Salute mentale, due rappresentanti del team italiano al Forum ENYA di Barcellona

Con la formulazione delle raccomandazioni finali si è conclusa la fase italiana del progetto “Let’s talk young, let’s talk about mental health” in materia di salute mentale, edizione 2018 dell’ENYA, la European Network of Young Advisors. L’iniziativa – nella quale l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza (Agia) ha coinvolto 12 ragazze e ragazzi in età di scuola secondaria di primo e secondo grado – da domani 26 giugno 2018 arriverà a Barcellona.

La rappresentanza italiana

Due dei giovani partecipanti saranno al Forum ENYA, in rappresentanza dell’Italia, per presentare le attività svolte a livello nazionale e confrontarsi con i giovani rappresentanti degli altri nove Paesi partecipanti al progetto. I ragazzi di Azerbaijan, Paese Basco, Belgio (comunità francofona), Catalogna, Cipro, Georgia, Italia, Malta, Irlanda del Nord, Scozia avranno l’opportunità di essere ascoltati a livello europeo, nell’ambito delle attività annuali della rete europea dei garanti.

Le attività svolte in Italia

Gli 11 giovani di età compresa tra i 12 e i 18 anni hanno partecipato a sette incontri, discutendo, giocando, riflettendo, incontrando psicologi e intervistando i cittadini sul tema della salute mentale. Nel corso delle attività – documentate da video che saranno portati alle due giornate del Forum a Barcellona – anche la visita al Museo della Mente nell’ex ospedale psichiatrico di Santa Maria della Pietà a Roma. I ragazzi nel corso delle giornate di ascolto e partecipazione hanno incontrato l’Autorità garante Filomena Albano e hanno assistito alla sua “Relazione al Parlamento” al Senato della Repubblica.

Le sei raccomandazioni

Ecco, in sintesi, i contenuti delle sei raccomandazioni che i ragazzi del progetto ENYA hanno espresso al termine del percorso e che saranno presentate a Barcellona:

  1. L’importanza della consapevolezza. È fondamentale che tutte le persone di minore età comprendano il significato del concetto di salute mentale e il suo valore.
  2. Enti e servizi a cui rivolgersi in caso di difficoltà. Pubblicizzare in maniera più attiva l’esistenza dei luoghi di prevenzione e supporto.
  3. Le modalità di promozione. I canali di divulgazione dei messaggi devono essere alla portata dei ragazzi e quindi veicolati tramite le piattaforme più familiari: Instagram, Facebook, YouTube, canali televisivi.
  4. Sportelli di ascolto. Presenza obbligatoria, in ogni scuola, di uno psicologo con formazione specifica in ambito adolescenziale, che possa rappresentare un punto di riferimento per ragazzi, docenti e genitori.
  5. Il ruolo degli adulti. Sia i genitori che gli insegnanti devono essere adeguatamente formati sul tema della salute mentale dei minorenni al fine di riconoscere immediatamente segnali di allarme e intervenire nel modo più opportuno.
  6. Il consenso a essere presi in carico da uno psicologo o psicoterapeuta. In Italia è necessario il consenso dei genitori prima del diciottesimo anno di età, chiesto che l’età minima del consenso autonomo sia spostata a 16 anni.

Il diritto delle persone di minore età ad essere ascoltate e a partecipare, secondo quanto sancito dall’art. 12 della Convenzione di New York, è sempre stato all’ordine del giorno della rete europea dei garanti per l’infanzia e l’adolescenza (ENOC - European Network of Ombudspersons for children) e di ogni autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza. A tal fine, l’ENOC ha sviluppato, sin dal 2010, con il sostegno della Commissione europea, il progetto di partecipazione ENYA, supportato dai membri ENOC.

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