazioni pregiudizievoli. Per non parlare dei compiti di sorveglianza delle comunità in cui vivono minori fuori dalla famiglia di origine, la cui regolarità è di vitale importanza per la buona riuscita dei percorsi di sostegno e per evitare sospetti di abusi ai danni di soggetti deboli. Occorrono magistrati dediti in via esclusiva ai compiti di tutela di bambini e ragazzi anche per realizzare la funzione di filtro rispetto a tante istanze di disagio minorile.
  2. La soppressione del tribunale per i minorenni e la creazione, in luogo dei tribunali soppressi, di sezioni specializzate del tribunale ordinario non risolve l’attuale frammentazione di competenze.

Il rischio che il patrimonio professionale, culturale e il modello di giurisdizione a tutela delle persone di minore età - “conquiste di civiltà” per il nostro Paese - possa essere compromesso deve assolutamente essere evitato.