Protezione

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07/09/2021

Si è insediato questa mattina il “Tavolo tecnico sulla tutela dei diritti dei minori nel contesto dei social networks, dei servizi e dei prodotti digitali in rete” del quale fa parte l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, insieme al Garante per la tutela dei dati personali, l’Agcom e il Ministero della giustizia. Presente ai lavori, presieduti dal sottosegretario alla giustizia Anna Macina, la Garante Carla Garlatti.

Il tavolo nasce anche a seguito delle sollecitazioni dell’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza con lo scopo di individuare misure tecnico legislative che mirino a tutelare i diritti dei minorenni nell’uso dei social network, dei servizi online e dei prodotti digitali connessi alla Rete. “Occorre privilegiare la regolamentazione rispetto al divieto” commenta Garlatti. “Vietare o limitare notevolmente l’uso del web significherebbe comprimere il diritto dei minorenni a esprimersi, a informarsi, a giocare, ad apprendere, a socializzare. Si tratta in tutti i casi di diritti sanciti dalla Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza”.

“Per l’Autorità garante – aggiunge Garlatti – è inoltre fondamentale che gli adulti, siano essi fornitori di servizi, programmatori, genitori, scuola o istituzioni, si assumano la responsabilità di evitare che i minorenni possano subire danni al loro benessere, alla loro dignità, all’armonico sviluppo e far sì che possano contemporaneamente fruire dei diritti legati alla rete in maniera adeguata alla loro età”.

La presenza dell’Autorità garante completa le competenze degli altri soggetti presenti al tavolo con un approccio che discende dai principi della Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza: far sì che i diritti di bambini e ragazzi a esprimersi, informarsi, giocare e socializzare siano assicurati nel pieno rispetto del loro benessere psicofisico.

26/06/2021

“Notizie, immagini e parole particolarmente forti, benché di straordinario valore sociale o informativo, dovrebbero essere diffuse in base alle regole deontologiche della tv: il giornalista deve sempre avvisare che sta per mandare in onda video non adatti ai minori. Tuttavia, anche quando ciò avviene, è opportuno prestare la massima attenzione per evitare che la messa in onda possa tradursi in un danno per i più piccoli”. Così l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, Carla Garlatti, a seguito di alcune segnalazioni sulla messa in onda di immagini particolarmente traumatizzanti da parte di trasmissioni televisive.

“Va detto, poi, che il pericolo si amplifica quando le emittenti pubblicano online, sui siti e via social, lo stesso genere di sequenze” aggiunge. “I video, le notizie e le parole restano infatti a disposizione di tutti a tempo indeterminato, in quanto possono essere copiate o condivise, moltiplicandosi all’infinito. Queste scelte possono innescare così meccanismi in grado di portare a contatto i minorenni con contenuti inappropriati, ledendo il loro diritto a un armonico sviluppo”.

“È quindi necessario, in questi casi, che la pubblicazione di contenuti particolarmente forti, pur nell’esercizio del diritto di cronaca, sia ancor più coerente con il principio dell’essenzialità dell’informazione. Principio questo, che quando entra in gioco la tutela dei diritti dei bambini e dei ragazzi, assume una valenza rafforzata: andrebbero diffusi soltanto gli elementi indispensabili alla ricostruzione dei fatti badando a non danneggiare l’equilibro dei più vulnerabili”.

“Non è sufficiente il rispetto delle regole” conclude la Garante. “Gli operatori dell’informazione hanno precise responsabilità nei confronti di bambini e ragazzi. Pertanto, nello scegliere se diffondere o meno contenuti che possano coinvolgere i diritti dell’infanzia, dovrebbero fare sempre prevalere – nel rispetto della Convenzione di New York del 1989 – l’interesse superiore del minore”.

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