Consulta associazioni, avviato studio su diritto al gioco dei bambini disabili

Analizzare il rapporto tra gioco, sport e disabilità, approfondendo in particolare quali possibilità di accesso alle attività ludiche e sportive vengono offerte ai bambini e ai ragazzi disabili e cosa viene fatto in concreto per favorire la loro socializzazione e inclusione nei diversi contesti ricreativi e sportivi. E’ questo l’obiettivo del gruppo della Consulta delle associazioni e delle organizzazioni dedicato al tema “Il diritto al gioco e allo sport dei bambini con disabilità” che ha avviato i lavori questo pomeriggio.

Partendo da una analisi delle norme e della letteratura scientifica in materia, nonché da una ricognizione delle prassi, il gruppo di lavoro intende realizzare una ricerca sul campo per approfondire il rapporto tra bisogni e desideri, al fine di elaborare proposte e raccomandazioni per politiche e interventi realmente inclusivi, favorendo pari opportunità di accesso e abbattendo pregiudizi, ostacoli e barriere architettoniche.

“Il gioco è uno spazio centrale durante l’infanzia – commenta l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza Filomena Albano – attraverso di esso i bambini sviluppano capacità motorie, creative, intellettive e sociali. E’ un’esperienza essenziale, che deve essere garantita a tutti i bambini, in un’ottica di pari opportunità. Il tema dell’accesso alle attività ricreative e sportive da parte dei bambini con disabilità richiede grande attenzione – aggiunge la Garante – e deve essere affrontato in un’ottica di integrazione e inclusione, partendo dai diritti riconosciuti dalla Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. L’articolo 31, innanzitutto, che sancisce il diritto di ogni bambino al gioco, inteso come libera espressione di sé e luogo di socializzazione con i coetanei. E l’articolo 23, che riconosce il diritto dei bambini con disabilità a condurre una vita piena in condizioni che garantiscano la loro dignità e favoriscano la loro autonomia e agevolino una loro attiva partecipazione alla vita della comunità”.